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Subject: La Borsa: che senso ha?

2012-05-18 12:30:41
descrizione pessima.
è stratificazione dei consumi senza proporre un valore reale di prodotto conseguente, per cui chi più specula (il prodotto che non vale nulla) su facciaminchia può gestire e sorvolare la concorrenza senza passare dauna crescita e valorizzazione del prodotto.
basta ricerca e sviluppo ma pollici alzati.

bel passo avanti.


Ma perché partire dal presupposto che il prodotto non valga nulla e sia solo un'operazione di marketing, piuttosto che pensare di pubblicizzare un prodotto che vale e che altrimenti non sarebbe arrivato al pubblico in target ? Te vedi la pubblicità come mistificatoria, quanto non lo è per sua natura.
2012-05-18 12:33:20
Effettivamente facebook vale 100 e ad oggi guadagna a dire tanto 1 ,il rapporto e di 1 a cento.....apple e google invece stanno intorno ad una a 19.........ma c' e anche chi sta messo meglio.....il vero re della rete altro che zuck......beozz o come si chiama sta a 185
Eppure non ne parla nessuno.......Il nome dell azienda? Dai che e' facile..........e cmq facebook quantomeno ha tanti clienti affezzionati al pari di apple ....io mi chiedo invece quanto durano i veri ed attuali guadagni di google se uno studentello si nventa qualcosa o ad esempio una volunia a caso effettivamente cerca meglio di big G? Voi vi ricordate yahoo o meglio lycos ed altavista.......
Chiudo il,cerchio vendere le prospettive irrealizzabili di lungomperiodo per certezze nel breve
2012-05-18 12:33:25
Ma perché partire dal presupposto che il prodotto non valga nulla e sia solo un'operazione di marketing, piuttosto che pensare di pubblicizzare un prodotto che vale e che altrimenti non sarebbe arrivato al pubblico in target ? Te vedi la pubblicità come mistificatoria, quanto non lo è per sua natura.

un prodotto che non vale è speculazione all'ennesima potenza, tutto lustrini ma niente di palpabile. cioè si sostituisce al valore reale su cui gli investitori puntano.
in questo modo si creano bolle finanziarie.
i risultati sono quelli odierni
2012-05-18 12:36:38
volete capire che la speculare in borsa significa vendere quello che non si ha?

non è vero:
link già postato in passato

speculare significa produrre profitto senza con operazioni finanziarie di breve durata.


Tu pensi che Soros abbia mandato in ginocchio 2 banche centrali cosi? Non ha bisogno di frodi Soros. Se vai su wiki è pure spiegato con tanto di sue dichiarazioni.

Te lo spiego il giochino.

Se io inizio a vendere grandi quantità di azioni allo scoperto che succede? Il prezzo inizierà a calare, più gente non compra e più cala. Continuo a vendere allo scoperto vendendo l'impossibile pur non avendo niente: che succede? Ad un certo punto il mercato d quell'azione fa crack, crolla.

Io ho venduto le azioni a 10 i primi 3 giorni del mese , poi l'ultimo giorno le compro a 2 per consegnarle ai compratori.

Il giochino se fatto con poca quantità non distorce il mercato. Fallo con 5 miliardi di dollari e distorci e fai crollare qualsiasi banca centrale e qualsiasi impresa.
2012-05-18 12:37:02
futuro di stà ceppa. fallimenti su fallimenti. non conoscevo il termine remarketing me lo sono andato a cercare
...
fiumi di parole per dire: pubblicità e magari uno sconticino!!!!!!!!!!!!!!!!!

ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha

ecco il valore aggiunto!

rotfl


Non voglio mettere in dubbio la tua preparazione sul marketing nello specifico, perché l'hai studiato e non ti conosco a tal punto da poter trarre una conclusione affrettata. Ma ti posso assicurare che del remarketing nello specifico non ci hai capito granché. Comunque il remarketing è il precursore di quel che farebbe FB oggi e in futuro. Il remarketing è l'oggi, la pubblicità mirata, contestuale alla persona è il futuro. Che poi è il motivo per cui la pubblicità si sta sempre più spostando dai media tradizionali, generalisti per definizione (perché impossibilitati a fare altrimenti se non per segmentazione di fasce orarie, etc etc etc) allo strumento del web, che invece permette di poter valutare con una precisione assoluta l'impatto di ogni campagna pubblicitaria, di poter profilare il messaggio pubblicitario e quant'altro. Questi son dati, che invitano a riflettere gli scettici.
2012-05-18 12:38:58
Te vedi la pubblicità come mistificatoria, quanto non lo è per sua natura.

La pubblicità DEVE essere mistificatoria, DEVE renderti infelice, DEVE crearti un bisogno che mai avresti altrimenti non compreresti un aggeggio inutile.

La pubblicità ti fa pagare una cosa in più senza aggiungere NESSUN valore al prodotto.
2012-05-18 12:39:47
un prodotto che non vale è speculazione all'ennesima potenza, tutto lustrini ma niente di palpabile. cioè si sostituisce al valore reale su cui gli investitori puntano.
in questo modo si creano bolle finanziarie.
i risultati sono quelli odierni


Torno però alla domanda originaria: perché mistificare la pubblicità in sè, supponendo che l'utilizzo che se ne fa è esclusivamente per prodotti che non valgono, piuttosto che pensare a prodotti che valgono e che attraverso la pubblicità raggiungono i clienti potenzialmente interessati ? Se un cliente trova un prodotto che vale, può offrire un prodotto (o un servizio) di conseguenza migliore, e quindi creare valore aggiunto. Chi crea un prodotto che vale, sta creando valore aggiunto. Non focalizziamo l'attenzione solo sui prodotti che non valgono, perché sarebbe generalizzare l'intero comparto pubblicitario.
2012-05-18 12:42:26
Non focalizziamo l'attenzione solo sui prodotti che non valgono, perché sarebbe generalizzare l'intero comparto pubblicitario.

Guarda le inchieste recenti sui prodotti di marca e senza marca esattamente identici, provenienti dagli stessi stabilimenti.

Cosa hai pagato? La marca, ossia pubblicità. Lo yoghurt è lo stesso.
(edited)
2012-05-18 12:44:58
La pubblicità DEVE essere mistificatoria, DEVE renderti infelice, DEVE crearti un bisogno che mai avresti altrimenti non compreresti un aggeggio inutile.

La pubblicità ti fa pagare una cosa in più senza aggiungere NESSUN valore al prodotto.


Una descrizione che mi trova completamente in dissenso. Te vedi la pubblicità come il male dei mali, io vedo la pubblicità come un veicolo, che avvicina il consumatore al produttore. Quello che te dici vale molto di più per le pubblicità tradizionaliste e generaliste (i media tradizionali) che ti sparano un messaggio invogliandoti a procedere all'acquisto o facendoti credere perso senza rispetto a pubblicità mirate e in target (sul net), il cui scopo è quello di portare alla conoscenza i clienti di prodotti che magari altrimenti non avrebbero conosciuto, potendone approfondire la conoscenza prima di procedere all'acquisto (solitamente sul net, si viene rimandati al sito che descrive il prodotto, non alla cassa del supermercato). Insomma, non capire questa differenza secondo me crea questi nostri due punti di vista differenti, in questo momento.
2012-05-18 12:46:48
Ma anche qui.....pubblicita mirata ma siamo proprio sicuri che il modello di raccolta dati facebook sia funzionale? Non conosco bene il tema ma onestamente mi chiedo la unilever cosa riesce a vendere ad uno che si posta in vacanza al mare e cerca di raccattare la figa.....
O meglio ma se i dati unilever non li paga li paghera mica i stupidi briansoli..tipo l azienda per cui lavoravo che pagava a google migliaia di euro per chissa quali contatti.........ed allora torniamo al tema di tutto ma quanto e' quotata l ignoranza.?
2012-05-18 12:51:22
Non conosco unilever, quindi non riesco a comprendere il ragionamento che hai fatto. Posso solo dirti che con google ci ho lavorato e ci lavoro tutt'ora, e spesso è uno strumento ottimo per raggiungere il cliente interessato a quello che si sta promuovendo e che altrimenti non avresti mai raggiunto. Questo perché nel web odierno, come te ci sono altre millemila aziende, e chi sa farsi notare e far apprezzare il proprio prodotto parte sicuramente avvantaggiato.

Ora si potrà dire che chi fa un prodotto che vale ma di marketing non se ne interessa per niente, resterà dietro, ed è vero. Ma sarebbe stato vero e lo è stato anche in passato, per chi magari inventava la ruota ma non ne capiva le potenzialità non andava da nessuna parte (un esempio per dire che fare un prodotto e basta oggi giorno non basta, e non perché con la pubblicità altri ti scavalcano ma perché devi essere in gradi di raggiungere potenziali clienti, altrimenti chiudi bottega).
(edited)
2012-05-18 13:06:18
Sicuramente puo andare bene ma allo stesso modo ci sono migliaia di altri siti che possono permettermi la stessa cosa, un buon comunicatore vuole vendere cibo x cani si rivolgera a siti / forum di animali , google puo andare bene....mamripeto fino a solo quando i frequentatori non avranno uno che gli fornisce il servizio ricerca meglio di loro......ma facebook tra i gruppi pazzi, i mille mi piace il falsismo.......rischia di mandare la pubblicita a chi posta la foto del cane che lo mozzica.....li mortacci loro li manda!
2012-05-18 13:07:35
Unilever".a brand company
2012-05-18 13:09:26
E cmq fino a quandonce ignoranza non ce problema......al contadino non far sapere quanto sono buone le pere, il formaggio ormai il contadinonsi e convinto che e' roba squisita da quando non Sto arrivando! Piu farlo
2012-05-18 13:12:03
Lo stesso discorso lo puoi fare per google però, che nonostante tutto è diventato il monopolista in termini di veicolare il messaggio pubblicitario su internet. Cioé cosa cambiava rispetto a prima, che colui che voleva pubblicizzare il prodotto contattava il proprietario del sito attinente e pianificava una campagna allo scopo ? La differenza sta nella semplicità, nell'immediatezza e nella vastità che un unico strumento ti mette a disposizione: te con google puoi arrivare non al singolo sito (anche, ma non solo) ma ad una moltitudine di siti in target. Ma paghi ad una sola azienda, hai una sola fattura, devi intrattenere rapporti con un solo fornitore, hai possibilità di negoziare sul prezzo per volumi elevati, e così via. Ecco, google è venuto 10 anni prima di FB, e le stesse cose che si dicono di FB oggi si dicevano di google ieri: infatti tra le perplessità dell'epoca c'era proprio la domanda di come potesse un motore di ricerca rendersi redditizio, visto che alle fondamenta non lo è. Difatti lo è con dei servizi ad esso collegato, e sfruttando quelle informazioni sul traffico degli utenti che lo usano. Che poi è anche uno dei motivi per cui google è praticamente monopolista: è stato il primo a capire come far rendere un motore di ricerca, prima di lei altavista ed altri avevano semplicemente fallito (nonostante in quel momento si trovavano in una situazione quasi di monopolio anche loro).
2012-05-18 13:30:04
La differenza e che google fatturava gia! ....il gioco funziona cosi...vengono tutti a cercare su di me, io gli direziono a pagamento le ricerche ok.....
Facebook vengono tutti a cazzeggiare da me.........qualcuno mi dice come farmi pagare....a si quotati prendi i soldi e scappa .....Che fai prima va......poi come scritto sopra c ' e' anche di peggio........ Eppoi google e' a 19 volte i ricavi e non 100....
(edited)