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Subject: La giustizia italiana....
Guarda, senza voler approfondire (era più per il gusto del cit. ) e tirare in ballo studi o statistiche, però dalla mia personale esperienza (ultraventennale...) alcuni incroci che nell'alto sassarese erano chiamati incroci della morte ora che ci sono le rotonde non vengono più chiamati così. Purtroppo invece ci sono alcune rotonde in strade extraurbane molto veloci che non sono state ben segnalate e inizialmente hanno fatto molti danni (e purtroppo anche morti). Ma una volta segnalate adeguatamente non ci sono stati più grossi problemi.
http://www.unich.it/fusero/pdf/INTERSEZIONI%20STRADALI%20normative%20funzion%20e%20geometri.pdf
Ripeto: ho scritto di mettere semafori al posto delle rotonde e non di lasciare l'incrocio libero.
Un incrocio con semaforo ha 8 punti di conflitto come puoi vedere.
Ripeto: ho scritto di mettere semafori al posto delle rotonde e non di lasciare l'incrocio libero.
Un incrocio con semaforo ha 8 punti di conflitto come puoi vedere.
quelle rotatorie, si chiamano rotatorie e non rotonde che sono le fioriere o le piazzette al mare, erano usate in maniera errata, con precedenza per chi si immetteva anzichè per chi procedeva dall'anello. Se non vado errato è quello il motivo della critica inglese.
ma la rotatoria nasce sul modello francese con il dare la precedenza o stop per tutti quelli che si immettono a vantaggio di chi già percorre.
è indubbio che le rotatorie abbattono del 70/80% la numerosità degli incidenti e per quelli che si verificano diminuendo di netto l'angolo di impatto abbattono anche la mortalità dei passeggeri e il loro ferimento.
non ci sono dubbi in merito.
certo, se poi le rotatorie vengono progettate da tecnici, spesso architetti, senza competenza di sorta per gli ingombri di circolazione, per i flussi veicolari, per le tempistiche di attesa, per le inclinazioni del manto stradale, delle corsie di immissione ed uscita e i raccordi e le isole ed ecc ecc.. così discutendo ma interessandosi solo dei lampioni, delle fontane o del verde d'abbellimento, è chiaro che gli incidenti o i pericoli si verificheranno in misura maggiore, ma questa non è certo colpa della rotatoria, ma di qualcun altro.
A proposito, già che ci siamo, non si chiamano fondamenta, ma fondazioni! ;-)
ma la rotatoria nasce sul modello francese con il dare la precedenza o stop per tutti quelli che si immettono a vantaggio di chi già percorre.
è indubbio che le rotatorie abbattono del 70/80% la numerosità degli incidenti e per quelli che si verificano diminuendo di netto l'angolo di impatto abbattono anche la mortalità dei passeggeri e il loro ferimento.
non ci sono dubbi in merito.
certo, se poi le rotatorie vengono progettate da tecnici, spesso architetti, senza competenza di sorta per gli ingombri di circolazione, per i flussi veicolari, per le tempistiche di attesa, per le inclinazioni del manto stradale, delle corsie di immissione ed uscita e i raccordi e le isole ed ecc ecc.. così discutendo ma interessandosi solo dei lampioni, delle fontane o del verde d'abbellimento, è chiaro che gli incidenti o i pericoli si verificheranno in misura maggiore, ma questa non è certo colpa della rotatoria, ma di qualcun altro.
A proposito, già che ci siamo, non si chiamano fondamenta, ma fondazioni! ;-)
scusami eheieh, ma tu che ne sai di flussi veicolari e di punti di conflitto?
io sono ingegnere trasportista, se ti dico che le rotatorie sono di gran lunga le più sicure tra un incrocio, un incrocio semaforizzato e quest'ultima ipotesi, puoi fidarti che è così.
certo, poi va verificato se c'è la convenienza economica nel farla, questo spesso dipende anche dal costo di vite, che certamente non si trascura nello storico degli incidenti nell'incrocio che si sta valutando.
io sono ingegnere trasportista, se ti dico che le rotatorie sono di gran lunga le più sicure tra un incrocio, un incrocio semaforizzato e quest'ultima ipotesi, puoi fidarti che è così.
certo, poi va verificato se c'è la convenienza economica nel farla, questo spesso dipende anche dal costo di vite, che certamente non si trascura nello storico degli incidenti nell'incrocio che si sta valutando.
certo, se poi le rotatorie vengono progettate da tecnici, spesso architetti, senza competenza di sorta per gli ingombri di circolazione, per i flussi veicolari, per le tempistiche di attesa, per le inclinazioni del manto stradale, delle corsie di immissione ed uscita e i raccordi e le isole ed ecc ecc.. così discutendo ma interessandosi solo dei lampioni, delle fontane o del verde d'abbellimento, è chiaro che gli incidenti o i pericoli si verificheranno in misura maggiore, ma questa non è certo colpa della rotatoria, ma di qualcun altro.
Come spesso accade in Italia :)
Per il resto mi fido vista la tua qualifica :)
Come spesso accade in Italia :)
Per il resto mi fido vista la tua qualifica :)
a Treviso provincia, dove vi fu in un anno un incremento strepitoso delle rotonde, mi ricordo che in un anno IN QUEGLI INCROCI trasformati in rotatorie, vi fu l'80% di vittime in meno
son sempre stato a favore delle rotatoie ma non quelle genovesi con una 'zona no limit', il centro insomma, talmente tanto larga da impedire all'autobus di passare agevolmente; ci han messo 1 anno a capire che dovevan ridurne 2... incompetenti del cipster
son sempre stato a favore delle rotatoie ma non quelle genovesi con una 'zona no limit', il centro insomma, talmente tanto larga da impedire all'autobus di passare agevolmente; ci han messo 1 anno a capire che dovevan ridurne 2... incompetenti del cipster
Infatti da sempre le rotatoie sono sconsigliate laddove ci sia passaggio di mezzi pubblici, vedere il documento postato da me che è uno studio universitario.
Il problema da quello che ho letto girando il web è che in Italia ne facciamo troppe anche dove non servono.
Infatti da sempre le rotatoie sono sconsigliate laddove ci sia passaggio di mezzi pubblici, vedere il documento postato da me che è uno studio universitario.
Il problema da quello che ho letto girando il web è che in Italia ne facciamo troppe anche dove non servono.
non è vero che il limite delle auto è sempre 30 km/h superiore a quello imposto, dipende sempre dalle proprie percezioni, per cui un aumento dei limiti di legge non porta per forza ad un aumento della velocità limite reale.
certo non è automatico, ma basta farsi un giro per le strade, per lo meno in provincia di milano è così. i 50 km/h non li rispetta nessuno, forse se va bene, quello dietro tiene i 65 km/h
certo non è automatico, ma basta farsi un giro per le strade, per lo meno in provincia di milano è così. i 50 km/h non li rispetta nessuno, forse se va bene, quello dietro tiene i 65 km/h
la perla, qua a Genova ovviamente: rotatoria bella grossa con fermata dell'autobus dopo 7 metri + semaforo a 10.... inutile dire che ogni volta che si ferma il pulman si crea un micro gorgo...
In Germania ci sono autostrade dove non ci sono limiti di velocità e i fatti ci dicono che li ci sono meno incidenti, perchè?
Non usano proprio l'auto come gli italiani.
O stai insinuando che maggiore è la velocità minore sono gli incidenti? su dai.
Non usano proprio l'auto come gli italiani.
O stai insinuando che maggiore è la velocità minore sono gli incidenti? su dai.
Non usano proprio l'auto come gli italiani.
O stai insinuando che maggiore è la velocità minore sono gli incidenti? su dai.
Spiegami perchè tutte le statistiche dicono che in quei tratti di autostrada dove non ci sono limiti l'incidenza degli incidente è MINORE. E' un fatto e sui fatti c'è poco da dire.
Te lo spiego: in un rettilineo non ci sono pedoni, non si sono biciclette, e in Germania le auto di piccola cilindrata sono molto meno rispetto all'Italia.
Il problema non è la velocità in sè è la differenza di velocità. Se ti trovi un 500 che va a 80 all'ora in autostrada è un problema ed è più pericoloso di un'auto che va a 150 perchè crea ingorgo e sorpassi.
Un sorpasso è MOLTO più pericoloso di di 2 auto che vanno parallele a 180 all'ora o che vanno una dietro l'altra a velocità costante.
I problemi sono quando appunto quello davanti rallenta improvvisamente perché ha il tappo.
Ora in Germania trovare il tappo è più difficile ed ecco perchè in quei tratti autostradali l'incidenza di incidenti è minore.
Il tappo in Italia sono i TIR a cui andrebbe proibito il sorpasso sempre e comunque. Lasciando la corsia centrale sempre libera si creano due file parallele a velocità differenti in cui statisticamente gli incidenti sono nettamente minori.
E' chiaro che se io sono a 110 sulla corsia di sorpasso e arriva uno a 130 dietro che mi fa i fari io devo andare sulla corsia di centro. Ma se ci sono i tir che creano casino non posso farlo.
Sono tutti questi cambi di corsia che sono pericolosi, non il fatto di andare a 110 o 150.
O stai insinuando che maggiore è la velocità minore sono gli incidenti? su dai.
Spiegami perchè tutte le statistiche dicono che in quei tratti di autostrada dove non ci sono limiti l'incidenza degli incidente è MINORE. E' un fatto e sui fatti c'è poco da dire.
Te lo spiego: in un rettilineo non ci sono pedoni, non si sono biciclette, e in Germania le auto di piccola cilindrata sono molto meno rispetto all'Italia.
Il problema non è la velocità in sè è la differenza di velocità. Se ti trovi un 500 che va a 80 all'ora in autostrada è un problema ed è più pericoloso di un'auto che va a 150 perchè crea ingorgo e sorpassi.
Un sorpasso è MOLTO più pericoloso di di 2 auto che vanno parallele a 180 all'ora o che vanno una dietro l'altra a velocità costante.
I problemi sono quando appunto quello davanti rallenta improvvisamente perché ha il tappo.
Ora in Germania trovare il tappo è più difficile ed ecco perchè in quei tratti autostradali l'incidenza di incidenti è minore.
Il tappo in Italia sono i TIR a cui andrebbe proibito il sorpasso sempre e comunque. Lasciando la corsia centrale sempre libera si creano due file parallele a velocità differenti in cui statisticamente gli incidenti sono nettamente minori.
E' chiaro che se io sono a 110 sulla corsia di sorpasso e arriva uno a 130 dietro che mi fa i fari io devo andare sulla corsia di centro. Ma se ci sono i tir che creano casino non posso farlo.
Sono tutti questi cambi di corsia che sono pericolosi, non il fatto di andare a 110 o 150.
quel documento è il capitolo di un libro molto conosciuto dai trasportisti! io ci ho studiato un esame sulla versione precedente!
il 17 giugno scorso erano 29 anni: Enzo Tortora
Era un presentatore televisivo molto noto, molto quotato, un conduttore - come si dice oggi - da 28 milioni di telespettatori. Incarnava un certo perbenismo borghese e faceva un uso piuttosto lacrimevole – alla Raffaella Carrà dei giorni nostri, se vogliamo - del più potente mezzo di comunicazione. La sua figura pubblica, certamente, non era a tutti gradita.
Finì, all’improvviso, in un tritacarne allestito dalla procura di Napoli sulla base di un manipolo di "pentiti" che prese ad accusarlo di reati ignobili: traffico di droga ed associazione mafiosa. Con lui – prima che quell’operazione si sgonfiasse come un palloncino – finiranno nel tritacarne altre 855 persone
Il suo arresto fu un evento mediatico. Prima di trasferirlo in carcere i carabinieri lo ammanettano come il peggiore dei criminali e gli allestiscono una sorta di passerella davanti a fotografi ed operatori televisivi.
L’Italia si spacca letteralmente in due tra innocentisti e colpevolisti. E la stampa, dichiaratamente forcaiola, riesce a dare il peggio di sé.
E’ la quasi estate del 1983. Comincia il "caso di Enzo Tortora", vittima sacrificale degli isterismi e dei pressappochismi dell’antimafia.
Con Tortora la giustizia italiana fa un salto indietro di qualche secolo, coprendosi letteralmente di vergogna. Un gruppo di magistrati mostra i suoi lati più bui. Il presentatore televisivo viene tenuto in carcere per sette mesi, ottenendo appena tre colloqui con i suoi inquirenti. Gli indizi che lo accusavano sono debolissimi, praticamente inesistenti: oltre alle parole dei "pentiti", soltanto un’agendina trovata nell’abitazione di un camorrista. Un nome scritto a penna e un numero telefonico. Solo dopo lungo tempo si saprà che quel nome non era "Tortora", ma "Tortosa" e che il recapito del telefono non era quello del presentatore.
Nel giugno del 1984 Enzo Tortora – nel frattempo divenuto il simbolo delle tragedie della giustizia italiana – viene eletto deputato europeo nelle liste dei radicali che ne sosterranno sempre le battaglie libertarie.
Il 17 settembre 1985 (ad oltre due anni dall’arresto) Tortora viene condannato a dieci anni di galera. Nonostante l’evidenza, le accuse degli 11 "pentiti" (definiti da un giornale "la nazionale della menzogna") hanno retto al dibattimento.
Con un gesto nobile, l’ormai ex divo della TV – protetto dall’immunità parlamentare - si consegna. Resterà agli arresti domiciliari.
Il 15 settembre 1986 (a più di tre anni dall’inizio del suo dramma) Enzo Tortora viene assolto con formula piena dalla corte d’Appello di Napoli.
Il 20 febbraio 1987 torna sugli schermi televisivi.
Il 17 marzo 1988 Tortora viene definitivamente assolto dalla Cassazione.
Il 18 maggio 1988, stroncato da un tumore, Enzo Tortora muore.
Resterà per sempre il simbolo di una giustizia ingiusta. Che di macroscopici errori, dopo di lui ne commetterà – purtroppo – ancora molti.
(edited)
Era un presentatore televisivo molto noto, molto quotato, un conduttore - come si dice oggi - da 28 milioni di telespettatori. Incarnava un certo perbenismo borghese e faceva un uso piuttosto lacrimevole – alla Raffaella Carrà dei giorni nostri, se vogliamo - del più potente mezzo di comunicazione. La sua figura pubblica, certamente, non era a tutti gradita.
Finì, all’improvviso, in un tritacarne allestito dalla procura di Napoli sulla base di un manipolo di "pentiti" che prese ad accusarlo di reati ignobili: traffico di droga ed associazione mafiosa. Con lui – prima che quell’operazione si sgonfiasse come un palloncino – finiranno nel tritacarne altre 855 persone
Il suo arresto fu un evento mediatico. Prima di trasferirlo in carcere i carabinieri lo ammanettano come il peggiore dei criminali e gli allestiscono una sorta di passerella davanti a fotografi ed operatori televisivi.
L’Italia si spacca letteralmente in due tra innocentisti e colpevolisti. E la stampa, dichiaratamente forcaiola, riesce a dare il peggio di sé.
E’ la quasi estate del 1983. Comincia il "caso di Enzo Tortora", vittima sacrificale degli isterismi e dei pressappochismi dell’antimafia.
Con Tortora la giustizia italiana fa un salto indietro di qualche secolo, coprendosi letteralmente di vergogna. Un gruppo di magistrati mostra i suoi lati più bui. Il presentatore televisivo viene tenuto in carcere per sette mesi, ottenendo appena tre colloqui con i suoi inquirenti. Gli indizi che lo accusavano sono debolissimi, praticamente inesistenti: oltre alle parole dei "pentiti", soltanto un’agendina trovata nell’abitazione di un camorrista. Un nome scritto a penna e un numero telefonico. Solo dopo lungo tempo si saprà che quel nome non era "Tortora", ma "Tortosa" e che il recapito del telefono non era quello del presentatore.
Nel giugno del 1984 Enzo Tortora – nel frattempo divenuto il simbolo delle tragedie della giustizia italiana – viene eletto deputato europeo nelle liste dei radicali che ne sosterranno sempre le battaglie libertarie.
Il 17 settembre 1985 (ad oltre due anni dall’arresto) Tortora viene condannato a dieci anni di galera. Nonostante l’evidenza, le accuse degli 11 "pentiti" (definiti da un giornale "la nazionale della menzogna") hanno retto al dibattimento.
Con un gesto nobile, l’ormai ex divo della TV – protetto dall’immunità parlamentare - si consegna. Resterà agli arresti domiciliari.
Il 15 settembre 1986 (a più di tre anni dall’inizio del suo dramma) Enzo Tortora viene assolto con formula piena dalla corte d’Appello di Napoli.
Il 20 febbraio 1987 torna sugli schermi televisivi.
Il 17 marzo 1988 Tortora viene definitivamente assolto dalla Cassazione.
Il 18 maggio 1988, stroncato da un tumore, Enzo Tortora muore.
Resterà per sempre il simbolo di una giustizia ingiusta. Che di macroscopici errori, dopo di lui ne commetterà – purtroppo – ancora molti.
(edited)
visto che si parla di rotatorie qualcuno mi spiega perchè al centro ci fanno dei giardini sopraelevati che impediscono di vedere se ci sono auto che arrivano dall'altra parte?
suppongo per indurre a moderare la velocità in primis, e per vedere bene la rotatoria. In certe condizioni potrebbe sembrare una strada dritta e ci si potrebbe comportare di conseguenza (ho visto molte rotatorie con auto al centro...)