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Subject: [UEFA Europa League] 2011-2012

2011-08-06 00:14:59
Ed infatti il Real non ha brillato certo in Europa ultimamente. Al contrario del Barca che stravince con la sua politica sulle giovanili farcite di autoctoni che tra l'altro traina anche i successi della Nazionale maggiore ed Under21. Io la correlazione la vedo...
2011-08-06 00:17:37
Io la correlazione la vedo...

anch'io. ma è in antitesi col calcio italiano. basta vedere quanti giovani primavera bruciano ogni anno juve, milan e inter (povero benitez). le uniche squadre che fanno vivaio in Italia sono Brescia e Empoli. non metto l'udinese perchè i giovani li compra dagli altri, non li alleva in casa.
2011-08-06 00:31:26
veramente il milan sta investendo un casino nel settore giovanile, da 2 anni a questa parte...

in ogni caso ringrazia sta squadra che se non c'era il milan di ancelotti, l'italia finiva nel dimenticatoio 10 anni prima (per non parlare della rivoluzione a livello di gioco che ha imposto il centrocampo dei fantasisti, con annessi e connessi, estetici e di risultato anche a livello nazionale).
2011-08-06 00:35:15
io rimango dell'idea che quel milan non era così inferiore al barca...

poi se avessimo avuto kakà e sheva al loro periodo massimo nello stesso momento non ci sarebbe stata partita
2011-08-06 00:37:47
veramente il milan sta investendo un casino nel settore giovanile, da 2 anni a questa parte...

ok, ma mi sai dire quanti giovani del vivaio giocano del Milan? per ora io conto solo Abate dato in comproprietà all'empoli e poi riscattato e Paloschi che forse andà via. il coraggio di puntare sui vari Strasser e Merkel in Italia ancora non si vede. il Milan di Ancelotti dici tu, il Milan di Berlusconi dico io, come l'Inter di Moratti o il Chelsea di Abramovic. ma nessuna di queste squadre è il Manchester di Ferguson o il Barcellona di guardiola o l'Arsenal di Wenger, ovvero squadre che crescono e scovano i talenti senza andare in passivo costante (e ci metterei anche il Villareal)
(edited)
2011-08-06 00:48:47
anche antonini e paloschi sono del vivaio

non sono fenomeni quindi è ovvio che non possano giocare titolari ..
2011-08-06 01:12:57
in realtà di giocatori in A provenienti dalle giovanili del milan ce ne sono veramente tanti... io stesso mi sorprendo di quanti siano passati da queste parti soprattutto considerando la scarsa attenzione al vivaio che c'è stata per tanti anni, dagli ultimi campioncini sfornati (ambrosini-coco-locatelli) fino ad appunto qualche anno fa con l'ingaggio di pederzoli e il cambio di strategia.

Tu dici che il milan non ha puntato su qualche giovane, il problema però è che oggettivamente ciò che è venuto fuori non si è rivelato, forse, meritevole. E lo dice uno che è convinto che ai giovani si debba dare totale fiducia e li si debba aspettare senza fretta... però se vedi che questi rimangono eterni incompiuti anche in realtà minori dove vengono fatti maturare, allora c'è poco da fare. Donadel, foggia, borriello, sono forse i migliori di quel periodo di "vuoto" generazionale: giocatori buoni, ma non certo campioni (donadel), oppure maturati tardi (borriello) o non ancora (foggia).

Il problema è allora più complesso e la chiave di lettura non così banale... e consideriamo anche un sistema collaudato come quello della juve, che mafia o non garantiva comunque rifornimenti alla nazionale che è poi venuto meno per ciò che sappiamo.

per ora io conto solo Abate dato in comproprietà all'empoli e poi riscattato e Paloschi che forse andà via. il coraggio di puntare sui vari Strasser e Merkel in Italia ancora non si vede

il problema era spezzare il tabu. Con abate (che per me rimarrà sempre un grande essendosi imposto in un contesto ammazza-giovani a suon di prestazioni e risposte sul campo) si è capito che a volte ciò che cerchi lo hai in casa e sta alle guide tecniche creare il valore aggiunto dove si può (nel suo caso, renderlo un terzino eccellente partendo da un'ala offensiva) e questa è una cosa che puoi fare in italia ma non altrove, imho... sono queste le ns qualità, ciò che ci distingue e che può essere uno degli ingredienti per la nostra ripresa. Il know-how, che nessuno sceicco potrà comprare se non investendo per decenni...
Sugli altri giovani da te citati, beh io vedo un trattamento completamente diverso riservato a merkel e strasser come appunto non si vedeva da un decennio, segno che appunto si sta muovendo qualcosa. Allegri i giovani li vede (Leo anche, l'anno scorso) e l'idea di ridurre la rosa includendo appunto qualche giovane dalla primavera è un segnale importante.

il Milan di Ancelotti dici tu, il Milan di Berlusconi dico io, come l'Inter di Moratti o il Chelsea di Abramovic. ma nessuna di queste squadre è il Manchester di Ferguson o il Barcellona di guardiola o l'Arsenal di Wenger, ovvero squadre che crescono e scovano i talenti senza andare in passivo costante (e ci metterei anche il Villareal)

il punto è anche inventare qualcosa che possa cambiare il modo di fare calcio in italia.
Come sacchi fece scuola in italia e nel mondo, così lo fece il milan di ancelotti che stravolse tutte le certezze dell'epoca e creò un nuovo equilibrio fondato sui valori tecnici prima ancora che fisici (cosa impensabile in quel momento, dove c'era il classico fantasista e guai ad andare oltre... vedi infinita diatriba ai mondiali ed europei dove uno tra baggio e delpiero, tra baggio e zola ecc doveva stare fuori per forza). Un modo di fare calcio che influenzò le altre squadre e soprattutto la nazionale, che iniziò a schierare i suoi migliori tutti insieme (pirlo in regia, ma anche totti, delpiero, ecc e giocatori abili a difendere ma non puramente difensivi come perrotta, de rossi...) e creò poi una squadra eccellente che vinse subito il mondiale.
Perchè l'obbettivo, alla fine, è arrivare ai risultati e capire cosa hai in casa e valorizzarlo... il milan lo ha fatto (ti assicuro spendendo meno di man utd e barça... l'arsenal ha speso poco ma ha anche "scippato" talenti grazie alle differenti regole inglesi per il tesseramento dei minorenni, vedi proprio fabregas), e non per un anno, ma per 5 dove poteva vincere tranquillamente ogni volta.

Allora il problema è che è dura aspttarsi che sia sempre la solita società o squadra a creare il nuovo o a regalare campioni, per quanto sia anche gratificante avere delle aspettative così importanti addosso servono interventi strutturali nelle istituzioni.
(edited)
2011-08-06 09:15:56
il Manchester di Ferguson o il Barcellona di guardiola o l'Arsenal di Wenger, ovvero squadre che crescono e scovano i talenti senza andare in passivo costante

Il Man Utd ha 800 mln di debiti, il Barça 400 e l'Arsenal è forse quella che sta messo meglio (dovrebbe avere meno di 50 mln di debito).

Lo United non chiude un esercizio in attivo da non so quanti anni, idem l'Arsenal che ha dovuto rifare lo stadio (ha una "tassa" di 20 mln di euro per i prossimi 20 anni").

Il Barça indubbiamente è quella messa meglio se si guarda al singolo esercizio, considerando che ogni anno arriva almeno alle semi-finali di CL (e quindi becca intorno ai 70 mln tra tutti i premi vari, arrivando a 100 in caso di vittoria).
2011-08-06 09:21:56
ieri hanno detto che l'acquisto più costoso del borussia dortmund negli ultimi anni è costato 5 milioni di euro..........................
2011-08-06 10:37:55
Già 5 milioni,diciamo che la programmazione viene messa in pratica in altri paesi in cui se una stagione fai male non è che quella seguente smantelli totalmente la squadra e riparti da 0 spendendo decine di milioni di euro
2011-08-06 12:29:22
E il Borussia è una squadra con un certo blasone, no?

Memorabili le sfide con la Juve...
2011-08-06 13:31:42
ieri hanno detto che l'acquisto più costoso del borussia dortmund negli ultimi anni è costato 5 milioni di euro..........................

mannaggia, perchè non abbiamo preso lewandosky due anni fa al posto di Datolo?
2011-08-06 13:39:21
subotic!
2011-08-06 13:44:21
il male del calcio italiano sono i ds. ne sono sempre più convinto.
2011-08-06 14:11:16
il male del calcio italiano sono i procuratori. ne sono sempre più convinto
2011-08-06 21:39:06
come vedi sono della accezioni riguardo al roster della competizione ed i diritti, non sul valore della competizione stessa


Calcio, Europa League: De Laurentiis snobba la competizione calcioMilano, 20 Agosto 2010 – Nemmeno un giono è passato dalla convincente vittoria del Napoli sull’Elfsbor che il presidente del club Aurelio De Laurentiis esce con una delle sue esternazioni: “L’Europa League non mi interessa per niente”.

Secondo il massimo dirigente degli Azzurri, quella che un tempo era chiamata Coppa Uefa, ormai, “non conta più nulla: grazie a Blatter ed a Platini ora esiste solo la Champions League”.