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Subject: Si andasse oggi a votare 3

2012-04-23 20:24:41
Ma lui non parla di liberismo come gli altri, ne parla nella giusta misura. Sostiene infatti, oltre l'autorita' del popolo nel proprio stato come e' accaduto in Islanda, la campagna contro il signoraggio e la finanza creativa di banche e lobbies
2012-04-23 20:30:20
E' una teoria morta, che è sopravvissuta solo di pochi anni al suo consorte comunismo.

In realtà il capitalismo con il liberalismo non c'entra una mazza. E neanche con un liberismo "umano".

È sopravvissuto muovendosi di terra in terra, sfruttando ora questo ora quello.

Del comunismo non ne sappiamo molto. Morto Lenin, fu archiviato ancor prima di vederne una minima realizzazione. Il socialismo reale è altra cosa. Per non parlare del regime fascista di stalin e dell'oligarchia burocratica successiva.

Detto questo, alle prossime elezioni non ci sono molte alternative, e sarà piuttosto facile per tutti. O non si va a votare, o si vota una delle sfumature del regime partitocratico attuale, o si vota quello che in parlamento non c'è.

Essere indecisi tra udc e m5s denota un po' di confusione. L'udc è il potere costituio. Il m5s, con tutte le sue incognite, è un movimento sedicente alternativo.
2012-04-23 20:40:08
lol... e chi sarebbe indeciso tra UDC e M5S???
2012-04-23 20:51:26
C'era un utente che ha scritto:

Sarei molto più d'accordo (a leggere solo il programma) con un UDC, tanto per dirne uno. Però se si andasse oggi a votare la X la metterei senza dubbio sul M5S.

Il programma dell'udc quale è? Aborto? No alla fecondazione assistita "seria"? No alla ricerca medica di frontiera? Scuole dei preti agevolate dallo Stato? Business dei preti salvaguardato dallo Stato?

Nel programma del m5s dubito ci sia qualcosa che non faccia a cazzotti con quanto sopra.
2012-04-23 22:20:01
Sostiene infatti, oltre l'autorita' del popolo nel proprio stato come e' accaduto in Islanda, la campagna contro il signoraggio e la finanza creativa di banche e lobbies

perchè il movimento 5 stelle che dice? nazionalizzare le banche.
2012-04-23 23:47:16
In realtà il capitalismo con il liberalismo non c'entra una mazza.

io però contesto che nel 2012 ancora ci siano persone che credono nel liberismo come filosofia politico-economica.
NON E' VERO che il mercato si regola da solo!
NON E' VERO che esiste la concorrenza perfetta!

Partendo da questi assunti qualsiasi teoria si basi sul limitare la funzione di regolatore dello stato (o di organi sovranazionali) è una cagata pazzesca!

Peraltro chi ci governa (monti in prima persona tralaltro..) non è un fautore del capitalismo di fine millennio, ma proprio un teorico del liberismo, al punto tale da considerare i nostri stati un po "troppo democratici" (vedi report di ieri..) dato che poi si deve persino rendere conto alla gente dei risultati...
2012-04-23 23:55:44
gli islandesi hanno rifiutato la nazionalizzazione delle banche causa del debito, che voleva il loro governo nazionale, e hanno quindi riscritto la costituzione per non pagare loro i debiti
2012-04-24 01:10:06
wiki


La Rivoluzione islandese è l'insieme delle manifestazioni pacifiche che si sono succedute a partire dallo scoppio della crisi economica globale nel 2008 con conseguente bancarotta del Paese e che hanno condotto alle dimissioni del governo del primo ministro Haarde, alla nazionalizzazione delle tre banche dell'isola, a referendum e consultazioni popolari, al mandato d'arresto per tutti i personaggi chiave del collasso finanziario, alla completa riscrittura della costituzione e all'esaltazione della libertà di stampa e d'informazione. [1]
(edited)
2012-04-24 06:38:43
C'era un utente che ha scritto:

Sarei molto più d'accordo (a leggere solo il programma) con un UDC, tanto per dirne uno. Però se si andasse oggi a votare la X la metterei senza dubbio sul M5S.

Il programma dell'udc quale è? Aborto? No alla fecondazione assistita "seria"? No alla ricerca medica di frontiera? Scuole dei preti agevolate dallo Stato? Business dei preti salvaguardato dallo Stato?

Nel programma del m5s dubito ci sia qualcosa che non faccia a cazzotti con quanto sopra.


A parte che hai estrapolato una frase da tutto il contesto. Anche leggendo quella frase e basta non capisco proprio da cosa si può dedurre che io sia indeciso tra UDC e M5S.
Basti leggere qui "la X la metterei senza dubbio sul M5S".
Non aggiungo altro: non leggere quello che non ho scritto.
2012-04-24 09:28:12
NON E' VERO che il mercato si regola da solo!

È vero che il "mercato" (che non esiste) si regola da solo. Seguendo le decisioni del più forte. Piuttosto, il "mercato" (che non esiste) non segue l'ottimo globale. Manca la condizione di convessità.

NON E' VERO che esiste la concorrenza perfetta!

Non è vero, ma è una favola necessaria perché pochi possano mantenere di generazione in generazione il possesso di ciò che qualcuno qualche secolo fa chiamava "mezzi di produzione".
Il vero baco del cosiddetto "libero scambio" è che di libero in un rapporto di bisogni non ci può essere MAI niente. Bisogno maggiore soccombe sempre a bisogno minore.

Partendo da questi assunti qualsiasi teoria si basi sul limitare la funzione di regolatore dello stato (o di organi sovranazionali) è una cagata pazzesca!

È una furbata pazzesca! Infatti il pelato con la barbetta vestito da pagliaccio, tra una supercazzola e l'altra ci infila sempre il discorso sull'eliminazione completa dello Stato.




(edited)
2012-04-24 09:52:43
Ovvio che el pupe con "si regola da solo" intendesse, si regola "bene" da solo. E' altrettanto ovvio che il mercato, lasciato a sé stesso, trova un suo equilibrio basato sui rapporti di forza tra gli attori. Tuttavia questo "equlibrio" è in realtà uno squilibrio, perché finisce per scannare la pecora, anziché tosarla. La ricerca del miglior risultato (che dovrebbe essere il deus ex machina che regolamenta il mercato) finisce per calpstare certi valori, meno ovvi, che però a lungo andare distruggono il substrato economico da cui si traggono le risorse.
Un esempio pratico è l'agricoltura. Un tempo si lasciava parte della terra "a maggese" per ricostituire le proprietà nutritive del terreno; oggi si sfrutta ogni singolo lembo di terra compensando l'impoverimento con additivi chimici che poi producono tutta una serie di altre conseguenze.
Lo stesso avviene sui mercati: si sfrutta ogni angolo di efficienza, e si concima con interventi ad hoc per evitare il baratro, che fanno precipitare i più deboli. Il mercato, da solo, non lascia a "maggese" nulla, perché tutto vuole sfruttare. Occorre che qualcuno da fuori glielo imponga.
Io che guido l'auto so, che devo andare sempre a 3/4 di gas, perché in caso di necessità ho bisogno della spinta in più dell'ultimo quarto; anche se poi arrivo più tardi, anche se non vado al massimo, quell'ultimo quarto è fondamentale per avere potenzialità di manovra. Il mercato lasciato a sé stesso no, vuole colmare tutti gli angoli di efficienza, con il risultato poi di non avere margini di manovra in caso di necessità... e pluf giù nel baratro.
Dobbiamo tornare indietro, ridefinire certe priorità, e poi riprendere a 3/4, anzi meglio ancora se a 2/3.
Un mercato libero non lo farà mai.

La concorrenza perfetta è possibile solo in caso di "informazione perfetta", "capacità massima di tutti gli attori", "assenza di spazio e di tempo".
La prima cosa sarebbe possibile, soprattutto oggi, ma in realtà non si verifica perché gli interessi particolari alterano l'informazione, e anche perché chi deve informarsi non lo fa in tempo (e qui entra l'ultimo fattore che è quello impossibile). La capacità massima di tutti, intesa come attitudine a "scegliere" è difficilissima da ottenere, perché c'è sempre chi è più bravo di un altro, e a quel punto ottiene un vantaggio che preclude la concorrenza perfetta. Inoltre chi effettua scelte economiche, se lo fa meno che ottimamente, inficia un po' tutti i modelli teorici. Un po' come i tifosi di sokker che vanno alle gradinate più costose delle poltrone.
Il tempo e lo spazio, sono l'elemento ineliminabile che rende totalmente impossibile la concorrenza perfetta. Se ho bisogno di un bene, lo compro sotto casa al doppio ma non vado certo a Firenze dove costa la metà... perché non mi va anche se poi andarci costa meno della differenza, non lo faccio lo stesso. Ho bisogno di quel bene ora e non dopo il tempo che ci vuole per andarlo a prendere a Firenze, o per farlo arrivare da Firenze.
2012-04-24 10:34:46
minkia complimenti, ho appena dato l'esame di politica economica che tratta di ste cose e te le ricordi ancora, brà :P

in effetti sono principi cardine dell'economia e ciò che dice felixo è giusto, anche se il mio anziano prof così diceva:

l'asimmetria informativa è strutturale in un mercato, in quanto esiste informazione nascosta: noi tutti pensiamo e ciò che pensiamo può non essere rivelato, ciò genera asimmetria informativa strutturale.
a causa dell'asimmetria informativa si genera un potere di mercato, e questo cozza con l'idea di mercato concorrenziale (in cui nessuna impresa ha potere di mercato ed in cui vende i propri prodotti affinchè il ricavo marginale, cioè quello dell'ultima unità venduta, sia pari al costo marginale, cioè il costo dell'ultimo lavoratore assunto), se a questo ci aggiungi che in un mercato, strutturalmente, ci sono delle esternalità, cioè delle perdite di benessere causate da mercati non regolamentati dai prezzi (esempio: inquinamento delle macchine, il prezzo privato di una macchina incorpora l'inquinamento che tutti subiamo? no, e allora come fare? i prezzi sociali, cioè quelli gravanti sulla società non sono più uguali ai prezzi privati cioè quelli pagati dal singolo, c'è la necessità quindi di un intervento statale attraverso l'imposizione fiscale), insomma, tanti fattori, un po' troppi, che attualmente limitano la concorrenza estrema e pura


nell'interesse dell'individuo c'è sempre il "risparmio" a discapito di una maggiore spesa altrui, e se a questo ci aggiungiamo che questo interesse è celato, perchè è appunto nascosto, c'è bisogno che si creino dei meccanismi affinchè l'economia possa girare di per sè in modo decentrato, ma grazie a quel meccanismo di incentivi che faccia girare l'economia per il verso giusto (questo lo disse tale hurwicz che vinse un nobel anni fa)
sostanzialmente attraverso un equilibrio derivante da un coordinamento compatibile con gli incentivi a dire la verità si arriva ad un equilibrio che è uguale a quello concorrenziale, ma chi li fa sti meccanismi? li deve fare un pianificatore o policy maker che dir si voglia, quindi deve intervenire qualcuno, e attualmente nel mondo non so quanti intervengano bene a fare questi meccanismi -__-
2012-04-24 10:57:37
e attualmente nel mondo non so quanti intervengano bene a fare questi meccanismi -__-

sarebbe già qualcosa cominciare a discutere da questo presupposto e rifiutare come indecente ogni teoria che prevede il "disinteresse" di stato/ist. sovranazionali.

invece i ns dibattiti sono intrisi delle teorie dell'800 che sono divenute ideologia nel '900..
insomma viviamo nel 2012, ma ragioniamo con almeno 200 anni di ritardo.

Comunque concordo con sucm, i ns rappresentanti lo san benissimo, solo che a LORO conviene così.
2012-04-24 11:01:54
c'è però la questione "pecora scannata" che anche a LORO non conviene... ed è li sul ceppo.
2012-04-24 11:08:44
il pelato con la barbetta vestito da pagliaccio

ma di chi parli?

2012-04-24 11:37:19
invece i ns dibattiti sono intrisi delle teorie dell'800 che sono divenute ideologia nel '900..
insomma viviamo nel 2012, ma ragioniamo con almeno 200 anni di ritardo.


leggete A. Sen, nobel per l'economia qualche anno fa, che parla proprio di queste cose e di come sia indispensabile uno stato di diritto forte per correggere le inevitabili asimmetrie del sistema