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Subject: Tensioni Italia-India

2013-03-23 12:07:18
appecoroniamoci..........................................
2013-03-23 13:32:54
e se una volta tornati si scoprisse che la garanzia sulla condanna era invalida

Infatti serviva una scusa per giustificare la retromarcia.

La farsa continua ...
2013-03-23 13:38:53
ci dovrebbero mandare La russa al loro posto
2013-03-23 16:46:08
io direi Terzi, Di Paola , Monti e Napolitano...........
2013-03-23 17:09:10
e se una volta tornati si scoprisse che la garanzia sulla condanna era invalida

tgcom..., tanto vale citare la libero o il giornale...
2013-03-23 17:10:18
ci dovrebbero mandare La russa al loro posto

ma io gli manderei pure tutti i parlamentari del popolo delle semi libertà
2013-03-23 17:54:28
Avete scambiato l'India per la nostra pattumiera?
2013-03-24 03:11:06
spettacolo :-)
2013-03-24 04:11:41
Appena hanno cominciato a parlare di contratti, grazie alle nostre abilità di politica supera infinite ci hanno sfaldato come neve al sole
2013-03-26 17:47:40
Il Fatto Quotidiano > Politica & Palazzo > Marò, Terzi si...

Marò, Terzi si dimette e litiga in aula con il collega Di Paola

Il ministro degli Esteri interviene alla Camera sulla vicenda dei due fucilieri "Il governo non doveva rimandarli in India, me ne vado per salvare l'onorabilità del Paese". Il titolare della Difesa lo attacca: "Le sue valutazioni non sono quelle dell'esecutivo". La presidente Boldrini annuncia che Monti riferirà in aula mercoledì

di Redazione Il Fatto Quotidiano | 26 marzo 2013Commenti (398)


Il governo tecnico si spacca sul caso dei marò. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi annuncia in aula le sue dimissioni, il collega della Difesa Giampaolo Di Paola lo attacca e dice: “Le sue valutazioni non sono quelle del governo”. Il primo a riferire alla Camera è il titolare della Farnesina che, un po’ a sorpresa, annuncia di voler lasciare il dicastero a pochi giorni dalla scadenza naturale: “Mi dimetto perché per 40 anni ho ritenuto e ritengo oggi in maniera ancora più forte che vada salvaguardata l’onorabilità del Paese, delle forze armate e della diplomazia italiana. Mi dimetto perché solidale con i nostri due marò e con le loro famiglie”. “Ero contrario al loro ritorno in India – ha aggiunto il ministro -, ma la mia voce è stata inascoltata”. ”Ho aspettato a presentare le mie dimissioni qui in parlamento per esprimere pubblicamente la mia posizione: non posso più far parte di questo governo”.


Nel corso del suo intervento, il ministro degli Esteri ha confermato che “tutte le istituzioni erano informate e d’accordo sulla decisione di trattenere in Italia i marò“. “La linea del governo – ha aggiunto riferendosi alla decisione del governo che, in un primo momento, aveva scelto di trattenere in Italia i fucilieri – è stata approvata da tutti l’8 marzo”. Una decisione che, secondo Terzi, aveva “solido fondamento giuridico e politico”. Secondo il ministro, la decisione indiana di sospendere l’immunità dell’ambasciatore italiano Daniele Mancini è stata una “palese violazione della convenzione di Vienna”, giudicata come un “atto di ritorsione platealmente illegittimo, che ha indebolito ulteriormente la credibilità del governo indiano”. Una ritorsione che ha poi determinato, di fatto, il dietrofront del governo.

“E’ risibile e strumentale pensare che la Farnesina abbia agito autonomamente” sulla vicenda dei marò, ha sottolineato con forza il ministro. “Io ho dato informazioni a tutte le autorità di governo sugli aspetti critici del negoziato con l’India. Sono un uomo delle istituzioni che ha servito per 40 anni lo Stato. In questi giorni ho letto ricostruzioni fantasiose, in merito a iniziative che avrei assunto in modo autonomo, ma io mai avrei agito in modo autoreferenziale”.

Di Paola: “Non abbandonerò la nave in difficoltà”
All’intervento di Terzi è seguito quello del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che, a differenza del collega della Farnesina, ha scelto di non dimettersi: “Massimiliano e Salvatore mi hanno chiesto ‘non abbandonateci’. Sarebbe facile ora lasciare, ma per rispetto delle istituzioni e delle scelte fatte non abbandonerò la nave in difficoltà fino all’ultimo giorno di governo”. ”Ho sempre agito solo per il bene dei due fucilieri e dell’Italia. Se non ci sono riuscito me ne scuso con tutti e prima con loro due”. “Proprio perché le decisioni collegiali di governo si rispettano e si onorano – ha aggiunto – sono stato io a comunicare ai due la decisione di farli tornare in India, li ho guardati negli occhi e gliel’ho detto”. Di Paola sottolinea che la posizione di Terzi non va confusa con quella del governo: “Il ministro degli Esteri ha diffusamente illustrato gli sviluppi della vicenda di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone: mi riferisco ai fatti, ma non mi riferisco alle valutazioni che ha espresso e che non sono quelle del governo”.

Le reazioni politiche – La Russa: “Monti venga subito in aula”
Le reazioni del parlamento non si sono fatte attendere. Ignazio La Russa ha chiesto un intervento immediato del presidente Mario Monti. Pochi minuti dopo la presidente della Camera, Laura Boldrini ha annunciato che “il presidente Monti nel pomeriggio vuole verificare con il capo dello Stato, ma si è detto disponibile a riferire in aula domani (mercoledì, ndr)”. Lo stesso La Russa, più tardi, è tornato sull’argomento, aprendo di fatto a una possibile candidatura di Terzi nelle file di Fratelli d’Italia: “Terzi fa parte di un governo che noi abbiamo osteggiato, ma non ho mai nascosto la stima per la persona”. La Russa ha definito il ministro dimissionario come “uno dei nostri migliori ambasciatori, che oggi non si è tirato indietro, dando una dimostrazione di grande dignità. Non so cosa farà in futuro, comunque mai dire mai”.

Il deputato del Pdl, Fabrizio Cicchitto non assolve il ministero della Difesa: “A noi risulta che la decisione sbagliata alle origini di tutto di ritornare nel porto non sia stata presa solo dall’armatore e dal comandante ma coperta e condivisa anche dal centro operativo della Marina, non c’è stato errore derivante da norme abborracciate ma è stato commesso anche a livello del ministero Difesa”. ”L’appello dei nostri due marò avrebbe potuto avere una risposta al suo livello se oggi fosse venuto in aula il presidente del Consiglio, che conosceva perfettamente le contraddizioni tra i suoi ministri su questa vicenda”. “Monti – ha aggiunto Cicchitto – è il responsabile dell’attività del suo governo. Avrebbe evitato molte cose se avesse avuto il coraggio di metterci la faccia oggi e di assumersi tutta la responsabilità. Doveva venire a rendere al Parlamento il senso di una contraddizione profondissima che si è manifestata e di cui era perfettamente a conoscenza”.

Dello stesso avviso è il vicepresidente della Camera e deputato del Pdl, Maurizio Lupi: ”Il gesto del ministro degli Esteri, Giulio Terzi, che si è dimesso davanti al Parlamento dove riferiva sul ritorno dei due marò italiani in India ai quali ha espresso la sua solidarietà, è un gesto di straordinaria statura morale. Dalle sue parole si evince una profonda divisione nel governo. Rimandare i due militari in India è stato un errore, è ora necessario che il presidente del Consiglio si assuma le sue responsabilità politiche sulla questione rispondendone al Parlamento”.

Il scelta di Terzi è commentata anche dall’ex ministro della Difesa, Franco Frattini: ”Un gesto di grande dignità, quello del ministro Terzi. Che qualcosa non avesse funzionato si era capito”. “Le sue parole – ha detto Frattini, a margine di un incontro sulla sicurezza energetica organizzato dalla Fondazione De Gasperi – squarciano un velo sulla situazione e sulla totale gestione complessiva della vicenda”. “Sono contento – ha concluso – da ex ministro degli Esteri che non sia stata fatta un’azione unilaterale da parte della Farnesina”.

Da sempre molto critico sull’operato del governo nella vicenda, il segretario del Prc Paolo Ferrero ritiene tardive le dimissioni del titolare della Farnesina: ”Terzi si doveva dimettere prima, per la scandalosa gestione della vicenda dei due marò, si potrebbe dire meglio tardi che mai. Il governo italiano si è comportato come ai tempi delle colonie, cercando di risolvere una crisi internazionale in modo del tutto indegno, al di sopra e al di fuori delle leggi e del diritto sovranazionali. Aspettiamo le dimissioni anche del ministro Di Paola perché le parole e gli atti di Terzi e Di Paola non sono accettabili in un paese civile”.
2013-03-26 21:19:25
2013-03-26 21:25:21
oltre all'intervento completamente condivisibile ecco il curriculum di questo ragazzo, evidentemente una delle casalinghe del m5s

Sono Alessandro Di Battista, 34 anni e sono di Roma. Sono laureato in Lettere e Filosofia (DAMS) e ho una specializzazione in Tutela Internazionale dei Diritti Umani (Master alla Sapienza). Dopo la laurea lavoro un anno come cooperante nelle giungla del Guatemala occupandomi di educazione e progetti produttivi nelle comunità indigene. Torno in Italia e lavoro per AMKA onlus, un'organizzazione che porta avanti progetti di sviluppo nel sud del mondo. In AMKA mi occupo di comunicazione, formazione e progetti in Guatemala. Nel 2008 parto per il Congo dove mi dedico al micro-credito e all'istruzione. Sempre nel 2008 lavoro all'UNESCO Italia occupandomi di diritto all'alimentazione. Nel 2010 parto con un biglietto di sola andata per il Sud America per raccogliere materiale per un libro sulle nuove politiche continentali. In Patagonia studio il fenomeno delle fabbriche recuperate dagli operai dopo la crisi, in Cile sostengo la lotta del popolo Mapuche. In Bolivia mi occupo di sovranità alimentare e condizioni di vita dei minatori. Studio l'impatto sulla popolazione dei progetti ENEL in Cile e Guatemala, lavoro con i lebbrosi nel lebbrosario di San Pablo in Amazzonia. In Ecuador mi occupo di orti urbani e giustizia indigena; in Colombia, Perù, Nicaragua di lotta al transgenico, riforma agraria e movimenti contadini. In Colombia studio i fenomeni criminali (narcos, paramilitarismo, sicariato). Dal 2011 collaboro come giornalista con il blog di Beppe Grillo. Pubblico un reportage sui disastri di ENEL-Guatemala sul quale viene aperta un'inchiesta parlamentare. Nel 2012 la Casaleggio Associati mi commissiona un libro sui sicari sudamericani. Parto per Ecuador, Panama, Guatemala e Colombia e mi concentro sull'origine del fenomeno e sulle possibili soluzioni (legalizzazione droga, riforma agraria, socializzazione dell'economia, decrescita). Nel 2008 mi sono candidato con la lista Amici di Beppe Grillo alle comunali di Roma. Parlo spagnolo, inglese e portoghese.
2013-03-27 10:40:12
Di Battista subito ministro degli esteri.............. ed anche della difesa.............
2013-03-27 12:16:38
giochino da settimana enigmistica: trova le differenze tra il video sopra e questo
2013-03-27 15:12:41
Ecco l'esatto fottutissimo motivo perche' ho votato M5S !!!
Voglio vedere gente come Di Battista andare in parlamento a fare discorsi cosi' sempre!

Pero' no.... sono solo dei demagoghi populisti...
2013-03-27 15:15:13
Secondo voi troveranno una soluzione?
O per riaverli L Italia dovra' pagare suon di euro.
Bisognerebbe organizzare delle manifestazioni in Italia a favore dei Maro', fare in modo che quelli al governo vedano che gli italiani li rivogliono a casa.
Avete mai pensato di andare anche sul forum Indiano a scrivere qualcosa?