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Subject: »Morti sul lavoro
e il muletto ne ammazza parecchi
sincero, di incidenti mortali con muletti se ne sentono pochi, di incidenti con feriti tantissimi. la maggior parte x usi impropri del mezzo, o usi del tutto vietati: il classico è quello che sale sulle forche x farsi issare a 2-3 metri a far qualche lavoro e poi cade.
un altro classico è l'investimento di un operaio da parte del muletto in manovra (se va bene) o in gara! ho un amico mulettista, ha 30 anni e ancora fanno le gare in stabilimento come dei sbarbai!
con gente così con c'è norma di sicurezza che tenga.
per le misure di protezione sui trattori, servirebbe sentire qualcuno che li costruisce x capire che margini di intervento ci sono
sincero, di incidenti mortali con muletti se ne sentono pochi, di incidenti con feriti tantissimi. la maggior parte x usi impropri del mezzo, o usi del tutto vietati: il classico è quello che sale sulle forche x farsi issare a 2-3 metri a far qualche lavoro e poi cade.
un altro classico è l'investimento di un operaio da parte del muletto in manovra (se va bene) o in gara! ho un amico mulettista, ha 30 anni e ancora fanno le gare in stabilimento come dei sbarbai!
con gente così con c'è norma di sicurezza che tenga.
per le misure di protezione sui trattori, servirebbe sentire qualcuno che li costruisce x capire che margini di intervento ci sono
Ragazzi una cosa è un "muletto" un'altra è un "trattore".
Uno si utilizza su asfalto, l'altro su terreno accidentato.
Uno uccide durante il suo uso corretto, l'altro solo in caso di uso scorretto.
Se non fate questa differenza non so di cosa parliamo...
Non capisco chi dice che ci vuole una patente per guidare un trattore... Ne ha mai visto uno? Sa quali sono i rischi?
(edited)
Uno si utilizza su asfalto, l'altro su terreno accidentato.
Uno uccide durante il suo uso corretto, l'altro solo in caso di uso scorretto.
Se non fate questa differenza non so di cosa parliamo...
Non capisco chi dice che ci vuole una patente per guidare un trattore... Ne ha mai visto uno? Sa quali sono i rischi?
(edited)
per i muletti da noi in fabbrica sono stati fatti appositi percorsi dove devono passare i muletti,e altrettanti percorsi per la gente a piedi!non è tanto ma è qualcosa,poi se i percorsi vengono rispettati,l'investimento è evitato al 100%.
Basterebbe seguire la legge:
queste sono le linee guida dell'ISPESL per l'adeguamento a norma dei trattori, che ovviamente, come per i muletti, impone la presenza di una gabbia di protezione per il conducente, che ne permetta il salvataggio in caso di ribaltamento.
Link al pdf
Mentre per il muletto, sempre per legge, è obbligatorio che chi lo guida segua un corso e abbia un attestato, sennò non lo può guidare.
Poi siamo in Italia, e quindi si fa all'italiana, che fa il corso ce n'è uno per azienda perchè costa e poi si perde tempo che non ce n'è da perdere che bisogna produrre; e poi il muletto lo usano tutti. Con pale alzate, col carico davanti in discesa, alzando il collega sulle forche per prendere la roba in alto ecc. ecc.
Senza contare che sia per trattori che per muletti anche se la gabbia c'è, si muore lo stesso perchè mica si può perdere tre secondi a mettersi la cintura, e quindi quando si cappotta il mezzo il fenomeno cerca di saltare giù, ovviamente verso dove il mezzo ti porta a saltare, esattamente sotto a dove ti schiaccierà...
La gran parte delle morti sul lavoro, escluse quelle in itinere, sono dovute alla mancanza d'uso del morto dei dpi. E sarà sempre così, perchè se il tuo datore non te li da nessuno gli fa niente, tu non ti lamenti perchè vuoi tenerti il lavoro, ti adatti, e muori...
queste sono le linee guida dell'ISPESL per l'adeguamento a norma dei trattori, che ovviamente, come per i muletti, impone la presenza di una gabbia di protezione per il conducente, che ne permetta il salvataggio in caso di ribaltamento.
Link al pdf
Mentre per il muletto, sempre per legge, è obbligatorio che chi lo guida segua un corso e abbia un attestato, sennò non lo può guidare.
Poi siamo in Italia, e quindi si fa all'italiana, che fa il corso ce n'è uno per azienda perchè costa e poi si perde tempo che non ce n'è da perdere che bisogna produrre; e poi il muletto lo usano tutti. Con pale alzate, col carico davanti in discesa, alzando il collega sulle forche per prendere la roba in alto ecc. ecc.
Senza contare che sia per trattori che per muletti anche se la gabbia c'è, si muore lo stesso perchè mica si può perdere tre secondi a mettersi la cintura, e quindi quando si cappotta il mezzo il fenomeno cerca di saltare giù, ovviamente verso dove il mezzo ti porta a saltare, esattamente sotto a dove ti schiaccierà...
La gran parte delle morti sul lavoro, escluse quelle in itinere, sono dovute alla mancanza d'uso del morto dei dpi. E sarà sempre così, perchè se il tuo datore non te li da nessuno gli fa niente, tu non ti lamenti perchè vuoi tenerti il lavoro, ti adatti, e muori...
24 ottobre
Reggio Emilia
E' morto Gianni Barazzoni agricoltore di 72 anni. Barazzoni è morto finendo in un canale con il suo trattore. La tragedia stamattina verso le 11 su Strada Copellini a villa Aiola di Montecchio. L'agricoltore era alla guida del trattore, quando è finito in un fosso rimanendo incastrato sotto il suo mezzo che si è ribaltato. Sul posto è arrivata l'ambulanza e l'automedica da Montecchio ma purtroppo per Barazzoni non c'era più nulla da fare. Sul posto anche i vigili del fuoco da S. Ilario, la polizia municipale Unione Val d'Enza per i rilievi del caso e la medicina del lavoro. con Barazzoni sono già 105 i morti causati dal trattore killer ed è la nona vittima in Provincia di Reggio Emilia e la 46esima in Emilia Romagna che è la regione con più vittime sui luoghi di lavoro in Italia in rapporto al numero di abitanti
26ottobre
Firenze
E' morto Giuseppe Montenera un operaio di 44 anni. Giuseppe , è morto mentre scaricava un camion : sembra che durante l'operazione, il braccio meccanico avrebbe ceduto schiacciandolo. L'incidente è avvenuto nel Comune di Scarperia presso la ditta Capital Ferro spa. Montenera aveva trasportato con un tir il macchinario da Marcianise fino al Mugello per conto della ditta di cui era dipendente, la Fider Center. Il pm ha disposto l'autopsia e il mezzo è stato messo sotto sequestro.
Ferrara
E' morto Andrei Rudenco autotrasportatore moldavo di 36 anni. La tragedia sul lavoro è accaduto a Cologna,nel ferrarese, Rudenco è rimasto fulminato da una scarica di 15mila volt dopo che il vano di carico del suo camion aveva toccato i cavi della media tensione rimanendo fulminato nei pressi della cooperativa ortofrutticola Capa Cologna.
Terni
E' morto un operaio polacco di 37 anni nell’area di Villavalle, dove si trova la discarica della ThyssenKrupp. La tragedia secondo una prima ricostruzione poco dopo le 20, il 37enne impiegato di una società esterna alla Tk, stava trasportando materiale di risulta prelevato presso uno dei reparti dell’acciaieria e mentre scaricava è stato investito dello stesso materiale che trasportava. Probabilmente la pioggia ha reso instabile il terreno e abbia fatto cedere i “piedi” su cui si poggiano i camion nel momento in cui scaricano, probabilmente anche a causa del terreno reso instabile dalla pioggia. La dinamica è, comunque ufficiosa e oggetto di accertamenti.Ad accorgersi della tragedia i suoi colleghi che hanno notato il corpo dell'autotrasportatore tra il materiale scaricato dal camion. Sono già 5 i morti in provincia di Terni dall'inizio dell'anno e 11 in Umbria che ha già superato del 37% i morti sui luoghi di lavoro dell'intero 2010.
27ottobre
Sondrio
e' morto un operaio di 24 anni in un incidente sul lavoro . Il giovane operaio era impegnato in lavori di consolidamento di una strada in una frazione di Livigno quando all'improvviso è rimasto schiacciato dai detriti della strada franata, probabilmente a causa delle conseguenza delle abbondanti piogge degli ultimi giorni rimanendo soffocato dai detriti.
28Ottobre
Cuneo
e' morto Giuseppe Odore agricoltore di 77 anni. Odore stava lavorando nella sua cascina ed era occupato a svolgere alcuni lavori con il suo trattore quando è rimasto impigliato in una cinghia ed è morto sul colpo per le gravi ferite riportate. Sul posto per i rilievi i Carabinieri di Neive, oltre ai soccorritori del 118 e con l'elisoccorso. Ma purtroppo per Odore non c'era più niente da fare. Odore è la 106esima vittima del trattore killer. Odore è la 41nesima vittima in Piemonte dall'inizio dell'anno e la settima in provincia di Cuneo sui luoghi di lavoro
BENEVENTO, 28 OTT Anche un bambino di 5 anni di nazionalità indiana ucciso da trattorsauro nl beneventano. Il bimbo e' morto nel pomeriggio a Dugenta dopo essere stato travolto da un trattore mentre stava giocando con la sua bici all'interno di un'azienda agricola dove lavora il padre. Il bimbo e' stato investito dal trattore guidato da un collega del padre, anche lui indiano ed e' morto sul colpo. sono 105 gli agricoltori morti dall'inzio dll'anno a causa del trattore poi ci sono altre vittime come questo bambino innocente ucciso da una macchina che sembra stata concepita migliaia di anni fa
Vicenza 30 ottobre E' morto Umberto Dal Lago artigiano di 62 anni folgorato da una scarica elettrica. La tragedia questa mattina a Bressanvido. Umberto Dal Lago contitolare assieme al fratello di una ditta di impianti elettrici, stava eseguendo dei lavori di manutenzione nella sede di una ditta esterna.
Reggio Emilia
E' morto Gianni Barazzoni agricoltore di 72 anni. Barazzoni è morto finendo in un canale con il suo trattore. La tragedia stamattina verso le 11 su Strada Copellini a villa Aiola di Montecchio. L'agricoltore era alla guida del trattore, quando è finito in un fosso rimanendo incastrato sotto il suo mezzo che si è ribaltato. Sul posto è arrivata l'ambulanza e l'automedica da Montecchio ma purtroppo per Barazzoni non c'era più nulla da fare. Sul posto anche i vigili del fuoco da S. Ilario, la polizia municipale Unione Val d'Enza per i rilievi del caso e la medicina del lavoro. con Barazzoni sono già 105 i morti causati dal trattore killer ed è la nona vittima in Provincia di Reggio Emilia e la 46esima in Emilia Romagna che è la regione con più vittime sui luoghi di lavoro in Italia in rapporto al numero di abitanti
26ottobre
Firenze
E' morto Giuseppe Montenera un operaio di 44 anni. Giuseppe , è morto mentre scaricava un camion : sembra che durante l'operazione, il braccio meccanico avrebbe ceduto schiacciandolo. L'incidente è avvenuto nel Comune di Scarperia presso la ditta Capital Ferro spa. Montenera aveva trasportato con un tir il macchinario da Marcianise fino al Mugello per conto della ditta di cui era dipendente, la Fider Center. Il pm ha disposto l'autopsia e il mezzo è stato messo sotto sequestro.
Ferrara
E' morto Andrei Rudenco autotrasportatore moldavo di 36 anni. La tragedia sul lavoro è accaduto a Cologna,nel ferrarese, Rudenco è rimasto fulminato da una scarica di 15mila volt dopo che il vano di carico del suo camion aveva toccato i cavi della media tensione rimanendo fulminato nei pressi della cooperativa ortofrutticola Capa Cologna.
Terni
E' morto un operaio polacco di 37 anni nell’area di Villavalle, dove si trova la discarica della ThyssenKrupp. La tragedia secondo una prima ricostruzione poco dopo le 20, il 37enne impiegato di una società esterna alla Tk, stava trasportando materiale di risulta prelevato presso uno dei reparti dell’acciaieria e mentre scaricava è stato investito dello stesso materiale che trasportava. Probabilmente la pioggia ha reso instabile il terreno e abbia fatto cedere i “piedi” su cui si poggiano i camion nel momento in cui scaricano, probabilmente anche a causa del terreno reso instabile dalla pioggia. La dinamica è, comunque ufficiosa e oggetto di accertamenti.Ad accorgersi della tragedia i suoi colleghi che hanno notato il corpo dell'autotrasportatore tra il materiale scaricato dal camion. Sono già 5 i morti in provincia di Terni dall'inizio dell'anno e 11 in Umbria che ha già superato del 37% i morti sui luoghi di lavoro dell'intero 2010.
27ottobre
Sondrio
e' morto un operaio di 24 anni in un incidente sul lavoro . Il giovane operaio era impegnato in lavori di consolidamento di una strada in una frazione di Livigno quando all'improvviso è rimasto schiacciato dai detriti della strada franata, probabilmente a causa delle conseguenza delle abbondanti piogge degli ultimi giorni rimanendo soffocato dai detriti.
28Ottobre
Cuneo
e' morto Giuseppe Odore agricoltore di 77 anni. Odore stava lavorando nella sua cascina ed era occupato a svolgere alcuni lavori con il suo trattore quando è rimasto impigliato in una cinghia ed è morto sul colpo per le gravi ferite riportate. Sul posto per i rilievi i Carabinieri di Neive, oltre ai soccorritori del 118 e con l'elisoccorso. Ma purtroppo per Odore non c'era più niente da fare. Odore è la 106esima vittima del trattore killer. Odore è la 41nesima vittima in Piemonte dall'inizio dell'anno e la settima in provincia di Cuneo sui luoghi di lavoro
BENEVENTO, 28 OTT Anche un bambino di 5 anni di nazionalità indiana ucciso da trattorsauro nl beneventano. Il bimbo e' morto nel pomeriggio a Dugenta dopo essere stato travolto da un trattore mentre stava giocando con la sua bici all'interno di un'azienda agricola dove lavora il padre. Il bimbo e' stato investito dal trattore guidato da un collega del padre, anche lui indiano ed e' morto sul colpo. sono 105 gli agricoltori morti dall'inzio dll'anno a causa del trattore poi ci sono altre vittime come questo bambino innocente ucciso da una macchina che sembra stata concepita migliaia di anni fa
Vicenza 30 ottobre E' morto Umberto Dal Lago artigiano di 62 anni folgorato da una scarica elettrica. La tragedia questa mattina a Bressanvido. Umberto Dal Lago contitolare assieme al fratello di una ditta di impianti elettrici, stava eseguendo dei lavori di manutenzione nella sede di una ditta esterna.
Cosenza 30 ottobre
E' morto Silvio Vitari, 29 anni. Il giovane è morto schiacciato dal trattore; è difficile stabilire per questo o altri casi la dinamica che l'hanno provocata.Vitari si trovava nei campi, in contrada Triscioli nel Comune di Lattarico, piccolo centro a una trentina di chilometri da Cosenza. Per cause ancora in via d’accertamento, il trattore da lui condotto si capovolge e lui resta intrappolato. Immediato l’allarme lanciato dai familiari del giovane, ma non c’è niente da fare. Sul posto intervengono la squadra dei Vigili del fuoco del Distaccamento di Rende e i carabinieri e i sanitari del 118 che non possono fare altro che costantarne il decesso. Purtroppo nessuno fa niente per porre rimedio a queste autentiche carneficine provocate dal trattore killer. Sono già 107 dall'inizio dell'anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore e da sole queste vittime provocate dal trattore sono il 20% di tutti i morti sul lavoro. Basterebbe con sovvenzioni rinforzare le cabine che non permettono la fuoriuscita del conducente per salvare tantissime vittime, ma nel paese del bunga-bunga anche questi semplici interventi sembrano titanici
LATINA Anche un bambino di 12 anni tra le vittime del trattore. Il povero bambino non si può inserire tra le morti sul lavoro,ma almeno cerchiamo di far capire quanto sia pericoloso il trattore che uccide centinaia di persone all'anno, anche indirettamente. La tragedia a Borgo San Michele, alle porte di Latina, in seguito alla scoppio di uno pneumatico di un trattore. Il bambino è stato colpito dalla gomma in diverse parti del corpo e purtroppo all'arrivo dell'eliambulanza non c'era più niente da fare.
Pesaro E' morto un operaio di 51 anni questa mattina nel comune di Monteciccardo. La tragedia nell'installazione di un impianto fotovoltaico a causa del ribaltamento del trattore che stava utilizzando per trasportare della merce. Sul posto è intervenuta anche l'eliambulanza. I soccorsi sono arrivati immediatamente ed è giunta sul posto anche l'eliambulanza, ma per il cinquantunenne non c'era più nulla da fare. Oltre ai sanitari sono intervenuti i carabinieri di Mombaroccio per le indagine del caso. Il mese si è concluso con la morte di tre persone causate dal trattore, con la vittima di Pesaro sono 110 i morti provocati da questa bara in movimento che chiamiamo trattore.
Napoli 2 novembre Sono morti Antonio Annunziata di 63 anni e Antonio Peluso di 44, la tragedia a Somma Vesuviano a causa di crollo di una parete di un pozzo fondo molti metri. Secondo una prima ricostruzione e dalle indagini in corso è emerso che Annunziata e Peluso stavano scavando un' enorme buca per convogliare le acque piovane per evitare l'allagamento dei terreni a causa delle forti piogge di questi giorni. Sembra che anche questi due lavoratori lavorassero in nero lo sostiene, in una nota, Ciro Nappo, Segretario generale Fillea Napoli. Si allunga la lista delle morti sul lavoro che sono diventati 553 dall'inizio dell'anno. Sono 10 dall'inizio dell'anno sui luoghi di lavoro in provincia di Napoli e 34 in Campania.
Avellino E' morto B.F un giovane di 19 anni a Montemarano. Il povero giovane è morto dopo essere stato travolto dalla benna di un escavatore che stava eseguendo dei lavori in un fondo privato. L' incidente e' avvenuto in via Spineta, alla periferia del comune altirpino. Secondo una prima ricostruzione B.F. e' stato colpito alla testa dal mezzo manovrato da un parente, dipendente di una impresa edile di Montemarano.(Avellino), Sul posto sono accorsi i medici del 118 ma per il giovane non c'era piu' nulla da fare. Il cantiere e' stato sequestrato ed un rapporto e' stato inviato dai militari alla Procura. Anche l'Ispettorato provinciale del lavoro ha aperto un'inchiesta.
E' morto Silvio Vitari, 29 anni. Il giovane è morto schiacciato dal trattore; è difficile stabilire per questo o altri casi la dinamica che l'hanno provocata.Vitari si trovava nei campi, in contrada Triscioli nel Comune di Lattarico, piccolo centro a una trentina di chilometri da Cosenza. Per cause ancora in via d’accertamento, il trattore da lui condotto si capovolge e lui resta intrappolato. Immediato l’allarme lanciato dai familiari del giovane, ma non c’è niente da fare. Sul posto intervengono la squadra dei Vigili del fuoco del Distaccamento di Rende e i carabinieri e i sanitari del 118 che non possono fare altro che costantarne il decesso. Purtroppo nessuno fa niente per porre rimedio a queste autentiche carneficine provocate dal trattore killer. Sono già 107 dall'inizio dell'anno gli agricoltori morti schiacciati dal trattore e da sole queste vittime provocate dal trattore sono il 20% di tutti i morti sul lavoro. Basterebbe con sovvenzioni rinforzare le cabine che non permettono la fuoriuscita del conducente per salvare tantissime vittime, ma nel paese del bunga-bunga anche questi semplici interventi sembrano titanici
LATINA Anche un bambino di 12 anni tra le vittime del trattore. Il povero bambino non si può inserire tra le morti sul lavoro,ma almeno cerchiamo di far capire quanto sia pericoloso il trattore che uccide centinaia di persone all'anno, anche indirettamente. La tragedia a Borgo San Michele, alle porte di Latina, in seguito alla scoppio di uno pneumatico di un trattore. Il bambino è stato colpito dalla gomma in diverse parti del corpo e purtroppo all'arrivo dell'eliambulanza non c'era più niente da fare.
Pesaro E' morto un operaio di 51 anni questa mattina nel comune di Monteciccardo. La tragedia nell'installazione di un impianto fotovoltaico a causa del ribaltamento del trattore che stava utilizzando per trasportare della merce. Sul posto è intervenuta anche l'eliambulanza. I soccorsi sono arrivati immediatamente ed è giunta sul posto anche l'eliambulanza, ma per il cinquantunenne non c'era più nulla da fare. Oltre ai sanitari sono intervenuti i carabinieri di Mombaroccio per le indagine del caso. Il mese si è concluso con la morte di tre persone causate dal trattore, con la vittima di Pesaro sono 110 i morti provocati da questa bara in movimento che chiamiamo trattore.
Napoli 2 novembre Sono morti Antonio Annunziata di 63 anni e Antonio Peluso di 44, la tragedia a Somma Vesuviano a causa di crollo di una parete di un pozzo fondo molti metri. Secondo una prima ricostruzione e dalle indagini in corso è emerso che Annunziata e Peluso stavano scavando un' enorme buca per convogliare le acque piovane per evitare l'allagamento dei terreni a causa delle forti piogge di questi giorni. Sembra che anche questi due lavoratori lavorassero in nero lo sostiene, in una nota, Ciro Nappo, Segretario generale Fillea Napoli. Si allunga la lista delle morti sul lavoro che sono diventati 553 dall'inizio dell'anno. Sono 10 dall'inizio dell'anno sui luoghi di lavoro in provincia di Napoli e 34 in Campania.
Avellino E' morto B.F un giovane di 19 anni a Montemarano. Il povero giovane è morto dopo essere stato travolto dalla benna di un escavatore che stava eseguendo dei lavori in un fondo privato. L' incidente e' avvenuto in via Spineta, alla periferia del comune altirpino. Secondo una prima ricostruzione B.F. e' stato colpito alla testa dal mezzo manovrato da un parente, dipendente di una impresa edile di Montemarano.(Avellino), Sul posto sono accorsi i medici del 118 ma per il giovane non c'era piu' nulla da fare. Il cantiere e' stato sequestrato ed un rapporto e' stato inviato dai militari alla Procura. Anche l'Ispettorato provinciale del lavoro ha aperto un'inchiesta.
530 morti bianche dall'inizio dell'anno (ipse dixit tg2 stasera) ...
Mhhh!
Le cifre sono discordanti,il sito dove prendo le informazioni o meglio copio e incollo le informazioni http://www.cadutisullavoro.blogspot.com/
dice che sono 555 al 2 novembre;comunque non voglio discutere sui numeri da terzo mondo che abbiamo in Italia...
Allucinante!
Le cifre sono discordanti,il sito dove prendo le informazioni o meglio copio e incollo le informazioni http://www.cadutisullavoro.blogspot.com/
dice che sono 555 al 2 novembre;comunque non voglio discutere sui numeri da terzo mondo che abbiamo in Italia...
Allucinante!
"Non abbiamo più parole" dichiara Walter Schiavella, segretario generale della Fillea Cgil "per esprimere il dolore e la rabbia per una situazione che da anni denunciamo senza ottenere nè ascolto nè risposte. L'edilizia sta diventando una terra senza regole nè controlli, dove più si disprezza la vita e la legalità e più si va avanti. E cosa fa il governo? Riduce i fondi ai servizi ispettivi e ai servizi delle Asl per la prevenzione e la sicurezza, continua ad abbassare le regole, non contrasta l’irregolarità e l’illegalità " anzi "chiede agli ispettori del lavoro, per bocca del suo ministro del lavoro, di non limare le unghie alle zanzare quando si va a fare le ispezioni nei cantieri." Il governo ha sulle sue spalle la responsabilità di non aver messo in atto alcuna politica strutturata per contrastare questa deriva. Non è colpa solo della crisi se proliferano gli affari di criminalità organizzata, caporali, imprese irregolari e illegali"
3 novembre
A 14 all'altezza di Pesaro
E' morto M.M. un operaio 45enne originario di Chioggia. M.M stava conducendo un mezzo escavatore su di un terreno sterrato, quando, per cause in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo che si è ribaltato contro un albero, schiacciando l'operaio veneto.La tragedia è avvenuta nel cantiere autostradale , durante i lavori di ampliamento per la realizzazione della terza corsia. Sul posto sono intervenuti la polizia, i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e l'ispettorato del lavoro per le verifiche del caso.
Vercelli
E' morto dopo diversi giorni di agonia Gabriele Follador di soli 26 anni. Follador, l’operaio di 26 anni di Castello d’Agogna, era rimasto vittima di un incidente sul lavoro il 18 ottobre all’inceneritore di Vercelli. Il giovane è spirato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Novara dove era stato ricoverato subito dopo l’infortunio e dove è rimasto per oltre due settimane senza riprendere conoscenza. La tragedia che gli è costato la vita a pochi giorni dopo essere stato assunto. Il povero giovane era caduto in una botola rimasta accidentalmente apertaed era caduto nel vuoto da diversi metri d'altezza. Lo sfortunato giovane di Castello d’Agogna è rimasto tra la vita e la morte per quasi due settimane, nel corso delle quali non ha mai ripreso conoscenza, purtroppo ieri è deceduto.
Ravenna 4 novembre
E' morto un lavoratore anziano di 70 anni cui non si conosce ancora l'identità. L'anziano è morto in seguito a un grave incidente avvenuto all'interno del piazzale della ditta Morigi Sider Srl, azienda siderurgica situata nella zona industriale di Roncalceci, in via dell'Arrotino. Stando alle prime informazioni, il settantenne sarebbe stato travolto da un bilico in manovra, rimanendo schiacciato sotto l'asse. Sembra che la vittima non fosse un dipendente della ditta ma il proprietario di un furgone che stava scaricando il materiale. L'allarme a vigili del fuoco e 118 è partito attorno alle 14.15. Decollato anche l'elicottero dall'ospedale di Ravenna. Purtroppo tutti i soccorsi sono stati inutili sono già 48 i morti sui luoghi di lavoro in Emilia Romagna che si conferma la regione con più vittime in rapporto al numero di abitanti seconda solo alla Lombardia che ha 62 morti ma il doppio della popolazione
VENEZIA, 5 NOV
E' morta Maria Monteanu, romena di 22 anni. la povera ragazza è morta travolta da un muletto nell'azienda di ingrosso di ortofrutta in cui lavorava, a San Pietro di Cavarzere.La tragedia questa mattina. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Cavarzere, ad investire la donna, per cause in corso di accertamento, sarebbe stato il proprietario della ditta che guidava il muletto. Sul posto è intervenuto anche lo Spisal.
OLBIA, 5 NOV
E' Morto Anton Pietro Abeltino pensionato di 65 anni. Albeltino è rimasto schiacciato dal trattore nella tarda serata nelle campagne di Calangianus. Abeltino stava lavorando nei terreni di di sua proprietà quando avrebbe perso il controllo del trattore che si e' ribaltato schiacciandolo. Solo quando non lo hanno visto rientrare per la cena i familiari si sono accordi della tragedia. Sono già 109 gli agricoltori schiacciati dal trattore in Italia dall'inzio dll'anno.
E' morto Mario Galesi agricoltore di 72 anni precipitando dal tetto del magazzino dove era depositata la soia. a suoneria del cellulare si avvertiva in lontananza, un trillo flebile che sembrava provenire dall’interno del magazzino. Il nipote Andrea sentiva il cellulare suonare all'interno del capannone, quando ha visto la terribile scena dello squarcio sul tetto e lo zio Mario a terra già morto. Nel giro di pochi minuti sono accorsi tutti i parenti, sconvolti dalla scena. Subito dopo sono arrivate le pattuglie della Questura e il funzionario della medicina del lavoro dell’Asl. Galesi ha probabilmente perso l'equilibrio ed è caduto su una lastra della copertura che si è squarciata. È precipitato a terra dopo un volo di quasi cinque metri, battendo la testa sul pavimento del capannone.
Livorno
E' morto Elson Abang, 43 anni ufficiale della nave gasiera Laguna Swan. Abang è caduto nella stiva di una nave ed è morto poco dopo in ospedale per le ferite riportate. Abang secondo ufficiale di bordo, stava lavorando a bordo della nave, arrivata a Livorno in mattinata, con i colleghi quando, forse per un malore, ha perso l'equilibrio ed è caduto. I colleghi l'hanno soccorso e l'hanno portato sulla banchina nel disperato tentativo di salvargli la vita. Scattato l'allarme al 118, sul posto sono intervenuti i volontari della Misericordia con il medico,ma purtroppo è morto una volta arrivato al Pronto soccorso. Sul posto sono arrivati anche gli esperti della Medicina del Lavoro dell'Asl che verificheranno se sulla nave sia tutto a norma
A 14 all'altezza di Pesaro
E' morto M.M. un operaio 45enne originario di Chioggia. M.M stava conducendo un mezzo escavatore su di un terreno sterrato, quando, per cause in fase di accertamento, ha perso il controllo del mezzo che si è ribaltato contro un albero, schiacciando l'operaio veneto.La tragedia è avvenuta nel cantiere autostradale , durante i lavori di ampliamento per la realizzazione della terza corsia. Sul posto sono intervenuti la polizia, i vigili del fuoco, i sanitari del 118 e l'ispettorato del lavoro per le verifiche del caso.
Vercelli
E' morto dopo diversi giorni di agonia Gabriele Follador di soli 26 anni. Follador, l’operaio di 26 anni di Castello d’Agogna, era rimasto vittima di un incidente sul lavoro il 18 ottobre all’inceneritore di Vercelli. Il giovane è spirato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Novara dove era stato ricoverato subito dopo l’infortunio e dove è rimasto per oltre due settimane senza riprendere conoscenza. La tragedia che gli è costato la vita a pochi giorni dopo essere stato assunto. Il povero giovane era caduto in una botola rimasta accidentalmente apertaed era caduto nel vuoto da diversi metri d'altezza. Lo sfortunato giovane di Castello d’Agogna è rimasto tra la vita e la morte per quasi due settimane, nel corso delle quali non ha mai ripreso conoscenza, purtroppo ieri è deceduto.
Ravenna 4 novembre
E' morto un lavoratore anziano di 70 anni cui non si conosce ancora l'identità. L'anziano è morto in seguito a un grave incidente avvenuto all'interno del piazzale della ditta Morigi Sider Srl, azienda siderurgica situata nella zona industriale di Roncalceci, in via dell'Arrotino. Stando alle prime informazioni, il settantenne sarebbe stato travolto da un bilico in manovra, rimanendo schiacciato sotto l'asse. Sembra che la vittima non fosse un dipendente della ditta ma il proprietario di un furgone che stava scaricando il materiale. L'allarme a vigili del fuoco e 118 è partito attorno alle 14.15. Decollato anche l'elicottero dall'ospedale di Ravenna. Purtroppo tutti i soccorsi sono stati inutili sono già 48 i morti sui luoghi di lavoro in Emilia Romagna che si conferma la regione con più vittime in rapporto al numero di abitanti seconda solo alla Lombardia che ha 62 morti ma il doppio della popolazione
VENEZIA, 5 NOV
E' morta Maria Monteanu, romena di 22 anni. la povera ragazza è morta travolta da un muletto nell'azienda di ingrosso di ortofrutta in cui lavorava, a San Pietro di Cavarzere.La tragedia questa mattina. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri di Cavarzere, ad investire la donna, per cause in corso di accertamento, sarebbe stato il proprietario della ditta che guidava il muletto. Sul posto è intervenuto anche lo Spisal.
OLBIA, 5 NOV
E' Morto Anton Pietro Abeltino pensionato di 65 anni. Albeltino è rimasto schiacciato dal trattore nella tarda serata nelle campagne di Calangianus. Abeltino stava lavorando nei terreni di di sua proprietà quando avrebbe perso il controllo del trattore che si e' ribaltato schiacciandolo. Solo quando non lo hanno visto rientrare per la cena i familiari si sono accordi della tragedia. Sono già 109 gli agricoltori schiacciati dal trattore in Italia dall'inzio dll'anno.
E' morto Mario Galesi agricoltore di 72 anni precipitando dal tetto del magazzino dove era depositata la soia. a suoneria del cellulare si avvertiva in lontananza, un trillo flebile che sembrava provenire dall’interno del magazzino. Il nipote Andrea sentiva il cellulare suonare all'interno del capannone, quando ha visto la terribile scena dello squarcio sul tetto e lo zio Mario a terra già morto. Nel giro di pochi minuti sono accorsi tutti i parenti, sconvolti dalla scena. Subito dopo sono arrivate le pattuglie della Questura e il funzionario della medicina del lavoro dell’Asl. Galesi ha probabilmente perso l'equilibrio ed è caduto su una lastra della copertura che si è squarciata. È precipitato a terra dopo un volo di quasi cinque metri, battendo la testa sul pavimento del capannone.
Livorno
E' morto Elson Abang, 43 anni ufficiale della nave gasiera Laguna Swan. Abang è caduto nella stiva di una nave ed è morto poco dopo in ospedale per le ferite riportate. Abang secondo ufficiale di bordo, stava lavorando a bordo della nave, arrivata a Livorno in mattinata, con i colleghi quando, forse per un malore, ha perso l'equilibrio ed è caduto. I colleghi l'hanno soccorso e l'hanno portato sulla banchina nel disperato tentativo di salvargli la vita. Scattato l'allarme al 118, sul posto sono intervenuti i volontari della Misericordia con il medico,ma purtroppo è morto una volta arrivato al Pronto soccorso. Sul posto sono arrivati anche gli esperti della Medicina del Lavoro dell'Asl che verificheranno se sulla nave sia tutto a norma
Corriere della Sera di Salvatore Pettineo
l 9 ottobre si è celebrata quasi sotto silenzio la 61° giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. L’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha dato il via alle celebrazioni con una messa solenne in memoria dei Caduti sul Lavoro. Di recente si è celebrata un’altra messa solenne per celebrare qualcuno che è morto mentre si dedicava a una sua grande passione, mentre “lavorava”: Marco Simoncelli. Giovanissimo, con capelli ingarbugliati, pieno di entusiasmo, simpatia, freschezza. 24 anni sono pochi per morire lavorando, anche se è stata una sua la scelta correre in pista a 300 Km orari. Entrambe le messe non danno una risposta a questi dati: secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro [http://cadutisullavoro.blogspot.com/], dall’inizio dell’anno ci sono stati 547 morti sui luoghi di lavoro. Erano 485 il 30 ottobre del 2010, l’aumento quest’anno è dell’11,4%. Sempre secondo l’Osservatorio, se venissero tenuti in conto anche i lavoratori deceduti a causa di incidenti stradali avvenuti mentre si recavano a lavoro o durante le trasferte, il numero delle vittime salirebbe a 950. La nostra prospettiva sul lavoro è talvolta offuscata da un pregiudizio: sovrastimiamo la cultura, gli intellettuali, gli eroi dello sport e dello spettacolo. “Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera“, aveva detto in una intervista Marco Simoncelli. Continuiamo, invece, a sottostimare il contributo sociale delle persone più deboli, dei non istruiti, di quelli che ogni giorno lavorano con fatica contribuendo al benessere della Nazione. Il lavoro dei “brutti”. Marco Simoncelli apparteneva alla categoria dei “belli”: quando sfrecciava sulla sua moto suscitava emozioni, creava mondi immaginari. Ma non è sui Simoncelli che poggia il benessere del Paese. L’economia gira grazie ai milioni di persone che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare sporcandosi le mani. Di questi, quando muoiono, non parla nessuno: che fine hanno fatto, ad esempio, i processi per i morti alla Saras di Sarroch in Sardegna? [Un'altra vittima e altri due feriti alla Saras dei Moratti]. Purtroppo ci sono altri giovani e anziani che muoiono nelle fabbriche, nei cantieri, sui campi che non hanno avuto neppure la possibilità di scegliere di fare un lavoro che a loro piaceva. Se ne vanno nell’indifferenza generale. Sono i “piccoli”, quelli che ogni giorno si trovano immersi nei contesti concorrenziali, quelli che non sono garanti nel loro lavoro da un ordine professionale, da un monopolio, dalla natura del proprio contratto, a portare sul di sé la responsabilità di assolvere ai propri doveri, facendo notevoli sforzi lavorativi e contribuendo al benessere della collettività. Non c’è una gerarchia dei lavori. Tutti i lavori sono importanti. Quello di Simoncelli quanto quello degli operai morti a Cagliari. Gli utili lavorano e, se muoiono, non fanno clamore. Sono loro i pilastri su cui poggia il sistema-Paese, il sostegno della Repubblica fondata sul lavoro (utile). Avevi mai pensato di dividere il mondo in belli e utili?
l 9 ottobre si è celebrata quasi sotto silenzio la 61° giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro. L’ANMIL (Associazione Nazionale fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) ha dato il via alle celebrazioni con una messa solenne in memoria dei Caduti sul Lavoro. Di recente si è celebrata un’altra messa solenne per celebrare qualcuno che è morto mentre si dedicava a una sua grande passione, mentre “lavorava”: Marco Simoncelli. Giovanissimo, con capelli ingarbugliati, pieno di entusiasmo, simpatia, freschezza. 24 anni sono pochi per morire lavorando, anche se è stata una sua la scelta correre in pista a 300 Km orari. Entrambe le messe non danno una risposta a questi dati: secondo l’Osservatorio Indipendente di Bologna sulle morti per infortuni sul lavoro [http://cadutisullavoro.blogspot.com/], dall’inizio dell’anno ci sono stati 547 morti sui luoghi di lavoro. Erano 485 il 30 ottobre del 2010, l’aumento quest’anno è dell’11,4%. Sempre secondo l’Osservatorio, se venissero tenuti in conto anche i lavoratori deceduti a causa di incidenti stradali avvenuti mentre si recavano a lavoro o durante le trasferte, il numero delle vittime salirebbe a 950. La nostra prospettiva sul lavoro è talvolta offuscata da un pregiudizio: sovrastimiamo la cultura, gli intellettuali, gli eroi dello sport e dello spettacolo. “Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera“, aveva detto in una intervista Marco Simoncelli. Continuiamo, invece, a sottostimare il contributo sociale delle persone più deboli, dei non istruiti, di quelli che ogni giorno lavorano con fatica contribuendo al benessere della Nazione. Il lavoro dei “brutti”. Marco Simoncelli apparteneva alla categoria dei “belli”: quando sfrecciava sulla sua moto suscitava emozioni, creava mondi immaginari. Ma non è sui Simoncelli che poggia il benessere del Paese. L’economia gira grazie ai milioni di persone che ogni mattina si alzano e vanno a lavorare sporcandosi le mani. Di questi, quando muoiono, non parla nessuno: che fine hanno fatto, ad esempio, i processi per i morti alla Saras di Sarroch in Sardegna? [Un'altra vittima e altri due feriti alla Saras dei Moratti]. Purtroppo ci sono altri giovani e anziani che muoiono nelle fabbriche, nei cantieri, sui campi che non hanno avuto neppure la possibilità di scegliere di fare un lavoro che a loro piaceva. Se ne vanno nell’indifferenza generale. Sono i “piccoli”, quelli che ogni giorno si trovano immersi nei contesti concorrenziali, quelli che non sono garanti nel loro lavoro da un ordine professionale, da un monopolio, dalla natura del proprio contratto, a portare sul di sé la responsabilità di assolvere ai propri doveri, facendo notevoli sforzi lavorativi e contribuendo al benessere della collettività. Non c’è una gerarchia dei lavori. Tutti i lavori sono importanti. Quello di Simoncelli quanto quello degli operai morti a Cagliari. Gli utili lavorano e, se muoiono, non fanno clamore. Sono loro i pilastri su cui poggia il sistema-Paese, il sostegno della Repubblica fondata sul lavoro (utile). Avevi mai pensato di dividere il mondo in belli e utili?
Facendo una ricerca su internet, mi sono imbattuto in questa notizia. E' di 20 giorni fa, è vero, ma purtroppo i mezzi d'informazione ne parlano talmente poco, che si fa fatica anche a trovare le notizie di condanne per le stragi sul lavoro (quando non vanno in prescrizione). Quando l'ho letta, mi si è accapponata la pelle. Purtroppo in Italia per chi ha avuto un suo caro morto sul lavoro non ci sarà mai giustizia. Quattro condanne si, ma a pene talmente basse (condanne che vanno da 1 anno e sei mesi ad un anno e 4 mesi), che ci sarebbe di cui vergognarsi. Per l'amministratore delegato, tanto per cambiare, l'assoluzione. Simone Medas aveva solo 29 anni, quando è stato stritolato dagli ingranaggi di una macchina della fabbrica Euroallumina di Portovesme. Sono dell'idea, che le condanne che ci sono state nel processo di primo grado Thyssen (ammesso che reggano in appello), non sono ripetibili in nessun altro processo per morti sul lavoro. Anche quando succedono stragi come quella della Truck Center di Molfetta, le condanne non superano i 5 anni. Intanto l'Inail ci dice che le morti e gli infortuni sul lavoro sono in calo..... C'è lo dice da 5 anni consecutivi. Ma anche il presidente Inail Sartori ha dovuto ammettere alla conferenza stampa per la presentazione del Rapporto Annuale sugli infortuni sul lavoro (Luglio 2011), che all'appello mancano almeno 200 mila infortuni, perchè questi appartengono al sommerso: non vengono denunciati o vengono fatti passare per malattia, perchè molti lavoratori sono precari, o in nero o in grigio e hanno paura di ritorsioni se denunciano tali infortuni. Tutte le volte che accade una strage sul lavoro, leggo da più parti (specialmente dal mondo politico, ma anche quello sindacale), che bisognare fare, che bisogna aumentare i controlli, che bisogna aumentare le pene, che ci vuole certezza della pena, che la sicurezza andrebbe insegnata fin dalla scuola, che manca la cultura sulla sicurezza sul lavoro. C'è lo vanno ripetendo da anni, però l'unica cosa che manca sono i fatti per spezzare questo stillicidio quotidiano nei luoghi di lavoro, questa strage nell'indifferenza, questo bollettino di guerra sul lavoro. Tutto questo ci dovrebbe invitare alla riflessione, perchè così non si può più andare avanti. Se i mezzi d'informazione ne parlassero sempre e non a fasi alterne, se la politica facesse qualcosa di concreto perchè ci siano più controlli e la certezza di una pena severa per i datori di lavoro responsabili di tutte queste morti sul lavoro, se i sindacati facessero di più, forse non ci sarebbero tutti questi morti sul lavoro.....e non come le chiamano ancora in molti, anzi in troppi, "morti bianche o tragiche fatalità!!! Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza-Firenze
da La Nuova Venezia
Morti sul lavoro Oggi tre funerali
A San Martino le esequie dei fratelli Lucio e Giorgio Tiozzo A Sant’Anna l’ultimo saluto della città a Mauro Marangon
+
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di Andrea Varagnolo
CHIOGGIA
Una giornata di lutto per tutta la città. Oggi verranno infatti celebrati due importanti funerali. Il primo, che si svolgerà alle 10 nella chiesa di San Martino di Sottomarina, ricorderà i fratelli pescatori Lucio e Giorgio Tiozzo Facaca. Il secondo, in programma alle 15 nella chiesa di Sant'Anna, sarà in memoria dell'operaio Mauro Marangon. Due riti funebri che ricorderanno tre persone morte sul lavoro.
Le prime due vittime erano pescatori per necessità, una vita di stenti terminata in un modo drammatico. Usciti con il loro barchino in mare, di loro non si è saputo più nulla per undici giorni, fino a quando, lo scorso giovedì, nei pressi delle bocche di porto di Chioggia è stato visto affiorare il corpo di Lucio; poco dopo è stato ritrovato anche il corpo fratello Giorgio.
Il giorno prima del ritrovamento dei due pescatori, un'altra orrenda notizia ha sconvolto Chioggia: un 45enne, di Sant'Anna di Chioggia, è morto mentre stava lavorando alla guida di una ruspa in un cantiere a Pesaro. Il mezzo si è rovesciato e la cabina lo ha travolto, uccidendolo sul colpo. Mentre la città piange questi tre chioggiotti, continuano le indagini per la morte di Maria Muntean, 22 anni, romena ma residente a Chioggia, uccisa sabato mattina a San Pietro di Cavarzere, anche lei mentre lavorava. La Procura sta attendendo la relazione tecnica dello Spisal, per la formulazione del capo di imputazione a carico di Enzo Boscolo, il 42enne che, spostando dei bancali con un muletto, ha inavvertitamente colpito la giovane operaia, provocandone la morte. Sarà comunque inevitabile l'accusa di omicidio colposo.
Morti sul lavoro Oggi tre funerali
A San Martino le esequie dei fratelli Lucio e Giorgio Tiozzo A Sant’Anna l’ultimo saluto della città a Mauro Marangon
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di Andrea Varagnolo
CHIOGGIA
Una giornata di lutto per tutta la città. Oggi verranno infatti celebrati due importanti funerali. Il primo, che si svolgerà alle 10 nella chiesa di San Martino di Sottomarina, ricorderà i fratelli pescatori Lucio e Giorgio Tiozzo Facaca. Il secondo, in programma alle 15 nella chiesa di Sant'Anna, sarà in memoria dell'operaio Mauro Marangon. Due riti funebri che ricorderanno tre persone morte sul lavoro.
Le prime due vittime erano pescatori per necessità, una vita di stenti terminata in un modo drammatico. Usciti con il loro barchino in mare, di loro non si è saputo più nulla per undici giorni, fino a quando, lo scorso giovedì, nei pressi delle bocche di porto di Chioggia è stato visto affiorare il corpo di Lucio; poco dopo è stato ritrovato anche il corpo fratello Giorgio.
Il giorno prima del ritrovamento dei due pescatori, un'altra orrenda notizia ha sconvolto Chioggia: un 45enne, di Sant'Anna di Chioggia, è morto mentre stava lavorando alla guida di una ruspa in un cantiere a Pesaro. Il mezzo si è rovesciato e la cabina lo ha travolto, uccidendolo sul colpo. Mentre la città piange questi tre chioggiotti, continuano le indagini per la morte di Maria Muntean, 22 anni, romena ma residente a Chioggia, uccisa sabato mattina a San Pietro di Cavarzere, anche lei mentre lavorava. La Procura sta attendendo la relazione tecnica dello Spisal, per la formulazione del capo di imputazione a carico di Enzo Boscolo, il 42enne che, spostando dei bancali con un muletto, ha inavvertitamente colpito la giovane operaia, provocandone la morte. Sarà comunque inevitabile l'accusa di omicidio colposo.