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Subject: Cassazione: coppie gay come tutti i coniugi hanno diritto a una
Non entro nel resto della discussione ma questa è una boiata.
Boiata????
Dato del 2010: 4.000 sono i minori entrati in Italia, 10.000 sono le coppie italiane che hanno ricevuto l'idoneità all'adozione. I numero del 2011 non li ho a portata di mano, ma sono simili (le coppie mi sembra siano calate di un 10%)
Io ho parlato di bambini adottabili, non di bambini abbandonati: c'è una bella differenza!
Boiata????
Dato del 2010: 4.000 sono i minori entrati in Italia, 10.000 sono le coppie italiane che hanno ricevuto l'idoneità all'adozione. I numero del 2011 non li ho a portata di mano, ma sono simili (le coppie mi sembra siano calate di un 10%)
Io ho parlato di bambini adottabili, non di bambini abbandonati: c'è una bella differenza!
questa è una chiara manifestazione di determinismo culturale
Assolutamente vero! E allora?
Assolutamente vero! E allora?
Assolutamente vero! E allora?
e allora ricominciamo con l'asserire che esiste un vero ed un falso universale, un bene ed un male universale, una ragione ed un torto universale. così magari poi ci ripassa per la testa di convincere gli altri che noi abbiamo ragione e loro torto e con la scusa di "civilizzarli" li si ammazza tutti (o almeno quelli che non sono ragionevoli con noi).
senza la consapevolezza che le nostre ragioni sono ristrette alla cerchia del "noi" finiremmo sempre col fare del male a chi è fuori quella cerchia, anche se vestiamo le nostre argomentazioni con parole come "amore" e "pace".
Ps: ho dimenticato quelle più alla moda: "progresso" e "democrazia"
(edited)
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e allora ricominciamo con l'asserire che esiste un vero ed un falso universale, un bene ed un male universale, una ragione ed un torto universale. così magari poi ci ripassa per la testa di convincere gli altri che noi abbiamo ragione e loro torto e con la scusa di "civilizzarli" li si ammazza tutti (o almeno quelli che non sono ragionevoli con noi).
senza la consapevolezza che le nostre ragioni sono ristrette alla cerchia del "noi" finiremmo sempre col fare del male a chi è fuori quella cerchia, anche se vestiamo le nostre argomentazioni con parole come "amore" e "pace".
Ps: ho dimenticato quelle più alla moda: "progresso" e "democrazia"
(edited)
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bel post aeryon.
Però devi contestualizzare la scelta in una società in cui la cultura è quella. Un'autorità che deve "decidere" deve farlo in base all'ambiente in cui la nuova cellula familiare andrà a crescere. E stabilire qual'è la condizione migliore per il bambino, data questa situazione culturare. Giusto o sbagliato, alla fine non si può non convenire che, a parità di altre condizioni, il bambino ha meno probabilità di ricevere danni in una famiglia etero. Questo non per la natura diversa di una famiglia omo... ma per la natura bacata del contesto culturale.
D'altra parte, se non iniziamo a sfondare qualche porta, il contesto culturale si evolverà molto più lentamente. E qui il mio cervello va in loop irreversibile. E' giusto far scontare al bambino una volontà di evoluzione (che pur sembra giusta e desiderabile)? Decisa da chi?
Questi penso siano i classici temi da referendum... matrimonio omosessuale in primis, se vince e viene applicato, dopo qualche tempo saremo maturi anche per pronunciarsi sugli affidamenti a coppie omosessuali. Tanto succederà, solo è un po' presto.
Però devi contestualizzare la scelta in una società in cui la cultura è quella. Un'autorità che deve "decidere" deve farlo in base all'ambiente in cui la nuova cellula familiare andrà a crescere. E stabilire qual'è la condizione migliore per il bambino, data questa situazione culturare. Giusto o sbagliato, alla fine non si può non convenire che, a parità di altre condizioni, il bambino ha meno probabilità di ricevere danni in una famiglia etero. Questo non per la natura diversa di una famiglia omo... ma per la natura bacata del contesto culturale.
D'altra parte, se non iniziamo a sfondare qualche porta, il contesto culturale si evolverà molto più lentamente. E qui il mio cervello va in loop irreversibile. E' giusto far scontare al bambino una volontà di evoluzione (che pur sembra giusta e desiderabile)? Decisa da chi?
Questi penso siano i classici temi da referendum... matrimonio omosessuale in primis, se vince e viene applicato, dopo qualche tempo saremo maturi anche per pronunciarsi sugli affidamenti a coppie omosessuali. Tanto succederà, solo è un po' presto.
se vogliamo parlare del contesto delle adozioni in Italia dobbiamo tener conto:
- che un bambino straniero già proviene da un contesto culturale diverso, quindi la scelta migliore sarebbe sempre affidarlo ad una famiglia che rispetti quanto il bambino ha già vissuto (cosa di cui non si tiene conto).
- che una volta assenti i genitori biologici, fornire al bambino un "surrogato" degli stessi non garantisce un bel nulla. è invece dimostrato che conta la stabilità del nuovo contesto familiare che evita di subire al bambino altri traumi dovuti al senso di abbandono dai genitori biologici.
- che un bambino straniero già proviene da un contesto culturale diverso, quindi la scelta migliore sarebbe sempre affidarlo ad una famiglia che rispetti quanto il bambino ha già vissuto (cosa di cui non si tiene conto).
- che una volta assenti i genitori biologici, fornire al bambino un "surrogato" degli stessi non garantisce un bel nulla. è invece dimostrato che conta la stabilità del nuovo contesto familiare che evita di subire al bambino altri traumi dovuti al senso di abbandono dai genitori biologici.
Comunque questa tua frase è molto grave, perchè il senso vero è che tu sei intollerante con coloro che ritieni intolleranti, ergendoti a giudice universale ed arrogandoti il diritto ad essere "giustamente" intollerante.
Certo, il fatto di essere tollerante non mi rende fesso ad accettare chi propugna idee intolleranti, dovrei accettare il fascismo? No che non lo accetto.
Così come non accetto qualunque ideologia o chiesa che abbia connotati intolleranti come la chiesa cattolica.
La chiesa valdese invece ha il mio massimo rispetto.
Essere intollerante con gli intollerante è il caposaldo del pensiero libero che tu evidentemente non conosci.
C'è una frase che suona più o meno così rende l'idea: "Se lasciatti liberi i lupi mangiano gli agnelli"
Ecco perchè una societò liberale DEVE combattere tutte le forme di intolleranza da dovunque esse arrivinino, tanto più se arrivano da una religione.
Per quanto riguarda la scienza, che rispetto, ritengo però che la scienza debba servire l'uomo e non l'uomo vivere in funzione della scienza. Mettere la scienza al primo posto è la peggiore delle religioni, perchè è una religione e neanche si fa definire come tale.
Se l'assunto con cui ho a che fare è scientifico ebbene la scienza DEVE avere comunque la precedenza.
I supposti danni al minore che voi evidenziate sono TUTTI INVENTATI, dal primo all'ultimo. Però non cedete di un millimetro: si chiama discriminazione.
Ovviamente una buona famiglia è meglio di un istituto. La cosa curiosa è che ho letto spesso in questo forum che una coppia gay è meglio di tante coppie etero, lasciando passare il concetto che le coppie etero possano essere buone o meno buone (come effettivamente è), mentre quelle gay, "poverette", sono sempre buone, sempre meglio una coppia gay di una cattiva coppia etero.
Ogni caso va valutato per quello che è. Non escludendo a priori su basi completamente illogiche potenziali ottimi genitori. Voi dite a priori che una coppia omosessuale o un single non va bene INVENTANTO danni che NESSUNO studio scientifico ha evidenziato. Se permetti quando parliamo di psicologia parliamo di scienza e alla scienza dobbiamo attenerci.
se poi parliamo di come yi piace la carne o la pasta, se ti piace cruda, al dente e scotta qui la scienza non ha capitolo, sono gusti personali.
Per me A PARITA' DI ALTRE CONDIZIONI un papà ed una mamma costituiscono una soluzione preferibile rispetto a quella di un solo papà o una sola mamma o due papà o due mamme. E questo a prescindere da qualunque dogma religioso o scientifico che sia: chi di voi negherebbe ad un bambino abbandonato il diritto di avere una mamma, decidendo di affidarlo a due papà?
Per te il sole sta girando intorno alla terra!!!
D'altra parte numerosi studi condotti dall'American Psychological Association[4], American Psychiatric Association, American Academy of Pediatrics[5] e altri gruppi non hanno evidenziato alcuna differenza, neppure minima, negli effetti dell'omogenitorialità rispetto alla genitorialità eterosessuale
L'American Psychological Association nel luglio 2004 ha dichiarato:
« non esiste alcuna prova scientifica che l'essere dei buoni genitori sia connesso all'orientamento sessuale dei genitori medesimi: genitori dello stesso sesso hanno la stessa probabilità di quelli eterosessuali di fornire ai loro figli un ambiente di crescita sano e favorevole. La ricerca ha dimostrato che la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l'orientamento sessuale dei genitori, e che i bambini allevati da coppie gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterosessuali.
Come vedi la tua è discriminazione bella e buona e punto.
Abbiamo 3 associazioni di medici che dicono l'opposto. Permetti che mi fido di loro che studiano cervello e bambini piuttosto di una chiesa di che di bambini non sa una benemerita mazza visto che non possono neanche averne?
(edited)
Certo, il fatto di essere tollerante non mi rende fesso ad accettare chi propugna idee intolleranti, dovrei accettare il fascismo? No che non lo accetto.
Così come non accetto qualunque ideologia o chiesa che abbia connotati intolleranti come la chiesa cattolica.
La chiesa valdese invece ha il mio massimo rispetto.
Essere intollerante con gli intollerante è il caposaldo del pensiero libero che tu evidentemente non conosci.
C'è una frase che suona più o meno così rende l'idea: "Se lasciatti liberi i lupi mangiano gli agnelli"
Ecco perchè una societò liberale DEVE combattere tutte le forme di intolleranza da dovunque esse arrivinino, tanto più se arrivano da una religione.
Per quanto riguarda la scienza, che rispetto, ritengo però che la scienza debba servire l'uomo e non l'uomo vivere in funzione della scienza. Mettere la scienza al primo posto è la peggiore delle religioni, perchè è una religione e neanche si fa definire come tale.
Se l'assunto con cui ho a che fare è scientifico ebbene la scienza DEVE avere comunque la precedenza.
I supposti danni al minore che voi evidenziate sono TUTTI INVENTATI, dal primo all'ultimo. Però non cedete di un millimetro: si chiama discriminazione.
Ovviamente una buona famiglia è meglio di un istituto. La cosa curiosa è che ho letto spesso in questo forum che una coppia gay è meglio di tante coppie etero, lasciando passare il concetto che le coppie etero possano essere buone o meno buone (come effettivamente è), mentre quelle gay, "poverette", sono sempre buone, sempre meglio una coppia gay di una cattiva coppia etero.
Ogni caso va valutato per quello che è. Non escludendo a priori su basi completamente illogiche potenziali ottimi genitori. Voi dite a priori che una coppia omosessuale o un single non va bene INVENTANTO danni che NESSUNO studio scientifico ha evidenziato. Se permetti quando parliamo di psicologia parliamo di scienza e alla scienza dobbiamo attenerci.
se poi parliamo di come yi piace la carne o la pasta, se ti piace cruda, al dente e scotta qui la scienza non ha capitolo, sono gusti personali.
Per me A PARITA' DI ALTRE CONDIZIONI un papà ed una mamma costituiscono una soluzione preferibile rispetto a quella di un solo papà o una sola mamma o due papà o due mamme. E questo a prescindere da qualunque dogma religioso o scientifico che sia: chi di voi negherebbe ad un bambino abbandonato il diritto di avere una mamma, decidendo di affidarlo a due papà?
Per te il sole sta girando intorno alla terra!!!
D'altra parte numerosi studi condotti dall'American Psychological Association[4], American Psychiatric Association, American Academy of Pediatrics[5] e altri gruppi non hanno evidenziato alcuna differenza, neppure minima, negli effetti dell'omogenitorialità rispetto alla genitorialità eterosessuale
L'American Psychological Association nel luglio 2004 ha dichiarato:
« non esiste alcuna prova scientifica che l'essere dei buoni genitori sia connesso all'orientamento sessuale dei genitori medesimi: genitori dello stesso sesso hanno la stessa probabilità di quelli eterosessuali di fornire ai loro figli un ambiente di crescita sano e favorevole. La ricerca ha dimostrato che la stabilità, lo sviluppo e la salute psicologica dei bambini non ha collegamento con l'orientamento sessuale dei genitori, e che i bambini allevati da coppie gay e lesbiche hanno la stessa probabilità di crescere bene quanto quelli allevati da coppie eterosessuali.
Come vedi la tua è discriminazione bella e buona e punto.
Abbiamo 3 associazioni di medici che dicono l'opposto. Permetti che mi fido di loro che studiano cervello e bambini piuttosto di una chiesa di che di bambini non sa una benemerita mazza visto che non possono neanche averne?
(edited)
quindi la scelta migliore sarebbe sempre affidarlo ad una famiglia che rispetti quanto il bambino ha già vissuto
Ok, allora per continuità affidali ad un istituto italiano, perchè spesso è solo questa dell'istituto l'esperienza che il bambino ha già vissuto nel "contesto culturale diverso".
Contesto culturale, comunque, dove in ogni parte del mondo al bambino viene detto che un giorno un papà e una mamma verranno a prenderlo oppure una mamma, quasi mai viene detto che arriverà un papà, mai due papà o due mamme. Non sto parlando della (ex) cattolica Italia, ma di tutti i Paesi del mondo da cui arrivano bambini in adozione internazionale. Tutti tranne uno. Chi vuole indovinare quale?
Ad ogni modo il senso del messaggio di Felix era quello di chiedersi quanto vale, in nome del progresso sociale, far vivere ad un bambino già sfortunato un'esperienza "da diverso" nel contesto culturale nel quale viene inserito (quello da cui proviene non c'entra molto, anche perchè per buona parte il bambino tende a legarlo con la propria esperienza negativa di abbandono).
O credi che un bambino nigeriano di 6 anni, che ne ha passati 4 in un istituto, sappia se nella società del suo contesto culturale sia più diffusa la poligamia o la monogamia?
Ok, allora per continuità affidali ad un istituto italiano, perchè spesso è solo questa dell'istituto l'esperienza che il bambino ha già vissuto nel "contesto culturale diverso".
Contesto culturale, comunque, dove in ogni parte del mondo al bambino viene detto che un giorno un papà e una mamma verranno a prenderlo oppure una mamma, quasi mai viene detto che arriverà un papà, mai due papà o due mamme. Non sto parlando della (ex) cattolica Italia, ma di tutti i Paesi del mondo da cui arrivano bambini in adozione internazionale. Tutti tranne uno. Chi vuole indovinare quale?
Ad ogni modo il senso del messaggio di Felix era quello di chiedersi quanto vale, in nome del progresso sociale, far vivere ad un bambino già sfortunato un'esperienza "da diverso" nel contesto culturale nel quale viene inserito (quello da cui proviene non c'entra molto, anche perchè per buona parte il bambino tende a legarlo con la propria esperienza negativa di abbandono).
O credi che un bambino nigeriano di 6 anni, che ne ha passati 4 in un istituto, sappia se nella società del suo contesto culturale sia più diffusa la poligamia o la monogamia?
Chissenefrega dei sondaggi: si devono fare le cose GIUSTE a prescindere non perchè la maggioranza bue le vuole: che facciamo ci mettiamo a NON pagare le tasse perchè nessuno le vuole pagare, oppure mettiamo la pena di morte perchè il 51% vuole la pena di morte?
Puoi immaginare quanto io sia contrario alla pena di morte. Ma nonostante tutto sono favorevole alla democrazia, quindi sì, la mia risposta è che la maggioranza che decide, non la scienza.
Ho letto qualche romanzo di fantascienza nella quale in un futuro non troppo lontano la popolazione mondiale sarà dominata da una dittatura ispirata da principi scientifici: comincio a pensare che questo corrisponda alla tua forma di governo ideale.
Puoi immaginare quanto io sia contrario alla pena di morte. Ma nonostante tutto sono favorevole alla democrazia, quindi sì, la mia risposta è che la maggioranza che decide, non la scienza.
Ho letto qualche romanzo di fantascienza nella quale in un futuro non troppo lontano la popolazione mondiale sarà dominata da una dittatura ispirata da principi scientifici: comincio a pensare che questo corrisponda alla tua forma di governo ideale.
Ho letto qualche romanzo di fantascienza nella quale in un futuro non troppo lontano la popolazione mondiale sarà dominata da una dittatura ispirata da principi scientifici: comincio a pensare che questo corrisponda alla tua forma di governo ideale.
La dittatura religiosa la abbiamo avuta per circa1300 anni ed è stato un disastro: gente al rogo, niente diritti, lotta contro democrazia, discriminazione, omofobia.
Democrazia e libertà significa rispettare tutte le persone NON tutte le idee.
Libertà significa poter fare tutto fino a quando non lede un diritto di qualcun altro.
Visto che i danni ai bambini non esistono non si sta ledendo nessun diritto.
Invece voi non volete dare i diritti a gay, single e conviventi sulla base di astruse e opinabilissime regole morali.
Diritti che badi bene NON toccano minimamente i vostri.
La dittatura religiosa la abbiamo avuta per circa1300 anni ed è stato un disastro: gente al rogo, niente diritti, lotta contro democrazia, discriminazione, omofobia.
Democrazia e libertà significa rispettare tutte le persone NON tutte le idee.
Libertà significa poter fare tutto fino a quando non lede un diritto di qualcun altro.
Visto che i danni ai bambini non esistono non si sta ledendo nessun diritto.
Invece voi non volete dare i diritti a gay, single e conviventi sulla base di astruse e opinabilissime regole morali.
Diritti che badi bene NON toccano minimamente i vostri.
Ad ogni modo il senso del messaggio di Felix era quello di chiedersi quanto vale, in nome del progresso sociale, far vivere ad un bambino già sfortunato un'esperienza "da diverso" nel contesto culturale nel quale viene inserito
appunto. un bambino abituato a vivere con un padre e 6 mamme come accetterà l'idea di vivere con una sola mamma? o un bambino abituato ad un padre che viaggia sempre ed una madre sempre presente a casa, come vedrà una situazione in cui entrambi i genitori sono sempre assenti per lavoro o è magari il padre disoccupato a fare il "casalingo"?
dietro l'idea di "famiglia normale" ci sono una marea di pregiudizi che di fatto se ne fregano di cosa sia "normale" per il bambino ma a cui importa solo cosa è "normale" per la società. questo danneggia la psiche del bambino più di ogni adozione gay, in quanto il bambino deve decostruire il suo modello di genitori esistenti e riadattarlo alla nuova situazione, distruggendo il suo concetto di "normale". la scelta migliore sarebbe sempre affidarlo a comunità culturalmente omogenee a quelle di nascita, ma siccome la domanda di adozione è tipicamente occidentale, ce ne freghiamo di queste conseguenze nel nome che un bambino africano si trovi sicuramente meglio nell'europa civilizzata che nella savana.
inoltre è dimostrato che al bambino non fa bene avere un "surrogato" dei genitori biologici, quanto evitare ulteriori traumi di abbandono, di conseguenza le famiglie più adatte ad accoglierli sarebbero gli anziani (dai 50 anni in su) con parecchi anni di matrimonio alle spalle, non la giovane coppia soggetta a crisi, separazioni o quant'altro...
... chiudo con l'esempio di mia zia, che ha adottato una bambina peruviana, nel cui affidamento però non è stato considerato che sulle ande c'è una rarefazione dell'aria che non c'è in italia, e di conseguenza la bambina soffre di continui problemi respiratori (da oltre 4 anni), e la scelta è fra farla continuare a soffrire fisiologicamente o farla soffrire psicologicamente affidandola ad altri.
per farla breve, i pregiudizi causano sempre più danni di quanti ne curino.
(edited)
appunto. un bambino abituato a vivere con un padre e 6 mamme come accetterà l'idea di vivere con una sola mamma? o un bambino abituato ad un padre che viaggia sempre ed una madre sempre presente a casa, come vedrà una situazione in cui entrambi i genitori sono sempre assenti per lavoro o è magari il padre disoccupato a fare il "casalingo"?
dietro l'idea di "famiglia normale" ci sono una marea di pregiudizi che di fatto se ne fregano di cosa sia "normale" per il bambino ma a cui importa solo cosa è "normale" per la società. questo danneggia la psiche del bambino più di ogni adozione gay, in quanto il bambino deve decostruire il suo modello di genitori esistenti e riadattarlo alla nuova situazione, distruggendo il suo concetto di "normale". la scelta migliore sarebbe sempre affidarlo a comunità culturalmente omogenee a quelle di nascita, ma siccome la domanda di adozione è tipicamente occidentale, ce ne freghiamo di queste conseguenze nel nome che un bambino africano si trovi sicuramente meglio nell'europa civilizzata che nella savana.
inoltre è dimostrato che al bambino non fa bene avere un "surrogato" dei genitori biologici, quanto evitare ulteriori traumi di abbandono, di conseguenza le famiglie più adatte ad accoglierli sarebbero gli anziani (dai 50 anni in su) con parecchi anni di matrimonio alle spalle, non la giovane coppia soggetta a crisi, separazioni o quant'altro...
... chiudo con l'esempio di mia zia, che ha adottato una bambina peruviana, nel cui affidamento però non è stato considerato che sulle ande c'è una rarefazione dell'aria che non c'è in italia, e di conseguenza la bambina soffre di continui problemi respiratori (da oltre 4 anni), e la scelta è fra farla continuare a soffrire fisiologicamente o farla soffrire psicologicamente affidandola ad altri.
per farla breve, i pregiudizi causano sempre più danni di quanti ne curino.
(edited)
la scelta migliore sarebbe sempre affidarlo a comunità culturalmente omogenee a quelle di nascita, ma siccome la domanda di adozione è tipicamente occidentale, ce ne freghiamo di queste conseguenze nel nome che un bambino africano si trovi sicuramente meglio nell'europa civilizzata che nella savana.
Non è così: l'adozione internazionale è sussidiaria di quella nazionale, perchè un minore va in adozione internazionale solo quando non è possibile collocarlo in una famiglia nel suo Paese. Cioè si ritiene meglio metterlo in una famiglia straniera piuttosto che lasciarlo in un istituto del suo Paese.
E questa regola è talmente osservata da arrivare ad essere talvolta negativa per il bambino stesso: mia figlia ha dovuto aspettare per più di un anno di essere rifiutata per 3 volte dall'adozione nazionale (come previsto dalla legge italiana) prima di poter essere collocata nel circuito della internazionale. Ma essendo di sesso femminile era prevedibile fin dall'inizio che accadesse così, perchè gli indiani, potendo scegliere, vogliono adottare bimbi maschi, bianchi e sani. Ciò nonostante ha vissuto un anno in un istituto (tra l'altro di pessimo livello, a differenza di quello che l'ha accolta dopo) perchè così vuole la legge (per me questa dell'India è una legge sbagliata ispirata da un giusto principio).
Coppie di 50 anni sono poco adatte ad accogliere questi bambini proprio per i tuoi stessi presupposti: in Africa a 50 anni si è già nonni (se si è ancora vivi) e al bambino sembrerebbe di essere stato affidato a due vecchi. L'indagine psico sociale che i servizi compiono sulla coppia (se ben fatta: ma è ovvio che anche qui ci sono psicologi e assistenti sociali più o meno bravi) serve proprio a valutare l'affidabilità di una coppia.
Il concetto di normale è molto relativo e se prediligere il normale dell'ambiente di provenienza sul normale dell'ambiente di arrivo è discutibile. Esempio banale, solo per rendere l'idea: in India poche donne guidano e in genere ai bimbi più grandicelli che arrivano in Italia sembra strano che la madre guidi l'auto. Ma penso che dopo il primo ambientamento al bambino sembrerebbe più strano essere ad esempio l'unico in classe ad avere una madre che non guida.
Non è così: l'adozione internazionale è sussidiaria di quella nazionale, perchè un minore va in adozione internazionale solo quando non è possibile collocarlo in una famiglia nel suo Paese. Cioè si ritiene meglio metterlo in una famiglia straniera piuttosto che lasciarlo in un istituto del suo Paese.
E questa regola è talmente osservata da arrivare ad essere talvolta negativa per il bambino stesso: mia figlia ha dovuto aspettare per più di un anno di essere rifiutata per 3 volte dall'adozione nazionale (come previsto dalla legge italiana) prima di poter essere collocata nel circuito della internazionale. Ma essendo di sesso femminile era prevedibile fin dall'inizio che accadesse così, perchè gli indiani, potendo scegliere, vogliono adottare bimbi maschi, bianchi e sani. Ciò nonostante ha vissuto un anno in un istituto (tra l'altro di pessimo livello, a differenza di quello che l'ha accolta dopo) perchè così vuole la legge (per me questa dell'India è una legge sbagliata ispirata da un giusto principio).
Coppie di 50 anni sono poco adatte ad accogliere questi bambini proprio per i tuoi stessi presupposti: in Africa a 50 anni si è già nonni (se si è ancora vivi) e al bambino sembrerebbe di essere stato affidato a due vecchi. L'indagine psico sociale che i servizi compiono sulla coppia (se ben fatta: ma è ovvio che anche qui ci sono psicologi e assistenti sociali più o meno bravi) serve proprio a valutare l'affidabilità di una coppia.
Il concetto di normale è molto relativo e se prediligere il normale dell'ambiente di provenienza sul normale dell'ambiente di arrivo è discutibile. Esempio banale, solo per rendere l'idea: in India poche donne guidano e in genere ai bimbi più grandicelli che arrivano in Italia sembra strano che la madre guidi l'auto. Ma penso che dopo il primo ambientamento al bambino sembrerebbe più strano essere ad esempio l'unico in classe ad avere una madre che non guida.
sulle coppie di 50 anni mi riferivo a coppie europee (sove le aspettative di vita sono molto più alte di quelle africane).
poi, a riguardo della bambina indiana, l'esempio che porti è debole, in quanto riguarda solo gli aspetti del nuovo contesto in cui il minore è catapultato. io parlo del concetto stesso di famiglia che il bambino ha interiorizzato, e della differenza con quello della famiglia che la adotta.
ad esempio alla parola "padre" il bambino associa una serie di comportamenti che strutturano tale figura nella sua vita. ma se, ad esempio, si trova a vivere l'esperienza di due "padri" con ruoli familiari diversi questo porta ad una confusione di tale categoria che può esprimersi con una difficoltà nell'accettare sia l'uno che l'altro modello di "padre".
i bambini di coppie divorziate, ad esempio, trovano poi difficile accettare il ruolo di "padre" o "madre" della famiglia tradizionale, in quanto dentro di noi ci trasciniamo sempre inconsciamente l'immagine della famiglia di appartenenza.
i bambini in adozione devono subire già il trauma di separazione dai genitori biologici, quindi per loro il modello di famiglia è ormai infranto, per quanto siano amorevoli i loro nuovi genitori. il modo migliore di aiutarli è dargli stabilità ed amore, a prescindere dalla forma della famiglia che li adotta.
l'ipocrisia è credere di poter dar loro una nuova famiglia per "continuare" la loro socializzazione primaria (o secondaria). purtroppo la frattura c'è già stata, c'è solo da evitarne altre per il futuro.
Ps: ti assicuro che al bambino non sembrerebbe "strano" avere una mamma che non guida, in quanto l'uniformazione della rappresentazione sociale di status (accompagnare il bambino con l'auto piuttosto che a piedi) è qualcosa che riguarda esclusivamente gli adulti. il bambino vuole che i genitori si comportino in modo a lui "prevedibile", ovvero ripetano i comportamenti NEI SUOI CONFRONTI nelle modalità che si aspetta. poi dei raffronti con i genitori degli altri bambini a loro interesa meno che a noi (se non per il concetto di competitività con i loro compagni).
Pss: adottare un bambino è caricarsi una croce enorme, in quanto non si è mai ricambiati dello stesso amore da parte del bambino, perchè non è il genitore adottivo da cui il bambino pretende affetto. anzi spesso più si è amorevoli più cresce nel bambino la domanda del perchè quello stesso amore non proviene da chi lo ha messo al mondo (a meno che il bambino non sia appena nato o al massimo di 2 anni).
(edited)
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poi, a riguardo della bambina indiana, l'esempio che porti è debole, in quanto riguarda solo gli aspetti del nuovo contesto in cui il minore è catapultato. io parlo del concetto stesso di famiglia che il bambino ha interiorizzato, e della differenza con quello della famiglia che la adotta.
ad esempio alla parola "padre" il bambino associa una serie di comportamenti che strutturano tale figura nella sua vita. ma se, ad esempio, si trova a vivere l'esperienza di due "padri" con ruoli familiari diversi questo porta ad una confusione di tale categoria che può esprimersi con una difficoltà nell'accettare sia l'uno che l'altro modello di "padre".
i bambini di coppie divorziate, ad esempio, trovano poi difficile accettare il ruolo di "padre" o "madre" della famiglia tradizionale, in quanto dentro di noi ci trasciniamo sempre inconsciamente l'immagine della famiglia di appartenenza.
i bambini in adozione devono subire già il trauma di separazione dai genitori biologici, quindi per loro il modello di famiglia è ormai infranto, per quanto siano amorevoli i loro nuovi genitori. il modo migliore di aiutarli è dargli stabilità ed amore, a prescindere dalla forma della famiglia che li adotta.
l'ipocrisia è credere di poter dar loro una nuova famiglia per "continuare" la loro socializzazione primaria (o secondaria). purtroppo la frattura c'è già stata, c'è solo da evitarne altre per il futuro.
Ps: ti assicuro che al bambino non sembrerebbe "strano" avere una mamma che non guida, in quanto l'uniformazione della rappresentazione sociale di status (accompagnare il bambino con l'auto piuttosto che a piedi) è qualcosa che riguarda esclusivamente gli adulti. il bambino vuole che i genitori si comportino in modo a lui "prevedibile", ovvero ripetano i comportamenti NEI SUOI CONFRONTI nelle modalità che si aspetta. poi dei raffronti con i genitori degli altri bambini a loro interesa meno che a noi (se non per il concetto di competitività con i loro compagni).
Pss: adottare un bambino è caricarsi una croce enorme, in quanto non si è mai ricambiati dello stesso amore da parte del bambino, perchè non è il genitore adottivo da cui il bambino pretende affetto. anzi spesso più si è amorevoli più cresce nel bambino la domanda del perchè quello stesso amore non proviene da chi lo ha messo al mondo (a meno che il bambino non sia appena nato o al massimo di 2 anni).
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Non sono molto d'accordo su quanto hai scritto a proposito dell'adozione, ma non voglio rispondere qui perchè stiamo andando completamente OT. Se a te o ad altri interessa discutere di questo particolare tema, possiamo aprire una discussione ad hoc.