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Subject: »Foxconn maltratta i suoi operai
Duemila lavoratori della fabbrica Foxconn di Taiyuan, nord della Cina, hanno dato vita ad alcuni disordini sfociati in uno sciopero di 24 ore che, stando a diversi post apparsi sul social network Sina Weibo, non hanno nulla a che vedere con le recenti dimostrazioni anti Giappone. Quaranta operai sono rimasti feriti negli scontri, diversi gli arrestati.
I disordini, scoppiati durante le prime ore della notte, sono stati talmente imponenti da costringere la polizia ad accorrere sul posto per essere sedati, con conseguente arresto di un numero non precisato di operai. Le notizie, peraltro frammentarie, appaiono sui social cinesi per poi essere tolte in breve tempo – così come le foto – dai censori governativi, ciò che si sa per certo è, che in questo momento, i dipendenti della Foxconn hanno incrociato le braccia e non risulta che siano tornati alle catene di assemblaggio.
Anche le origini della sommossa non sono certe: sembrerebbe – ma non c'è conferma – che un addetto alla sicurezza abbia malmenato un operaio poco incline a fornire ore di lavoro straordinario, facendo scatenare una vera e propria rivolta tra tutti i duemila dipendenti i quali, nel giro di pochi minuti, si sono riversati all'esterno degli edifici.
Non è la prima volta che gli operai scioperano; durante lo scorso mese di marzo hanno fermato le catene di produzione a causa di un aumento di salario promesso ma non corrisposto e, ancora più vicino nel tempo, durante lo scorso mese di giugno sono scoppiati disordini tra alcuni dipendenti Foxconn e un ristoratore locale, disordini che anche in quel caso sono stati sedati dall'intervento delle forze dell'ordine cinesi.
Le facilities Foxconn balzano con discreta ciclicità agli onori della cronaca per le condizioni di lavoro e di vita imposte agli operai, tra i quali vi è un considerevole tasso di suicidi tale da avere indotto il management a montare delle reti di protezione attorno ad alcuni stabilimenti.
Ai disordini, rientrati alle 3 del mattino, segue come detto uno sciopero di 24 ore che, secondo la società taiwanese, è stato organizzato per fare calmare gli animi.
ilsole24ore.it
I disordini, scoppiati durante le prime ore della notte, sono stati talmente imponenti da costringere la polizia ad accorrere sul posto per essere sedati, con conseguente arresto di un numero non precisato di operai. Le notizie, peraltro frammentarie, appaiono sui social cinesi per poi essere tolte in breve tempo – così come le foto – dai censori governativi, ciò che si sa per certo è, che in questo momento, i dipendenti della Foxconn hanno incrociato le braccia e non risulta che siano tornati alle catene di assemblaggio.
Anche le origini della sommossa non sono certe: sembrerebbe – ma non c'è conferma – che un addetto alla sicurezza abbia malmenato un operaio poco incline a fornire ore di lavoro straordinario, facendo scatenare una vera e propria rivolta tra tutti i duemila dipendenti i quali, nel giro di pochi minuti, si sono riversati all'esterno degli edifici.
Non è la prima volta che gli operai scioperano; durante lo scorso mese di marzo hanno fermato le catene di produzione a causa di un aumento di salario promesso ma non corrisposto e, ancora più vicino nel tempo, durante lo scorso mese di giugno sono scoppiati disordini tra alcuni dipendenti Foxconn e un ristoratore locale, disordini che anche in quel caso sono stati sedati dall'intervento delle forze dell'ordine cinesi.
Le facilities Foxconn balzano con discreta ciclicità agli onori della cronaca per le condizioni di lavoro e di vita imposte agli operai, tra i quali vi è un considerevole tasso di suicidi tale da avere indotto il management a montare delle reti di protezione attorno ad alcuni stabilimenti.
Ai disordini, rientrati alle 3 del mattino, segue come detto uno sciopero di 24 ore che, secondo la società taiwanese, è stato organizzato per fare calmare gli animi.
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spero facciano luce sull'accaduto, perchè in effetti il primo pensiero è andato al fatto che sono sfruttati peggio delle bestie, ma c'è un alone di mistero intorno alle cause... e direi che la Foxconn, in questo caso, avrebbe tutto l'interesse a tener segreta un'eventuale sommossa per via degli orari massacranti