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Subject: Cassazione: coppie gay come tutti i coniugi hanno diritto a una

2012-03-17 13:11:01
illuminismo e scelte stupide sono due cose molto diverse.
2012-03-17 13:12:14
Tre amici conviventi di lunga data amanti deigiochi a tre....ottime persone. Discriminati anche loro? benestanti ovviamente.
Non ho assolutamente nulla contro al matrimonio gay. Facciano quel che gli pare ma coinvolgere una terza persona che sarebbe per molti anni in una condizione di assoluta dipendenza non mi pare corretto.
E non mi sento affatto stupido nel pensarla a questo modo e neanche retrogrado.
(edited)
2012-03-17 13:20:50
coppia etero, assidua frequentatrice di luoghi per "scambisti"... adatti?
perchè citi gli aspetti legati alla sessualità?
2012-03-17 13:22:10
assidua frequentatrice di luoghi per "scambisti"... adatti?

ovviamente no
2012-03-17 13:26:21
Tre amici conviventi di lunga data amanti deigiochi a tre....ottime persone. Discriminati anche loro? benestanti ovviamente

Domanda: tu per le tue idee segui un libro ufficiale o "usi" il buon senso?
Io vado per la seconda e quindi rispondo al caso:
-creare una famiglia (nel senso più generico) è un diritto ma anche un dovere, una volta fatta la scelta
-può un nucleo famigliare di 3 elementi adulti assolvere a questi doveri? A priori non vedo problemi, ma piuttosto che dire SI/NO come fossi allo stadio, ascolterei in generale delle indicazioni di persone che studiano queste cose: sociologi, psicologi, ecc..
-nel caso di risposte positive sarei ovviamente favorevole, purché a livello legale sia stata inserita una opportuna regolamentazione (esempio: in una famiglia nel caso di separazione si deve cmq contribuire al mantenimento dei figli. Uno non se lo augura mai che succeda, però succede.)

Per l'esempio fazioso della squadra di calcio, son abbastanza sicuro che un sociologo direbbe che la frammentazione, non tanto per la quantità, ma per la presenza a livello temporale, non aiuterebbe molto la crescita, ma anche qui, alle mie impressioni, aggiungerei volentieri un parere più tecnico.
(edited)
2012-03-17 13:33:32
Non c'é nessuna faziositá nell'esempio della squadra di calcio.
E' solo un esempio estremo per mostrare che una volta che si valica il limite biologico della definizione di genitore trovarne un altro é molto complicato. I genitori naturali sono una coppia di individui di sesso opposto che mettono in comune parti del loro dna. I loro geni.
Il surrogato dovuto agli orfani dovrebbe corrispondere a questo standard minimo, poi ragioni di buonsenso possono portare anche a scelte diverse ma trasformare l'eccezione in regola mi pare abbastanza stupido.

Ancora piú stupidi sono gli studi sociologici che dimostrano che i bambini non ne risentono. Tarzan é stato allevato dagli scimpanzé ed é venuto su bello robusto, ammettiamo all'adozione anche le scimmie ?
(edited)
2012-03-17 13:38:15
Non ho assolutamente nulla contro al matrimonio gay. Facciano quel che gli pare ma coinvolgere una terza persona che sarebbe per molti anni in una condizione di assoluta dipendenza non mi pare corretto.
E non mi sento affatto stupido nel pensarla a questo modo e neanche retrogrado.


Ma come fai a dire che c'è una condizione di assoluta dipendenza?
Cioè ovvio che ci sia dipendenza come per qualunque figlio finché non si trova una sua stabilità economico/lavorativa, ma tu non ti riferivi certo a questo.
Se psicologi e sociologi ti portano esempi in numero significativo che ti smentiscono perché continui a dire il contrario?
Perché se uno "ti" presenta l'idea che non è il Sole a girare intorno alla Terra ma viceversa non lo accetti e lo costringi a ritrattare?
Perché sei... chiuso nella tua visione indottrinata.
2012-03-17 13:39:27
Tarzan é stato allevato dagli scimpanzé ed é venuto su bello robusto, ammettiamo all'adozione anche le scimmie ?

Va beh passo, hai vinto...
2012-03-17 13:39:37
ma tu non ti riferivi certo a questo.

mi riferivo esattamente a questo
2012-03-17 13:45:26
mi riferivo esattamente a questo

Oddio, pur di difendere la propria parte si è costretti a mentire a se stessi.
Ma che caxxo c'entra la dipendenza economica con l'avere genitori omosessuali o eterosessuali?
Cmq ti ripeto, per me hai vinto. Tu non vuoi parlare, vuoi sparlare.
Ti lascio campo libero.
2012-03-17 13:52:09
Non mento proprio per nulla.
Per me é una questione simile a quella sulla maggiore etá. Prima dei 18 sei minorenne e dopo sei maggiorenne. Perché ? cosa cambia ? I limiti per l'adozione son la stessa cosa, ricalcare quelli biologici mi pare sia solo una scelta di buonsenso.
2012-03-17 13:52:24
provo ad interpretare: a prescindere dalla battuta su tarzan, che è quel che è, una battuta; la dipendenza economica costringe la persona in un ambiente nonostante un disagio.
Anche le famiglie etero in cui litigano e si prendono a pugni tutti i giorni magari c'è un disagio, e anche li c'è la dipendenza che costringe a rimanere nel disagio.
Cosa distingue i due casi? Quello delle coppie omosessuali è più prevedibile. E' sempre frutto del contesto culturale e non oggettivo, ma il contesto culturale ha un suo peso. Il bambino vivrà in questo contesto, non sulla luna. E dovrà relazionarsi con altri bambini che riconosceranno la condizione "diversa" della sua famiglia, e potrà soffrire di questo disagio.
Siamo d'accordo che non è insito nell'unione omosessuale, ma comunque esiste e non è soggetto ad opinioni. Quindi affidando il bambino alla coppia omosessuale lo poni, nel tratto iniziale della sua esistenza in cui è più debole, e soggetto, ad una pressione sociale (sbagliata quanto vi pare ma che esiste) che può nuocergli.
La coppia etero non ha questo handicap in partenza, ma solo se poi i genitori dovessero scivolare in problematiche che chi valuta l'affidamento dovrebbe prevenire.

ps: quanto sopra non è la mia opinione, ma uno sforzo di razionalizzazione sul problema.
2012-03-17 13:56:52
Credo che sia superfluo specificare, che la mia frase scelte supide non era affatto diretta a te. Ma nel dubbio lo faccio.
Vedi,( e mi permetto di dirlo vista la discussione) e credimi non è per farmi dire: "quanto sei bravo e buono" ho 2 bambini adottati a distanza. Uno in Brasile ed un altro in Africa. Ma in questi anni al di la di inviare regolarmente un piccola somma di denaro, qualche regalino a Natale, e diverse lettere tradotte da terzi. Non mi sono mai sentito minimamente "padre" di questi due ragazzi. Al contrario i miei primi due figli (ne ho 3) sono stati adottati, e nei loro confronti provo lo stesso affetto e orgoglio che provo verso il mio terzo figlio naturale. Tutto questo per dirti che essere padre è un'altra storia, non bastano i soldi, ci vuole passione affetto, dedizione. Bisogna dedicare loro tempo, cercare di essere di esempio nella corretezza e lealtà. Insomma lo sai meglio di me. Per questo ho definito stupide delle scelte. Magari le squadre di calcio ti ascoltessaro ed ognuno di loro adotasse non uno ma mille bambini. Ma sarebbe un modo di dar loro una mano economicamente, favorire i loro studi, dare una possibilità di una vita migliore per quello che riguarda il cibo l'assistenza medica etc etc. Ma essere genitore è un'altra cosa.
Cito il grande Eduardo in Filumena Marturano: "I figli sono di chi li cresce non di chi li fa... ed io aggiungerei anche se sono gay.
2012-03-17 14:05:43
Felix, i bambini hanno una capacità di accettare il nuovo e il diverso che noi adulti manco ce la sogniamo. Quando ero bambino ed andavo alle elementari c'era in classe con me un bambino mulatto. Un cosidetto "figlio della guerra" all'inizio lo guardavamo tutti un po stupefatti, poi ben presto ci abituammo e nessuno più ci fece caso. oggi i bambini a scuola hanno compagni di qualunque razza dai neri agli orientali, agli slavi etc. E ringraziando Dio, nessuno ci fa più caso. Forse un domani con la stessa disinvoltura accetteranno compagni con due madri o due padri. Sempre se i genitori non saranno loro a voler sottolineare "un essere diversi". Il mondo è nelle mani dei nostri figli e dei nostri nipoti in una meravigliosa società multietnica. Per me abbiamo il dovere di di preparglielo anche multitollerante.
2012-03-17 14:12:12
E' innegabile che viviamo ancora in una società in cui certe cose creano problemi. Metti che nella sua adolescenza il bambino voglia frequentare la chiesa; immagini quanta negatività e quanto peso gli rovesceranno addosso in quel contesto? Io lo immagino perché ho fatto tutta la trafila dell'azione cattolica, lupetti e quant'altro. Il punto nodale non è ciò che è giusto, o ciò che sarebbe giusto: purtroppo è ciò che è (anzi, ciò che purtroppo è). Un'autorità non può mettere a priori un bambino in una situazione potenzialmente negativa. Perché innegabilmente lo è: non in sé, come dicevo prima, ma per i risvolti sociali bacati in cui si inserisce.

Per il resto sono d'accordissimo con te, infatti la mia era un'analisi che cercava il motivo per cui, forse, i tempi sono ancora prematuri. Una motivazione non pregiudiziale o discriminatoria per quello che credo sia ancora un no, a questa evoluzione che nel futuro vedo concreta.
(edited)
2012-03-17 14:16:29
Il punto nodale non è ciò che è giusto, o ciò che sarebbe giusto

Come non darti ragione.