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Subject: Idee per far ripartire il paese, norme e cose da migliorare.

2012-04-05 09:40:02
si, ma non tutte le fasce d'età hanno un figlio "minorenne"...
se prendi per esempio tutte le buste paga di persone dai 19anni in su e togli l'1%, vedrai che ci rientri nelle spese.

comunque sappi che in danimarca la cosa funziona ed è a costo zero (e i danesi sono in numero minore al nostro e con più figli per famiglia).
al massimo potresti prendere il 2%, il 3%...
voglio dire...
se invece di regalare soldi alla regione con le tasse che paghi ogni mese in busta paga dirotti quei soldi per i minori, allora vedrai che ci rientri...
2012-04-05 10:05:12
non ho ben capito perchè dalla mia busta paga dovrebbero togliere le percentuali per crescere i figli degli altri..
2012-04-05 10:16:53
non ho ben capito perchè dalla mia busta paga dovrebbero togliere le percentuali per crescere i figli degli altri..

Si chiama stato sociale!
E' lo stesso principio per cui prendono i soldi ai sani per pagare le spese mediche, o a chi non studia per finanziare la scuola pubblica.

Un domani potresti ammarlarti tu.
Un domani potresti fare tu dei figli.
Un domani tu, o i tuoi figli, potreste voler studiare.

L'idea è corretta, bisogna vedere l'applicazione...
2012-04-05 10:19:34
Si chiama stato, punto ;)


500 anni fa una domanda del genere non l'avrebbe mai posta nessuno, ora il senso di collettività in italia si è disgregato completamente

vai in giappone e vedrai che lo sentono come un obbligo nei confronti della società, così come in danimarca, qui in italia siamo animati molto più da egoismo rispetto agli altri paesi, è un dato di fatto, anche perchè se tutti sono egoisti chi è così scemo da pensare ancora allo stato? ed è così che nasce un altro egoista e così via
2012-04-05 10:22:38
Comunque attenzione a prendere per perfetto il modello danese!


L'ex presidente degli Stati Uniti Bill Clinton ha recentemente dichiarato di essersi "profondamente ispirato", per le scelte di politica sociale, a quelle compiute dal governo danese. Il primo ministro francese Dominique de Villepin ha inviato propri funzionari a Copenaghen, per studiare i segreti dello stato sociale che sembra soddisfare contemporaneamente le esigenze di sicurezza economica dei lavoratori e le richiesta di flessibilità degli imprenditori.
Ora il modello danese approda nel dibattito politico italiano, per la scelta dell'Unione di inserirne gli aspetti principali nel programma che verrà presentato in vista delle elezioni politiche di aprile.
Ma cerchiamo di descrivere più dettagliatamente quali sono i pregi e i difetti del Welfare State adottato dal governo di Copenaghen.

La parola chiave per comprenderne la logica ispiratrice è: "flexsecurity", ossia flessibilità economica unita a sicurezza sociale.
In Danimarca i disoccupati rappresentano il 5% della popolazione e meno del 2% dei cittadini rimane senza lavoro per più di due anni. Tuttavia un impiego dura in media quattro anni e ogni danese cambia almeno cinque volte datore di lavoro nel corso della sua vita.
Gli imprenditori hanno la massima libertà di licenziare potendo dare in tal senso un preavviso di soli cinque giorni. Il lavoratore licenziato, dal primo giorno di disoccupazione percepisce un assegno da parte dello Stato pari all'80-90% del suo stipendio per quattro anni.
Come ha sottolineato Urban Ahlin, un esponente dei socialdemocratici danesi, il modello sociale adottato dal governo mira a salvare le persone piuttosto che i posti di lavoro, investendo, anziché sulle aziende che rischiano di finire fuori dal mercato, "sulla formazione dei lavoratori per orientarli verso nuovi settori".

Anche l'ammirato stato sociale danese presenta però delle imperfezioni. Dopo un anno di disoccupazione rifiutare una proposta di lavoro comporta la sospensione del sussidio. Quello che sembra un principio in astratto corretto pone però serie difficoltà ai lavoratori maggiormente qualificati, che potrebbero vedersi costretti ad accettare un lavoro largamente al di sotto delle loro competenze per evitare di restare disoccupati e senza sussidio.
In effetti si è notato che i meccanismi di ricollocamento funzionano con meno efficacia quando si tratta di lavoratori qualificati, molto specializzati o di persone oltre i 50 anni. Problemi ancora maggiori sono stati poi registrati per gli immigrati: la maggior parte di loro è completamente tagliata fuori dagli ammortizzatori sociali della flexsecurity. Per i cittadini stranieri la disoccupazione è quasi tre volte più alta e chi non ha mai avuto un impiego o non ha un titolo di studio danese è escluso dal mercato del lavoro.

Oltre a questo il modello danese appare anche difficilmente esportabile. La popolazione danese, con i suoi 5,5 milioni di abitanti, è pari a quella di Roma, inoltre il governo di Copenaghen può contare su un prelievo fiscale tra i più alti del mondo, privo dei problemi di bilancio che riguardano ormai tutte le principali democrazie occidentali.
Appare poi difficilmente riproducibile in altri paesi anche l'armonioso rapporto di collaborazione tra imprenditori e sindacati che, secondo Paolo Borioni della Fondazione Gramsci, dà luogo ad una vera e propria "economia negoziata" in cui "la concertazione è antica da oltre un secolo".

Eppure, nonostante i molti apprezzamenti internazionali, il modello danese non sfugge a qualche critica interna.
Il quotidiano progressista "Information" ha recentemente condotto un'inchiesta per denunciare il malfunzionamento delle scelte fatte dal governo in tema di politiche del lavoro.
"Le statistiche sulla disoccupazione non dicono che c'è quasi un milione di persone che vive con il Welfare e non riesce a tornare sul mercato" dichiara il direttore del giornale Palle Weiss. "Il lavoro è vissuto con uno stress maggiore di prima, c'è un diffuso senso di vulnerabilità. Non vorrei" aggiunge Weiss "che i politici scambiassero la realtà per un miraggio".



FONTE


Per la cronaca in Danimarca, ufficialmente (secondo l'OCSE), la pressione fiscale è maggiore che da noi (al top in Europa...)

2012-04-05 10:23:34
500 anni fa una domanda del genere non l'avrebbe mai posta nessuno,

Forse nemmeno 50 anni fa :)
2012-04-05 10:34:30
son d'accordo che le tasse le paghiamo per scopi sociali, per carità.

ma se mi aumenti le tasse sulla busta paga (stiamo sempre lì) per tutta la mia carriera per poi darmi 6 poppate e 10 pannolini al giorno quando ne avrò bisogno, non avrei fatto prima a mettermeli da parte questi soldi per poi pagarmi tutti io nel momento del bisogno? lo so che sembra un discorso egoista ma conti alla mano non vedo veramente differenza tra farlo e non farlo. nessun genitore dovrebbe essere così folle da mettere al mondo un figlio senza sapere di potergli prendere il minimo indispensabile. più o meno come il discorso della pensione - uno paga i contributi per tutta la vita per assicurarsi la vecchiaia migliore, ma quante persone anziane campano oggi con 600€ al mese, se va bene?

un altro aspetto: ma questa regola di figli a costo zero varrebbe anche per gli emigrati? perchè le tasse le paghiamo anche noi, giustamente, ma i figli a costo zero è una cosa che ci riguarderebbe o no? se sì, pensa un pò ai paesi mediorientali che storicamente hanno 6 e passa figli a famiglia...
(edited)
2012-04-05 10:46:29
ma se mi aumenti le tasse sulla busta paga (stiamo sempre lì) per tutta la mia carriera per poi darmi 6 poppate e 10 pannolini al giorno quando ne avrò bisogno, non avrei fatto prima a mettermeli da parte questi soldi per poi pagarmi tutti io nel momento del bisogno?

E se io non dovessi mai ammalarmi o quasi?
Non farei prima a mettermi da parte i soldini che regolarmente verso all'INPS per provvedere autonomamente alla mia salute e un domani, quando smetterò di lavorare, alla mia sussistenza?

Beh... se vogliamo tornare al medioevo, facciamo pure così! :)


nessun genitore dovrebbe essere così folle da mettere al mondo un figlio senza sapere di potergli prendere il minimo indispensabile

Sapessi quanti ce ne sono, di folli! :)
Esiste tanta gente che fa il ragionamento "in un modo o nell'altro ce la faremo!"

D'altra parte il diritto a fare figli è inalienabile.


un altro aspetto: ma questa regola di figli a costo zero varrebbe anche per gli emigrati? perchè le tasse le paghiamo anche noi, giustamente, ma i figli a costo zero è una cosa che ci riguarderebbe o no? se sì, pensa un pò ai paesi mediorientali che storicamente hanno 6 e passa figli a famiglia...


Più o meno come molte famiglie meridionali (storicamente parlando). Difatti è un paradosso: più figli fai, più detrazioni e tutele hai; sostanzialmente, più figli fai e più vai a pesare sulla comunità.

Es: ho un figlio solo, abbiamo due stipendi, non rientriamo nelle graduatorie per il nido pubblico. Se dovessimo fare un secondo figlio, probabilmente rientreremmo.

Con 6 figli, ci verrebbero pure a pagare :)


Difatti è un modello valido in Danimarca, ma difficilmente esportabile in altri paesi.
2012-04-05 11:01:13
E se io non dovessi mai ammalarmi o quasi?
Non farei prima a mettermi da parte i soldini che regolarmente verso all'INPS per provvedere autonomamente alla mia salute e un domani, quando smetterò di lavorare, alla mia sussistenza?

Beh... se vogliamo tornare al medioevo, facciamo pure così! :)


sulla sanità non vale esattamente lo stesso discorso - nel caso del bisogno non posso pagarmi un apparato per la tac (esempio) o tanti altri costosissimi macchinari da mettere in casa ed usarli una sola volta, perciò contribuisco con le tasse alla sanità pubblica in modo che ci sia tutto il necessario nelle strutture opportune e che io ci abbia l'accesso quando occorre. in questo caso la collettività ha senso, ma i pannolini ognuno se li dovrebbe poter comprare da sè. se proprio si vuole migliorare la situazione con le nascite secondo me è più opportuno pensare alla tutela della maternità, disponibilità degli asini nido etc. se uno vuole far nascere un figlio secondo me è più frenante sapere di non sapere dove lasciarlo una volta che la madre deve tornare a lavorare che il fatto di non avere i pannolini e le poppate gratis.

Con 6 figli, ci verrebbero pure a pagare :)

appunto, ma pensi nel caso di queste garanzie da parte dello stato le coppie italiane si metterebbero a fare 6 figli a testa? anche le famiglie benestanti oggi si fermano a due figli, raramente si va oltre. mentre nei paesi asiatici, specialmente nel caucaso, hanno una marea di figli indipendentemente dalla condizione sociale, che campano spesso al limite della povertà. digli che in italia per 6 figli ti pagano pure, tra 10 anni vedrai una italia parecchio diversa.
(edited)
2012-04-05 11:42:12
Per la cronaca in Danimarca, ufficialmente (secondo l'OCSE), la pressione fiscale è maggiore che da noi (al top in Europa...)

si ok le tasse ma bisogna vedere i servizi....
io in daminarca ci sono stato... ho un bellissimo ricordo... copenaghen la si può girare tutta, TUTTA in bici, ci sono piste ciclabili affianco ad ogni strada, a roma non direi la stessa cosa, nemmeno a milano o in qualsiasi altra città
2012-04-05 11:45:53
Decretare con efficacia 1 giugno 2012 quanto segue

-istituzione di ente pubblico a nome "ARIDATECE LI SORDI"
-obiettivo unico dell'ente (che agirà con gli stessi identici poteri strozzini di equitalia...stessi interessi con ipoteche e pignoramenti susseguenti) richiedere indietro tutti i soldi elargiti per cariche elettive dirette o indirette (TUTTI...quindi anche lo zio presidente giorgione) a partire dal 1° gennaio 1948 (con dovuti adeguamenti al potere d'acquisto attuale)
-richiedere l'annessione di uno dei 4 stati scandinavi e accettarne regole, usi, costumi e tradizioni.
2012-04-05 11:47:28
a roma se la giri tutta in bici tocca che finisci il giro al reparto oncologico del policlinico
2012-04-05 15:02:11
-richiedere l'annessione di uno dei 4 stati scandinavi e accettarne regole, usi, costumi e tradizioni.

il problema è proprio questo...
noi non siamo scandinavi (per fortuna o purtroppo [cit.]).
Siamo diventati pian piano, col passare degli anni sempre più egoisti e quindi ci limitiamo a guardare al nostro orticello.

Il punto fermo è che tutti dovrebbero pagare le tasse.
in questo modo, anche se la pressione fiscale non scenderebbe, dovrebbero però aumentare i servizi.

Varlam sopra diceva: ma perchè devo cacciare l'1% per far godere qualcun altro...
beh, tu cacceresti quell'1% per dare la possibilità a qualche altro babino di usufruire delle stesse cose di cui ne avresti usufruito te quando eri bambino...sarebbe una ruota che gira senza mai fermarsi.

@zinzillino:
hai ragione forse l'1% sarebbe poco, ma facciamo due conti:
intanto i libri che tuo figlio avrebbe nella sua vita scolastica potrebbero essere passati alla generazione successiva (non credo che ad oggi, un testo sia tanto differente da quello degli anni passati...figuriamoci quante cose possono cambiare da un anno all'altro...)
quindi quell'1% che verseresti in effetti andrebbe a coprire per la maggior parte il costo di un bambino in età prescolastica.
un pacco di pannolini costa 20 euro e ci sono 36 pannolini, quindi con un pacco lo stato ti coprirebbe 3 giorni di cacche varie ;D quindi avresti un costo giornaliero di circa 7 euro.
idem il latte: una scatola di latte artificiale (il più costoso è l'Humana 1: 18 euro/600g...in italia... perchè in germania costa 12euro/Kg) e ci fai 5 giorni, quindi la spesa sarebbe di 3,60 euro al giorno.
calcola l'acqua (30 centesimi/ litro...in italia....in danimarca 5 centesimi al litro) quindi calcolando 100ml per 5 poppate sono 1/2 litro al giorno= 15 centesimi.
in totale un bambino costerebbe 10,75 euro al giorno (7+3,60+0,15).

direi che si potrebbe fare tranquillamente con l'1% dello stipendio.

per quanto riguarda invece quello che si diceva su a proposito della riassunzione (o obbligo di lavorare se un azienda ti offre un lavoro anche se non al livello della tua specializzazione) dico due cose:
1) beh, succede anche in italia....quanto laureati lavorano nei call center?
2) la stessa paratica la usano in germania. se vieni licenziato (anche senza giusta causa) lo stato ti sussidia per due anni.
a) se sei straniero, nei due anni se non trovi lavoro, ti danno il foglio di via e addio (non puoi mettere più piede in genrmania a meno che non presenti un nuovo contratto di assunzione);
b) se sei tedesco è praticamente impossibile non trovare lavoro...la domanda di forza lavoro è enorme...
2012-04-05 16:03:55
idem il latte: una scatola di latte artificiale (il più costoso è l'Humana 1: 18 euro/600g...in italia... perchè in germania costa 12euro/Kg) e ci fai 5 giorni, quindi la spesa sarebbe di 3,60 euro al giorno.

Mi si perdoni il piccolo OT. Il latte artificiale andrebbe dato solo a bambini con intolleranze al latte.
Nessuno studio scientifico a doppio cieco dimostra che il latte artificiale è meglio di quello vaccino.
Se l'intolleranza è al lattosio esiste il latte vaccino senza lattosio.

giusto parlando della marca da te citata: In 2003, baby formula manufactured by the German company Humana and sold in Israel under the brand Remedia caused the death of several infants and severe health problems in many others. Investigation revealed that the formula contained a much lower quantity of Thiamine than is needed for healthy infant development because of a manufacturing error

Inoltre: Use of infant formula has been cited for numerous increased health risks. Studies have found infants in developed countries who consume formula are at increased risk for acute otitis media, gastroenteritis, severe lower respiratory tract infections, atopic dermatitis, asthma, obesity, type 1 and 2 diabetes, sudden infant death syndrome (SIDS), eczema, necrotizing enterocolitis and autism when compared to infants who are breastfed.[70][71][72][73] Some studies have found an association between infant formula and lower cognitive development, including iron supplementation in baby formula being linked to lowered I.Q. and other neurodevelopmental delays;[74][75] however other studies have found no correlation.

Il latte vaccino sicuramente non da questi problemi.

Il pediatra che prescrive il latte artificiale senza le giustificazione indicate dall'OMS secondo me andrebbe radiato dall'ordine dei medici.
2012-04-05 16:12:54
a parte che il mio era un'esempio dei costi che un genitore ha di massima per i primi periodi di vita del bambino.
poi, ma se la mamma non ha latte...cosa gli dai al bambino, bistecche?

ho citato l'humana perchè è il latte artificiale che costa di più (anche essendo uguale, identico e preciso ad un mellin o altro...)
2012-04-05 16:17:44
poi, ma se la mamma non ha latte...cosa gli dai al bambino,

Latte vaccino. Non mi interessano le favole dei pediatri. Mi interessano gli studi scientifici a doppio cieco.

Il latte vaccino NON ha nessun rischio a parte le intolleranze. Se è intolleranza al lattosio esiste il latte senza lattosio.

In caso di allergie più grandi come quella alla caseina allora ben venga il latte artificiale.

Se la mamma non ha latte che si dia il vaccino.