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Subject: Steve Jobs

2011-10-14 12:33:58
Il fatto è che chi con l'informatica e la tecnologia ci vive capisce, o almeno dovrebbe capire, se "dettagli, ottimizzazioni, features aggiuntive, user interaction, etc etc etc." sono funzionali e utili al congegno che compriamo. E sopratutto se ci sono altri modelli migliori a prezzi più ragionevoli.

Il problema sta nella massa enorme di persone che queste competenze non le ha e che viene facilmente abbindolata. Perchè se effettivamente venisse premiata dal mercato la miglior realizzazione di un'idea geniale, allora non avrei niente in contrario. Il problema sempre secondo me, sta che viene premiata la realizzazione più esposta mediaticamente. E in questo campo la Apple è inarrivabile e come tale decide i prezzi di qualsiasi settore dove c'è un loro prodotto, e questo non mi va molto a genio :)
2011-10-14 12:45:01
Il marketing è anche costruzioni di reti di assistenza e vendita, predisposizione di continuità di upgrade e dei prodotti e servizi; assicurazione della clientela che dietro i prodotti c'è un'azienda che passa il suo tempo a studiare come migliorare e aiutere i clienti a raggiungere i propri obbiettivi. Comunicare e realizzare un supporto a 360° per intermediari di mercato ed utilizzatori finali.

Da quando per assistenza e supporto ci pensa il marketing ???
Mi sembra una tua personalissssssima visione.
2011-10-14 12:45:46
E in questo campo la Apple è inarrivabile e come tale decide i prezzi di qualsiasi settore dove c'è un loro prodotto, e questo non mi va molto a genio :)

Beh decide i prezzi insomma. Se io sono un competitor che voglio erodere quote di mercato, e ho un prodotto valido, posso tranquillamente (e quasi sicuramente lo farò) venderlo ad un prezzo minore rispetto al più pubblicizzato. Quindi non è che apple decide i prezzi dell'intero settore, sia chiaro. E comunque di cellulari venduti prima dell'avvento dell'iphone che costassero 600€ ce ne erano eccome, segno che non è che apple ha alzato l'asticella verso l'alto in tal senso.

Di sicuro c'è tutta una serie di utonti che compra perché segue la moda, ma come ha scritto forse felix poco sopra, anche ai concerti ci sono le ragazzine che si strapperebbero i capelli per arrivare sotto al palco, non per questo possiamo generalizzare che tutti coloro che sono andati al concerto sono di pari livello ^^
2011-10-14 12:54:27
Da quando per assistenza e supporto ci pensa il marketing ???
Mi sembra una tua personalissssssima visione.


hem... il marketing è tutto ciò che è rapporto con il mercato e, quindi, con i clienti.
Materialmente la risorsa che opera è una rete di professionisti, anche esterni all'azienda spesso, ma la predisposizione del sistema, l'ideazione del come, quando, perché, è un aspetto di marketing. Una parte del "prodotto".
Molti non sanno l'ampiezza della funzione marketing e il tuo intervento ne è la dimostrazione.
Il marketing è responsabile anche delle politiche di prodotto, quindi studio di innovazioni. Non vuol dire che poi l'innovazione è materialmente operata dal marketing. Ci saranno gli ingegneri che ci pensano... ma lo studio sulla direzione che deve prendere un prodotto, la concezione è un aspetto di marketing.
Tra gli aspetti del prodotto, c'è l'assistenza, e la rete di supporto sul territorio.
Un altro aspetto di marketing è la distribuzione, il trasporto, la gestione dei magazzini... anche questo è marketing. Decisioni in merito alla logistica.
Nell'immaginifico collettivo marketing vuol dire solo una bella faccia che sorride e che ci dice "compra qui, compra li", e subito dopo ci viene in mente berlusconi :D:D:D
quello è solo un aspetto (la prmozione) ed è solo uno dei 4 fondamentali:
Promozione; Prodotto (in cui anche la post vendita e l'assistenza); Prezzo; Distribuzione (placement, che è l'ultima delle 4 P del marketing).

Ergo non si tratta di una mia personalissima visione.
2011-10-14 13:04:41
si capisco, però mi sembra di capire che sono un entità che da delle linee guida, per appunto l'assistenza al cliente ci pensano altri uffici ed altre persone.
Come una serie di capiprogetto che danno la direzione ma che effettivamente non fanno il lavoro.

Stando però all'ampiezza del ruolo e delle decisioni penso che Jobs non sia stato nemmeno un genio nel marketing dato il numero di persone coinvolte.
2011-10-14 13:27:14
ovvio. diciamo che il markenting è l'engineering delle scelte di mercato di un'azienda che vanno dall'ideazione del prodotto, alla sua promozione e divulgazione, e poi al post vendita.

Riguardo a jobs hai centrato bene il punto: oggigiorno certe cose sono gestite da un pull di persone, per cui lui ci metteva più che altro l'immagine pubblica, la visione quasi "messianica" che lasciava trasparire, ma poi a decidere che le cose andavano fatte così e cosà era sempre un gruppo. Spesso la decisione giusta deriva da riunioni tra anche dieci o venti persone che sono li tutte assieme a sparare fesserie, a un certo punto uno di loro, anche senza troppo pensarci, dice la cosa giusta. Si chiama brainstorming; quindi dare a jobs la paternità di quello che faceva apple penso non risponda a verità.

2011-10-14 14:07:19
Io non la penso come voi sul ruolo di jobs all'interno della apple. Lui è uno che tende ad accentrare i poteri, piuttosto che a responsabilizzare chi gli sta intorno. Certo che poi devi anche avere uno staff adeguato per andare avanti, questo mi par fuor di dubbio. Ma che l'impronta data da jobs alla sua "azienda" sia atipica lo testimonia la stessa paura che hanno i mercati nel capire come reagirà apple negli anni a venire, con la mancanza della figura di riferimento di Jobs. Per altro comunque, un grande manager è colui che sa prendere anche decisioni che vanno magari controcorrente rispetto a quanto gli suggeriscono i suoi sottoposti, e in generale è quello che detta le linee aziendali, cosa non affatto banale per una grande azienda.
2011-10-14 14:50:46
bé qui dobbiamo un attimo ridimensionare, cioè il marketing è una funzione di ampio raggio, ma per decisioni di marketing non mi riferisco agli indirizzi caratterizzanti o alle linee aziendali. Mi riferisco a scelte su come promuovere i prodotti, come distribuire, come muoversi in quel senso.
Ad esempio il fatto di non parlare del prodotto prima di lanciarlo e lasciar trapelare solo qualche "indiscrezione" artatamente diffusa, come è stato fatto per ipad. Oppure strombazzare la magnificenza di certe soluzioni tecnologiche innovative come è, invece, stato fatto per iphone, che si conosceva bene anche come desig già un anno prima. Scelte diverse, in momenti diversi per motivi diversi. Questo tipo di scelte, in genere, sono porate avanti dal team che si occupa di comunicazione; magari poi qualcosa l'ha anche suggerita lui.
Quindi insomma cose di minor peso, rispetto alle decisioni strategiche guida.
2014-05-05 23:45:05
Smile

Alla fine hanno patteggiato. Google, Apple, Adobe e Intel hanno preferito evitare il processo che sarebbe dovuto cominciare alla fine di maggio in California. Le quattro aziende erano accusate da circa 64mila lavoratori di essersi accordate per non soffiarsi i dipendenti, di fatto bloccando la mobilità ed evitando gli aumenti salariali. L’accordo raggiunto prevede il pagamento di 324 milioni di dollari, mentre la cifra chiesta inizialmente era di tre miliardi.

“I lavoratori della Silicon valley hanno ottenuto una vittoria importante”, ha scritto il New York Times, “quello che non hanno ottenuto è un sacco di soldi”. Molti osservano tra l’altro che le quattro aziende in questione sono tra le più ricche degli Stati Uniti, e quindi del mondo. Alla domanda se servirà da lezione per la Silicon valley, l’avvocato dei lavoratori ha detto: “Lo spero, ma solo il tempo lo dirà”. Uno degli aspetti più interessanti della vicenda, però, sono le carte processuali, che offrono uno spaccato inedito delle relazioni industriali.

L’accordo per non assumere i lavoratori di un’altra azienda risale alla metà degli anni duemila ed era ovviamente segreto e illegale. Tanto che Eric E. Schmidt, chief executive della Google, scriveva in un’email di non voler lasciare troppe tracce scritte. Ma trattandosi di aziende con migliaia di impiegati, capitava che qualcuno, all’oscuro dell’accordo, cercasse di reclutare un dipendente della concorrenza, in buona fede, pensando di fare gli interessi della sua azienda. “Se assumi una sola di queste persone sarà guerra”, scrive Steve Jobs al capo della Google quando viene a sapere del tentativo di assumere un suo programmatore. Schmidt risponde a Jobs promettendogli che il reclutatore della Google che ha violato l’accordo sarà licenziato “nel giro di un’ora”. E Jobs gira l’email di Schmidt all’ufficio del personale della Apple, aggiungendo uno smile.

Internazionale, numero 1049, 1 maggio 2014
2014-05-06 00:00:22
L’accordo per non assumere i lavoratori di un’altra azienda risale alla metà degli anni duemila ed era ovviamente segreto e illegale

2500?

Si vede che i cervelli in fuga italiani hanno esportato una certa mentalità