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Subject: articolo interessante sugli Ultrà

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2012-04-24 19:36:41
Rebel.81 to All
di CARLO MELINA

Il calcio è malato, anzi, “una merda”. E la tessera del tifoso non basta: gli ultras vanno cacciati in galera. Questi i commenti vomitati sulla stampa e sul web da opinionisti e aspiranti tali, dopo che, durante la partita Genoa – Siena, alcuni tifosi del Grifone, stanchi delle prestazioni irritanti della loro squadra, hanno interrotto l’incontro sul risultato di 0 – 4. Incontro che, dopo alcuni momenti di concitazione, è ripreso regolarmente.

Barbari, incivili, cancro e rovina di uno spettacolo che dovrebbe essere per famiglie. Questi sarebbero gli ultras genoani, secondo i tutori dell’ordine e l’inflaccidita borghesia intellettuale che primeggia quanto a postille, distinguo (fra ciò che è calcio e ciò che non lo sarebbe) e anatemi, omettendo di ricordare che, prima di tutto, i tifosi del Genoa sono persone normali, che la settimana lavorano, che nei weekend, o quando i palinsesti delle pay tv lo comandano, spendono soldi per sostenere il loro blasone. Persone, non dimentichiamolo, applaudite da mezza Italia solo qualche mese fa, quando, in seguito all’alluvione di Genova, che ha causato danni e morti, non certo per le speculazioni edilizie e l’incuranza di qualche ultras, hanno spalato il fango dalle strade e raccolto fondi per la ricostruzione. Come loro, tanti altri gruppi di tifosi organizzati, che da tutta la penisola hanno partecipato a queste ed altre iniziative di solidarietà.

Criminali selvaggi, feccia da eliminare, punire e segregare, senza che sia permesso loro di compiere, dentro agli stadi, gesta per cui, lungo la pubblica via, un normale cittadino sarebbe arrestato. Questi sarebbero gli ultras, genoani e non solo? Leoni famelici a cui è concessa assoluta libertà di nuocere? Niente di più falso. Dal decreto Pisanu, con l’introduzione del Daspo, fino alla schedatura preventiva imposta da Maroni, passando attraverso le proposte di Marco Reguzzoni, altro genio padano, che avrebbe sparato agli ultras con proiettili di gomma, non esiste categoria, se di categoria si può parlare, le cui libertà personali siano meno tutelate. Un esempio? Basta una segnalazione di un celerino, senza il beneficio della prova, perché ad un tifoso venga comminato il divieto di partecipare a manifestazioni sportive, magari con obbligo di firma in Questura. Salvo poi, in un parcheggio, prendersi un proiettile sul collo, sparato da un poliziotto che passava per caso.

Ingestibili, incivili, soprattutto violenti. Perché non accettano che calciatori strapagati (da loro, attraverso l’acquisto di biglietti e merchandising), non combattano per quanto hanno di più caro: ossia la propria città. Ecco cosa sono gli ultras: qualcosa di simile alle guardie del popolo che, nell’epoca preunitaria dei Comuni, non a caso quella culturalmente ed economicamente più vivace della storia della penisola, difendevano l’onore della città e della contrada di appartenenza. Onore la cui tutela è oggi delegata a giovanotti viziati, che a ben vedere dei tifosi sono anzitutto dipendenti. Star con stipendi da nababbi che non sanno come spendere, se non acquistando auto lussuose, salvo poi vendersi le partite, alla faccia di chi si rompe la gola per incitarli.

Se sono violenti, gli ultras lo sono soprattutto perché non accettano questa ed altre ingiustizie, questa ed altre violenze perpetrate a loro scapito: non è forse violento uno Stato in cui niente funziona, in cui ogni posizione di privilegio viene sfruttata a vantaggio di singole parti o individui, sulle spalle di chi, come i famigerati ultras, non gode di rendite di posizione o di amicizie di riguardo? Dove la giustizia non funziona, nemmeno quella sportiva? Dove gli arbitri sono chiamati al silenzio, mentre giudici e magistrati sproloquiano liberamente di procedimenti giudiziari in corso durante convegni politici? Dove tutto è in ritardo (altro che la partita Genoa – Siena), dai treni ai pagamenti della pubblica amministrazione (con effetti, quanto a quest’ultimo fatto, ben noti: la gente si suicida)? Dove le uniche cose puntuali sono le multe, le bollette, le tasse, gli aumenti di luce, gas e benzina, le lettere di licenziamento e le cartelle esattoriali?

Contro gli ultras, da un parte ci sono i benpensanti, dall’altra i benaltristi. Come l’amico Leonardo Facco, che si chiede (cito da Elogio dell’antipolitica), come mai “i tifosi e non solo quelli più accaniti, siano capaci di reazioni così veementi per difendere la propria squadra del cuore e al contrario non proferiscano parola quando lo Stato, quotidianamente, li deruba della metà di quel che producono e inventa nuove tasse per mantenere la propria macchina infernale”. Facco dimostra di non aver mai frequentato la curva di uno stadio. L’avesse fatto, avrebbe sentito i cori degli ultras, che, al di là degli schieramenti, fanno anche politica, soprattutto contro lo Stato. Non necessariamente sostenendo questa o quella parte, ma, attraverso il loro agire, contestando l’illicceità dello stesso organismo statuale. Un organismo in cui ogni rappresentanza, da quella politica, a quella sindacale, a quella delle associazioni di categoria, finisce per assumere espressioni del tutto funzionali al sistema.

Ecco perché l’unico luogo in cui una coscienza di gruppo si forma spontaneamente è la curva, dove, dietro a un simbolo che esprime l’appartenenza più immediata alla propria comunità, emergono sentimenti, anche violenti, di contestazione e di vergogna. Un’appartenenza di cui lo Stato ora vorrebbe censurare ogni espressione, anche quella più scomposta, in nome di un civico quieto vivere, che sia sottomesso a leggi criminogene (vedi il decreto Pisanu). Privati dei soldi, privati di ogni rappresentanza, privati anche della libertà: se così devono vivere i rispettosi cittadini italiani, meglio morire da ultras.





quoto tutta la vita.
2012-04-24 21:20:37
Io nemmeno una riga. Si vogliono far passare per eroi romantici dei cog...ni che hanno scelto come ragione di vita e fonte della loro autostima un giochino
2012-04-24 21:24:52

Ridursi così per il calcio è proprio da mentecatti ...
2012-04-24 21:58:40
tra l'altro sai perchè ogni domenica non esce niente ma ogni domenica ci sono scontri?
perchè nel codice ultras la prima regola è mai denunciare gli altri ultras, ci si mena ma tutti zitti

i due accoltellati del napoli dal milan facevano la trasferta ma non erano ultras e sono stati scambiati, per questo è uscita la notizia
2012-04-24 22:54:02
ma vietare il loro ingresso negli stadi modello hooligans in inghilterra? cosa deve succedere prima che passi il messaggio che il calcio è uno spettacolo e io che pago il biglietto non devo essere rotto i cxxxxxni? andassero a fondare un partito politico per propagare i loro ideali.
2012-04-24 22:57:54
hanno appoggi troppo pesanti

sai perchè de laurentiis ha fatto casino riguardo la sistemazione della finale della Coppa Italia? per le tessere del tifoso, perchè la curva del napoli, quella "vera", la più temuta d'italia, non si è fatta la tessera del tifoso, infatti in trasferta vanno in pochissimi in italia

così come sai perchè il milan non ha preso in dirigenza maldini? perchè lo odia la curva


bello eh
2012-04-24 23:08:24
sai perchè de laurentiis ha fatto casino riguardo la sistemazione della finale della Coppa Italia? per le tessere del tifoso, perchè la curva del napoli, quella "vera", la più temuta d'italia, non si è fatta la tessera del tifoso, infatti in trasferta vanno in pochissimi in italia

De Laurentiis mi risulta che ha fatto condannare su sua denuncia gli ultrà che tentarono l'estorsione in un Napoli-Frosinone che con i loro petardi causarono la squalifica del campo.
a napoli poi c'è una marea di proteste anche di tifosi normali che hanno ordinato da tempo la tessera e non l'hanno mai ricevuta con le poste che se ne lavano le mani (se vuoi ti posto gli articoli a riguardo), situazione unica in italia a cui il viminale non dà risposte e in cui la società non può far nulla.

ma il problema è proprio l'inutilità della tessera del tifoso in questa occasione (una finale in campo neutro). sulla pericolosità della curva mi sembra che esageri visto che sono anni che non succedono scontri all'interno del terreno di gioco e gli stessi petardi sono diventati molto meno frequenti di altre partite dove mi capita di sentire "botti" che stranamente non finiscono mai nei referti arbitrali.

se poi per "curva più temuta" ti riferisci a situazioni interne al mondo ultrà allora non so che dirti, perchè da spettatore neutro sono anni (proprio napoli-frosnone) che non vedo comportamenti sopra le righe.
(edited)
2012-04-24 23:11:36
gli stessi petardi sono diventati molto meno frequenti di altre partite dove mi capita di sentire "botti" che stranamente non finiscono mai nei referti arbitrali.

"Napoli condannato, le altre squadre aiutate"... questo pensiero dovreste levarlo..

Ti assicuro che ultimamente, soprattuto guardando i titoli in basso di SS24, capita spessissimo di leggere di multe da 2-5 mila euro per petardi e fumogeni... oltre a molti daspo...
(edited)
2012-04-24 23:12:21
la curva del napoli è la più temuta in italia tra le lotte ultras

la curva del napoli è quella che è riuscita ad entrare TUTTA a londra con la metà dei biglietti, nel settore sono considerati dei fenomeni

a de laurentiis comunque dei tifosi normali senza tessera frega meno di niente come a qualsiasi presidente, semplicemente c'è una pressione di poteri FORTI con collegamenti con ambienti malavitosi che contano come sono le curve: la curva del napoli non vuole fare la tessera e quindi ha fatto pressione su de laurentiis per alzare il polverone

anche galliani aveva denunciato la curva durante la finale di atene, ma ogni anno è a fare le feste della curva del milan e parla con quelle persone


cmq te l'ho detto, di casini non se ne sentiranno mai, ma di accoltellati ogni domenica in ogni campo ce ne saranno a centinaia, solo che non fanno uscire niente, è nel loro codice la non denuncia, come se fosse un gioco normale il loro
2012-04-24 23:18:31
Napoli condannato, le altre squadre aiutate"... questo pensiero dovreste levarlo..

Ti assicuro che ultimamente, soprattuto guardando i titoli in basso di SS24, capita spessissimo di leggere di multe da 2-5 mila euro per petardi e fumogeni... oltre a molti daspo...


mi fa piacere ma spesso e volentieri invece quando vedo la partita sento in diretta botti e cori razzisti, che nei referti poi non compaiono. e questo non perchè sono napoletano ma perchè vista e udito mi funzionano ancora.
2012-04-24 23:20:44
la curva del napoli è quella che è riuscita ad entrare TUTTA a londra con la metà dei biglietti, nel settore sono considerati dei fenomeni

sarei curioso di sapere se hai delle fonti o se esprimi delle tue impressioni. anche perchè a londra erano solo 3.000 tagliandi per gli ospiti e la curva fa qualche numero in più.

a de laurentiis comunque dei tifosi normali senza tessera frega meno di niente come a qualsiasi presidente, semplicemente c'è una pressione di poteri FORTI con collegamenti con ambienti malavitosi che contano come sono le curve: la curva del napoli non vuole fare la tessera e quindi ha fatto pressione su de laurentiis per alzare il polverone

anche galliani aveva denunciato la curva durante la finale di atene, ma ogni anno è a fare le feste della curva del milan e parla con quelle persone

ancora una volta, hai delle fonti o immagini tu questo scenario? non per polemica ma per curiosità
(edited)
2012-04-24 23:23:49
ho amici che sono nella curva sud del milan e le fonti sono loro, a me non entra in tasca niente a dire queste cose quindi figurati, però sono la realtà


13/03/2012 - I tifosi del Napoli sono benvenuti a Londra ma allo Stamford Bridge non si entra senza biglietto: questo il messaggio di Scotland Yard in vista del ritorno di Champions League con il Chelsea. E' cordiale ma fermo il tono della polizia britannica di fronte all'eventualita' che ai cancelli dello stadio londinese domani si presentino tifosi senza biglietto. A Napoli sono stati tutti venduti i 2.700 tagliandi riservati agli ospiti, ma si teme che siano circa 5mila i tifosi al seguito della squadra.

quei 5mila o quanti erano, sono entrati tutti, o almeno, basta che tu chieda a qualsiasi persona che conosci che frequenta l'ambiente, ti confermeranno tutto perchè la notizia ha fatto il giro d'italia



su galliani


2012-04-24 23:55:05
Persone, non dimentichiamolo, applaudite da mezza Italia solo qualche mese fa, quando, in seguito all’alluvione di Genova, che ha causato danni e morti, non certo per le speculazioni edilizie e l’incuranza di qualche ultras, hanno spalato il fango dalle strade e raccolto fondi per la ricostruzione. Come loro, tanti altri gruppi di tifosi organizzati, che da tutta la penisola hanno partecipato a queste ed altre iniziative di solidarietà.

Allora, visto che domenica scorsa si trovavano a 100 metri dal luogo dell'alluvione, anche solo per rispetto dei morti avrebbero potuto evitare certe scene.
A me sembra che in questo articolo, con il quale dissento in toto, ci sia anche il tentativo di speculare sull'alluvione per portare avanti la causa degli ultras. A spalare il fango io c'ero, perchè sono di questo quartiere. C'era talmente tanta gente, di ogni tipo, che gli ultras erano solo una gocciolina in un oceano, solo che a differenza degli altri la loro presenza è stata pubblicizzata. Di alunni della mia scuola che spalavano ce n'erano molti di più, eppure nessuno ha fatto un articolo di giornale su di loro in particolare, ed è stato giusto così perchè c'erano ragazzi di tutte le scuole, di tutta genova. Gli utras presenti, che ringrazio, erano solo una piccola parte di una moltitudine, e se quelli che erano presenti son gli stessi dei fatti di domenica, allora devono solo vergognarsi.

No, scusatemi, ma non sono d'accordo con l'idea di santificare gli ultras per una sola opera buona quando poi spesso tengono in ostaggio un intero quartiere, lo stesso quartiere dove hanno spalato il fango. Intanto domenica, per la loro simpatica trovata, noi ci siamo ritrovati con le strade bloccate e tante volte ci ritroviamo con le strade sporche di sangue. Uno dei luoghi dove spesso gli ultras se le suonano è proprio nel luogo dove ci sono stati i morti per l'alluvione, chissà se questi bravi ultras se lo ricorderanno la prossima volta che vorranno allegramente suonarsele e/o devastare la strada così tanto per divertirsi.
2012-04-24 23:58:01
ho amici che sono nella curva sud del milan e le fonti sono loro, a me non entra in tasca niente a dire queste cose quindi figurati, però sono la realtà

sinceramente io faticherei a chiamarla realtà. direi che è più la visione delle cose dei tuoi amici ultrà. poi sicuramente del mondo e del modo di fare ultrà ne sapranno più loro, ma sui dati delle trasferte e sulla pericolosità delle curve direi che, come tutti gli ultrà, le informazioni possono essere leggermente esagerate (così come lo erano i racconti della curva di quando frequentavo il S. paolo ed ogni trasferta era una crociata in terrasanta).
2012-04-25 00:46:59
Privati dei soldi, privati di ogni rappresentanza, privati anche della libertà: se così devono vivere i rispettosi cittadini italiani, meglio morire da ultras.


visto il livello medio degli ultras potremmo anche trovare un accordo, senza arrivare a morire si potrebbero spedire tutti che ne so ...... su marte, a fare compagnia alla sonda beagle.....
un'ideuzza niente male...
di certo non sentiremmo la mancanza...
2012-04-25 18:28:06
http://sini-sassari.blogautore.repubblica.it/2012/04/25/genova-per-noi/comment-page-1/#comment-134

Genova per noi

Soltanto chi è andato almeno una volta a vedere il Genoa giocare in casa può capire l’atmosfera che si respira all’interno dello stadio Luigi Ferraris. Quando gioca la Samp l’ambiente di Marassi è molto bello, il tifo è appassionato e colorato e, naturalmente, l’impianto all’inglese fa apparire tutto più affascinante. Ma i tifosi del Genoa, la squadra più antica d’Italia, sono veramente un’altra cosa. Il calore della gradinata nord (guai a chiamarla curva) ha pochi eguali in Italia e tutto lo stadio partecipa in maniera attiva al sostegno della squadra. Questa è gente che ha conosciuto l’onta della serie C e ha risposto con 30 mila presenze costanti alle partite in casa ed esodi impressionanti per le gare in trasferta. In serie C, capito? E’ gente che quando in Liguria c’è stata l’alluvione, è scesa in strada e si è messa a scavare mentre nelle sale operative gli esperti stavano ancora valutando il da farsi.
La prima volta che ho visto il Genoa ricordo di aver pensato che se non fossi felicemente innamorato della mia squadra, sarei potuto diventare uno di loro assai volentieri. Per questo motivo ciò che è accaduto domenica in Genoa-Siena mi dispiace doppiamente.

Fatta questa precisazione, secondo me doverosa quando si parla di una delle più grandi tifoserie del mondo, è bene chiarire un altro punto: fermare una partita con petardi e fumogeni, solo perché perdi 4-0 (ma è chiaro che sotto c’è qualche malumore che arriva da più lontano), è una cosa che non si fa. Lo scrivo due volte così chiarisco meglio come la penso: è una cosa che non si fa, è una cazzata. Anche senza metterci in mezzo questioni etiche e morali, che comunque nello specifico c’entrano eccome, si tratta in ogni caso di un’azione controproducente nei confronti della squadra che lo stesso tifoso irriducibile, nella sua psicologia tutta particolare, con quel gesto intenderebbe forse scuotere affinché raggiunga la salvezza.

Diversa la questione delle maglie fatte levare ai giocatori, un gesto estremamente umiliante, ma dal significato quasi esclusivamente simbolico. Non a caso ha colpito l’immaginario collettivo più della sospensione stessa della partita. Di certo non tutti sono stati in grado di decodificarlo, perché non tutti sanno che la maglia (laddove non sia ancora stata data in pasto agli esperti del marketing) viene vista dai tifosi come l’ultimo simbolo di purezza presente nel sudicio mondo del football. Infatti tra le frasi meno appropriate che ho letto sui giornali c’è questa: “vi immaginate qualcuno che va in fabbrica e obbliga gli operai a levarsi le tute da lavoro?”. No, non me lo immagino proprio, e forse è il caso di basarsi sui fatti e sul contesto, piuttosto che sparare esempi a vanvera.

Proprio per chiarire qual è l’humus (o sarebbe meglio dire la palude, o latrina) in cui è immerso il calcio italiano – pur senza sottovalutare il fenomeno della violenza – è doveroso ricordare almeno sommariamente il contesto in cui il povero pallone rotola da anni.
L’ambientazione è spettrale: doping dilagante punito con sanzioni ridicole; partite vendute e comprate; arbitri venduti e comprati; giornalisti che concordano con i Moggi di turno la linea da tenere; altri giornalisti che spingono per campagne acquisti faraoniche per vendere dieci copie in più, e poi quando le società falliscono travolte dai debiti invocano il fair play finanziario; stadi deserti per l’overdose da calcio voluta dalla tv, che versa milionate nelle casse dei club e ha diritto di decidere su tutto; giocatori che scommettono sui risultati della loro squadra; presidenti che si servono di qualche ultras per “convincere” un giocatore indesiderato ad andare via; presidenti che pagano in nero; dirigenti che fanno acrobazie contabili da galera; società che fanno i bilanci con i soldi del monopoli e che hanno accumulato debiti per 2,6 miliardi di euro. Ripeto: 2,6 miliardi di euro. ( http://www.gazzetta.it/Calcio/29-03-2012…).

Enrico Preziosi, presidente del Genoa, che si è (giustamente, dal suo punto di vista) lamentato per l’accaduto, ha usato parole come “galera a vita” e “delinquenti”. Termini che uno con il suo curriculum farebbe meglio a tenere chiusi a chiave, ben sigillati nell’armadio degli scheletri personali. O almeno dovrebbe usarli con cautela. Nella sua carriera di dirigente sportivo, Preziosi ha collezionato infatti una condanna a 4 mesi per frode sportiva per aver tentato di comprarsi la partita Genoa-Venezia (quella della famosa valigetta piena di soldi); un patteggiamento a 23 mesi di reclusione (pena poi indultata grazie alla riforma Alfano) per il fallimento del Como Calcio di cui era proprietario; un’inibizione di 5 anni (con proposta di radiazione) e un’ammenda di 150 mila euro per la gestione economica della stessa società lariana; un’ulteriore inibizione di 6 mesi e 90 mila euro di ammenda per non avere rispettato la precedente inibizione. Questi sono i dirigenti che chiedono legalità e rispetto delle regole. Di fronte a un palmarés così ricco, sentire invocare con disinvoltura la legge fa quanto meno sorridere.

Fa sorridere, ma è un sorriso amaro, anche la frase fatta che ci piove in testa da ogni pulpito in occasioni come questa: in Italia i tifosi non hanno la cultura della sconfitta. Verissimo. Ma – se è per questo – in Italia la classe dirigente, non solo a livello sportivo, non possiede la cultura della vittoria e neppure quella del pareggio. Come si fa a pretendere che la gente abbia una cultura sportiva quando trasformi un gioco in uno sporco business, quando fai di tutto per truccare le carte e resti impunito, quando pretendi di chiamare “cliente” uno che vuole solo sostenere la sua squadra del cuore e poi lo ospiti – a prezzi mostruosi – in stadi da terzo mondo a orari impossibili?
Se tutto è lecito, tutto diventa lecito. Se obbligare un giocatore a togliersi la maglia è violenza, allora è violenza anche vendersi una partita, anche falsificare il passaporto di un giocatore straniero, anche raggirare chi paga il biglietto. Tutta violenza che nell’Italia pallonara si pratica a buon mercato e con pochi rischi. Ma se la violenza vale un Daspo, che Daspo sia per tutti i violenti.

Per tutte queste ragioni i fatti accaduti domenica a Genova mi appaiono semplicemente come una medaglietta in mezzo ai trofei esposti nella grande bacheca degli orrori del nostro povero calcio. C’è dunque da preoccuparsi per l’immagine che arriva all’esterno? Sì, no, forse. A ben guardare, domenica a Marassi è come se avessero torto un baffo a un gatto consumato dalla rogna.
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