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Subject: referendum tagli stipendi parlamentari

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2012-06-29 16:01:31
pigna76 [del] to All
firmare entro il 26 luglio presso l'ufficio elettorale del proprio comune

Referendum popolare per ridurre lo stipendio ai parlamentari
A questo punto però ad insorgere deve essere la popolazione, i cittadini, coloro che con le proprie tasse pagano gli stipendi dei dipendenti statali, e quindi anche dei parlamentari.

Proprio a questo proposito qualche mese fa è stato fondato da Marco Savari un gruppo nel social network facebook per indire un referendum che abolisse completamente i privilegi della classe politica italiana modificando la legge 1261 del 1965.

A questo punto è stata presentata la richiesta di un quesito referendario, dopo aver istituito un comitato, come richiesto dalla legge, chiamato “Comitato del Sole” il cui scopo è quello di dare a tutta la popolazione italiana il segnale di una volontà comune nell’affrontare i sacrifici che la crisi economica richiede e che , fino ad ora, sono stati sostenuti solo da una parte della popolazione.

Infatti è idea comune che i primi a dare questo segnale di volontà comune debbano essere proprio i politici, che alla fine dei conti sono coloro che hanno governato il nostro Paese e lo hanno portato l’economia italiana sull’orlo del baratro.

Il 23 aprile il “Comitato del sole” ha depositato la richiesta di referendum alla Corte di Cassazione, richiesta che è stata pubblicata il giorno successivo sulla gazzetta ufficiale.

Il 25 aprile i portavoce del comitato hanno avuto un colloquio con il Presidente della Camera Gianfranco Fini a Montecitorio e dal 21 maggio il gruppo si è attivato per raccogliere le firme necessarie all’approvazione del referendum.

Le firme si stanno raccogliendo in tutta Italia, ora si chiede a quello che nella nostra Costituzione viene definito Popolo Sovrano di fare quello che la classe dirigente non ha saputo e voluto fare: giustizia ed equità negli stipendi dei Parlamentari e dei politici italiani.

Quello che si spera è che quanti più italiani diano la propria adesione a questa iniziativa per fare in modo che il taglio agli stipendi da nababbi che i nostri politici percepiscono sia netto e definitivo, che i privilegi, che la classe dirigente fa di tutto pur di non perdere, siano finalmente aboliti.



Testo del quesito referendario
Il testo del questito referendario, reperito direttamente sul sito ufficiale del “Comitato del sole” recita quanto segue:

“Abrogazione parziale della legge 31 Ottobre 1965 n.1261 sulla determinazione delle indennità spettanti ai membri del Parlamento”.
Volete voi che sia abrogata la legge 31 ottobre 1965, n.1261, Determinazione della indennità spettante ai membri del Parlamento, limitatamente alle seguenti parti?:
Art. 1, comma 1, limitatamente alle parole: “1. comprensive anche del rimborso di spese di segreteria e di rappresentanza”.
Art. 2, comma 1, limitatamente alle parole: “1. Ai membri del Parlamento è corrisposta inoltre una diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma”.
Art. 2, comma 2, limitatamente alle parole: “2. Gli Uffici di Presidenza delle due Camere ne determinano l’ammontare sulla base di 15 giorni di presenza per ogni mese ed in misura non superiore all’indennità di missione giornaliera prevista per i magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di cassazione ed equiparate”.
Art. 3, comma 4, limitatamente alle parole: “4. Restano in ogni caso escluse dal divieto di cumulo le indennità per partecipazione a Commissioni giudicatrici di concorso, a missioni, a Commissioni di studio e a Commissioni di inchiesta”.
Art. 4, comma 2, limitatamente alle parole: “2. Qualora il loro trattamento netto di attività, escluse le quote di aggiunta di famiglia, risulti superiore ai quattro decimi dell’ammontare dell’indennità parlamentare, detratti i contributi per la Cassa di previdenza per i parlamentari della Repubblica e detratte altresì l’imposta unica sostitutiva di quelle di ricchezza mobile, complementare e relative addizionali e l’imposta sostitutiva dell’imposta di famiglia, è loro corrisposta, a carico dell’Amministrazione presso cui erano in servizio al momento del collocamento in aspettativa, la parte eccedente”.
Art. 4, comma 3, limitatamente alle parole: “3. Sono comunque sempre corrisposte dall’Amministrazione le quote di aggiunta di famiglia”.
Art. 4, comma 4, limitatamente alle parole: “4. se non per anzianità”.
Art. 4, comma 5, limitatamente alle parole: “5. Allo stesso sono regolarmente attribuiti, alla scadenza normale, gli aumenti periodici di stipendio”.
Art. 4, comma 7, limitatamente alle parole: “7. Il periodo trascorso in aspettativa per mandato parlamentare è considerato a tutti gli effetti periodo di attività di servizio ed e computato per intero ai fini della progressione in carriera, dell’attribuzione degli aumenti periodici di stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza”.
Art. 4, comma 8, limitatamente alle parole: “8. Durante tale periodo il dipendente conserva inoltre, per sé e per i propri familiari a carico, il diritto all’assistenza sanitaria e alle altre forme di assicurazione previdenziale di cui avrebbe fruito se avesse effettivamente prestato servizio”.
Art. 5, comma 3, limitatamente alle parole: “3. L’indennità mensile e la diaria per il rimborso delle spese di soggiorno prevista dall’art. 2 sono esenti da ogni tributo e non possono comunque essere computate agli effetti dell’accertamento del reddito imponibile e della determinazione dell’aliquota per qualsiasi imposta o tributo dovuti sia allo Stato che ad altri Enti, o a qualsiasi altro effetto”.
Art. 5, comma 4, limitatamente alle parole: “4. L’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate”.

2012-06-29 16:29:03
Si può firmare solo all' ufficio elettorale del proprio comune, giusto?
2012-06-29 17:12:48
in alcune città ci sono anche dei punti raccolta firme nelle piazze,ma dove di preciso non so!

aggiungo questo:

La notizia è stata verificata, esiste una raccolta firme attiva giugno in tutta Italia. Ma allora come mai non ne abbiamo sentito praticamente parlare? Forse perché l'iniziativa nasce da Unione Popolare, non esattamente un partito con una grandissima base o con una struttura in grado di attirare le attenzioni dei grandi media. In caso di successo della raccolta firme, sarebbe difficile che la Corte Costituzionale autorizzasse il quesito referendario, solitamente vietato per le materie di bilancio.

Altro motivo di "distrazione mediatica" è la materia trattata. Un concreto e reale taglio alla diaria dei parlamentari è sicuramente materia scivolosa per molti partiti, compreso quel FLI che aveva dimostrato una timida apertura. Cosa ancora più strana è stata l'ondata, a questo punto puramente emotiva, che ha travolto l'Italia tra gennaio e marzo di quest'anno, quando la commissione parlamentare dimostrava la propria incompetenza nello stabilire se gli stipendi dei nostri parlamentari fossero più alti rispetto al resto d'Europa.

insomma il problema sarà la corte costituzionale
2012-06-29 17:43:32
2012-06-29 18:03:09
perfetto
2012-06-29 18:35:28
In caso di successo della raccolta firme, sarebbe difficile che la Corte Costituzionale autorizzasse il quesito referendario, solitamente vietato per le materie di bilancio

e cmq stiamo pur certi che se il referendum passa, cambiano il nome e aumentano i soldi dello stipendio. del resto se tolto il "finanziamento ai partiti" è comparso il "rimborso elettorale" che ci vuole ribattezzare la diaria in "contributo per l'alloggio2 o cose simili?
x sta classe politica ci vuol solo l'esilio!
2012-06-29 18:44:55
x sta classe politica ci vuol solo l'esilio!

no, la castrazione chimica.
2012-06-29 18:52:50
almeno proviamoci
2012-06-29 21:30:36
Sinceramente la vedo una cosa inutile..
Qualche settimana fa c'è stato un Referendum anche in Sardegna. Quorum raggiunto.

i furbetti del consiglio regionale
2012-06-29 22:13:55
non è che ci son tante alternative,allora come dicevo tempo fa,armiamoci di forcone e incominciamo a fare sul serio
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