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Subject: Milano - AreaC
mi stai quiandi dicendo che al momento è impossibile accedere al centro? A volte chi non conosce milano si trova a passare per il centro solo perchè guidato dal navigatore e senza neanche saperlo. Quando vai a milano da professionisti e sei con i minuti contati e senza conoscere bene la zona, speri di arrivare a destinazione, lasciare la macchina vicino e ripartire per casa il prima possibile. Se oltre a fare 600km tra andata e ritorno devi anche farti 30 minuti di mezzi pubblici che passano quando passano e nelle condizioni in cui d'estate possono essere..
area c è temporaneamente sospesa, cioè sono spente le telecamere, ergo puoi andare a milano dove te pare aggratis
finchè il tar nn darà ragione al comune
finchè il tar nn darà ragione al comune
no, sto solo dicendo se non sia possibile farlo con i mezzi pubblici. Le linee metropolitane passano e sono puntuali solitamente.
Pisapippa l'ha presa nel didietro...come godo
Non ti preoccupare che sta pensando un metodo alternativo per racimolare altri soldi...
Pisapippa l'ha presa nel didietro...come godo
Mamma mia... vabhe che è un forum di un giochino di calcio, ma certi commenti ammazzano proprio ogni fiducia nel proprio paese..
Mamma mia... vabhe che è un forum di un giochino di calcio, ma certi commenti ammazzano proprio ogni fiducia nel proprio paese..
un bel referendum cittadino?
dimenticavo, il referendum l0han fatto ed aveva vinto il SI con il 79% dei voti a favore.
Una cosa che possiamo imparare dal caso Area C
L’Area C, giusta o sbagliata che fosse, faceva parte del programma di governo di Giuliano Pisapia, che è stato eletto sindaco di Milano con il 55 per cento dei voti. Un mese dopo l’elezione di Pisapia, un referendum consultivo sull’Area C fu vinto dai favorevoli con il 79 per cento dei voti. Insomma, giusta o sbagliata, l’Area C è una misura politicamente legittima, peraltro costruita sul modello di quanto accade in altre città europee e voluta dalla maggioranza dei milanesi. È indiscutibile, insomma, che la sospensione dell’Area C a causa del ricorso di un parcheggio rappresenti un torto clamoroso a danno della maggioranza degli elettori di questa città, e quindi in ultima istanza, nel suo piccolo, un torto alla democrazia. Per questo la sua sospensione suona come una prepotenza egoista, un’ingiustizia: perché è la vittoria dell “diritto” di uno, ammesso che lo sia, sul diritto della maggioranza.
C’è una cosa che, a sinistra, possiamo imparare da questa storia. Sarebbe bello infatti se, almeno qui a Milano, quanto sta succedendo con Area C convinca il pezzo più muscolare della sinistra a estendere queste nozioni di logica elementare alla politica in generale. Se almeno suscitasse un paio di dubbi. Ogni volta che abbiamo tentato di fermare una legge che non ci piaceva con un ricorso, con un cavillo, con una prova di forza, con l’ostruzionismo, abbiamo tentato un’operazione che portava con sé intrinsecamente almeno un pezzo di quell’ingiustizia che oggi abbiamo provato con Area C: il desiderio di contraddire la volontà della maggioranza degli elettori perché quella volontà non ci piaceva. È come la storia del matrimonio gay imposto via Corte Costituzionale. La politica non si fa così, non solo perché non sia giusto ma anche perché non funziona. Ai cambiamenti si arriva costruendo consenso, convincendo la maggioranza degli elettori, e poi realizzandoli. Come era stato fatto con Area C. Non ci sono scorciatoie, e se ci sono, sono del modello “Mediolanum Parking”: la maggioranza delle persone non è d’accordo con me, ma vediamo se trovo un modo di fregarli e vincere lo stesso.
francescocosta
dimenticavo, il referendum l0han fatto ed aveva vinto il SI con il 79% dei voti a favore.
Una cosa che possiamo imparare dal caso Area C
L’Area C, giusta o sbagliata che fosse, faceva parte del programma di governo di Giuliano Pisapia, che è stato eletto sindaco di Milano con il 55 per cento dei voti. Un mese dopo l’elezione di Pisapia, un referendum consultivo sull’Area C fu vinto dai favorevoli con il 79 per cento dei voti. Insomma, giusta o sbagliata, l’Area C è una misura politicamente legittima, peraltro costruita sul modello di quanto accade in altre città europee e voluta dalla maggioranza dei milanesi. È indiscutibile, insomma, che la sospensione dell’Area C a causa del ricorso di un parcheggio rappresenti un torto clamoroso a danno della maggioranza degli elettori di questa città, e quindi in ultima istanza, nel suo piccolo, un torto alla democrazia. Per questo la sua sospensione suona come una prepotenza egoista, un’ingiustizia: perché è la vittoria dell “diritto” di uno, ammesso che lo sia, sul diritto della maggioranza.
C’è una cosa che, a sinistra, possiamo imparare da questa storia. Sarebbe bello infatti se, almeno qui a Milano, quanto sta succedendo con Area C convinca il pezzo più muscolare della sinistra a estendere queste nozioni di logica elementare alla politica in generale. Se almeno suscitasse un paio di dubbi. Ogni volta che abbiamo tentato di fermare una legge che non ci piaceva con un ricorso, con un cavillo, con una prova di forza, con l’ostruzionismo, abbiamo tentato un’operazione che portava con sé intrinsecamente almeno un pezzo di quell’ingiustizia che oggi abbiamo provato con Area C: il desiderio di contraddire la volontà della maggioranza degli elettori perché quella volontà non ci piaceva. È come la storia del matrimonio gay imposto via Corte Costituzionale. La politica non si fa così, non solo perché non sia giusto ma anche perché non funziona. Ai cambiamenti si arriva costruendo consenso, convincendo la maggioranza degli elettori, e poi realizzandoli. Come era stato fatto con Area C. Non ci sono scorciatoie, e se ci sono, sono del modello “Mediolanum Parking”: la maggioranza delle persone non è d’accordo con me, ma vediamo se trovo un modo di fregarli e vincere lo stesso.
francescocosta
la cosa abominevole è che se paghi puoi entrare,se lo si fa per la salute e l'ambiente non si entra e basta!così come era a milano è una pagliacciata per far soldi e per discriminare tra ricchi e poveri
adesso andare in centro in metro è diventata una cosa da poveri o da sfigati? perchè è quello che passa dalle vostre lamentele.
E' con questa mentalità italiana della macchina (sotto il sedere) fin dentro al negozio/bar/posto di lavoro che ci si impicca.
A me non sembra di essermi privati di alcun privilegio se uso i mezzi per muovermi a milano.
E' con questa mentalità italiana della macchina (sotto il sedere) fin dentro al negozio/bar/posto di lavoro che ci si impicca.
A me non sembra di essermi privati di alcun privilegio se uso i mezzi per muovermi a milano.
ma perchè uno che se lo può permettere se pagava poteva entrare? non è da sfigati andare in metro,è da sfigati dare la possibilità,pagando,di entrare in un'area altrimenti vietata in auto e facendola passare per una misura pro ambiente!
il dato di fatto è che chi paga può avere una comodità in più che altri non possono avere (prendendo la metro con un livello di pm10 7 volte più alto della norma mi sembra già un bel motivo per evitarla, e io la prendo tutti i santi giorni almeno 2 volte...)
chi paga può inquinare, chi non può permetterselo no, è quanto di più iniquo esista
è una tassa iniqua, preclude possibilità ad alcuni e privilegia i ricchi, non ha risultati reali e tangibili (che il traffico diminuisca in centro voglio dire...bello eh, ma non serve a niente)
servono cose serie, abbassare l'inquinamento in modo reale, non specchietti per le allodole che non servono a nulla o a poco
chi paga può inquinare, chi non può permetterselo no, è quanto di più iniquo esista
è una tassa iniqua, preclude possibilità ad alcuni e privilegia i ricchi, non ha risultati reali e tangibili (che il traffico diminuisca in centro voglio dire...bello eh, ma non serve a niente)
servono cose serie, abbassare l'inquinamento in modo reale, non specchietti per le allodole che non servono a nulla o a poco
servono cose serie, abbassare l'inquinamento in modo reale, non specchietti per le allodole che non servono a nulla o a poco
le cose serie in italia non le puoi attuare così su due piedi perchè altrimenti la gente si lamenta che non può andare in centro con il macchinino sotto il sedere, l'ho detto prima.
Servono deterrenti come può essere un ticket (usato anche a londra), o serve una buona dose di senso civico, come l'hanno in paesi molto più avanti di noi che per gli spostamenti brevi usano mezzi e bici.
le cose serie in italia non le puoi attuare così su due piedi perchè altrimenti la gente si lamenta che non può andare in centro con il macchinino sotto il sedere, l'ho detto prima.
Servono deterrenti come può essere un ticket (usato anche a londra), o serve una buona dose di senso civico, come l'hanno in paesi molto più avanti di noi che per gli spostamenti brevi usano mezzi e bici.