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Subject: La scienza è una religione?

2012-05-04 20:18:54
Prendo spunto da un'altra discussione per iniziarne una che mi frulla in testa da parecchio.

In genere identifichiamo le persone religiose come quelle che credono in qualcosa che non solo non può essere dimostrato, ma è spesso addirittura irragionevole e completamente non plausibile. Ci diciamo che la religione serve a persone "semplici" per torvare conforto e risposte a domande importanti a cui non sanno rispondere.

Dall'altra parte ci sono quelli che credono che le religioni siano solo superstizioni e che, di solito, sono atei e credono nella scienza e nel metodo scientifico. Pensano che non ci sia qualcuno che indirizza le nostre vite e che ci giudica, ma che l'universo sia retto da leggi fisiche (di cui non conosciamo l'origine o la ragione) conoscibili con l'intelletto. Il fatto che non capiamo alcune cose dipende solo dal fatto che non ci siamo ancora arrivati, oppure che sono non conoscibili, o infine semplicememente non hanno una ragione e sono frutto del caso.

Però, secondo me, anche questa è una religione, per come l'abbiamo definita prima.

Crediamo che il metodo scientifico sia valido perchè è ripetibile, ma non abbiamo la garanzia che lo sarà per sempre (il lampo e il canto dell'uccellino). L'esperienza ci dice che finora è stato così, ma non c'è una prova definitiva. Semplicemente ci crediamo, come a un dogma.
Quello che ci sembra plausibile o razionale non è che una costruzione a posteriori della nostra mente. Basta avere uno stato mentale alterato per cambiare completamente le valutazioni.
Anche gli esperimenti scientifici, tutto sommato non sono molto diversi dai racconti dei miracoli. Quanti di noi hanno assistito di persona a un esperimento di fisica nucleare? Però ci crediamo, perché ci fidiamo della buona fede delle persone che lo hanno fatto e lo raccontano.

In definitiva, chi crede nella scienza fa un atto di fede. Crede che il metodo scientifico lo aiuterà ad affrontare la vita (e la morte) meglio di quanto non lo faccia un libro scritto 2000 anni fa (o 20 anni fa).
Ma, alla fine, sempre di fede si tratta.


Che ne pensate?
(edited)
(edited)
2012-05-04 20:21:30
io sono schierato con la seconda fazione..
2012-05-04 20:30:46
Non sto chiedendo chi sta di qua e chi sta di là.
Mi chiedo se c'è poi davvero un di qua e un di là
2012-05-04 20:57:40
In definitiva, chi crede nella scienza fa un atto di fede.

No, o meglio: solo se nel momento in cui la scienza viene messa in discussione e spunta una nuova e più plausibile teoria tu rimanga "incollato" alla prima. Quella è fede.
E' l'essere credenti che una data teoria sia vera, a prescindere ed a qualsiasi costo.
2012-05-04 21:17:29
Quoto, gli scienziati seri sono disposti a mettere in discussione la loro scienza, anzi la mettono in discussione continuamente.
(edited)
2012-05-04 21:17:43
la ripetizione implica la temporalità, cioè, se la dimostrazione è valida in una ripetizione è valida sempre, e se è valida in una ripetizione ciò significa che è valida nel tempo

qualora cambino le condizioni potrebbe non essere più valida, ma non lo è perchè sono cambiate le condizioni, se per scienza prendiamo un qualsiasi formula di fisica od altro, possiamo sempre dimostrarlo poste talune condizioni, e ciò si discosta radicalmente dalla fede, che è un atto proprio del credere

la scienza è la dimostrazione di tutto, la fede è credere in qualcosa in modo cieco, e appunto perchè l'uomo è dotato di occhi, personalmente lo reputo anche poco umano
2012-05-04 21:20:58
Secondo me la religione e la scienza sono compatibili. La scienza non ha la pretesa di spiegare il perchè delle cose ma solo il "come" mentre la religione non spiega il come ma può avere la pretesa di spiegare il "perchè".
Il fatto che il mondo segua certe leggi non è teoricamente in contrasto con l'esistenza di un dio.

D'altronde, grazie al teorema di goedel, sappiamo che è impossibile dimostrare sia l'esistenza di dio che la sua non esistenza, quindi uno scienziato serio sa che credere nella religione oppure no è solo una questione di fede, non di scienza, insomma te lo devi sentire di crederci, non puoi deciderlo con il ragionamento.

Ci sono però pure le persone che credono alla scienza in maniera religiosa, e queste sono quelle della seconda fazione che dici tu, se ho capito bene.
2012-05-04 21:23:44
Però, secondo me, anche questa è una religione, per come l'abbiamo definita prima.

Affatto: 1) non è questione di fede sapere che l'universo si poggia su leggi fisiche. le leggi fisiche sono una certezza fino a prova contraria.
2) la prova contraria avviene quando un modello scientifico non prevede più i fenomeni ma è smentito dagli stessi.

Crediamo che il metodo scientifico sia valido perchè è ripetibile, ma non abbiamo la garanzia che lo sarà per sempre (il lampo e il canto dell'uccellino). L'esperienza ci dice che finora è stato così, ma non c'è una prova definitiva. Semplicemente ci crediamo, come a un dogma.


No, ma lo sarà il 90% delle volte. Il 10% che questo non avviene si cerca il perchè. La scienza si fa domande e si pone i perchè. La religione non l'ha mai fatto propagandando certezze che si sono rivelate fesserie.

Ti devo ricordare nel medioevo la teoria del salasso? Uccideva di più la cura col salasso ai feriti di una battaglia che non la battaglia stessa.

Anche gli esperimenti scientifici, tutto sommato non sono molto diversi dai racconti dei miracoli. Quanti di noi hanno assistito di persona a un esperimento di fisica nucleare? Però ci crediamo, perché ci fidiamo della buona fede delle persone che lo hanno fatto e lo raccontano.


Vallo a chiedere ai sopravvissuti di Hiroshima, Nagasaki, Chernobyl e Fukushima se non sono vere le cose che sono dette a proposito dell'energia nucleare.

Una teoria fa modelli e predice risultati. I risultati delle teorie atomiche sono stati puntualmente verificati con almeno 200mila morti.

E non tirare fuori altre teorie perchè ad ognuna di quelle che tiri fuori corrisponde un uso quotidiano che tu non conosci, e non conoscendolo dici che non ne vedi gli effetti.

In definitiva, chi crede nella scienza fa un atto di fede. Crede che il metodo scientifico lo aiuterà ad affrontare la vita (e la morte) meglio di quanto non lo faccia un libro scritto 2000 anni fa (o 20 anni fa).


Non fa nessun atto di fede dato che la scienza sta la. E verificabile, è dimostrabile. Non lo puoi fare? Studia le materie corrispondenti e mettiti in un laboratorio.

Dio? Dove sta? Ancora devono presentarmelo....

NB: Non sono ateo e neanche agnostico. Ma dire che la scienza si comporta come la fede fa sorridere...
2012-05-04 21:26:37
D'altronde, grazie al teorema di goedel, sappiamo che è impossibile dimostrare sia l'esistenza di dio che la sua non esistenza, quindi uno scienziato serio sa che credere nella religione oppure no è solo una questione di fede, non di scienza, insomma te lo devi sentire di crederci, non puoi deciderlo con il ragionamento.

Peccato non puoi dimostrare che una cosa non esista come non puoi dimostrare una cosa che non hai mai fatto.

Conosco bene quel teorema, sta di fatto che l'assunto della scienza è:

"Ad ogni affermazione deve corrispondere la prova".
"Ad affermazione grandi devo corrispondere prove altrettanto grandi".

Secondo me la religione e la scienza sono compatibili. La scienza non ha la pretesa di spiegare il perchè delle cose ma solo il "come" mentre la religione non spiega il come ma può avere la pretesa di spiegare il "perchè".
Il fatto che il mondo segua certe leggi non è teoricamente in contrasto con l'esistenza di un dio.


Perfetto: dunque la chiesa cattolica non rompa le scatole sulle presunte "derive scientiste e si proccupi invece di coltivare il suo orticello.

2012-05-04 21:33:31
Perfetto: dunque la chiesa cattolica non rompa le scatole sulle presunte "derive scientiste e si proccupi invece di coltivare il suo orticello.

Quoto....e ringrazio che i miei capi preti (insegno matematica e fisica in una sucola paritaria cattolica) non interferiscono minimamente nell'insegnamento dlele mie materie e ti dirò di più sono stati con noi promotori di una campagna di informazione e di incoraggiamento all'uso dei preservativi per prevenire la diffusione di aids e malattie veneree.
No tanto per dire che per fortuna spesso c'è una bella differenza tra la Chiesa con la C maiuscola ed i preti che stanno veramente in mezzo alle persone
2012-05-04 21:36:55
Quoto....e ringrazio che i miei capi preti (insegno matematica e fisica in una sucola paritaria cattolica) non interferiscono minimamente nell'insegnamento dlele mie materie e ti dirò di più sono stati con noi promotori di una campagna di informazione e di incoraggiamento all'uso dei preservativi per prevenire la diffusione di aids e malattie veneree.
No tanto per dire che per fortuna spesso c'è una bella differenza tra la Chiesa con la C maiuscola ed i preti che stanno veramente in mezzo alle persone


Purtroppo però la dottrina non la fanno loro. E ringrazia che ancora non avete avuto ancora problemi con la curia.
2012-05-04 22:08:38
dire che la scienza si comporta come la fede fa sorridere

Non ho mai detto questo.
Il metodo scientifico è sicuramente superiore nell'interpretare la natura e, soprattutto, nel fare previsioni. Grazie al metodo scientifico sono stati fatti più progressi negli ultimi 400 anni che nei precedenti 40.000. Non c'è dubbio che sia il modo migliore per capire e, quindi, per controllare (che è l'obiettivo finale della conoscenza) il mondo in cui viviamo.

Tuttavia, sposare il metodo scientifico comporta una serie di scelte iniziali che non possono essere saltate, né dimostrate (se non ricorrendo al metodo scientifico, ma sappiamo che è impossibile dimostrare un modello completamente al suo interno).

Ad esempio comporta accettare che esista un rapporto di causa-effetto. Che il ripetersi di un rapporto causa-effetto ne comporti la (probabile) dimostrazione di una legge sottostante e che quella legge continuerà a funzionare.
Le teorie servono a capire quella legge, a imbrigliarla in formule matematiche, se possibile, in modo da poterla prevedere e, quindi, controllare. Le teorie si aggiornano all'emergere di nuovi elementi, ma solo perché le teorie precedenti non spiegavano completamente la legge. Non è la legge che cambia, solo il nostro livello di comprensione della stessa.
Però non c'è una prova definitiva che esista la legge. Solo una prova statistica.

Un'altro esempio: la scienza si occupa solo degli eventi fisici, misurabili, visibili. Trascura, volutamente, ciò che non rientra in questo ambito (che viene definito metafisico). E' una scelta. Coerente all'interno del modello di ragionamento del metodo scientifico. Ma è comunque una scelta che va accettata.
Se qualcuno volesse per forza spiegare anche eventi metafisici (ammesso che esistano), non potrebbe abbracciare il metodo scientifico. Potrebbe ritenerlo miope e implausibile.
Cosa risponde la scienza a questi individui? Non può usare il ragionamento scientifico, perché non condividendo le basi di partenza il ragionamento non potrà portare alla stessa conclusione. Lo stesso ragionamento che è ipossiile dimostrare la non esistenza di una cosa è fatto sulla base del metodo scientifico-razionale.
L'unico modo è di chiedere alla persona di fare un atto di fede: di credere che se una cosa non è misurabile, visibile, ripetibile o non esiste o comunque non può influenzare la nostra vita, per cui tanto vale non occuparsene. Se la persona accetta questo punto di partenza, poi il ragionamento scientifico può dispiegarsi nella sua bellezza. Ma se non lo accetta non c'è niente da fare.

Con le religioni è un po' lo stesso. Se accetti che i miracoli sono possibili, che c'è un'intelligenza che guida tutto quanto, poi tutto quello che ne consegue può essere in qualche modo spiegato in quell'ottica. Se non lo accetti, amen. Non c'è modo di continuare la discussione.

Non so se mi sono spiegato.
2012-05-05 00:05:24
Aggiungo: anche la scienza ci mette di fronte a cose controintuitive, paradossali e difficili da accettare sulla base delle nostre esperienze quotidiane. Basta pensare alla relatività (tempo che non è uguale per tutti, spazio che si curva,...) e alla meccanica quantistica, ai superconduttori.
Noi accettiamo questi risultati controintuitivi perchè sappiamo che sono stati raggiunti utilizzando in modo rigoroso il metodo scientifico. Quindi, di fatto, crediamo nel metodo scientifico anche quando porta a risultati che la nostra logica ci avrebbe portato a rifiutare. Non è un atto di fede questo?

È vero, chiunque (o quasi) può mettersi astudiare per 20 anni fisica quantistica, essere assunto al CERN e farsi gli esperimenti da solo, se non si fida. Ma secondo me anche se ti chiudi in un monastero per 20 anni a fare meditazione e poi vai a Lourdes vedi i miracoli.
2012-05-05 00:23:42
Però non c'è una prova definitiva che esista la legge. Solo una prova statistica.


balle! Di tutto quello che è stato scoperto abbiamo delle evidenze. Pensi davvero che il gps che usi sia una statistica?

Tu pensi davvero che della relatività abbiamo solo un prova statistica? O della essenziale sfericità della terra? O delle nanoparticelle?

Se io dico che a fare A accade Z e questo Z appare non è prova statistica.

Sposare il metodo scientifico, che la gente pensa ferma a Galileo mentre invece siamo esattamente al suo contrario ora, significa accettare il fatto che questo metodo, come dici tu, funziona molto meglio del precedente.

Crea un altro modello e vediamo se sia più funzionale.

Se qualcuno volesse per forza spiegare anche eventi metafisici (ammesso che esistano), non potrebbe abbracciare il metodo scientifico. Potrebbe ritenerlo miope e implausibile.

Il metodo scientifico ha come sua base la misurazione e la ripetizione. Ti assicuro che alcuni eventi metafisici sono oggetto di studio (vedi i provati benefici della meditazione). Ti assicuro inoltre, da profondo conoscitore dell'esoterismo, che il metodo scientifico e ampiamente applicabile anche a quest'ultimo. Chi dice il contrario millanta conoscenze esoteriche che non ha.

L'unico modo è di chiedere alla persona di fare un atto di fede: di credere che se una cosa non è misurabile, visibile, ripetibile o non esiste o comunque non può influenzare la nostra vita, per cui tanto vale non occuparsene. Se la persona accetta questo punto di partenza, poi il ragionamento scientifico può dispiegarsi nella sua bellezza. Ma se non lo accetta non c'è niente da fare.

Con le religioni è un po' lo stesso. Se accetti che i miracoli sono possibili, che c'è un'intelligenza che guida tutto quanto, poi tutto quello che ne consegue può essere in qualche modo spiegato in quell'ottica. Se non lo accetti, amen. Non c'è modo di continuare la discussione


C'è una bella differenza! Io quello che sostengo te lo dimostro quando e come vuoi. Vedi qualsiasi fenomeno scientifico.

La religione non può dimostrare nulla.

Ed è proprio il non volersi mettere in gioco della religione che ha praticamente fermato il mondo per 1500 anni.

La scienza lo fa tutti i giorni: nuove pubblicazioni, nuove ricerche, nuove cure, vecchie cure che vengono archiviate perchè altre ricerche ne sottolineano la relativa pericolosità, nuove teorie fisiche, biologiche. La scienza è tutto un fermento di idee. Non vedo questo fermento nella religione.

Fai una bella indagine storica e vedrai che molto del peggio della società moderna viene dalle religioni occidentali e mediorientali.
2012-05-05 00:33:32
Aggiungo: anche la scienza ci mette di fronte a cose controintuitive, paradossali e difficili da accettare sulla base delle nostre esperienze quotidiane. Basta pensare alla relatività (tempo che non è uguale per tutti, spazio che si curva,...) e alla meccanica quantistica, ai superconduttori.
Noi accettiamo questi risultati controintuitivi perchè sappiamo che sono stati raggiunti utilizzando in modo rigoroso il metodo scientifico. Quindi, di fatto, crediamo nel metodo scientifico anche quando porta a risultati che la nostra logica ci avrebbe portato a rifiutare. Non è un atto di fede questo?


No, usi il gps? Lo vedi lo shuttle partire?

Senza relatività non ci sarebbe il gps e non vedresti partire lo shuttle. Rendo l'idea?

Se poi tu non sai che senza relatività non ci sarebbe il gps è un problema tuo...

Sul fatto del contro intuitivi ne avrei da ridire ma andremmo OT. Dico solo contro intuitivi perchè la religione cattolica ha diretto il mondo in una certa direzione per cui certe cose non era normale pensarle.
Alcuni concetti metafisici del buddismo e delle religioni orientali in generale sono molto simili a quelli della relatività e a quelli della meccanica quantistica.

Il fisico David Bohm, amico di Albert Einstein trovò nelle parole di Krishnamurti dei punti in comune con le sue nuove teorie fisiche. Questo diede vita ad una serie di dialoghi tra i due che contribuirono a costruire un "ponte" tra il cosiddetto misticismo e la scienza. Altri scienziati trovarono molto stimolanti i discorsi di Krishnamurti su argomenti quali il tempo, la morte, il pensiero.


Se per la scienza occidentale è stato contro intuitivo lo devi alla pervadenza in tutti i pensieri della logica greca e aristotelica in particolare che la chiesa ha portato avanti per secoli come unico pensiero possibile.
2012-05-05 01:06:49
Tu puoi dimostrare quello che sostieni usando il metodo scientifico, con un bell'esperimento in ambiente controllato.
Ma se io non credo al metodo scientifico, non mi hai dimostrato niente. Posso benissimo sostenere che sia stato il dio di spaghetti a far riuscire l'esperimento.

La tua strada funziona solo con chi ha accettato gli assunti di base che ho detto prima.