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Subject: »[SERIE A]
possibile sciopero ad oltranza
ma Abete cosa aspetta a dimettersi??
ma Abete cosa aspetta a dimettersi??
ma Abete cosa aspetta a dimettersi??
L'ho detto ieri, l'unico veramente arroccato sulla sua poltrona mi pare proprio lui...sta facendo solo danni al sistema calcio!
L'ho detto ieri, l'unico veramente arroccato sulla sua poltrona mi pare proprio lui...sta facendo solo danni al sistema calcio!
Abbiamo grossi problemi a cc, Gattuso squalificato in Champions, Van Bommel parte mezzo rotto, Boateng pure e ha pure la Coppa d'Africa, Ambro e Aquilani sono di cristallo, Flamini rotto fino a febbraio-marzo, rimane Seedorf che è incostante come pochi.
C'e Calvano - Thiagone - Fossati uno manca ancora .
Estiquarzi dei primavera.
Thiago Silva lascialo dietro per dio.
Thiago Silva lascialo dietro per dio.
in realtà però io conterei come seconde scelte di cc, se siamo messi male male, anche abate (che nasce ala offensiva) e l'olandesino nero di cui non ricordo il nome (anche lui fascia mi pare).
Ripresosi dalle condizioni in cui versava solo pochi giorni fa, l'ex calciatore viola Socrates parla al Diario Folha de Sao Paulo: "Ho avuto paura di morire anche se in passato sono andato più vicino a perdere la vita. Non credo che necessiterò di un trapianto di fegato, basterà non bere per un po' e tutto migliorerà. Questo problema però mi ha sorpreso, perchè erano tre mesi che non bevevo".
un alcolizzato fuori di testa :)
un alcolizzato fuori di testa :)
ho perso le parole..........
senza gioco, senza singoli, senza idee..............
in un anno solare trasformata un'armata imbattibile in una corrazzata cotenkin
senza gioco, senza singoli, senza idee..............
in un anno solare trasformata un'armata imbattibile in una corrazzata cotenkin
Sciopero serie: le parole di Beretta (Lega) e Tommasi (AIC)
28/08/2011
Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A, e Damiano Tommasi, presidente dell'AIC, sono intervenuti a Sky. Ecco le loro parole (fonte: calcionews24.com)
BERETTA - L’Assocalciatori ha deciso di scioperare, con un comunicato formale, e quindi ha dato vita a questa fermata del campionato – ha detto Beretta – . La cosa da chiarire è che si tratta di uno sciopero dell’AIC. L’accordo non si è trovato su due punti, la richiesta della Lega di un impegno esplicito da parte dei calciatori sul contributo di solidarietà e una regola che consenta agli allenatori di fare allenare alcuni giocatori secondo un criterio soggettivo, in modo che non tutti i giocatori si allenassero insieme. L’AIC ha deciso, in maniera poco comprensibile, di fare questo sciopero in base a questi due criteri per i quali non si è trovato un accordo. Lo statuto della Lega di Serie A: i poteri stanno nell’Assemblea, che decide e attende la decisione del presidente che può attuare. L’altro giorno, in un’Assemblea di Lega, la conclusione ha dato una votazione di 18 voti contro e di 2 a favore, nei confronti di una proposta fatta dall’AIC. Non c’è un mandato al presidente e a firmare in bianco. Noi abbiamo preso la decisione di non accettare le condizioni dell’AIC. Se uno non accetta una proposta e anzi prova ad integrarla, lo sciopero non è un meccanismo necessario, si poteva andare avanti ancora con la trattativa. Le società hanno preso una posizione analizzando tutto quanto è successo nelle varie assemblee: dopodichè queste basi non sono state giudicate sufficienti dall’Assemblea, ma lo sciopero non doveva essere un fatto meccanico. La posizione della Lega è chiara, la decisione dei calciatori di scioperare è altrettanto chiara. Qui c’è un confronto, nel quale noi non abbiamo preso decisioni come la serrata: c’è semplicemente una posizione espressa a larga maggioranza dall’Assemblea di Lega, secondo la quale a queste condizioni non arriverà la firma. A dicembre fu raggiunto un accordo di massima senza un testo, che avrebbe dovuto tradursi in un articolato e avrebbe dovuto essere poi interrotto da un’interpretazione del Consiglio Federale dell’art.7. Il testo di articolato è stato proposto a maggio, non c’era l’interpretazione sull’articolo e il testo non andava bene in alcuni punti. Noi abbiamo chiesto di integrarlo con questa interpretazione: questa posizione è stata approvata all’unanimità ed è di un’Assemblea fatta a giugno.”
TOMMASI - "Non siamo riusciti a trovare un accordo con la Lega, da tempo i calciatori di A e B sono senza accordo collettivo. Già l’anno scorso eravamo in questa situazione, a dicembre si era giunti ad un accordo ed era stata sospesa la giornata di sciopero. Da allora non si è fatto più niente da maggio. Non è una questione di deroghe, ma di sapere che da dicembre scorso a maggio di quest’anno abbiamo giocato con la fiducia di quell’accordo: ora la fiducia sta venendo meno. Non è una questione di richieste o di proposte fatte dalla Lega, le ultime novità del Consiglio Federale dicono che le ultime promesse della Lega sono state disattese. In Assemblea si è parlato dell’interpretazione della norma sul diritto dei calciatori ad allenarsi regolarmente tutti insieme, e la nostra integrazione non andava più bene: dopo la fine della stagione ci siamo incontrati con la Lega, con il vecchio presidente Sergio Campana che mi ha dato la delega per trattare. Dall’altra parte non c’era chi era delegato alla firma, quindi non si è potuto concretizzare l’accordo. Il presidente Abete, il presidente Beretta e il presidente Campana, a dicembre, avevano deciso di continuare a giocare perchè il 7 dicembre era stato trovato l’accordo su sei punti, mentre il settimo punto è rimasto così com’era. Bisogna chiedersi se si sa perchè si sciopera, e poi di chi è la colpa: quando i calciatori parlano, li si ascolta in maniera prevenuta. Per quanto mi riguarda, noi abbiamo deciso di non partire perchè non c’è l’accordo collettivo, e in primis non c’è la volontà della Lega di firmarlo. Qualsiasi parola e qualsiasi discussione era volta a non trovare l’accordo collettivo, e la discussione sull’articolo 7 ne è la prova. Credo che il sogno di tutti i giocatori Primavera è quello di allenarsi con la prima squadra: il Milan, ad esempio, aveva più di 22 giocatori negli allenamenti e ha vinto lo scudetto, non credo che qualcuno abbia fatto vertenza, pertanto credo che non ci siano problemi a fare allenare gruppi di 30-40 giocatori. Io non sono allenatore, ma ciò che voleva essere inserito nell’accordo collettivo è quantomeno offensivo nei confronti degli allenatori.”
la mia sensazione è che i presidenti per "impegno esplicito" intendano un bel foglio firmato in bianco. E bisogna essere proprio dei fessi per firmare un accordo su un'imposta che ancora non c'è.
28/08/2011
Maurizio Beretta, presidente della Lega Serie A, e Damiano Tommasi, presidente dell'AIC, sono intervenuti a Sky. Ecco le loro parole (fonte: calcionews24.com)
BERETTA - L’Assocalciatori ha deciso di scioperare, con un comunicato formale, e quindi ha dato vita a questa fermata del campionato – ha detto Beretta – . La cosa da chiarire è che si tratta di uno sciopero dell’AIC. L’accordo non si è trovato su due punti, la richiesta della Lega di un impegno esplicito da parte dei calciatori sul contributo di solidarietà e una regola che consenta agli allenatori di fare allenare alcuni giocatori secondo un criterio soggettivo, in modo che non tutti i giocatori si allenassero insieme. L’AIC ha deciso, in maniera poco comprensibile, di fare questo sciopero in base a questi due criteri per i quali non si è trovato un accordo. Lo statuto della Lega di Serie A: i poteri stanno nell’Assemblea, che decide e attende la decisione del presidente che può attuare. L’altro giorno, in un’Assemblea di Lega, la conclusione ha dato una votazione di 18 voti contro e di 2 a favore, nei confronti di una proposta fatta dall’AIC. Non c’è un mandato al presidente e a firmare in bianco. Noi abbiamo preso la decisione di non accettare le condizioni dell’AIC. Se uno non accetta una proposta e anzi prova ad integrarla, lo sciopero non è un meccanismo necessario, si poteva andare avanti ancora con la trattativa. Le società hanno preso una posizione analizzando tutto quanto è successo nelle varie assemblee: dopodichè queste basi non sono state giudicate sufficienti dall’Assemblea, ma lo sciopero non doveva essere un fatto meccanico. La posizione della Lega è chiara, la decisione dei calciatori di scioperare è altrettanto chiara. Qui c’è un confronto, nel quale noi non abbiamo preso decisioni come la serrata: c’è semplicemente una posizione espressa a larga maggioranza dall’Assemblea di Lega, secondo la quale a queste condizioni non arriverà la firma. A dicembre fu raggiunto un accordo di massima senza un testo, che avrebbe dovuto tradursi in un articolato e avrebbe dovuto essere poi interrotto da un’interpretazione del Consiglio Federale dell’art.7. Il testo di articolato è stato proposto a maggio, non c’era l’interpretazione sull’articolo e il testo non andava bene in alcuni punti. Noi abbiamo chiesto di integrarlo con questa interpretazione: questa posizione è stata approvata all’unanimità ed è di un’Assemblea fatta a giugno.”
TOMMASI - "Non siamo riusciti a trovare un accordo con la Lega, da tempo i calciatori di A e B sono senza accordo collettivo. Già l’anno scorso eravamo in questa situazione, a dicembre si era giunti ad un accordo ed era stata sospesa la giornata di sciopero. Da allora non si è fatto più niente da maggio. Non è una questione di deroghe, ma di sapere che da dicembre scorso a maggio di quest’anno abbiamo giocato con la fiducia di quell’accordo: ora la fiducia sta venendo meno. Non è una questione di richieste o di proposte fatte dalla Lega, le ultime novità del Consiglio Federale dicono che le ultime promesse della Lega sono state disattese. In Assemblea si è parlato dell’interpretazione della norma sul diritto dei calciatori ad allenarsi regolarmente tutti insieme, e la nostra integrazione non andava più bene: dopo la fine della stagione ci siamo incontrati con la Lega, con il vecchio presidente Sergio Campana che mi ha dato la delega per trattare. Dall’altra parte non c’era chi era delegato alla firma, quindi non si è potuto concretizzare l’accordo. Il presidente Abete, il presidente Beretta e il presidente Campana, a dicembre, avevano deciso di continuare a giocare perchè il 7 dicembre era stato trovato l’accordo su sei punti, mentre il settimo punto è rimasto così com’era. Bisogna chiedersi se si sa perchè si sciopera, e poi di chi è la colpa: quando i calciatori parlano, li si ascolta in maniera prevenuta. Per quanto mi riguarda, noi abbiamo deciso di non partire perchè non c’è l’accordo collettivo, e in primis non c’è la volontà della Lega di firmarlo. Qualsiasi parola e qualsiasi discussione era volta a non trovare l’accordo collettivo, e la discussione sull’articolo 7 ne è la prova. Credo che il sogno di tutti i giocatori Primavera è quello di allenarsi con la prima squadra: il Milan, ad esempio, aveva più di 22 giocatori negli allenamenti e ha vinto lo scudetto, non credo che qualcuno abbia fatto vertenza, pertanto credo che non ci siano problemi a fare allenare gruppi di 30-40 giocatori. Io non sono allenatore, ma ciò che voleva essere inserito nell’accordo collettivo è quantomeno offensivo nei confronti degli allenatori.”
la mia sensazione è che i presidenti per "impegno esplicito" intendano un bel foglio firmato in bianco. E bisogna essere proprio dei fessi per firmare un accordo su un'imposta che ancora non c'è.
prima ho seguito il faccia a faccia tommasi-beretta
sto con tommasi al 100%
sto con tommasi al 100%
Prima di campionato, quei brocchi del Milan subito fermi a zero punti.
Pubblicato da interistiorg su 28/08/2011
Dopo la Supercoppa, portiamo
a Pechino anche la Serie A:
lì sì che san gestirle, le
vertenze sindacali.
Il campionato si ferma prima di partire. Non sanno più cosa inventarsi pur di non farsi asfaltare per un’ennesima volta dall’Inter.
Intanto, al Brianteo rifiliamo due pappine in amichevole al Chievo. Così, tanto per far capire a tutti che aria tirerà.
Poli è nerazzurro. Bravo Branca, non dev’essere stato facile convincerlo in appena due mesi ad abbandonare la Serie B per il club campione del mondo in carica.
A tre giorni dalla chiusura del calciomercato, in attacco sono disponibili solo Milito e Pazzini. Se volevamo farci strozzinare da chi ha una punta da vendere, abbiamo scelto il modo migliore.
Alvarez, Jonhatan, Poli: dopo una campagna acquisti tanto faraonica, è il momento di qualche movimento in uscita.
Marcelo Bielsa esordisce con il Bilbao perdendo in casa con una neopromossa. Al solito, siamo stati lungimiranti: quando l’argentino spingeva per venire ad Appiano, noi gli abbiamo preferito Gasperson.
Pubblicato da interistiorg su 28/08/2011
Dopo la Supercoppa, portiamo
a Pechino anche la Serie A:
lì sì che san gestirle, le
vertenze sindacali.
Il campionato si ferma prima di partire. Non sanno più cosa inventarsi pur di non farsi asfaltare per un’ennesima volta dall’Inter.
Intanto, al Brianteo rifiliamo due pappine in amichevole al Chievo. Così, tanto per far capire a tutti che aria tirerà.
Poli è nerazzurro. Bravo Branca, non dev’essere stato facile convincerlo in appena due mesi ad abbandonare la Serie B per il club campione del mondo in carica.
A tre giorni dalla chiusura del calciomercato, in attacco sono disponibili solo Milito e Pazzini. Se volevamo farci strozzinare da chi ha una punta da vendere, abbiamo scelto il modo migliore.
Alvarez, Jonhatan, Poli: dopo una campagna acquisti tanto faraonica, è il momento di qualche movimento in uscita.
Marcelo Bielsa esordisce con il Bilbao perdendo in casa con una neopromossa. Al solito, siamo stati lungimiranti: quando l’argentino spingeva per venire ad Appiano, noi gli abbiamo preferito Gasperson.
Poli è nerazzurro. Bravo Branca, non dev’essere stato facile convincerlo in appena due mesi ad abbandonare la Serie B per il club campione del mondo in carica.
questa mi ha fatto morire :-)
questa mi ha fatto morire :-)
Per la serie ad alcune squadre è permesso tutto, anche iscriversi alla serie A ed alla Champions nonostante i debiti
(www.corriere.it)
L'Inter non ci rimborsa il debito, pronti a pignorare un suo giocatore
La richiesta in tribunale di un’azienda veneta: il club nerazzurro deve loro 85mila euro Massimo Moratti (Rattini) Massimo Moratti (Rattini) MILANO - Chissà se finiranno per mettere i bastoni fra le ruote a qualche trasferimento minore dell’ultimo minuto. Certo che la proposta ha un vago sapore surreale. I titolari di un’azienda di piscine e vasche idromassaggio di Eraclea sono pronti a «pignorare» un calciatore dell’Inter qualora la società neroazzurra non saldasse un debito di 85mila euro già riconosciuto dal giudice. LA RICHIESTA - Ad avanzare l’insolita richiesta i responsabili della «Cemi» che all’azienda di Moratti hanno fornito vasche benessere al centro di allenamento di Appiano Gentile (Como). Il contratto, come precisa il quotidiano «La Nuova Venezia», prevedeva parte del pagamento in messaggi pubblicitari e parte in contanti, appunto quegli 85mila euro che a Eraclea non sarebbero mai arrivati. Il giudice, a cui la Cemi si è rivolta, ha emesso un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, ma dei soldi non c’è ancora alcuna traccia. «Potremo a questo punto - hanno spiegato i legali dell’azienda veneziana - pignorare i conti correnti dell’Inter o uno dei suoi giocatori». ] La richiesta in tribunale di un'azienda veneta: il club nerazzurro deve loro 85mila euro
MILANO - Chissà se finiranno per mettere i bastoni fra le ruote a qualche trasferimento minore dell'ultimo minuto. Certo che la proposta ha un vago sapore surreale. I titolari di un'azienda di piscine e vasche idromassaggio di Eraclea sono pronti a «pignorare» un calciatore dell'Inter qualora la società neroazzurra non saldasse un debito di 85mila euro già riconosciuto dal giudice.
LA RICHIESTA - Ad avanzare l'insolita richiesta i responsabili della «Cemi» che all'azienda di Moratti hanno fornito vasche benessere al centro di allenamento di Appiano Gentile (Como). Il contratto, come precisa il quotidiano «La Nuova Venezia», prevedeva parte del pagamento in messaggi pubblicitari e parte in contanti, appunto quegli 85mila euro che a Eraclea non sarebbero mai arrivati. Il giudice, a cui la Cemi si è rivolta, ha emesso un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, ma dei soldi non c'è ancora alcuna traccia. «Potremo a questo punto - hanno spiegato i legali dell'azienda veneziana - pignorare i conti correnti dell'Inter o uno dei suoi giocatori».
(edited)
(edited)
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(www.corriere.it)
L'Inter non ci rimborsa il debito, pronti a pignorare un suo giocatore
La richiesta in tribunale di un’azienda veneta: il club nerazzurro deve loro 85mila euro Massimo Moratti (Rattini) Massimo Moratti (Rattini) MILANO - Chissà se finiranno per mettere i bastoni fra le ruote a qualche trasferimento minore dell’ultimo minuto. Certo che la proposta ha un vago sapore surreale. I titolari di un’azienda di piscine e vasche idromassaggio di Eraclea sono pronti a «pignorare» un calciatore dell’Inter qualora la società neroazzurra non saldasse un debito di 85mila euro già riconosciuto dal giudice. LA RICHIESTA - Ad avanzare l’insolita richiesta i responsabili della «Cemi» che all’azienda di Moratti hanno fornito vasche benessere al centro di allenamento di Appiano Gentile (Como). Il contratto, come precisa il quotidiano «La Nuova Venezia», prevedeva parte del pagamento in messaggi pubblicitari e parte in contanti, appunto quegli 85mila euro che a Eraclea non sarebbero mai arrivati. Il giudice, a cui la Cemi si è rivolta, ha emesso un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, ma dei soldi non c’è ancora alcuna traccia. «Potremo a questo punto - hanno spiegato i legali dell’azienda veneziana - pignorare i conti correnti dell’Inter o uno dei suoi giocatori». ] La richiesta in tribunale di un'azienda veneta: il club nerazzurro deve loro 85mila euro
MILANO - Chissà se finiranno per mettere i bastoni fra le ruote a qualche trasferimento minore dell'ultimo minuto. Certo che la proposta ha un vago sapore surreale. I titolari di un'azienda di piscine e vasche idromassaggio di Eraclea sono pronti a «pignorare» un calciatore dell'Inter qualora la società neroazzurra non saldasse un debito di 85mila euro già riconosciuto dal giudice.
LA RICHIESTA - Ad avanzare l'insolita richiesta i responsabili della «Cemi» che all'azienda di Moratti hanno fornito vasche benessere al centro di allenamento di Appiano Gentile (Como). Il contratto, come precisa il quotidiano «La Nuova Venezia», prevedeva parte del pagamento in messaggi pubblicitari e parte in contanti, appunto quegli 85mila euro che a Eraclea non sarebbero mai arrivati. Il giudice, a cui la Cemi si è rivolta, ha emesso un decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, ma dei soldi non c'è ancora alcuna traccia. «Potremo a questo punto - hanno spiegato i legali dell'azienda veneziana - pignorare i conti correnti dell'Inter o uno dei suoi giocatori».
(edited)
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l'articolo è curioso, il tuo commento astioso
(iscrizione alla A ed alla champions non sono discriminati da questo contenzioso)
(edited)
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