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Subject: La scienza è una religione?

2012-05-06 13:41:28
il matematico resta sempre ancorato alle sue vecchie credenze schiavo della formazione logica in cui è cresciuto

aaaaaaaaaaaahhhh!!! al rogo! :D
2012-05-06 13:42:50
mi sa che non hai colto il punto...

Ci sta che non abbia colto il punto. Anche perché il punto non esiste!
2012-05-06 13:44:03
no, esiste solo nel momento in cui ci credi..., blasfemo.
2012-05-06 13:44:47
Chiedo perdono.
Devo tirarmi delle frustate e basta qualche preghiera?
2012-05-06 13:45:52
dimmi un matematico che accetta una tesi dimostrata con regole diverse da quelle che lui usa... anche i sistemi non euclidei si basano sempre sulla comparazione con quelli euclidei. è come se io sviluppassi un sistema operativo che non gira su nessun computer se non in modalità "compatibile con windows".
(edited)
(edited)
2012-05-06 13:46:22
Chiedo perdono.
Devo tirarmi delle frustate e basta qualche preghiera?


basta che torni sulla "retta" via :P
2012-05-06 13:50:38
Cerco di spiegare ancora una volta il senso della mia domanda.

La domanda NON è se scienza e religione siano sullo stesso piano, né se una sia superiore all'altra.
E' una scelta che non può essere univoca, né evidente, altrimenti una delle due avrebbe già perso da un pezzo. Dipende dalle credenze di chi risponde.
Per quanto mi riguarda ritengo la scienza infinitamente superiore.

Ciò detto, la mia domanda è un'altra: si può credere nella scienza senza un atto iniziale di fede? Si può dimostrare che la scienza è "vera", nel senso che è il modo corretto di affrontare il processo conoscitivo, senza ricorrere ad elementi estranei alla scienza? Può la scienza dimostrare di essere "vera" utilizzando rigorosamente solo il metodo scientifico per la dimostrazione?

Secondo me no.
2012-05-06 13:50:57
la scienza é una religione ?
no.

la scienza estende progressivamente i confini della conoscenza, per fare un esempio mi vengono in mente gli omini di age of empires che illuminavano la mappa di gioco.
la religione invece si occupa didefinire la mappa in se , senza riguardo e distinzione per quel che é gia'conosciuto o ancora da conoscere.

Quindi son due cose completamente diverse con linguaggi procedure e scopi diversi.
Chi non ne é convinto puo' provare a farsi curar l'appendicite in sagrestia o viceversa puó provare a consolare un moribondo facendogli vedere discovery channel

La discussione peraltro é abbastanza oziosa e non ha significato religioso o scientifico. Al massimo puó averne uno politico.
(edited)
2012-05-06 13:52:43

Ciò detto, la mia domanda è un'altra: si può credere nella scienza senza un atto iniziale di fede?


tutto quello che ho scritto prima è proprio per ribadire il "NO" a questa domanda.
2012-05-06 13:59:31
la scienza costruisce una spiegazione dell'universo per come viene visto dai sensi umani.

Non é un problema di fede ma piuttosto é il famoso problema degli occhiali con le lenti gialle. Se ti metti gli occhiali gialli vedi tutto giallo , se te li metti rossi vedi rosso. Noi abbiamo sensi umani e la nostra scienza costruisce un immagine a misura di quei sensi. Altri sensi costruirebbero forse un immagine diversa ma noi non abbiamo altra scelta che credere ai sensi che abbiamo.

Quella che tu chiami controintuitivitá di certi risultati dipende solo dal fatto che ci sono strumenti che potenziano i nostri sensi a scale che oramai non hanno piú nulla di umano.
2012-05-06 14:00:41
ma se la storia delle religioni è sempre una storia di conversione verso la verità rivelata... perchè si confonde sempre la religione con la storia del cattolicesimo?

La differenza fra Scienza e Religione deve essere osservata al di là del fenomeno antropologico legato al cambiamento di credo religioso da parte delle comunità umane del passato. Nessuna religione contempla nel suo "statuto" la possibilità di cambiare credo o di ampliare il "set" di divinità a sua disposizione. Se ciò accade, è dovuto ad un intrinseco fenomeno antropologico legato alla natura volubile, ancorché adattiva, umana, non certo alla concezione originale dell'idea di religione, la quale, come già detto, suggerisce (impone) di credere e basta, non di cercare di mettere in crisi il credo su cui essa stessa si basa.

La Scienza, invece, ha per statuto questa possibilità, ovvero di mettere in dubbio ciò su cui essa stessa si pronuncia.

Se questa argomentazione non basta, provate a parlare con un qualunque religioso (cattolico, musulmano, induista, ecc...) sottoponendolo ad una serie di contraddizioni effettive che la sua religione genera: il suo atteggiamento sarà conservativo ed oltranzistico, e cercherà di arrampicarsi sugli specchi finché può, rampicata al termine della quale la sua risposta finale sarà: "Sì, vabbe', tutto quello che vuoi tu, ma io ci credo e basta. E lasciami in pace.". Parlate con uno scienziato serio e vedrete una sostanziale differenza.

Comunque, alcuni scienziati potrebbero mostrare una eccesso di fiducia nella loro teoria, una fiducia che un profano può facilmente scambiare per fede; in realtà, lo scienziato che "crede" così fortemente nella propria disciplina sta semplicemente dicendo che crede nella validità dell'idea che ci sta alla base e nella possibilità di modificare la teoria per superare le contraddizioni sperimentali, mantenendo comunque viva l'idea alla base. In altre parole, lo scienziato dell'esempio pensa che è possibile apportare delle modifiche non sostanziali alla sua teoria, lasciando inalterata l'idea a suo fondamento. Ma questo scienziato dovrebbe essere in grado di capire quando fermarsi ed essere intellettualmente onesto, ammettendo il fallimento. Ecco: se non fosse capace di fare questo, allora lo scienziato starebbe "religiosizzando" la sua teoria. Ma, in tal caso, sarebbe l'uomo dietro allo scienziato a commettere l'errore, non lo scienziato.

La Scienza, quindi, è sempre pronta a mettere in dubbio ciò in cui "crede". L'uomo, purtroppo, non sempre.
2012-05-06 14:03:06
Quando butti giú un aspirina il mal di denti ti passa che tu ci creda o meno
2012-05-06 14:07:00
la cosa interessante è come si costruisce questa "fides"!

ma questa discussione al contrario ha mostrato come nella nostra società al vecchio problema dell'ottusità dei "credenti" si sia sostituita quello della chiusura mentale dei "razionali" e degli antireligiosi.


QUOTISSIMO!
2012-05-06 14:14:28
sedersi a un tavolo di briscola pretendendo di giocere con le regole della scopa sará forse segno di grande apertura mentale ma a me pare solo un modo di far casino
2012-05-06 14:18:20
c'è una differenza tutt'altro che sottile tra la prima frase che hai postato:

(nella dottrina cristiana addirittura il papa è l'incarnazione del Verbo in terra)

e quelle googolate:

“Il Papa "è per divina istituzione rivestito di un potere supremo, pieno, immedia­to e universale per il bene delle anime" [Conc. Ecum. Vat. II, Christus Dominus, 2]”

"Infatti il romano Pontefice, in virtù del suo ufficio di vicario di Cristo e di pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la po­testà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 22]”


so che possono sembrare inezie, ma c'è una differenza sostanziale tra dire: "il papa è l'incarnazione del Verbo in terra" e quelle da te riportate.


questo mi fa pensare che non leggi cosa scrivo però. io ho detto (il post è lì) esattamente il contrario, e cioè che quella rivelata è una "verità" nel senso stretto del termine e quella della scienza è solo un'elevata probabilità.

perdonami, avevo capito diversamente.



io non voglio dimostrare proprio nulla, sto dicendo da diversi post che si parla di due grandezze incommensurabili

condivido.



e mò che me stai a fà, la lezioncina di tolleranza? a parte che - mi pare - non ho mai scritto di impalare i fedeli...

non era mia intenzione farlo, chiedo scusa se non ci siamo capiti.



per me, ognuno è libero di scegliere il proprio approccio e le proprie interpretazioni finchè non tenta di imporle agli altri o finchè la sua libertà non collide con quelle equivalenti degli altri


condivido in pieno.
2012-05-06 14:22:57
a me pare che si travisi il senso del discorso di settenano.

ogni volta che nel confronto cercate di stabilire il "meglio" perdete di vista il senso vero.

Cosa vuole dire sapere o credere in qualcosa?
ognuno di noi costruisce le sue certezze su presupposti di versi, ma il procedimento mentale che lo porta a "fidarsi" di una cosa o di un'altra è davvero differente?

Metto il piede a terra con sicurezza perchè?
-Dio ha creato la terra
-Newton mi ha spiegato la gravità
-per esperienza un miliardo di volte la terra mi ha sorretto
-mi ha detto di fare così la mamma da piccino

qualsiasi sia la tua risposta il procedimento con il quale tu "sai" che la terra ti sosterrà è lo stesso!



quoto in toto!