Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!

Subject: Steve Jobs

2011-10-07 17:43:01
Ma che c'entra? è ovvio che la morte di un personaggo celebre, che ha segnato un epoca, non acquisti la stessa eco di una delle tante morti (bianche, rosse o nere che siano) che quotidianamente accadono in ogni parte del mondo.
O vuoi dire che ti senti superiore a tutti quelli che hanno comunque avuto un sussulto sapendo della morte?

vogliamo parlare di quanta gente muore ogni giorno per strada, anche andando a lavoro?
C'è stata gente sokkeriana stessa che ha avuto drammi infiniti, persino chi è morto.. e allora?
Se facciamo l'elenco non finiamo più.
(edited)
2011-10-07 17:52:52

:(

"Contento che se ne sia andato"

Dichiarazione polemica di Richard Stallman, presidente della Free Software Foundation."Tutti ci meritiamo la fine della sua influenza maligna sul computing". E continua: "Apple ha fatto in modo che la gente non sappia più quali sono le sue libertà, e se lo sa, pensa di non meritarsele"

"SONO CONTENTO che Steve Jobs se ne sia andato. È la fine della sua influenza maligna sul mondo del software". Nemmeno la morte affievolisce l'antico odio di Richard Stallman per il fondatore della Apple. Lui, l'hacker hippie, padre del software libero e presidente di Free Software Foundation, si rallegra della notizia e continua ad attaccare Apple, con una nota sul proprio sito.

"Steve Jobs, il pioniere del computer inteso come prigione resa cool, progettato per separare gli stolti dalla propria libertà, è morto", scrive. Continua ancora più avvelenato: "Come il sindaco di Chicago, Harold Washington, disse del corrotto precedente sindaco Daley, non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato".

Jobs nemico del computing e quindi dell'umanità alla stregua di Bill Gates, fondatore di Microsoft, sempre secondo Stallman. "Nessuno merita di dover morire, né Jobs, né Mr. Bill, nemmeno le persone colpevoli di mali peggiori dei loro. Ma tutti ci meritiamo la fine dell'influenza maligna di Jobs sul computing. Purtroppo, quell'influenza continua nonostante la sua assenza. Possiamo solo sperare che i suoi successori, nel proseguirne l'eredità, siano meno efficaci", termina la nota.

Tanta acrimonia non deve stupire. Stallman è noto sia per l'ostinata coerenza ai suoi ideali sia anche per l'assenza di diplomazia. È manicheo: "Noi siamo il bene, loro sono il male". E "loro" sono tutti quelli che sostengono software non totalmente aperto. Non modificabile e non utilizzabile liberamente dagli utenti. Ma ultimamente è stata proprio Apple il principale bersaglio delle invettive di Stallman. Aveva definito Apple "il male supremo", peggio di Facebook, Microsoft e Adobe. Era arrivato ad accusarla di avere nei propri computer una "backdoor" (porta segreta) attraverso cui controllare il software degli utenti a distanza.

Aveva poi ritrattato quest'accusa, ribadendo però che Apple era "l'impero del male". Non solo perché fautrice di software chiuso (come Microsoft, per altro), ma anche perché a capo di un ecosistema che lascia ancor meno libertà agli utenti rispetto a Windows. Stallman ce l'ha in particolare con l'iPhone e l'iPad (che chiama "iBad"), dove Apple mantiene un controllo dall'alto sui software installabili dall'utente.

Di qui l'idea di "prigione cool" secondo Stallman: prodotti che con la loro estetica accattivante nascondono il fatto di imprigionare l'utente. "Apple ha fatto in modo che la gente non sappia più quali sono le sue libertà, e se lo sa, pensa di non meritarsele", aveva detto in una precedente intervista.

Ci vuole poco per finire nel mirino di Stallman: non scampa nemmeno Google, che pure ha i concetti di apertura e libertà digitale nella propria missione aziendale. Google e tutte le aziende del cloud computing sono colpevoli: è da "stupidi", dice Stallman, affidarsi i propri dati e identità digitale a servizi cloud. Gestiti e controllati da altri. Un pensiero radicale che non risparmia i nemici nemmeno dopo la morte.


di ALESSANDRO LONGO

link
2011-10-07 19:15:48
"10 years ago we had Steve Jobs, Bob Hope and Johnny Cash. Now we have no Jobs, no Hope and no Cash"
2011-10-07 22:15:15
bella questa : )
2011-10-07 22:50:12
dico solo questo: morte jobs 2000 interventi e asterischi,quando si parla di morte sul lavoro o sfruttamento degli operai (di cui la stessa Apple è colpevole)mezzo intervento su questo forum!
buon per voi non per me!e con questo chiudo!


Allora:
hai volutamente aperto un post polemico, casualmente tirando in ballo la apple, proprio il giorno della morte di Jobs.
Peccato che tu ti sia dimenticato il fatto che, soprattutto per le ditte con sede in asia, il discorso dello sfruttamento del lavoro è cosa ahimè nota, e riguarda per l'appunto praticamente tutte le ditte che "delocalizzano la manodopera".

Poi vabè, proprio ieri abbiamo visto che 'ste cose succedono anche in casa nostra (ovviamente mi riferisco a quelle povere operaie sottopagate in nero morte sotto le macerie).

Non è che se il tuo thred non ha avuto tutto 'sto richiamo ti devi sentire autorizzato a flammare (perchè per me di flame si tratta) qui, eh.
2011-10-07 22:53:27
"Contento che se ne sia andato"

Premetto che anche io non amo i sistemi Apple per la loro chiusura... però questo mi pare proprio un discorso talebano.

La libertà è quella di poter SCEGLIERE se chiudersi in un prigione cool o girare liberi nel casino! :)
2011-10-08 10:48:42
La libertà è quella di poter SCEGLIERE se chiudersi in un prigione cool o girare liberi nel casino!

la libertà però non esiste se non ti è data la possibilità di capire che c'è una scelta.
Mi spiego, se diamo per buono che tale libertà ci sia, la cosa non è di per se sufficiente! Serve anche che le persone ne abbiano coscienza e che l'alternativa sia praticabile!

Cmq io personalmente ho sempre apprezzato i discorsi diretti e senza retorica, preferisco uno che si esprime così che mille discorsi senza contenuto! Alla fine essere contenti perchè un avversario si toglie dalle scatole è una cosa normalissima!
2011-10-08 10:49:13
si, ma dal titolo sembra tutt'altra cosa, in realtà ha detto: "non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato". "
mi sembra che il significato sia diverso.
2011-10-08 12:52:09
E ci mancherebbe che avesse detto in quell'altro modo :)
2011-10-09 12:27:57
Vi posto questo articolo :

Se Steve fosse nato in provincia di Napoli

Steve Jobs è cresciuto a Mountain View, nella contea di Santa Clara, in California. Qui, con il suo amico Steve Wozniak, fonda la Apple Computer, il primo aprile del 1976. Per finanziarsi, Jobs vende il suo pulmino Volkswagen, e Wozniak la propria calcolatrice. La prima sede della nuova società fu il garage dei genitori: qui lavorarono al loro primo computer, l’Apple I. Ne vendono qualcuno, sulla carta, solo sulla base dell’idea, ai membri dell’Homebrew Computer Club. Con l’impegno d’acquisto, ottengono credito dai fornitori e assemblano i computer, che consegnano in tempo. Successivamente portano l’idea ad un industriale, Mike Markkula, che versa, senza garanzie, nelle casse della società la somma di 250.000 dollari, ottenendo in cambio un terzo di Apple. Con quei soldi Jobs e Wozniak lanciano il prodotto. Le vendite toccano il milione di dollari. Quattro anni dopo, la Apple si quota in Borsa.

Mettiamo che Steve Jobs sia nato in provincia di Napoli. Si chiama Stefano Lavori. Non va all’università, è uno smanettone. Ha un amico che si chiama Stefano Vozzini. Sono due appassionati di tecnologia, qualcuno li chiama ricchioni perchè stanno sempre insieme. I due hanno una idea. Un computer innovativo. Ma non hanno i soldi per comprare i pezzi e assemblarlo. Si mettono nel garage e pensano a come fare. Stefano Lavori dice: proviamo a venderli senza averli ancora prodotti. Con quegli ordini compriamo i pezzi.

Mettono un annuncio, attaccano i volantini, cercano acquirenti. Nessuno si fa vivo. Bussano alle imprese: “volete sperimentare un nuovo computer?”. Qualcuno è interessato: “portamelo, ti pago a novanta giorni”. “Veramente non ce l’abbiamo ancora, avremmo bisogno di un vostro ordine scritto”. Gli fanno un ordine su carta non intestata. Non si può mai sapere. Con quell’ordine, i due vanno a comprare i pezzi, voglio darli come garanzia per avere credito. I negozianti li buttano fuori. “Senza soldi non si cantano messe”. Che fare? Vendiamoci il motorino. Con quei soldi riescono ad assemblare il primo computer, fanno una sola consegna, guadagnano qualcosa. Ne fanno un altro. La cosa sembra andare.

Ma per decollare ci vuole un capitale maggiore. “Chiediamo un prestito”. Vanno in banca. “Mandatemi i vostri genitori, non facciamo credito a chi non ha niente”, gli dice il direttore della filiale. I due tornano nel garage. Come fare? Mentre ci pensano bussano alla porta. Sono i vigili urbani. “Ci hanno detto che qui state facendo un’attività commerciale. Possiamo vedere i documenti?”. “Che documenti? Stiamo solo sperimentando”. “Ci risulta che avete venduto dei computer”.

I vigili sono stati chiamati da un negozio che sta di fronte. I ragazzi non hanno documenti, il garage non è a norma, non c’è impianto elettrico salvavita, non ci sono bagni, l’attività non ha partita Iva. Il verbale è salato. Ma se tirano fuori qualche soldo di mazzetta, si appara tutto. Gli danno il primo guadagno e apparano.

Ma il giorno dopo arriva la Finanza. Devono apparare pure la Finanza. E poi l’ispettorato del Lavoro. E l’ufficio Igiene. Il gruzzolo iniziale è volato via. Se ne sono andati i primi guadagni. Intanto l’idea sta lì. I primi acquirenti chiamano entusiasti, il computer va alla grande. Bisogna farne altri, a qualunque costo. Ma dove prendere i soldi?

Ci sono i fondi europei, gli incentivi all’autoimpresa. C’è un commercialista a Napoli che sa fare benissimo queste pratiche. “State a posto, avete una idea bellissima. Sicuro possiamo avere un finanziamento a fondo perduto almeno di 100mila euro”. I due ragazzi pensano che è fatta. “Ma i soldi vi arrivano a rendicontazione, dovete prima sostenere le spese. Attrezzate il laboratorio, partire con le attività, e poi avrete i rimborsi. E comunque solo per fare la domanda dobbiamo aprire la partita Iva, registrare lo statuto dal notaio, aprire le posizioni previdenziali, aprire una pratica dal fiscalista, i libri contabili da vidimare, un conto corrente bancario, che a voi non aprono, lo dovete intestare a un vostro genitore. Mettetelo in società con voi. Poi qualcosa per la pratica, il mio onorario. E poi ci vuole qualcosa di soldi per oliare il meccanismo alla regione. C’è un amico a cui dobbiamo fare un regalo sennò il finanziamento ve lo scordate”. “Ma noi questi soldi non ce li abbiamo”. “Nemmeno qualcosa per la pratica? E dove vi avviate?”.

I due ragazzi decidono di chiedere aiuto ai genitori. Vendono l’altro motorino, una collezione di fumetti. Mettono insieme qualcosa. Fanno i documenti, hanno partita iva, posizione Inps, libri contabili, conto corrente bancario. Sono una società. Hanno costi fissi. Il commercialista da pagare. La sede sociale è nel garage, non è a norma, se arrivano di nuovo i vigili, o la finanza, o l’Inps, o l’ispettorato del lavoro, o l’ufficio tecnico del Comune, o i vigili sanitari, sono altri soldi. Evitano di mettere l’insegna fuori della porta per non dare nell’occhio. All’interno del garage lavorano duro: assemblano i computer con pezzi di fortuna, un po’ comprati usati un po’ a credito. Fanno dieci computer nuovi, riescono a venderli. La cosa sembra poter andare.

Ma un giorno bussano al garage. E’ la camorra. Sappiamo che state guadagnando, dovete fare un regalo ai ragazzi che stanno in galera. “Come sarebbe?”. “Pagate, è meglio per voi”.

Se pagano, finiscono i soldi e chiudono. Se non pagano, gli fanno saltare in aria il garage. Se vanno alla polizia e li denunciano, se ne devono solo andare perchè hanno finito di campare. Se non li denunciano e scoprono la cosa, vanno in galera pure loro.

Pagano. Ma non hanno più i soldi per continuare le attività. Il finanziamento dalla Regione non arriva, i libri contabili costano, bisogna versare l’Iva, pagare le tasse su quello che hanno venduto, il commercialista preme, i pezzi sono finiti, assemblare computer in questo modo diventa impossibile, il padre di Stefano Lavori lo prende da parte e gli dice “guagliò, libera questo garage, ci fittiamo i posti auto, che è meglio”.

I due ragazzi si guardano e decidono di chiudere il loro sogno nel cassetto. Diventano garagisti.

La Apple in provincia di Napoli non sarebbe nata, perchè saremo pure affamati e folli, ma se nasci nel posto sbagliato rimani con la fame e la pazzia, e niente più.

Fonte: Link
2011-10-09 12:50:32
riflessione acuta e molto intelligente, lo stimo.
2011-10-09 13:08:30
Ovvio che si scrive Napoli ma si legge Italia...
2011-10-11 15:53:09
Steve Jobs non è Dio
Mi sarebbe piaciuto aver scritto questo articolo. Invece è tratto da gawker.com. Mi sono limitato a tradurlo liberamente in italiano:

" Così, Steve Jobs è morto. Un genio dell'hi-tech è trapassato. Triste. Certamente una perdita devastante per gli amici intimi e i membri della famiglia, così come per i dirigenti di Apple e per gli azionisti. Il resto di voi? Calmi.

Tra i miei amici di Facebook di ieri, più di uno ha scritto pubblicamente che stava piangendo o che non poteva smettere di piangere o che era a pezzi a causa della morte di Steve Jobs. Davvero?! Non puoi smettere di piangere ora che hai sentito che un AD di mezza età è morto dopo una lunga battaglia con il cancro? Se gli umani fossero sempre così empatici, allora, sarebbe comprensibile. Ma questo tipo di eccesso nel mostrare dolore pubblico è sia disdicevole sia immeritato.

Manifestazioni pubbliche di dolore vero e proprio dovrebbe essere riservate a quelle persone che hanno vissuto la vita così eroicamente e disinteressatamente che sono fulgidi esempi di amore per tutta l'umanità. Persone come, ad esempio, il reverendo Fred Shuttlesworth, che insieme alla sua famiglia, è stato bombardato, picchiato e accoltellato durante i suoi anni di attivismo alle origini del movimento americano per i diritti civili. Shuttlesworth è morto ieri, lo stesso giorno di Steve Jobs. Lui non è morto miliardario.

La morte, ovviamente, non è una competizione. Tutte le morti sono tristi per i vivi. Ognuno merita di essere pianto, e i personaggi noti saranno inevitabilmente pianti più forte di altri. Quando il lutto per i tecnocrati è come quelo per gli idoli, noi sminuire la vita di coloro che si sono sacrificati di più per il prossimo.

Steve Jobs è stato grande in quello che ha fatto. Non c'è bisogno di esaltare ulteriormente la memoria dell'uomo. Ha fatto bene i computer, i telefoni cellulari, ha fatto buoni lettori di musica digitale. Li ha venduti bene. E' diventato oscenamente ricco. Ha permesso ad una intera generazione di feticisti della tecnologia di andare in giro con i gadget più interessanti. Non ha significativamente ridotto la povertà, o non ha realizzato scoperte scientifiche che salvano vite, o non ha posto fine a guerre, o non ha guarito i malati, o non ha dato amicizia a chi non aveva amici. Che va bene, la maggior parte di noi non lo fa. Ma la maggior parte di noi non provoca tali dimostrazioni di culto e pianto quando muore. Quando anche i giornalisti che hanno il compito di coprire la notizia della morte del fondatore di una compagnia folemente multimiliardaria, sono ridotti a dei fan con gli occhi arrossati, scusandosi con gli spettatori per l'emozione, qualcosa si è perso.

Non ho mai posseduto un prodotto Apple. Eppure eccomi qui, parlo con il telefono, uso il computer, e leggo su internet tutti i giorni. Se ti piacciono i prodotti Apple, bene. Sono prodotti. Non hanno anime. Non sono eroi, come non lo è il loro creatore, non importa quanto abile possa essere stato. Piangiamo Steve Jobs come piangiamo la scomparsa di qualsiasi altro buon uomo; modestamente, privatamente, e tranquillamente. Consiglio per coloro che nel ricordo hanno assunto un tono quasi religioso: cercare aiuto. "

articolo originale: http://gawker.com/5847338/steve-jobs-was-not-god

fonte americaoggiblog
2011-10-11 16:03:26
2011-10-11 16:09:12
come fosse un rasoio


Shuttlesworth è morto ieri, lo stesso giorno di Steve Jobs. Lui (Shuttlesworth ndr) non è morto miliardario.