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Subject: Coppa Italia 2012 - 2013

2013-06-02 17:02:13
ROTFL
2013-06-02 17:07:03
Per chi si fosse perso le puntate precedenti, il 26 maggio all’Olimpico compare uno striscione in Curva Nord: «La storia è sempre quella, sul petto vuoi la stella». Nonostante certamente la stragrande maggioranza del tifo laziale sia pulita, sia altra cosa, il messaggio è chiaro. È diretto alla tifoseria romanista, la stella è quella di David. Eppure, vuoi perché i sostituti procuratori della Procura federali non sono eccessivamente severi nella relazione che allegano al referto arbitrale, vuoi perché il giudice della Lega non se la sente di punire la Lazio per quella che viene giudicata solo una sensazione degli 007 di Palazzi, fatto sta che non vengono adottati provvedimenti, come avvenuto invece in precedenza per gli ululati di parte della Sud nei confronti di Balotelli. Questione grave viene ritenuta la seconda, come grave è la prima.

Questa me la ero persa .... che pa***...
2013-06-02 17:57:55
Io mi sarei pure fermato,ma visto che insisti...

VANISHED

Quanto successo domenica travalica il mero significato sportivo, travalica anche una superiorità cittadina che in questi ultimi tempi era acclarata e appena offuscata (ma ancor mi rode) dallo scialbo finale di campionato. E' stata una battaglia di civilità, anzi di civilità contro inciviltà. Abbiamo vinto per noi, ovviamente, ma abbiamo vinto per una città, per una regione, per uno sport.

I laziali sono tifosi di calcio. Meglio, peggio di tanti altri? Non so, per me la risposta è ovvia, ma anche un tifoso della Spal, della Pro Patria o del Torino mi può opporre la sua storia, la sua tradizione, la sua passione, i piccoli o grandi drammi della sua squadra. Come noi. E il fatto di aver vinto più o meno non conta poi tanto. Se tifi Spal lo sai che nella tua storia non vincerai mai una ceppa, ma l'ansia della domenica, l'adrenalina del gol, la sofferenza fisica della sconfitta sono le stesse nostre. E degli juventini, o dei madrilisti.

Loro no. Loro sono un'eccezione. Loro sono nati non si sa come, ed infatti non è un tasto su cui battono molto. Ma cosa importa? Loro sono unici eredi udite udite dell'Impero Romano, sono i diretti discendenti dei Cesari, a loro li ha tenuti a battesimo Romolo, loro hanno i colori della città, loro hanno la lupa, loro sono i Padroni. Il loro rapporto con la città è sgrammaticato e violento, per loro Roma (maiuscolo) altro non è che un enorme tazebao su cui spargere indelebilmente la loro confusa retorica, in cui il gladiatore si mescola al legionario, l'Impero ai sette re, in cui Francesco (il papa) si chiama così per Francesco (l'ottuso); per loro il suddetto ottuso non è un buon giocatore (che forse altrove avrebbe potuto raccogliere i successi che per l'indubbia classe avrebbe meritato, ma che il ventre molle, condiscendente e servile dei suoi autonominatisi sudditi gli ha impedito di ottenere, preferendo un coccolato e sicuro ambiente, foderato di euro e delle genuflessioni del popolo bue) ma un indiscusso Re del Calcio, Il campione cui solo l'invidia e i giochetti del Potere hanno impedito di conquistare, anno dopo anno, gli Inevitabili Palloni d'Oro.

Per loro non era importante che la società navigasse sul pericoloso orlo di un baratro (anche se in fondo c'erano soffici cuscini forniti dalla loro proprietaria, una Banca oppure - a scelta - un'accozzaglia di ammerigani che neanche la nostra fantasia più sfrenata sarebbe riuscita ad inventare), ogni ridimensionamento passava sotto il nome di Progetto, ogni allenatore usa-e-getta al momento del suo insediamento era un Insegnante di calcio, un Punto di Riferimento per le generazioni a venire, ogni pischello gettato in campo perché i più forti se n'erano andati era il Futuro del Calcio (italiano, mondiale, fate voi).

Non so cos'è che ha originato questo scollamento così evidente dalla realtà, quale progetto era alla base di questo colossale inganno. So, sappiamo, chi vi ha contribuito, un apparato mediatico senza precedenti, con ramificazioni ovunque, una commistura trasversale politico-economica impressionante, e lo abbiamo visto alle ultime elezioni comunali, con due candidati dichiaratamente giallozozzi ed uno che - arrivando da fuori - era ovviamente romanista anche lui, imbonitore del popolo bue di cui sopra, un generone di palazzinari (perché a Roma il palazzinaro non va mai fuori moda) e di maitre-à-penser alla Costanzo, spalmati in tutte le redazioni locali di tutti i principali quotidiani. Senza eccezione.

Un mondo bello, in cui tutto andava bene anche quando andava male, perché lo dicevano i giornali, le radio, lo dicevano i calciatori tutti il cui sogno era quello di giocare col boro o gli attori che capitavano qua, cooptati alla corte giallozozza tramite sciarpette malandrine messe al collo dalla sanipoli di turno. La roma era Roma. Era robba loro, era una città che potevano insudiciare, in cui ogni atto di prevaricazione era visto con benevolenza e la polvere nascosta premurosamente sotto il tappeto da una stampa compiacente. Era il mondo delle puncicate e dei regazzi.

E noi? Poco funzionali al loro progetto, fastidiosi e scomodi, e poi ci abbiamo spesso messo anche del nostro, eravamo là, relegati ai margini del loro Scintillante Mondo. I burini, gli unidiciannidibbì, er trattore, quelli che hanno portato er cacio a Roma, che anche nel 2013 fa tanto ride anche nei salotti bene.

Poi il 26 maggio 2013 è successo qualcosa. Uno slavo, sicuramente zingaro, tale Lalic, Ilic, non mi ricordo bene, con il chiodo appuntito di uno scarpino ha fatto scoppiare la bolla in cui vivevano, tiepidi e sicuri. L'Inevitabile è stato Evitato. La Coppa, alzata loro in faccia (diciamo che di coppe alzate in faccia a casa loro ne hanno viste mica poche, dal Liverpool, all'Inter un paio di volte, al Toro di Marchegiani, ma mai e poi mai da un Laziale), ha fatto rovinosamente crollare tutte le loro certezze. Evitato l'inevitabile, senza più un supporto dei media, fuggiti a gambe levate quando hanno sentito puzza di sconfitta, si sono trovati soli. Soli e desolati, finite le parole d'ordine, abbandonati a se stessi, impauriti e piangenti. Come in Matrix, si sono accorti che il mondo al di fuori non era quello che credevano. Manco per niente.

Avevano già preparate le magliette, le sciarpette. Era tutto pronto, il Circo Massimo, il Colosseo, camion pieni di vernice erano in garage e scaldavano i motori per raggiungere ogni remoto angolo della città e dipingerla dei colori della peperonata, incuranti se si fosse trattato di macchine, marciapiedi, scale condominiali o l'Arco di Costantino. Le bandiere con la stella erano già pronte ad adornare ogni balcone, striscioni perculeggianti stavano per calare dal Colosseo o dal Pincio. Si preparavano piccoli e grandi soprusi, come quelli di dodici anni fa, macchine fermate a posti di blocco improvvisati, caroselli a qualsiasi ora, magari qualche piccola puncicatina che male non faceva. Tanto, so' regazzi. La città è loro, un po' di goliardia, che sarà mai.

Non abbiamo salvato noi stessi. Noi abbiamo la scorza dura, siamo abituati, ce lo avrebbero sgrullato come hanno sempre fatto. Abbiamo salvato una città. Ieri, oggi, domani, si può camminare respirando aria pura, guardare i monumenti senza temere di vederli danneggiati da orde che "sennò la festa non proseguisce", abbiamo ripulito l'etere da donnine a tette nude una gialla ed una rossa, da improvvisati neo-politici, neo-attori, neo-tutto che si riscoprono la maglietta della salute giallozozza nel momento della vittoria. Come diceva il saggio, bisogna saper perdere. Loro, che non si regolano mai, non sapendo vincere non sanno neanche perdere.

Vanished. Svaniti. Evaporati. Roma è tornata una città vivibile, con i suoi tanti, tantissimi problemi di ogni giorno, cui uno zingaro dalle orecchie a Coppa dei Campioni ha evitato un doloroso, pesante, cromaticamente irritante, sgradevole, volgare aggravio.
Ringraziateci, romani, che noi se semo ringraziati da soli. Domenica.

Guy Montag - Laziale
2013-06-02 18:14:45
QUALCUNO VI DIRA'


Qualcuno vi dirà che la Lazio, seppur fondata nel 1900, iniziò a giocare a calcio solamente dal 1910, in quanto fino ad allora società esclusivamente dedita ad attività podistiche. Vero che la Lazio fu fondata come podistica ma falso che iniziò a dare calci al pallone dieci anni dopo la sua fondazione. La storia, quella vera, racconta che la Lazio, dal 9 Gennaio 1900, crebbe rapidamente tanto che già nel primo anno di vita, oltre allo sport pedestre, si praticava il nuoto, il canottaggio e la ginnastica. Poi, nella nuova sede di via Valadier 6, nel gennaio del 1901 si presentò un certo Bruto Seghettini, membro del Racing Club Parigi, con in mano una sfera di cuoio: il primo pallone da football visto a Roma.
Seghettini evangelizzò i pionieri Laziali che diventarono i depositari del nuovo gioco, cominciò così anche nella città eterna, grazie alla Lazio, la pratica del calcio o football; tuttavia i Biancocelesti, essendo la prima società a Roma a praticare il gioco nato in Inghilterra, furono inizialmente costretti a sfidare... se stessi, oppure a giocare partite in Piazza d'Armi, dove i propri atleti erano soliti allenarsi, contro squadre di militari o preti in servizio nella capitale. I primi scampoli di calcio a Roma si ebbero durante i 'Ludi Romani' (manifestazione di varie discipline sportive indetta in onore del nuovo secolo) all'inizio del 1901. Proprio durante questa rassegna sportiva, il 28 gennaio 1901, si svolse il primo torneo di football a Roma; a sfidarsi furono la Lazio, il Veloce Club ed il Forza e Coraggio (due club dediti ad altre discipline), che proprio dai Laziali ed in particolare da Seghettini appresero per la prima volta le sommarie regole del nuovo gioco. Teatro della disputa fu il Motovelodromo Salario (via Isonzo). Va specificato anche che nel novembre 1901, per divulgare la pratica del football e le regole e trovare così avversari, la Lazio organizzò un sorta di accademia del football, con la collaborazione di altri clubs quali la Ginnastica Roma, lo Sporting Club e la Forza e Coraggio. Dopo quella prima volta dei Ludi Romani seguirono tante altre sfide occasionali al campo di Piazza D'Armi, che per circa dieci anni ospitò le partite 'Lazio contro tutti', situato da Viale Angelico e Viale delle Milizie, grosso modo nell'odierna area di P.zza Mazzini/P.zzale Clodio. A Piazza d'Armi ebbe luogo anche il primo derby della storia del calcio romano, giocato contro la Virtus (e vinto dalla Lazio 3 a 0), che poi altro non era che una squadra scissionista della Lazio stessa.
Alla Lazio, oltre al calcio, si deve la diffusione di un’altra nota attività sportiva sportiva: il rugby. Fu infatti proprio la società Biancoceleste a divulgarla tra i Romani a partire dal 1928.
La revisione di parte giallorossa sostiene che la Lazio istituì la sezione football nel 1910 e per questo non è quindi da considerarsi il club che ha introdotto il calcio a Roma. La verità, che la propaganda giallorossa omette volutamente, è che la Lazio istituì la sezione 10 anni dopo la sua fondazione, pur giocando regolamente al gioco del calcio dal gennaio 1901, per un motivo ben preciso e storico. Nel 1910 infatti, l’Antica Federazione Italiana del Football, si riorganizzò cambiando la denominazione in FIGC, chiedendo, per l’affiliazione ufficiale, di creare una sezione preposta ai clubs che non l’avessero ancora regolarizzata, pur avendola. La Lazio era uno di quei club che non l’aveva e a quel punto l’istituì per l’affiliazione alla Federazione. Questo non toglie di certo alla Lazio la paternità di aver divulgato il calcio tra i Romani, fatto certificato alle cronache dei giornali dell’epoca, da documenti ancora oggi visibili e dai racconti di chi c’era.

Qualcuno vi dirà che: allora perchè se la Lazio fu la prima a giocare il calcio a Roma non prese il nome della città ma quello della regione? Questa domanda è il fondamento primario della teoria romanista atta a screditare l'abbinamento Roma Urbe - SS Lazio. La risposta però è semplicissima: il 9 gennaio del 1900 a Roma, in Lungotevere all'altezza di Ponte Margherita, su una panchina di fronte a Piazza della Libertà nell'allora rione Prati, il romano Luigi Bigiarelli e otto suoi amici (in realtà erano di più) diedero vita ad una nuova società pedestre. La prima decisione da prendere era ovviamente il nome da dare alla nuova società. Per non creare confusione con la già esistente Società Ginnastica Roma si pensò a qualcosa di più grande di Roma, dove però Roma stessa fosse inglobata.
Si scelse LAZIO, in quanto il nome derivava dall'antico Latium Vetus, la zona dove nacque la città che secoli prima sottomise il mondo allora conosciuto. Per gli accusatori di fede giallorossa che ricordano che l'as roma porta il nome dell'Urbe rimembriamo un aspetto storico di quel tempo in materia di nomi, spesso votato all'uso di termini di tipo didascalico; dopo la Lazio, furono fondate moltissime società romane con nomi tutt'altro che identificabili con la città, quali, solo per citarne alcuni: Ardor, Audace, Esperia, Fortitudo, Libertas, Spes, Virtus, Vittoria, Fulgur, Juventus ecc. Ciò dimostra palesemente che dopo la Lazio, nessuno scelse di adottare un nome direttamente associabile a quello della città, anche per motivi strettamente legati alle forti rivalità rionali di Roma (che qui non spiegheremo per ovvie ragioni). Questo è quindi il motivo storico per cui, nel 1927 (ben 27 anni dopo la nascita del football nella capitale e decine e decine di clubs calcistici fondati) il nome roma fosse ancora 'disponibile' per l'idea politico-sportiva dell'abruzzese Foschi.
Come simbolo la Lazio scelse l'Aquila, riconducibile al vessillo storico delle legioni romane dell'antico impero. Se pensiamo che una delle massime più conosciute del leggendario Giulio Cesare era:" L'Aquila per ogni legione ed ogni legione per l'Aquila", quale simbolo più idoneo per rappresentare Roma? D'ispirazione romana e latina anche il motto scelto da Bigiarelli e compagni: Concordia Parvae Res Crescunt (Nella concordia le piccole cose crescono), estrapolato dall'opera Bellum Iugurthinum di Gaio Sallustio Crispo, storico romano e senatore della Repubblica Romana (86 a.c - 34 a.c.). Altra spiccata peculiarità romana fu il fatto che la Lazio, già dal 1906, prese casa nel cuore della centralissima Villa Borghese, nella casina dell'Uccelliera.
Più Romani di così!

Qualcuno vi dirà che il primo simbolo della Lazio non fu l'Aquila ispirata all'impero di Roma ma un bufalo. Falso. La leggenda creata per convenienza deriva dal fatto che, nel 1928 Carlin (Carlo Bergoglio) pubblicò sull'intera prima pagina del Guerin Sportivo una sua personale "Araldica dei Calci": inventò, su iniziativa del tutto autonoma, uno stemma per ogni squadra di calcio raffigurandolo con un animale, senza interpellare direttamente i clubs. Nacquero così la zebra della Juve, la gallina e il galletto di Padova e Bari, il canarino di Modena, l'orso dell'Alessandria. Carlin per le sue creazioni si rifaceva a tradizionali simboli cittadini (per esempio la leonessa di Brescia) oppure a immagini suggerite dal "carattere" della squadra. Non tutte le invenzioni furono accettate dai lettori del Guerino, tantomeno da quelle società che uno stemma già lo possedevano (vedi appunto la Lazio).
I fiorentini ad esempio non accettarono mai il grillo proposto da Carlin. Così fu per i Laziali, cui Carlin proponeva un bufalo (non certo rifacendosi alla città). Perché proprio questo animale? La risposta della revisione giallorossa è scontata ma ovviamente falsa. "Chi meglio di un bufalo è adatto a rappresentare la Lazio?", chiedeva Carlin, alludendo all' irruenza, alla capacità di travolgere, alla potenza della squadra Biancoceleste di quel periodo (non quindi al fatto di essere di origine extra cittadina come sostengono i romanisti). La società Biancoceleste e i tifosi Laziali non presero in considerazione il bufalo neanche un secondo, semplicemente perchè avevano un simbolo dal 1900 (comprovato anche da un'intestazione ufficiale della Podistica Lazio con l'Aquila, risalente ai primi anni del Novecento).

Qualcuno vi dirà che la prova che il primo simbolo della SS Lazio non è l'Aquila è nell'album figurine dei calciatori Panini annata 1963/64. In quella stagione lo scudo di rappresentanza della società Biancoceleste fu 'stranamente' raffigurato da una contadina (detta anche la 'ciociara'). Ciò ha tuttavia una spiegazione semplice e ben precisa. Quella con la 'ciociara' fu la prima figurina di serie A dedicata al simbolo della Lazio dalla Panini (le figurine calciatori furono inaugurate dal 1961), in quanto nei due anni precedenti (1961/62 e 1962/63) il club romano disputava la serie B. L'equivoco fu che la Lazio non comunicò ufficialmente il simbolo storico del 1900 (l'Aquila) alla casa modenese e la stessa Panini decise quindi autonomamente di raffigurare un simbolo fittizio abbinando la SS Lazio alla regione Lazio, scegliendo così una figura tipica regionale. All'epoca inoltre i simboli non erano ancora presenti sulle maglie da gioco come oggi e ciò ha dato fondamento a qualche tifoso giallorosso di rimarcare che quello del 1963/64 è il reale simbolo, non romano, della Lazio. Niente di più falso, anche perchè l'Aquila, come già spiegato per la storia del bufalo, è ben presente e radicata nel club Biancoceleste già dai primi anni del Novecento, con tanto di documenti storici dimostrabili dalla Polisportiva. Inoltre, per eliminare definitivamente l'equivoco della 'ciociara', l'anno successivo la SS Lazio comunicò alla Panini di considerare unicamente il simbolo dell'Aquila, che infatti dal 1964/65 è annualmente riprodotta nelle celebri figurine dei calciatori.

Qualcuno vi dirà che: come fanno i Laziali ad essere certi che la Lazio è nata proprio il 9 Gennaio 1900 e non in un altro giorno o mese o addirittura anno? Anche qui la risposta è semplice: la certezza sulla data di fondazione (che invece l'as roma non ha) è inequivocabile ed è dimostrabile storicamente da un trafiletto apparso il 10 Gennaio 1900 sul quotidiano Il Messaggero, all'epoca già uno dei più importanti quotidiani nazionali. A rafforzare la certezza della data di nascita della Lazio esiste anche lo statuto redatto ed approvato dai soci il 13 gennaio 1900 (con 21 regole) ed un altro articolo di giornale redatto dalla Gazzetta dello Sport il 15 gennaio 1900. Tutti documenti ancora oggi visibili e verificabili.

Qualcuno vi dirà che: "Chi è nato a Roma è romanista. I Laziali so quelli de fori le mura, che ce porteno l'ove fresche e le ricotte, e quanno arriveno in città, alzano la testa e dicono: "Guarda 'nmbò che cielo limbido!" (Alberto Sordi, 1982). Dicendo ciò Albertone, che rimane un uomo inimitabile, regalò alla tifoseria giallorossa uno sfottò e nulla più. Si perché il grande attore sapeva bene che un'altra persona, che non era romanista ma Laziale, era forse più 'Romano' di quanto lo fosse lui. Di chi parliamo? Di Carlo Alberti Salustri, meglio conosciuto come Trilussa, che cominciò a seguire le gesta della SS Lazio quando l'as roma ancora non era stata fondata... Potremmo fermarci qui e tanto basterebbe...
Tuttavia spingiamoci oltre, ricordando innanzitutto che la Lazio fu fondata da un romano, l'as roma no. La storia della Lazio, basta documentarsi, è intrisa di romanità pura (personaggi, sedi, tifosi celebri, luoghi, campi, aneddoti). Solo citandone alcuni (Trilussa l'abbiamo già menzionato), basta ricordare che tifosi Laziali erano: Anna Magnani (spesso si faceva fotografare con i giocatori Biancocelesti per scopi benefici), Mario Riva (per i più giovani quello del Musichiere, fu anche consigliere d'amministrazione della Lazio), Elena Fabrizi (si proprio lei, la Sora Lella. Nel suo famoso ristorante, dietro la cassa, c'era sempre un quadro con un poster incorniciato della Lazio), Mario Brega (Lazialissimo cosììì! nonostante i tanti ripetuti tentativi di associarlo all'as roma), Sandro Ciotti (anche ex giocatore Biancoceleste, del quale anche per l'appartenenza Laziale della famiglia Ciotti, Trilussa fu padrino di battesimo)...
I romanisti amano raccontare quello che gli fa piacere sentire, anche appropriandosi, voracemente, di simboli e vessilli dell'antica Roma, spesso avallati dalla stessa propaganda mediatica. Dimenticano però, o meglio fanno finta di non ricordare, che l'as roma è stata fondata da un abruzzese nel 1927 (per imposizione del regime) e che l'origine del tifo giallorosso affonda le sue radici nel ventennio fascista quando, verso la Capitale, ebbe sviluppo il massiccio insediamento demografico dalle regioni del centro-sud Italia. Ciò è dimostrabile anche oggi, in quanto se è vero che molti tifosi della Lazio sono si romani de Roma ma anche della regione Lazio (il che a nostro parere è tutt'altro che un disonore), è vero anche che molti tifosi giallorossi sono si romani o della regione Lazio (vedi i roma club Frosinone, Rieti ecc.) ma anche e soprattutto di origine calabrese, pugliese, campana, molisana, siciliana e in alcuni casi anche sarda. Questo non è attribuibile storicamente ai tifosi della Lazio, che scelgono la Lazio per appartenza storica e familiare, seguendo uno stile ben definito e totalmente differente da quello dei tifosi giallorossi, che spesso scelgono per moda, spirito di emulazione e ricerca d'integrazione alla massa. Ciò spiega anche perchè i romanisti sono considerati molti di più rispetto ai Laziali.
E' la storia a parlare... A differenza della SS Lazio, nata spontaneamente per un ideale sportivo senza imposizioni politiche, l'as roma fu fondata per esser assegnata ad una massa di nuovi tifosi già esistenti, tutt'altro che romani ed in gran parte emigranti meridionali. Si perchè a cavallo delle due guerre mondiali la popolazione romana, causa i flussi migratori dal sud dell'Italia, cominciò a cambiare radicalmente e gli ultimi arrivati iniziarono a tifare per il nuovo football club creato nel 1927 in nome della propaganda del partito nazionale fascista. In fondo quale miglior modo di aggregare la massa al partito se non il calcio? La popolazione di Roma passò di conseguenza da 400mila unità a quasi 2 milioni. Proprio per i motivi storici descritti, la SS Lazio 1900 rimane ad oggi la prima ed unica sopravvissuta (grazie al gen. Vaccaro) del folto gruppo di società calcistiche create nei primi anni del Novecento dai veri Romani di sette generazioni.
Verosimile anche pensare che con l'avvento della proprietà americana assoldata dal gruppo bancario Unicredit, l'as roma diventerà sempre più un 'prodotto' da esportazione e sempre meno riconducibile alla città di Roma, del quale porta il nome ma non il dna.

Qualcuno vi dirà che il Football Club Roman giocò al gioco del calcio (a carattere episodico) prima della Lazio. Essendo il Roman uno dei clubs che diedero origine alla fusione che generò l'as roma 1927 alcuni romanisti, sempre per convenienza, amano affermare che, per continuità storica, l'as roma ha quindi iniziato prima della Lazio. Niente di più falso. 1) Non esistono prove che il Roman organizzò partite prime della Lazio. 2) Il Roman ebbe una propria vita sportiva autonoma documentata (nonchè tifosi) e ben distinta prima del 1927, non attribuibile alla futura as roma, fondata ex novo da Italo Foschi. 3). La sezione calcistica del Roman fu istituita, secondo fonti autorevoli ed articoli di quotidiani dell'epoca, solamente nel 1903. La Lazio, pur istituendo la sezione football solamente nel 1910 per i motivi già descritti all’inizio di questo articolo, giocava al calcio già da due anni 4) E' lo stesso comune di Roma a riconoscere, ufficialmente, la Lazio come polisportiva più antica della capitale, includendo quindi anche le attività calcistiche.

Qualcuno vi dirà che la Società Ginnastica Roma svolse attività calcistiche ben prima della Lazio essendo stata fondata nel 1890. Niente di più falso perchè i dati e le informazioni storiche esistenti ci dicono chiaramente che la Ginnastica Roma si dedicò esclusivamente ad attività ginniche (è lo stesso libro del centenario della SGR a riportare attività calcistiche solamente dal 1921). Chiunque sostiene (su internet o altrove) che la Lazio non sia stata la prima a giocare ed introdurre il football a Roma dice il falso, non avendo documenti e quindi prove che possano dimostrarlo, ma solamente dati sommari, poco chiari, spesso contraddittori o totali invenzioni.

Qualcuno vi dirà che la prima squadra di Roma a retrocedere in serie B fu la Lazio nel 1926-27. Falso: non era la serie A a girone unico ma gironi plurimi con suddivisione geografica precedenti l'era della serie A con referente la FIGC. Era infatti la 1ª Divisione Laziale 1925-26. La prima a retrocedere in serie B nei campionati di serie A fu l'as roma nel campionato 1950/51. La prima retrocessione dei Biancocelesti invece risale alla stagione 1960/61, quindi dieci anni dopo i giallorossi.

Qualcuno vi dirà che: l'as roma ha vinto un titolo europeo prima della Lazio. Niente di più falso perchè i giallorossi hanno vinto un trofeo (la Coppa delle Fiere) mai organizzato e riconosciuto dalla Uefa. Falso (è l'organismo Uefa a dirlo), è anche che la Coppa delle Fiere (competizione estinta ad inviti) sia comunque l'antenata della coppa Uefa, ora Europa League (ciò riconoscerebbe quindi, secondo la revisione storica giallorossa, una coppa Uefa in bacheca). Vero è che la SS Lazio è stata la prima squadra di Roma ad imporsi in competizioni ufficiali Europee organizzate dalla Uefa ed in ben due occasioni: nel 1999, vincendo 'ultima edizione della Coppa delle Coppe e, sempre nel 1999, la Supercoppa Europea contro il Manchester United.

Qualcuno vi dirà che: il primo derby cittadino è stato vinto dalla as roma. Vero se si considera il derby dell'8 dicembre 1929, falso se consideriamo che la Lazio, prima del 1929 giocò e vinse decine e decine di derby cittadini contro diversi clubs romani, alcuni dei quali confluirono proprio nell'associazione sportiva roma sorta in data ignota nel 1927. Nessun dubbio invece sul record assoluto di derby vinti in una sola stagione, appartenente alla SS Lazio: 4 derby vinti su 4 (2 di campionato e 2 di coppa Italia) nell'annata 1997/98.

Qualcuno vi dirà che: la SS Lazio ha subito una delle più eclatanti sconfitte europee riportate da un club italiano (6 a 0). Vero, tuttavia va specificato per i romanisti a corto di memoria storica che, a differenza di Ferencvaros-as roma 8-0 conseguito al 90° minuto, Lens-Lazio 6-0 fu il risultato finale solamente dopo i tempi supplementari (i regolamentari terminarono infatti 2 a 0 per i francesi). Ricordiamo inoltre che l'as roma detiene, attualmente, l'umiliante record della peggior sconfitta nella storia della Champions League (per gare di quarti di finale), conseguito dopo il celebre Manchester United - as roma 7 - 1.

In conclusione tante e tante falsità, revisioni storiche create o modificate ad arte nel tentativo di sovvertire la vera storia e cioè che la prima squadra di calcio fondata a Roma è la Lazio 1900, l'unica vera squadra dalle origini ben definite e con il DNA romano.

«La Lazio è altro. La Lazio non proviene da: la Lazio è. Prima è nata la Lazio: i tifosi sono venuti dopo. Per altri, c'erano tifosi e gli è stata data una squadra da tifare»

Gen.Giorgio Vaccaro



(edited)
2013-06-02 20:51:38
guarda che poemi dovete scrivere per sentirvi al nostro livello, aggrappandovi a pochi e futili argomenti.

Continua ti prego :)


Ma scusa, ora che ci penso, che centra questo con il grave striscione che ho citato sopra?
(edited)
2013-06-02 21:52:32
guarda che poemi dovete scrivere per sentirvi al nostro livello, aggrappandovi a pochi e futili argomenti.
Tifoso riommanista

In questi giorni di goduria assoluta non riuscivo però a capire perché la mia (e anche della maggior parte dei Laziali) sensazione fosse in realtà più profonda e che si potesse riassumere nella parola Liberazione...Perché mi sentivo finalmente sollevato? Perché riuscivo ad amare questa città al 100% senza il pensiero "che bella che è, certo se non ci fossero i romanisti..."
Sì la Vittoria in un Derby unico, sì la coppa alzata in faccia, sì la loro disperazione, ma queste cose in fondo l'avevo già vissute altre volte...che cosa era? Dove è finito e perché c'era prima un senso di oppressione, una cappa che non mi faceva vivere al 100% i successi della mia Lazio e che, personalmente,mi faceva temere gli insuccessi davanti a loro tanto che non ce l'ho fatta a seguire allo stadio questo derby, io che ero presente anche a quello di Paparelli.....e finalmente l'ho capito...

Per anni, da sempre, nei film, in televisione, nei giornali, allo stadio, nelle scuole ci hanno riempito la testa con la loro retorica, la romanunsediscuteseama, i tifosi più passionali, quelli che mettono la roma al primo posto nella loro vita, il magnifico bobolo dei tifosi più tifosi del mondo ecc. ecc.
Certo, noi siamo altro e consideriamo stupido uno che sia tifoso in maniera così esistenziale però alla fine li subivamo perché come puoi competere con uno che ti dice che la roma è il suo unico grande amore, uno che la mette davanti alla moglie, alla fidanzata alla madre ai figli al lavoro ecc. ecc. e poi.....e poi che succede?

Che succede davanti alla disfatta, che cosa fanno i tifosi più tifosi del mondo?



...lasciano da SOLA la loro squadra!

Evacuano in due minuti come lo sciacquone di un cesso e LASCIANO la loro squadra, quella che nunsediscuteseama da SOLA..... a capo chino....a passare tra le forche caudine Laziali.....a ritirare la medaglietta di latta, perculata da 30.000 Laziali che gli sciarpavano in faccia...



Ecco cosa è successo, si sono sciolti, semplicemente, mostrando quello che erano.

Tifosi di cartapesta, come il loro idolo venduto nelle edicole in cartonato a grandezza naturale.

Non importa cosa succederà in futuro non dipenderà dai loro o dai nostri successi, neanche un nuovo derby di Coppa Italia infaustamente perso mi potrà far tornare indietro e quel giorno sarò presente e se proprio il destino vorrà farci perdere non lascerò sola la mia squadra, rimarrò sugli spalti e nella tristezza avrò dentro un sorriso di Liberazione, per sempre......




(edited)
2013-06-02 21:57:33
ti basta poco per essere felice. sono contento per te.
è una fortuna per te essere della lazio.
continua così
2013-06-02 22:30:22
Grazie, molto bello il QUALCUNO VI DIRA'.
Era proprio ciò che cercavo. Una risposta storico sociale sulla nascita dei 2 principali clubs di Roma e la causa della rivalità tanto esasperata tra le 2 tifoserie.
Ho letto tutto con molto piacere e ho pure trovato qualche riscontro all'idea che mi sto facendo sulla rivalità romana. Amo cercare di capire il perchè si arrivi a certi livelli fin troppo esasperati per chi guarda le cose da fuori.
Sarebbe interessante un contrappunto storico giallorosso. Almeno la campana laziale l'ho sentita ed ho apprezzato molto. Speriamo che qualche romanista contribuisca a farmi udire il rintocco giallorosso per avere un termine di confronto.
Alla fine non penso che mi schiererò da una parte o dall'altra: il mio cuore è nato neroazzurro e la mia passione è alimentata solo dallla Dea. Però, come amo il calcio ben giocato sono anche un'appassionata comare a cui piace informarsi sulle ''storie'' altrui :)
2013-06-02 22:34:14
...lasciano da SOLA la loro squadra!

Evacuano in due minuti come lo sciacquone di un cesso e LASCIANO la loro squadra, quella che nunsediscuteseama da SOLA..... a capo chino....a passare tra le forche caudine Laziali.....a ritirare la medaglietta di latta, perculata da 30.000 Laziali che gli sciarpavano in faccia...


Mon dieu! Questo, sinceramente, è proprio brutto :(
2013-06-02 22:42:23
Non credo che alcuno si abbasserà al livello di dover giustificare la propria fede, fatto sta che è meglio avere la curva che abbandona per protesta dopo 2stagioni orribili piuttosto che una curva con gente così:

Per chi si fosse perso le puntate precedenti, il 26 maggio all’Olimpico compare uno striscione in Curva Nord: «La storia è sempre quella, sul petto vuoi la stella». Nonostante certamente la stragrande maggioranza del tifo laziale sia pulita, sia altra cosa, il messaggio è chiaro. È diretto alla tifoseria romanista, la stella è quella di David. Eppure, vuoi perché i sostituti procuratori della Procura federali non sono eccessivamente severi nella relazione che allegano al referto arbitrale, vuoi perché il giudice della Lega non se la sente di punire la Lazio per quella che viene giudicata solo una sensazione degli 007 di Palazzi, fatto sta che non vengono adottati provvedimenti, come avvenuto invece in precedenza per gli ululati di parte della Sud nei confronti di Balotelli. Questione grave viene ritenuta la seconda, come grave è la prima.
2013-06-03 00:23:03
Mon dieu! Questo, sinceramente, è proprio brutto :(

vero, ma finché c'è gente che porta avanti la filosofia del "vincere è l'unica cosa che conta"... questo è il risultato. Altri invece cantano you'll never walk alone. Amarezza :S
2013-06-03 22:14:33
2013-06-03 22:55:30
tutti sti discorsi Lazio - Roma mi fanno davvero accapponare la pelle :/ laziali, basta avete vinto, volete un applauso eccovelo

e che palle
2013-06-03 22:59:14
Ahahahah moro!!
2013-06-03 23:03:11
Non fare così. Gli rovini la festa.
Loro non hanno vinto.
Hanno trionfato.
C'hanno sventolato in faccia la coppa.
Ci hanno schiantato, umiliato.
Ci hanno risbattuto nella fogna dove meritiamo di essere e tirato lo sciacquone.
Hanno dimostrato a tutti che siamo fasulli come il nostro cappetano.
Hanno dimostrato che a Roma ci sono solo loro
E che sono nati prima
E che sono dei signori, loro, mica come noi, che siamo pure un po' negri e un po' ebrei

E tu la liquidi con un "basta, avete vinto, e che palle?"

Un po' di rispetto per chi passa la vita rodendosi il fegato, cribbio
(edited)
2013-06-03 23:05:30
Scommetto che 'sto tizio lo vedremo presto in televisione :)