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Subject: Paghiamo per essere inquinati
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akiro [del] to
All
Troppi soldi alle rinnovabili? Diamo un’occhiata ai dati che vengono dal World Energy Outlook 2011 dell’International Energy Agency. A livello globale forniamo più di 400 miliardi di dollari di aiuti economici ai combustibili fossili, che ci inquinano subito e ci colpiscono più lentamente e profondamente provocando il caos climatico, e 180 miliardi di dollari di sovvenzioni alle fonti rinnovabili.
Nonostante questa masochistica scelta, la crescita dell’energia pulita è in continua accelerazione. La quota non idroelettrica delle rinnovabili – sempre secondo l’IEA – passerà dal 3 per cento del 2009 al 15 per cento del 2035.
Anche il carbone però cresce: in assenza di politiche correttive in grado di applicare il principio del chi inquina paga, arriverà a un aumento del 65 per cento al 2035, mentre nel New Policies Scenario diminuirà fino a scendere a un livello del 25 per cento inferiore rispetto al 2009.
Ma per realizzare questo secondo scenario, diminuendo le probabilità di eventi catastrofici come quelli che abbiamo visto accanirsi sull’Italia nei giorni scorsi, bisogna tornare a dare un senso logico alle parole ed evitare le farse. Ad esempio, nei paesi in via di industrializzazione, gli impianti a carbone vengono finanziati come sviluppo pulito. In particolare, secondo quanto afferma il SEI (Istituto per l’ambiente di Stoccolma), questi impianti a carbone ottengono miliardi di euro dal fondo “climate finance” destinato a finanziare progetti per lo sviluppo sostenibile e a basse emissioni di anidride carbonica. E magari qualcuno dirà che si spende troppo per l’ambiente.
repubblica
Per chi sa l'inglese qui il documento originale "OECD and IEA recommend reforming fossil-fuel subsidies to improve the economy and the environment"
Nonostante questa masochistica scelta, la crescita dell’energia pulita è in continua accelerazione. La quota non idroelettrica delle rinnovabili – sempre secondo l’IEA – passerà dal 3 per cento del 2009 al 15 per cento del 2035.
Anche il carbone però cresce: in assenza di politiche correttive in grado di applicare il principio del chi inquina paga, arriverà a un aumento del 65 per cento al 2035, mentre nel New Policies Scenario diminuirà fino a scendere a un livello del 25 per cento inferiore rispetto al 2009.
Ma per realizzare questo secondo scenario, diminuendo le probabilità di eventi catastrofici come quelli che abbiamo visto accanirsi sull’Italia nei giorni scorsi, bisogna tornare a dare un senso logico alle parole ed evitare le farse. Ad esempio, nei paesi in via di industrializzazione, gli impianti a carbone vengono finanziati come sviluppo pulito. In particolare, secondo quanto afferma il SEI (Istituto per l’ambiente di Stoccolma), questi impianti a carbone ottengono miliardi di euro dal fondo “climate finance” destinato a finanziare progetti per lo sviluppo sostenibile e a basse emissioni di anidride carbonica. E magari qualcuno dirà che si spende troppo per l’ambiente.
repubblica
Per chi sa l'inglese qui il documento originale "OECD and IEA recommend reforming fossil-fuel subsidies to improve the economy and the environment"
domanda che sorge spontanea: le sovvenzioni al nucleare sono escluse da questi confronti? o sono inserite nei 180 alle fonti rinnovabili?
non male, avanti così...
FER: nel 2010 forti gli incentivi alle fonti fossili mentre neanche il 10% alle rinnovabili
31 ottobre 2012 - Le energie rinnovabili hanno ricevuto nel 2010 contributi per 66 miliardi di dollari mentre i combustibili fossili 775 miliardi e oltre un trilione di dollari quest’anno. I dati emergono dalla ricerca Vital Signs condotta per il Worldwatch institute che ha analizzato i meccanismi dei sussidi alle diverse fonti di energia. Tra i maggiori sostenitori ai combustibili fossili vi sono paesi arabi come il Kuwait e l’Iraq.
Tra i maggiori sostenitori ai combustibili fossili vi sono paesi arabi come il Kuwait e l’Iraq. Se si tiene conto dei contributi ricevuti per kWh prodotto, l’energia derivante da fonti rinnovabili riceve incentivi nell’ordine di 1,7-15 centesimi di dollaro per kWh contro i 0,1-0,7 centesimi ricevuti dai combustibili fossili. I contributi per kWh delle rinnovabili sono però destinati a diminuire in ragione ad un progresso delle tecnologie con una conseguente riduzione dei costi di produzione. Secondo lo studio ai costi per gli incentivi vanno sommati una serie di costi ambientali che secondo l’Accademia Nazionale delle Scienze è costata agli Stati Uniti 120 miliardi di dollari tra spese sanitarie e danni derivanti dall’inquinamento ambientale. Secondo le proiezioni della International Energy Agency (IEA) se i contributi ai combustibili fossili fossero eliminati entro i prossimi 8 anni, il consumo globale di energia si ridurrebbe del 3,9% l’anno, la domanda di petrolio si ridurrebbe di 3,7 milioni di barili al giorno, la domanda di gas naturale potrebbe essere tagliata di 330 miliardi di metri cubi e la domanda di carbone scenderebbe di 230 milioni di tonnellate.
ilsoleatrecentosessantagradi.it
FER: nel 2010 forti gli incentivi alle fonti fossili mentre neanche il 10% alle rinnovabili
31 ottobre 2012 - Le energie rinnovabili hanno ricevuto nel 2010 contributi per 66 miliardi di dollari mentre i combustibili fossili 775 miliardi e oltre un trilione di dollari quest’anno. I dati emergono dalla ricerca Vital Signs condotta per il Worldwatch institute che ha analizzato i meccanismi dei sussidi alle diverse fonti di energia. Tra i maggiori sostenitori ai combustibili fossili vi sono paesi arabi come il Kuwait e l’Iraq.
Tra i maggiori sostenitori ai combustibili fossili vi sono paesi arabi come il Kuwait e l’Iraq. Se si tiene conto dei contributi ricevuti per kWh prodotto, l’energia derivante da fonti rinnovabili riceve incentivi nell’ordine di 1,7-15 centesimi di dollaro per kWh contro i 0,1-0,7 centesimi ricevuti dai combustibili fossili. I contributi per kWh delle rinnovabili sono però destinati a diminuire in ragione ad un progresso delle tecnologie con una conseguente riduzione dei costi di produzione. Secondo lo studio ai costi per gli incentivi vanno sommati una serie di costi ambientali che secondo l’Accademia Nazionale delle Scienze è costata agli Stati Uniti 120 miliardi di dollari tra spese sanitarie e danni derivanti dall’inquinamento ambientale. Secondo le proiezioni della International Energy Agency (IEA) se i contributi ai combustibili fossili fossero eliminati entro i prossimi 8 anni, il consumo globale di energia si ridurrebbe del 3,9% l’anno, la domanda di petrolio si ridurrebbe di 3,7 milioni di barili al giorno, la domanda di gas naturale potrebbe essere tagliata di 330 miliardi di metri cubi e la domanda di carbone scenderebbe di 230 milioni di tonnellate.
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