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Subject: Milano - AreaC

2012-01-08 12:59:53
Mia figlia, mia moglie, la mia donna non ce la manderei mai e questo è il problema principale.

Quello sicuro, ma credevo si parlasse di altri orari o di altre situazioni. (non chiude prima delle 2? boh.)
Comunque traffico ed inquinamento generati a notte fonda sono relativi.

La mobilità in centro a Milano non mi pare sia un esempio da seguire.
2012-01-08 13:00:14
e fai scorta di abbonamenti/biglietti ;P
2012-01-08 13:07:22
Quello sicuro, ma credevo si parlasse di altri orari o di altre situazioni. (non chiude prima delle 2? boh.)

Ti pongo un esempio classico che credo possa essere frequente.
Faccio il cameriere e lavoro dalle 10 alle 15 e dalle 17 alle 02 di notte, lavoro nella cerchia.
Faccio la commessa dalle 10 alle 19. Fino ad adesso andavo in auto, dal 16 sono costretta a prendere i mezzi. Siccome sono una ragazza di bella presenza non mi sento tranquilla.

Se non ci sono esenzioni per chi vi lavora, sono praticamente costretto ad acquistare un'auto nuova oppure a prendere un motorino perchè qualsiasi mezzo mi taglia fuori.
2012-01-08 13:22:02
vabè alle 19 Milano non è il Bronx, io intendevo pericoloso a notte fonda.
Sui treni fino alle 20.30 c'è ancora gente, idem per le metro.
2012-01-08 13:24:27
i soldi che guadagni con quest iniziativa e con l'aumento dei biglietti atm magari vanno a finanziare il trasporto pubblico e anche la sicurezza, no?
2012-01-08 14:57:16
magari vanno a finanziare un comune discretamente indebitato
2012-01-08 16:05:18
magari vanno a finanziare un comune discretamente indebitato

no, testo delibera

Le risorse derivanti dal provvedimento saranno destinate all'attuazione degli interventi di riqualificazione, di protezione e sviluppo delle reti del trasporto pubblico e dei servizi di mobilità dolce (pedonalità, ciclabilità, traffico a velocità moderata), per il superamento delle barriere architettoniche ed a favore della mobilità delle persone con disabilità, allo sviluppo di un sistema di razionalizzazione della distribuzione delle merci e, più in generale, all'attuazione delle politiche di riduzione dell'inquinamento atmosferico e di sviluppo della mobilità sostenibile; etc
(edited)
2012-01-08 16:08:05
il problema vero è appunto di ordine pubblico, i servizi pubblici fanno abbastanza schifo e dentro c'è la peggio gentaglia, e con la crisi economica che c'è la gente avrà sempre più bisogno di "soldi" in qualsiasi modo...

ps: raramente uso la macchina a milano, sono sui mezzi 40' al giorno come minimo, quindi so com'è la situazione, soprattutto sulle linee di metropolitana rossa (che è veramnte squallida), o gli autobus che fanno la circonvallazione tipo 90,91 etc

2012-01-08 20:04:11
mah, io ho sempre usato i mezzi e tutta questa "gentaglia" non la vedo... al massimo mendicanti o gente povera e sporca.
2012-01-08 20:15:00
mhm hai preso spesso la metro?

di inverno è pieno, pieno davvero, di borseggiatori, ti si mettono a fianco e ti mettono le mani nelle tasche, io ne ho beccati (nel senso che li ho proprio visti mentre stavano provando a farlo con me e li ho ovviamente fermati), però non è proprio quello il punto, la nota dolente credo riguardi più le ragazze di bella presenza che dopo una certa ora non possono proprio prendere da sole i mezzi pubblici..
2012-01-08 20:48:43
a me sembra che sulla metro non ci sia tutta questa criminalità. ce ne sarà più che nella propria macchina su questo non c'è dubbio.

in 4 anni che ci abito non hanno mai provato a borseggiarmi, e quando non sono in trasferta prendo la rossa praticamente ogni giorno almeno 2 volte. è anche vero che non frequento la parte da loreto verso sesto, lì non saprei dire. in compenso mi hanno rotto il finestrino e la serratura della portiere dell'auto 3 volte in 2 mesi che l'ho avuta qui.
la linea autobus 90-91 non mi piace, su quella sono d'accordo.

Aumentare il biglietto di corsa singola e non l'abbonamento mensile è una buona idea, serve proprio a fare in modo che la gente trovi conveniente prendere i mezzi con regolarità, e non la macchina con regolarità e i mezzi una volta ogni tanto.
2012-01-08 20:53:09
più che altro il gettito arriva per chi fruisce del servizio in modo non abituale, e sono d'accordo anche io sul fatto che l'abbonamento sia rimasto invariato proprio per questo motivo!


in realtà ormai le metro stanno diventando via via più tranquille per motivi diversi, soprattutto perchè in quelle nuove ci sono le telecamere e tutti lo sanno

l'anno scorso sulla verde una signora tutta imbardata con uno strano foulard mi ha tirato un calcio così a gratis perchè molto probabilmente ero stordito e la stavo fissando, ma era mattina e non bado a certe cose

...diciamo che l'ho convinta a scendere nella fermata successiva...
2012-01-08 21:15:11
la nota dolente credo riguardi più le ragazze di bella presenza che dopo una certa ora non possono proprio prendere da sole i mezzi pubblici..

si, dopo una certa ora sono le 20:00... non è che ne violentano una a settimana di ragazza e di solito quando lo fanno sono nei parcheggi in periferia, che facciamo? non usiamo più i parcheggi in periferia?
(edited)
2012-01-08 21:17:29
non guardare quelle che stuprano, sai anche quante vengono pedinate o altro ancora?

mi sembra che richiedere un po' più di sicurezza sia quasi un affronto
2012-01-11 12:37:37
Lorenzo, da sempre ecologista , il sindaco Pisapia lo ha votato in maniera convinta. Trentanove anni e una bimba di tre anni, casa rigorosamente entro la cerchia, la chiusura al traffico del centro la aspettava da tempo, sempre con il terrore delle polveri sottili che «con le bronchiti invernali, sai che stress per la bambina». Eppure, oggi, a parlargli di zona C storce il naso. E non poco.

In corso Porta Ticinese, dove risiede, i parcheggi per i residenti latitano, e gran parte di quei pochi nella piazzetta antistante il museo Diocesano se li è mangiati - e chissà perché poi visto che lo spazio non mancava - il posteggio delle biciclette. Se ci parcheggi davanti son guai. Dunque alla sera, quando sei all'ottavo giro e non ne puoi più, meglio per non rischiare, rivolgersi ai parcheggiatori abusivi di Piazza XXIV maggio. Perché Lorenzo, come molti suoi vicini, con le telecamere che ti perseguitano e il permesso dei posteggi che non scade in concomitanza con quello d'accesso, lo scorso anno ha recuperato 3mila euro di multe. Conto salato, ma saldato, per carità. «Così magari impari a stare attento alle scadenze», gli dice la moglie.

Ora arriva l'area C e siamo daccapo. Ogni volta un nuovo conto da pagare per la sua auto euro 4. «Se servirà, per la qualità si paga anche questo salasso», spiega Lorenzo. E' solo che qualcuno dovrebbe anche spiegargli quali sono le alternative. Perché Pisapia e la sua giunta fanno presto a parlare di nuove abitudini e di Londra e Stoccolma. Ma là il metrò non è un sogno come da noi. «Ci avevano promesso la Linea 4. Chissà poi se arriverà mai a piazza della Vetra? E i mezzi di superficie affollati come sono all'ora di punta, in ritardo perenne come sono, e con una bimba al seguito, chi li prende?»

Domande, senza risposta fin qui, caro sindaco, consenta.
«E quando hai fretta e il bus non passa, e il dentista di tua figlia non aspetta, che fai prendi il taxi?» Certo che sì, ma solo se hai già pagato tutte le bollette del mese e non sei in ritardo sulla carta di credito.
«Pisapia ha idea di quanti taxi girino in città in un giorno qualsiasi di pioggia, con il traffico impazzito al centro e il tassametro che sale da quando chiami il radio taxi (l'attesa normalmente è di dieci-dodici minuti, diventeranno venti, sempre che tu sia stato così fortunato da prendere la linea dopo aver richiamato dieci volte per lo meno, saltando fra i vari operatori)?».

Ancora domande senza risposta, signor sindaco, da un suo elettore. «Intanto, per adesso, pago». E pagheremo ancora.

«Siete i privilegiati con la casa in centro» è l'accusa neppure velata che a Lorenzo rivolgono un po' tutti. All'ecologista non resta che pagare. «La congestion charge l'avevi sostenuta, ora contribuisci, è il tuo turno» gli dicono gli amici. Lui annuisce. E zitto zitto intanto ha pagato le multe, ha detto di sì agli amici che lo canzonano, ha messo in cantiere il cambio di abitudini e di stile di vita come il suo sindaco gli chiede, preparandosi alla solita 94 in ritardo e al metrò della mattina pieno come un uovo con le porte che non si chiudono e la gente che spinge.

Lorenzo, da buon cittadino, si iscriverà anche al sito della Area.c ed attiverà il pin come chiede Palazzo Marino. Ma qualcosa in lui comincia a non tornare.

Non ce l'ha con le auto blu con la targhetta d'acciaio cromato che accederanno sempre e comunque dovunque. No. Non ce l' ha proprio con nessuno. Solo cova un malessere crescente: sta meditando... E così, alle prossime elezioni, lo ha promesso. L'adorato Pisapia il suo voto potrà scordarselo se al centro il traffico cambierà ben poco, con le polveri sottili sempre in agguato. Da cittadino anche la sua è una scommessa, con buona pace dell'ecologista convinto. Per ora paga. Ma come le telecamere, anche lui il sindaco lo aspetta al varco: dei risultati.

2012-01-11 19:48:52
Area C: incontro in Zona 1
posted by Presidente on 10/01/2012

Ieri sera anche alcuni di Ciclobby hanno partecipato al primo incontro di presentazione di Area C, con l’assessore Pierfrancesco Maran, presso il CAM di corso Garibaldi.

L’organizzazione avrebbe dovuto essere migliore: in una sala evidentemente troppo piccola per contenere tutti, nella zona che fra l’altro è fulcro del provvedimento di congestion, il clima era incandescente ancor prima di cominciare il dibattito, alimentando un disagio crescente e palpabile.
La successione degli interventi, fino a tarda sera, solo contro: la lista delle iscrizioni a parlare, circolata poco prima dell’inizio del dibattito, si è riempita in pochi minuti con molte decine di nominativi, e non tutti hanno potuto registrarsi né intervenire.

Chi tra i presenti cercava chiarimenti o sperava in un confronto civile sui contenuti, pur quando con opinioni differenti, faticherà molto a dirsi soddisfatto. E chi tra i presenti avrebbe voluto intervenire evidenziando le molte ragioni positive del provvedimento, non ha avuto la possibilità di farlo.

A dirla tutta, quel che è parso in discussione da parte della maggioranza degli intervenuti non era il merito del provvedimento, la sua migliorabilità, cui peraltro è sostanzialmente rivolta la stessa fase di sperimentazione.
Anche se da una visione contraria, non si è cercato infatti un confronto specifico, magari su aspetti tecnici, su possibili lacune.
Oltre il 90% degli interventi di ieri sera, sia dei residenti sia di alcuni politici dell’opposizione (fra cui qualche ex assessore che meglio farebbe a interrogarsi anche sulle proprie responsabilità rispetto all’attuale situazione della città) intervenuti incitando alla ribellione, avevano un unico argomento: “non voglio pagare!”.

Qualcuno ha definito addirittura incostituzionale il provvedimento, citando gli artt. 3 (uguaglianza), 16 (libertà di circolazione) e 42 (proprietà privata) della Costituzione.
Dimenticando peraltro che l’art. 32 della nostra Carta costituzionale fa riferimento al diritto alla salute, che è fra quelli non negoziabili e che non può entrare in un giudizio di bilanciamento con altri diritti, libertà o pretesi tali.
E a tacer del fatto che quando la Costituzione parla di libertà di circolazione non specifica che questa debba intendersi “con auto”.
Nessuno ha soffermato l’attenzione sui temi della tutela della salute, della qualità della vita, dell’esigenza di rendere la nostra città sostenibile e a misura d’uomo. Sulla necessità di rivedere anche comportamenti abituali e diffusi.

Abbiamo sentito dire che a Milano non si può andare in bici “perché piove” (sic!). Che il problema dell’inquinamento non è dato dal traffico, ma dalle caldaie del riscaldamento.
Vi è chi ha detto che con queste politiche si intendono criminalizzare gli automobilisti.
Ed è emersa una visione dell’auto come protesi, che deve necessariamente accompagnare ogni movimento quotidiano.
Non importa che questo avvenga in un’area, quella soggetta a congestion charge, oggi di poco superiore agli 8 chilometri quadrati e altamente servita dai trasporti pubblici.
Non importa che la stessa “Commissione dei saggi”, insediata dall’allora sindaco Moratti e presieduta dal vicesindaco sen. Riccardo De Corato, nella relazione conclusiva dei lavori (dicembre 2010), dunque assai prima dei referendum ambientali, affermasse con chiarezza che, essendo venuta meno ogni efficacia del provvedimento Ecopass, risultava opportuno rilanciarlo con un ampliamento delle classi di veicoli assoggettate e con una estensione dell’area almeno fino alla cerchia filoviaria.
E non importa neppure che l’ingestibilità della situazione milanese, tanto dal punto di vista della mobilità e del traffico, quanto dell’inquinamento e di tutte le altre conseguenze correlate, derivi soprattutto dall’elevato tasso di motorizzazione, per cui a Milano circolano da due a tre volte più auto che in tutte le altre grandi città europee.
Se non si incide in modo deciso su questi numeri, è semplicemente impossibile, sul piano della praticabilità scientifica che non sia meramente fantascientifica, favorire la mobilità alternativa e sostenibile, il trasporto pubblico, la ciclabilità e la mobilità pedonale.

Abbiamo apprezzato l’assessore Maran che, oltre a metterci la faccia, ha saputo argomentare con decisione e in modo pacato e costruttivo, senza sfuggire al confronto.
E’ una pratica alla quale dovremmo riabituarci tutti.

Si citano spesso, magari senza davvero conoscerle, le esperienze delle città del nord Europa (Monaco, Copenaghen, Amsterdam…) quasi fossero tali da sempre, ma così non è. Anche in quei casi, oggi indicati come modello, si è vissuta la motorizzazione di massa e i suoi effetti. Ma vale la pena ricordare che, anche lì, quando una politica lungimirante ha saputo fare delle scelte nell’interesse della comunità, alcuni decenni or sono, riducendo lo spazio dedicato alle auto per restituirlo alle persone, non sempre queste sono state salutate con gioia ed entusiasmo. Solo una visione forte, una politica adeguata e coerente, può produrre nei fatti mutamenti durevoli che vanno a beneficio di tutti.

Lo abbiamo già detto, ma vale la pena ripeterlo: la sfida del cambiamento è qui, e parte da ciascuno di noi. Occorre che i cittadini ne siano consapevoli e scelgano la partecipazione e l’impegno.

Ricordiamo gli altri incontri in programma (cliccare qui) per la presentazione di Area C.
Eugenio Galli presidente FIAB CIclobby
fonte ciclobby