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Subject: studiate somari!

2012-03-15 17:04:10
tanto con le nostre università......
maremma che figure di letame che facciamo...

http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/2011-2012/reputation-rankings.html

meglio di noi hong kong & similia....
se in questa classifica ci supererà anche malta siamo veramente finiti
2012-03-15 17:08:35
se in questa classifica ci supererà anche malta siamo veramente finiti

Siamo già finiti visto che il nostro orgoglio erano le facoltà tecniche.. superati perfino dalla Turchia..

Da notare che un paese grande come una nostra regione abbia ben 5 università nelle prime 100. La Svizzera e la Svezia ne hanno 2 a testa se non ho contato male.
(edited)
2012-03-15 17:11:40
esticazzi....

comunque confido nel fatto che in caso di invasione aliena con atterraggio vicino a cremona, contemporanea vittoria di icci nel campionato e battuta intelligente di Marvelmouse dopo 10 anni di sokker, saremo salvi.
in questo modo potremo dare grande impulso alla ricerca universitaria.
(edited)
2012-03-15 17:19:54
beh, più lo Stato è piccolo e meglio funziona.

Metti il Veneto da solo e fallo diventare Stato, vedrai che si piazzerà in breve in vetta su tutte le classifiche.

Preferisco però che la mia Regione aiuti le altre ad innalzarsi dal torpore, a scapito dei primati nelle classifiche che umanamente non portano a nulla se non a soddisfazione del "proprio" ego
2012-03-15 17:35:00
Non manchi mai di girare il dito nella piaga eh ?

XD
2012-03-15 17:36:03
beh, più lo Stato è piccolo e meglio funziona.

E' la tipica affermazione maschilista. Chiedilo alla Merkel :PPPP
2012-03-15 17:38:47
loro sono un caso a parte, sono votati alla nazione fin dalla nascita.

E sono aridi di sentimenti. Non faccio cambio. Preferisco la nostra caciara
2012-03-15 17:58:25
beh, più lo Stato è piccolo e meglio funziona.

non diciamo fesserie... conta le università degli stati uniti e guarda la sua efficienza in tutti i settori.
(edited)
2012-03-15 18:04:45
evitando di cadere nell'OT discutendo sugli stereotipi sui popoli...

ma nessuno trova strano il fatto che nelle prime 20 ci son solo università anglosassoni + 2 giapponesi?
che l'ecolè polytechnique francese sia appena dentro le 100, alla pari di sconosciute università americane? sveglia! è una classifica fatta da anglosassoni a proprio uso e consumo, che ogni tanto si ricordano che esiste qualcosa al di fuori del loro orticello. se vogliamo discutere del valore delle università anglosassoni (australia,canada,uk,usa) magari ha valore, ma come valutazione di tutte le università del monod ha valore quanto una pagina di topolino!
2012-03-15 18:11:25
se vogliamo cercare il pelo nell'uovo però gli stati uniti sono un insieme di stati... moltissimi parecchio più piccoli e tutti, meno popolosi dell'italia. Che poi è la popolosità il problema delle inefficienze più che la grandezza del territorio. Comunque non è una scusante. Un paese come l'Italia dovrebbe avere maggiore peso in quella classifica. Anche se poi dovremmo andare a fare le pulci ai criteri con cui è compilata.
(edited)
2012-03-15 18:19:14
Giusto per rispondere a te e Bonwilly

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/15/197551/197551/

Università, all’estero non capiscono nulla…
Lo so, lo so. Ne ho già parlato ma il tema mi sta molto a cuore. Poi gli antichi dicevano che “repetita juvant”. Quindi ne parlo ancora perché è stata appena pubblicata l’edizione 2011-12 della classifica annuale delle università del mondo stilata dalla rivista Times Higher Education. Nulla di nuovo: le università italiane, le più antiche e una volta prestigiose del mondo, nelle prime cento semplicemente non ci sono. Nemmeno una.

Già sento il coro degli accademici, ricercatori, assistenti, tecnici, uscieri e bidelli che salmodiano con voce unica e intonata che la classifica non vale nulla, che i criteri sono sballati, che loro, tutti loro, di ogni ordine e grado sono belli, bravi e bravissimi. I 17mila 554 professori ordinari con almeno 16 anni di esperienza appartenenti a università di 149 paesi i cui pareri hanno definito la classifica in base alla reputazione non hanno capito nulla, capiscono poco e capiranno ancora meno. Comunque sia, al primo posto c’è Harvard. Al solito. Poi il MIT. Al terzo posto Cambridge, Regno Unito. Nelle prime 50, 29 sono statunitensi, 3 australiane, 2 giapponesi, una tedesca, una svizzera, una di Hong Kong, le cinesi sono 2, 6 del regno Unito, Singapore una, canadesi 3. Italiane nessuna. Chi se ne importa della reputazione -continua il salmo di cui sopra- ben altri sono i parametri che contano! Giusto. La classifica, chiamiamola “generale”, tiene conto di 13 indicatori di prestazione raggruppati in 5 aree: Insegnamento, Ricerca, Citazioni, Relazioni con l’industria, Internazionalità. Rispettivamente valutano l’ambiente di apprendimento; la quantità, reputazione e valore economico della ricerca; influenza della ricerca svolta; innovazione; personale, studenti e ricercatori. (Chi ne vuole sapere di più sulla metodologia può trovare informazioni e spiegazioni a questo (link).

Secondo questa altra classifica Harvard scende al secondo posto e al primo svetta il Caltech, ovvero il California Institute of Technology. La prima delle italiane? L’università di Bologna sta da qualche parte fra il posto 226 e 250. Se si guarda alla sola Europa, la prima università italiana è sempre l’Alma Mater bolognese, al duecentododicesimo posto.
Se invece si guarda alle classifiche per settore di attività –Ingegneria e Tecnologia, Arte e Scienze umanistiche; Scienze mediche; Scienze biologiche, Scienze fisiche e Scienze sociali- in nessuna di esse compare fra le prime 50, un’università italiana.

Incredibile -conclude il salmo già citato e sempre urlato- quanto questi del Times Higher Education insieme ai 178mila 500 accademici di 137 paesi non capiscano proprio nulla.

Avere università di qualità mondiale è elemento essenziale per le nazioni per alimentare e sostenere nel tempo una economia dinamica, capace di crescere, di attrarre investimenti. Non c’è crescita, occupazione, generazione di ricchezza e benessere senza educazione di altissima qualità. Si parla tanto di strategie e non ci si rende conto di quanto sia strategica l’università e l’educazione di ogni ordine e grado.

Onorevole, ex-Magnifico, di certo ancora Chiarissimo Professor Profumo: si fa qualcosa prima che finisca di evaporare tutto?
2012-03-15 18:35:16
non ho detto che la classifica non vale nulla, ma che deve essere letta con occhio critico: se il 44% dei 17mila che hanno risposto sono USA irisultati sono sempre e cmq sbilanciati!
questo NON x difendere le università italiane, ma giusto x non prendere x oro colato tutto ciò che è scritto in inglese
2012-03-15 18:46:47
a parte che ste classifiche sono sempre delle cagate...

...ma poi...ma basta gareggiare contro tutto e tutti

mi accontenterei di una nazione (per quanto aborro il concetto di nazione) che sappia garantire le basi del vivere civile, un minimo di ricchezza procapite attraverso il lavoro e l'operosità dei propri membri e cercare di garantire vera equità e giustizia.

Mi sono rotto le palle di leggere di sfide, gare, crescita, sviluppo

sono tutte stronzate tant'è che stiamo nella merda fino al colon in tutto il mondo...somari e non somari.
2012-03-15 18:57:24
Pienamente d'accordo sul contenuto però vediamo di non eccedere nel linguaggio. Comprensibile l'arrabbiatura per il momento in cui viviamo ma ciò non deve essere una scusa per volgarità eccessive.
2012-03-15 19:29:36
bah, secondo me queste classifiche tengono conto di tutto tranne che di quello che poi alla fine effettivamente conta, cioè quanto un'università "insegni ad imparare".

quanto di ciò che avete imparato all'università utilizzate normalmente per il vostro lavoro quotidiano? io praticamente nulla, uscito ho dovuto ri-formarmi da zero in quello che era completamente un altro mondo e richiedeva competenze diverse.

ovviamente, dal punto di vista lavorativo, questo è un minus che ritarda l'ingresso al lavoro...

altrettanto ovviamente, l'ho saputo fare e in fretta perchè all'università non mi hanno dato la "pappa pronta" come in molte altre all'estero. quando devi trovarti da solo un articolo in una rivista scientifica in un enorme archivio polveroso, quando per avere un testo devi capire dove andarlo a cercare e per interpretarlo ti devi in gran parte arrangiare un pò di pelo sullo stomaco ti cresce. e quando esci sai che non sai praticamente nulla, ma che non c'è nulla che tu non possa imparare.

non è la stessa cosa quando (università di philadelphia) i due corsi di letteratura italiana sono monografici e incentrati rispettivamente sul giornalino di gian burrasca e sui fumetti bonelli... o quando (università di bruges) il lettore di italiano è costretto a spiegare coi fumetti di garfield

negli USA praticamente i ragazzi è come se fossero al liceo, con i compiti a casa e il resto. si paga e le università forniscono tutto, dall'alloggio fino a gomme e matite. è un sistema che forse produce più laureati, ma che promuova l'indipendenza e l'intraprendenza non mi convinceranno mai.

sono tutto fuorchè un nazionalista, ma penso che il valore potenziale medio del laureato italiano sia parecchio superiore a quello del laureato USA. che poi loro abbiano da lavorare e noi no è un altro conto.
2012-03-15 19:49:11
A regà, mi sa che state sbagliando. Anche io non sono per la competizione, ma non diamo alla luce un nobel neanche per sbaglio. E se diversi nobel sono italiani trasferiti all'estero qualcosa di vero ci sarà, del tipo che abbiamo le menti ma non le strutture (e la mentalità). Va bene tutto, ma senza ricerca e sviluppo meglio che ci facciamo le pippe, il luogo deputato per questo sono le università.
Tutti d'accordo su tutto, ma se tiriamo le somme...