Subpage under development, new version coming soon!
Topic closed!!!
Subject: »[SERIE A]
è colpa della dirigenza juventina ...che spende i soldi per elia ... a me non piace e cmq non credo che sia più forte di giovinco. martinez , ne vogliamo parlare !? giovinco può giocare ovunque ...sulla fascia ..dietro le punte... insomma per menon c'hanno capito molto i dirigenti juventini su giovinco.
giovinco esterno non mi convince
per me è la classica seconda punta che svaria... era l'erede di delpiero dai, e tutti sappiamo che peso avesse alex nell'ambiente juventino. Giovinco non è l'unico che ha dovuto cambiare aria, ma ci ha messo più tempo di altri per capirlo.
E' dura liberarsi dei senatori, soprattutto in italia... all'estero un caso totti non ci sarebbe neanche stato. Raul l'hanno fatto fuori in scioltezza, così come ronaldinho e deco al barça e leggende varie al man utd ;)
per me è la classica seconda punta che svaria... era l'erede di delpiero dai, e tutti sappiamo che peso avesse alex nell'ambiente juventino. Giovinco non è l'unico che ha dovuto cambiare aria, ma ci ha messo più tempo di altri per capirlo.
E' dura liberarsi dei senatori, soprattutto in italia... all'estero un caso totti non ci sarebbe neanche stato. Raul l'hanno fatto fuori in scioltezza, così come ronaldinho e deco al barça e leggende varie al man utd ;)
Quando giovinco tornò alla juve, del piero aveva appena concluso due stagioni consecutive come capocannoniere prima di serie B e poi di serie A...un particolare direi significativo.
ronaldhino lo si è visto perchè il barca lo ha dato via....non aveva più voglia.
io rimango dell'avviso che del piero ... non sia la causa ...giovinco fino a questa stagione era della juve ..non te lo dimenticare...e del piero non è un titolare ...quindi non capisco perchè continuare ad addossare la colpa a lui . Si fanno delle scelte .. loro hanno scelto altri giocatori al posto di sebastian.
io rimango dell'avviso che del piero ... non sia la causa ...giovinco fino a questa stagione era della juve ..non te lo dimenticare...e del piero non è un titolare ...quindi non capisco perchè continuare ad addossare la colpa a lui . Si fanno delle scelte .. loro hanno scelto altri giocatori al posto di sebastian.
non è solo colpa sua, è un insieme di fattori
sicuramente c'è di mezzo la ns scarsa cultura del rinnovamento e della fiducia al nuovo, come tante volte si è detto... siamo un paese ammazza giovani anche nel calcio e ne pagheremo (lo stiamo già facendo) le conseguenze.
sicuramente c'è di mezzo la ns scarsa cultura del rinnovamento e della fiducia al nuovo, come tante volte si è detto... siamo un paese ammazza giovani anche nel calcio e ne pagheremo (lo stiamo già facendo) le conseguenze.
L’incompatibilità di Cassano
MILANO — Anche se, trovandosi
la strada spianata dalla mancata convocazione
di Robinho, debutterà da titolare stasera contro la Lazio
nella nuova stagione rossonera, difficilmente Antonio
Cassano riuscirà a ritagliarsi
uno spazio determinante
nel cuore del progetto di
Massimiliano Allegri. E non è, si badi bene, una
questione di feeling. C’entrano invece gli atteggiamenti
e la capacità di sposare un programma:
in definitiva c’entra una filosofia
di vita (e di lavoro) incompatibile con
quello che è sempre stato lo spirito del
Milan berlusconiano in cui campioni immensi
come Franco Baresi e Paolo Maldini
hanno scolpito le tavole della legge con
l’esempio, allenandosi duramente giorno
dopo giorno, trofeo dopo trofeo fino alla
soglia dei quarant’anni.
Al contrario la carriera di Fantantonio
è un campionario di opportunità perdute.
Al di là di tutto il contorno politico-affaristico-
televisivo che ne sta cambiando
(in peggio) l’anima, il calcio più vero,
vale a dire quello del campo, quello in
cui l’erba (quando c’è) profuma ancora,
possiede infatti poche ma chiarissime regole,
una delle quali impone di andare
sempre almassimo sul lavoro: l’alternativa
è l’emarginazione. Il Milan, soprattutto
in coincidenza con l’ingresso di Allegri,
è una fuoriserie in cui le marce sono
sempre tirate e gli allenamenti, a dispetto
della veneranda età di molti dei suoi
totem, risultano essere di una esasperante intensità.
Forse è per questo che Cassano ha chiesto
di essere ceduto. Lo ha chiesto al suo
allenatore, ma anche ad Adriano Galliani,
il plenipotenziario della proprietà. Però
Fantantonio è rimasto e non date retta alle
versioni di comodo che hanno caratterizzato
l’estate del mercato milanista: la
verità è che non c’è stata una squadra, italiana
o straniera, che abbia realmente pensato
di investire su di un giocatore che, in
prossimità dei trent’anni, non ha ancora
capito come funziona la vita se ti pagano
quasi 4 milioni netti all’anno, contributo di solidarietà incluso.
«Se fallisco al Milan sono da manicomio».
Era gennaio e l’ex ragazzo di Bari
vecchia, reduce dall’ennesima entrata a
vuoto della sua vita, scommetteva su se
stesso e sulla possibilità di un’inversione
di marcia totale. Alla Samp gli avevano
consentito tanto, forse troppo, perfino di
piazzare un televisore nello spogliatoio e
di ritardare un allenamento per godersi
un programma della De Filippi
(avessi detto…) e non gli avevano certo reso un buon servizio.
Oggi che il campionato sta finalmente per decollare e che lui
ha lo scudetto cucito sulla maglia
del club più titolato al mondo,
quella scommessa può dirsi sostanzialmente perduta.
Nessuno ricorda di averlo visto fermarsi
una volta all’ingresso di Milanello
per firmare autografi ai tifosi, lo spogliatoio
fa sempre più fatica a tollerarlo,
la repubblica rossonera, dalla sala
comandi in giù, ha sognato che qualcuno
un giorno, come per incanto, se
lo portasse via. E quando lui, in uno
dei suoi sfoghi ad alta voce, una volta
si è lamentato del fatto che al Milan
comandi la mafia e che a giocare
siano sempre i soliti, uno dei
campioni rossoneri di più lungo
corso lo ha inchiodato davanti a
tutti: «Per te è sempre colpa degli
altri… Hai mai avuto il
coraggio di farti un esame di coscienza?».
Elementare, Watson.
Alberto Costa
MILANO — Anche se, trovandosi
la strada spianata dalla mancata convocazione
di Robinho, debutterà da titolare stasera contro la Lazio
nella nuova stagione rossonera, difficilmente Antonio
Cassano riuscirà a ritagliarsi
uno spazio determinante
nel cuore del progetto di
Massimiliano Allegri. E non è, si badi bene, una
questione di feeling. C’entrano invece gli atteggiamenti
e la capacità di sposare un programma:
in definitiva c’entra una filosofia
di vita (e di lavoro) incompatibile con
quello che è sempre stato lo spirito del
Milan berlusconiano in cui campioni immensi
come Franco Baresi e Paolo Maldini
hanno scolpito le tavole della legge con
l’esempio, allenandosi duramente giorno
dopo giorno, trofeo dopo trofeo fino alla
soglia dei quarant’anni.
Al contrario la carriera di Fantantonio
è un campionario di opportunità perdute.
Al di là di tutto il contorno politico-affaristico-
televisivo che ne sta cambiando
(in peggio) l’anima, il calcio più vero,
vale a dire quello del campo, quello in
cui l’erba (quando c’è) profuma ancora,
possiede infatti poche ma chiarissime regole,
una delle quali impone di andare
sempre almassimo sul lavoro: l’alternativa
è l’emarginazione. Il Milan, soprattutto
in coincidenza con l’ingresso di Allegri,
è una fuoriserie in cui le marce sono
sempre tirate e gli allenamenti, a dispetto
della veneranda età di molti dei suoi
totem, risultano essere di una esasperante intensità.
Forse è per questo che Cassano ha chiesto
di essere ceduto. Lo ha chiesto al suo
allenatore, ma anche ad Adriano Galliani,
il plenipotenziario della proprietà. Però
Fantantonio è rimasto e non date retta alle
versioni di comodo che hanno caratterizzato
l’estate del mercato milanista: la
verità è che non c’è stata una squadra, italiana
o straniera, che abbia realmente pensato
di investire su di un giocatore che, in
prossimità dei trent’anni, non ha ancora
capito come funziona la vita se ti pagano
quasi 4 milioni netti all’anno, contributo di solidarietà incluso.
«Se fallisco al Milan sono da manicomio».
Era gennaio e l’ex ragazzo di Bari
vecchia, reduce dall’ennesima entrata a
vuoto della sua vita, scommetteva su se
stesso e sulla possibilità di un’inversione
di marcia totale. Alla Samp gli avevano
consentito tanto, forse troppo, perfino di
piazzare un televisore nello spogliatoio e
di ritardare un allenamento per godersi
un programma della De Filippi
(avessi detto…) e non gli avevano certo reso un buon servizio.
Oggi che il campionato sta finalmente per decollare e che lui
ha lo scudetto cucito sulla maglia
del club più titolato al mondo,
quella scommessa può dirsi sostanzialmente perduta.
Nessuno ricorda di averlo visto fermarsi
una volta all’ingresso di Milanello
per firmare autografi ai tifosi, lo spogliatoio
fa sempre più fatica a tollerarlo,
la repubblica rossonera, dalla sala
comandi in giù, ha sognato che qualcuno
un giorno, come per incanto, se
lo portasse via. E quando lui, in uno
dei suoi sfoghi ad alta voce, una volta
si è lamentato del fatto che al Milan
comandi la mafia e che a giocare
siano sempre i soliti, uno dei
campioni rossoneri di più lungo
corso lo ha inchiodato davanti a
tutti: «Per te è sempre colpa degli
altri… Hai mai avuto il
coraggio di farti un esame di coscienza?».
Elementare, Watson.
Alberto Costa
Zamparini: "Salvezza? Palermo molto più forte di Fiorentina e Genoa"
09/09/2011
«Il nostro obiettivo stagionale sarà quello di sistemarci nella parte sinistra della classifica. Miccoli parla di salvezza? Gli ho rinfacciato a Fabrizio questa sua affermazione. Visto il rinnovo dell'organico avremo delle difficoltà in attesa di trovare la giusta coesione ma siamo molto più forti di Fiorentina e Genoa». Così Maurizio Zamparini, Presidente del Palermo, in un'intervista concessa alla stampa locale. (golsicilia.it)
per me il palermo retrocede
lo dico adesso, quando è più difficile azzeccarci :)
09/09/2011
«Il nostro obiettivo stagionale sarà quello di sistemarci nella parte sinistra della classifica. Miccoli parla di salvezza? Gli ho rinfacciato a Fabrizio questa sua affermazione. Visto il rinnovo dell'organico avremo delle difficoltà in attesa di trovare la giusta coesione ma siamo molto più forti di Fiorentina e Genoa». Così Maurizio Zamparini, Presidente del Palermo, in un'intervista concessa alla stampa locale. (golsicilia.it)
per me il palermo retrocede
lo dico adesso, quando è più difficile azzeccarci :)
io l'ho già detto... però chissà, il calcio è imprevedibile ;)
infatti
stasera Klose potrebbe fare una doppietta, anche se io ho detto che non fa gol neanche con le mani... ;)
stasera Klose potrebbe fare una doppietta, anche se io ho detto che non fa gol neanche con le mani... ;)