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Subject: attentati in norvegia

2011-11-30 12:41:15
pare che si vada verso l'infermità mentale,
personalmente sono contento!


non so che dire, immagino che una volta rinchiuso anche lì debbano confermare la tesi
2011-11-30 13:47:08
lavoro..

è la seconda volta..Oslo niente di che, imho.

passo e chiudo vado in aeroporto
2011-12-01 13:26:57
Message deleted

2012-07-22 20:36:00
Ad un anno dalla tragedia, un piccolo ricordo per le vittime di questo pazzo.
2012-07-22 23:40:16
io passai davanti quell'isola ad un mese dalla tragedia, si trova 35/40 km fuori la capitale sulla statale 16 se non vado errato in direzione Bergen. L'isola è proprio piccolina, direi due, tre ettari al massimo.
comunque la compostezza del popolo norvegese è davvero impressionante.

2012-07-23 00:38:25
il fanatismo fa disastri impressionanti

r.i.p.
2012-08-25 14:00:49
Non è stato valutato pazzo, per lui il massimo della pena, 21 anni, in una cella più accogliente di casa mia.
Tutto come previsto, da lui, che ha accettato.
Salvo dire a fine processo: "Mi scuso per non averne uccisi di più"

Mah
2012-08-25 14:03:16
aspettavo che qualcuno comentasse:(
ieri sera vedendo il telegiornale mi chiedevo se fosse vero quello che stavano dicendo.
Non tanto per la pena che probabilmente verrà prolungata,ma al tipo di reclusione:(
2012-08-25 14:04:49
Non credo che bastonarlo tutti i giorni farà tornare indietro le vittime..
Poi, se hanno i soldi per fare tante cose utili e ANCHE questa tanto meglio, per quanto sia progressista potrei accettare anche condizioni più modeste.
Poi, farsi scappare la mano fino alla "tortura" è facile, ma perdere la libertà anceh in un posto decente non è cosa da poco..
2012-08-25 14:08:15
ah si?
vorrei vederti padre o fratello di uno di quelli uccisi ,che sente questo che si dispiace di non averne uccisi di più:(
lo mettono in carcere per modo di dire::(:(:(:(
cella (più che altro camera) senza sbarre tv pc internet guardie non armate in pratica lo mettono in un area recintata sorvegliata
(edited)
2012-08-25 14:12:37
Io ho paura che considerare questa persona non malata sia stato un errore di grosso conto.
Un nazista che ammazza a sangue freddo 77 ragazzi senza colpe, che si dichiara innocente ma allo stesso tempo dice che ne avrebbe voluti uccidere di più.
È quello che voleva, e voleva evitare a tutti i costi il manicomio con annesse cure di riabilitazione.
È lucido nei suoi pensieri ma un pazzo puó essere più lucido di tutti gli altri.
2012-08-25 14:29:02
Io ho paura che considerare questa persona non malata sia stato un errore di grosso conto.
Un nazista che ammazza a sangue freddo 77 ragazzi senza colpe, che si dichiara innocente ma allo stesso tempo dice che ne avrebbe voluti uccidere di più.
È quello che voleva, e voleva evitare a tutti i costi il manicomio con annesse cure di riabilitazione.
È lucido nei suoi pensieri ma un pazzo puó essere più lucido di tutti gli altri.


Ti metto in risposta un articolo che esprime in tutto e per tutto come la vedo, solo scritto meglio di quanto potrei mai fare..


Cosa c’insegna il caso Breivik

Pubblicato il 24 agosto 2012

I giudici di Oslo hanno chiarito una questione che spesso nel nostro paese viene minimizzata.

Non è un folle Anders Behring Breivik, ma una persona che segue lucidamente un’ideologia e una scuola di pensiero ben radicata in Europa, la stessa che ha portato il continente alla Seconda Guerra Mondiale. Una guerra d’aggressione scatenata contro popoli ritenuti inferiori e che, coerentemente, condusse fino all’Olocausto. Un’ideologia razzista che prima d’allora aveva legittimato il colonialismo europeo in America, Africa, Asia e Oceania e in seguito, ancora per decenni, ha continuato a legittimare la politica dell’apartheid negli Stati Uniti come in Sudafrica.

Alle azioni e ai deliri del Breivik che rifiutavano l’essenza stessa della democrazia, il governo norvegese aveva promesso di rispondere con “ancora più democrazia” e si può ben dire che la promessa sia stata mantenuta. Non ci sono state folle di forcaioli ad accompagnare il processo, non ci sono state grida d’insoddisfazione nell’accogliere la condanna a 21 anni, la massima prevista per la legge norvegese.

Non si può che ammirare la Norvegia ed esprimere solidarietà ai norvegesi per la gestione di un caso eccezionale che ha profondamente scosso quel paese come mai era accaduto prima. Ma poi bisogna fare i conti con l’immensa differenza che separa quel paese e quella civiltà dalla nostra. Civiltà, la nostra, plasmata da tanti maestri del pensiero che subito si precipitarono a catalogare Breivik come un folle, a separarlo proprio da quell’ideologia che oggi i giudici norvegesi hanno riconosciuto come primo motore della strage. E forse, anche ad autoassolversi.

Ricordo il rantolo di Magdi (ormai) Cristiano Allam che, per nulla pentito di avere in passato sostenuto alcune delle tesi sbandierate da Breivik, si scagliò come il terrorista norvegese contro il “multiculturalismo”. Non era colpa di Breivik, che è un folle, si disse, ma del “Multiculturalismo che l’ha spinto alla follia turbando la sua quiete. Sul Foglio Giuliano Ferrara scrisse che “Non voleva scatenare una guerra etnico-religiosa“, Camillo Langone che lui è un fondamentalista diverso perché Breivik e luterano e mette le bombe, non come lui che tutti i giorni scrive le stesse cose di Breivik e che anche il quel pezzo non mancò di prendersela con l’immigrazione. Un servizio del TG1 attribuì la colpa della strage ai videogame, Pierluigi Battista sulle pagine del Corriere della sera si affrettò a dire che non era colpa di chi, come il suo giornale, aveva diffuso le stesse idee di Breivik facendo delle razzistate della senescente Oriana Fallaci un successo editoriale, disse Pigi che legare Breivik a quelle idee era “un’ipotesi complottista”.

Vittorio Feltri arrivò persino ad accusare le giovani vittime di essere mollaccioni di sinistra, perché non si erano lanciati a decine sul killer. Decine di esercizi di terzismo ridicolo e insopportabile, con buona parte della destra di questo paese che cercò di smarcarsi da Breivik mentre ne ripeteva gli slogan, quegli stessi che ha diffuso nell’ultimo decennio ossessivamente, anche dalle tribune del governo. PDL, Lega Nord, AN, i politici di questi partiti giocarono in difesa, negando che ogni legame con un’ideologia che hanno cavalcato platealmente per anni e continuano a cavalcare.

Oggi questi dovrebbero fare i conti con la sentenza norvegese, che li espone nel ruolo di complici, di cattivi maestri, di brodo di cultura di un’ideologia suprematista e razzista che non si è mai sopita nonostante sia stata sconfitta e nonostante si sia resa responsabile di uno dei periodi più bui dell’umanità. La stessa ideologia che ha prodotto le carceri infami nelle quali deteniamo i migranti, privandoli della libertà personale senza che abbiano compiuto alcun reato, la stessa ideologia che spinge a dimenticare le condizioni disumane nelle quali costringiamo i nostri carcerati. La distanza dalla civiltà della Norvegia si può misurare visivamente anche accostando il carcere che ospiterà Breivik con i nostri istituti di pena, dove secondo i cialtroni della destra i nostri detenuti vivono “come in albergo” e “a spese nostre”. E sono conti che devono fare ancora di più in quanto sono gli stessi che, in prima fila, sono pronti ad accusare gli avversari di essere “cattivi maestri” quando qualche giovane sfascia una vetrina.

La sentenza con la quale i giudici norvegesi hanno condannato Breivik illumina il negazionismo criminale di questi commentatori che hanno plaudito ai rantoli razzisti di Fallaci e che ogni volta che nel nostro paese si scatena un pogrom contro gli zingari o una strage motivata dall’ideologia d’estrema destra ci raccontano che gli assassini sono stati provocati o che sono matti, mentre sui siti dei loro giornali scatta l’orgia di commenti a confronto dei quali Breivik appare un elegante ufficiale nazista, che si staglia sulle truppe che accompagnano gli ebrei, gli zingari e gli omosessuali ai forni.

Con questa sentenza l’Italia dovrebbe fare i suoi conti, li dovrebbero fare i suoi media e quei giornalisti che passano il tempo a soffiare sul fuoco dell’odio e poi a giocare ai negazionisti quando le follia razzista divampa. La battaglia contro il nazifascimo non potrà dirsi vinta fino a quando comportamenti del genere avranno cittadinanza nel nostro paese.

Pubblicato in Giornalettismo
2012-08-25 14:38:00
Io ho paura che considerare questa persona non malata sia stato un errore di grosso conto.

Una persona malata di mente non è in grado di intendere e di volere.

Questo era in grado di intendere e di volere.
E si chiama nazista, razzista e xenofobo.

Tra l'altro ci delizia di particolari altamente comici come tutti i nazistelli della storia:

A 21 anni si sottopose ad interventi di chirurgia estetica per rimodellare fronte, naso e mento
2012-08-25 14:45:11
Io condivido poco questo articolo perchè è più una sorta di rivendicazione nei confronti di molte teste vuote italiane, parla per il 90% dell'articolo di Ferrara e di Feltri e a me di loro, come credo alle persone vicine alle vittime, frega poco :)

Secondo me si sbaglia a contrapporre lucidità con follia: un folle puó essere lucido e calcolatore e avere un piano preciso in testa.
Non è folle solo chi urla e schiamazza senza un perchè, è folle chi segue lucidamente un'ideologia folle.
Hitler era folle, anche se per questo articolo non lo era.
Mi rifiuto di credere che una persona "normale" possa fare ciò che hanno fatto i nazisti e così Breivik.
È gente malata che va curata in cliniche apposite, la sua dichiarazione sprezzante mi lascia l'amaro in bocca perchè lui aveva previsto tutto, voleva passare da "normale" per evitare il manicomio che a suo dire sarebbe stato peggio della morte.
E assecondare e adeguarsi al pensiero di un folle, accontentando le sue volontà, non mi sembra un grande gesto di civiltà.
2012-08-25 15:11:37
E assecondare e adeguarsi al pensiero di un folle, accontentando le sue volontà, non mi sembra un grande gesto di civiltà.

Il gesto di civiltà è rendere giustizia alle vittime. Quella data è la giustizia civile norvegese che ha fatto pienamente il suo dovere.
Io però l'avrei fatto ricoverare, era forse l'unico modo per recuperarlo. Così sarà solamente un costo...
2012-08-25 15:37:59
Hitler era folle, anche se per questo articolo non lo era.

Hitler aveva un'idea e ha cercato di applicarla con lucida organizzazione.
Che quell'idea poi fosse immonda, inaccettabile o altro è un altro discorso.

A volte ci nascondiamo dietro la follia per semplificare le cose. E usiamo il termine normale per rincuorarci del distacco tra noi (normali) e l'anormale.
(edited)