Subpage under development, new version coming soon!
Subject: sudafrica,minatori uccisi
- 1
pigna76 [del] to
All
Migliaia di lavoratori da giorni protestano nel nord-ovest
del Paese armati di machete: «Aumentateci subito i salari»
E' salito ad almeno 36 morti il bilancio dei violenti scontri tra la polizia sudafricana e i minatori in sciopero a Marikana, nel nord-ovest del Paese, quando gli agenti nel tentativo di disperdere i manifestanti hanno aperto il fuoco indiscriminatamente contro la folla. Lo ha reso noto l'Unione nazionale dei minatori, mentre fonti della polizia e il governo locale parlano di circa 30 vittime. Questi decessi si aggiungo ai dieci morti delle violenze di domenica scorsa.
''Siamo addolorati per queste perdite di vite umane. Il bilancio che noi abbiamo è di 36 persone rimaste uccise'', ha dichiarato il segretario generale del sindacato, Frans Baleni. La miniera al centro delle proteste è gestita dalla società Lonmin, il terzo più grande produttore di platino del mondo.
Nel sito a 100 km da Johannnesburg lavorano oltre 3.000 minatori guadagnando in media 400 euro al mese, che reclamano un aumento dello stipendio pari al triplo della paga attuale. L'azienda non intende cedere e minaccia di licenziare in massa i dipendenti se non si porrà fine alle dimostrazioni.
I poliziotti hanno sparato per "difendersi" dai manifestanti armati di machete e spranghe, ha detto oggi il commissario della polizia sudafricana Riah Phiyega in una conferenza stampa
brutta storia in un paese tra quelli maggiormente in via di sviluppo
del Paese armati di machete: «Aumentateci subito i salari»
E' salito ad almeno 36 morti il bilancio dei violenti scontri tra la polizia sudafricana e i minatori in sciopero a Marikana, nel nord-ovest del Paese, quando gli agenti nel tentativo di disperdere i manifestanti hanno aperto il fuoco indiscriminatamente contro la folla. Lo ha reso noto l'Unione nazionale dei minatori, mentre fonti della polizia e il governo locale parlano di circa 30 vittime. Questi decessi si aggiungo ai dieci morti delle violenze di domenica scorsa.
''Siamo addolorati per queste perdite di vite umane. Il bilancio che noi abbiamo è di 36 persone rimaste uccise'', ha dichiarato il segretario generale del sindacato, Frans Baleni. La miniera al centro delle proteste è gestita dalla società Lonmin, il terzo più grande produttore di platino del mondo.
Nel sito a 100 km da Johannnesburg lavorano oltre 3.000 minatori guadagnando in media 400 euro al mese, che reclamano un aumento dello stipendio pari al triplo della paga attuale. L'azienda non intende cedere e minaccia di licenziare in massa i dipendenti se non si porrà fine alle dimostrazioni.
I poliziotti hanno sparato per "difendersi" dai manifestanti armati di machete e spranghe, ha detto oggi il commissario della polizia sudafricana Riah Phiyega in una conferenza stampa
brutta storia in un paese tra quelli maggiormente in via di sviluppo
il discorso sulla "brutta storia" credo che sia ben più vasto.
non so cosa abbia scatenato l'ira della polizia,certo che i lavoratori erano armati di machete,però sparare a zero sulla folla dei manifestanti,non può avere alcuna giustificazione! gente che protestava perchè fa un lavoro tra i peggiori in assoluto,guadagnando 400 euro e li facevano vivere in catapecchie che neppure l'acqua corrente avevano!
"brutta storia" per commentare l'episodio in sè,poi che il problema sia molto più vasto penso si sappia e non riguarda solo il sudafrica,vedi Cina e tanti altri paesi in via di sviluppo
Massima solidarieta'.
Pero' mi sorge spontanea una considerazione (non sapendo i dettagli della vicenda): 400 euro al mese?
Non mi sembrano pochi... c'e' gente in Italia che guadagna meno!
Quando vedremo queste scene anche in Italia? (e non e' un auspicio il mio)
Pero' mi sorge spontanea una considerazione (non sapendo i dettagli della vicenda): 400 euro al mese?
Non mi sembrano pochi... c'e' gente in Italia che guadagna meno!
Quando vedremo queste scene anche in Italia? (e non e' un auspicio il mio)
Spese mensili di una coppia media che vive in una zona urbana in Sud Africa
affitto: 5.000 Rand – Euro 460
•cibo: 2.500 – Euro 230
•bollette elettricità (non si usa il gas): 300 Rand – Euro 28
•telefono e internet: 500 Rand – Euro 46
•assicurazione medica 2 persone: 2.000 Rand – Euro 185
•macchina nuova rata mensile 2.500 Rand – Euro 230
•benzina: per macchina 400 Rand – Euro 370
•assicurazione macchina: 300 Rand – Euro 28
Lo stipendio medio di un operaio specializzato non va al di sopra dei 3-400 euro al mese, mentre gli stipendi dei manager sono altissimi, arrivano anche a 3-400mila euro l’anno”.
voglioviverecosì.com
affitto: 5.000 Rand – Euro 460
•cibo: 2.500 – Euro 230
•bollette elettricità (non si usa il gas): 300 Rand – Euro 28
•telefono e internet: 500 Rand – Euro 46
•assicurazione medica 2 persone: 2.000 Rand – Euro 185
•macchina nuova rata mensile 2.500 Rand – Euro 230
•benzina: per macchina 400 Rand – Euro 370
•assicurazione macchina: 300 Rand – Euro 28
Lo stipendio medio di un operaio specializzato non va al di sopra dei 3-400 euro al mese, mentre gli stipendi dei manager sono altissimi, arrivano anche a 3-400mila euro l’anno”.
voglioviverecosì.com
mandela ha creato uno stato, non un popolo (per carità, mandela ha dimostrato di avere sotto due coglioni che fumavano con le sue scelte contro l'apartheid).
nel 1994 incontrai un professore di economia della università di città del capo il quale mi spiegò che, con la fine dell'apartheid cominciava il periodo in cui le varie tribù locali dovevano essere messe d'accordo, perchè il nemico comune era stato sconfitto.
mi disse che non sarebbero mai riusciti ad intraprendere la via di uno stato moderno senza l'accordo tra le tribù le quali si odiavano da millenni.
sono problemi che vivono da decenni in sudafrica che, nei momenti di crisi, collassano in realtà drammatiche come queste.
nel 1994 incontrai un professore di economia della università di città del capo il quale mi spiegò che, con la fine dell'apartheid cominciava il periodo in cui le varie tribù locali dovevano essere messe d'accordo, perchè il nemico comune era stato sconfitto.
mi disse che non sarebbero mai riusciti ad intraprendere la via di uno stato moderno senza l'accordo tra le tribù le quali si odiavano da millenni.
sono problemi che vivono da decenni in sudafrica che, nei momenti di crisi, collassano in realtà drammatiche come queste.
MARIKANA (SUDAFRICA) - Uccisi a colpi di pistola sparati alla schiena, mentre fuggivano, a bruciapelo, senza possibilità di difendersi. Secondo l'autopsia, sono morti così i 34 minatori sudafricani in sciopero, negli scontri con la polizia, il 16 agosto scorso, alla miniera di Marikana.
"Il rapporto indica che i minatori stavano fuggendo dalla polizia quando sono stati colpiti alle spalle", riferisce una fonte anonima vicina all'inchiesta, citata dal quotidiano sudafricano The Star. Le autorità si sono rifiutate di rilasciare commenti sulle indiscrezioni ed è tuttora in corso un'inchiesta ad hoc voluta dal presidente sudafricano Jacob Zuma per chiarire la dinamica della strage nella quale sono morti 44 minatori. I poliziotti sostengono la tesi della legittima difesa: "la folla ostile che avanzava verso di noi armati di machete, bastoni e armi da fuoco".
"Il rapporto indica che i minatori stavano fuggendo dalla polizia quando sono stati colpiti alle spalle", riferisce una fonte anonima vicina all'inchiesta, citata dal quotidiano sudafricano The Star. Le autorità si sono rifiutate di rilasciare commenti sulle indiscrezioni ed è tuttora in corso un'inchiesta ad hoc voluta dal presidente sudafricano Jacob Zuma per chiarire la dinamica della strage nella quale sono morti 44 minatori. I poliziotti sostengono la tesi della legittima difesa: "la folla ostile che avanzava verso di noi armati di machete, bastoni e armi da fuoco".
La fine dello sciopero dei minatori
I minatori in sciopero da cinque settimane in Sudafrica e la compagnia mineraria Lonmin hanno raggiunto un accordo. Gli operai torneranno al lavoro il 20 settembre. L’intesa prevede un aumento agli stipendi del 22 per cento. Lo stipendio medio di un minatore diventerà di 1.030 euro.
Gli scioperi dei dipendenti della Lonmin nella miniera di platino di Marikana hanno portato a scontri con la polizia locale, culminati il 17 agosto con la morte di 45 persone, per la maggior parte lavoratori nella cava. Il resoconto del Mail & Guardian.
“Ora tutte le altre aziende del settore saranno costrette a seguire l’esempio della Lonmin”, scrive il sito Daily Maverick.
internazionale
I minatori in sciopero da cinque settimane in Sudafrica e la compagnia mineraria Lonmin hanno raggiunto un accordo. Gli operai torneranno al lavoro il 20 settembre. L’intesa prevede un aumento agli stipendi del 22 per cento. Lo stipendio medio di un minatore diventerà di 1.030 euro.
Gli scioperi dei dipendenti della Lonmin nella miniera di platino di Marikana hanno portato a scontri con la polizia locale, culminati il 17 agosto con la morte di 45 persone, per la maggior parte lavoratori nella cava. Il resoconto del Mail & Guardian.
“Ora tutte le altre aziende del settore saranno costrette a seguire l’esempio della Lonmin”, scrive il sito Daily Maverick.
internazionale
Anglo American Platinum (Amplats) ha mantenuto la promessa. Dopo tre settimane di scioperi illegali nelle sue miniere di platino del Rustenburg, in Sudafrica, la società ha inviato 12mila lettere di licenziamento. Un provvedimento annunciatoda tempo, che tuttavia segna un'ulteriore escalation nella già esplosiva situazione del Paese.
I licenziamenti rischiano di fomentare le violenze, dopo il bagno di sangue in cui era culminato un altro sciopero illegale: quello nella miniera Marikana, di Lonmin, dove la polizia lo scorso 16 agosto ha ucciso 34 persone.
Secondo notizie non confermate dalle forze dell'ordine, ci sarebbe già stato un morto anche durante le proteste vicino alle miniere di Amplats: un uomo, colpito da proiettili di gomma usati per disperdere i manifestanti
In gennaio anche Impala Platinum (Implats) aveva reagito con licenziamenti di massa agli scioperi che l'avevano colpita nella stessa regione del Rustenburg, facendole perdere 80mila once di produzione. Dovette fare marcia indietro, riassumendo gran parte dei licenziati e concedendo aumenti di stipendio.
Amplats, il maggior fornitore mondiale di platino, ha già perso 39mila once di produzione, per un valore di 81 milioni di dollari. Scendere a compromessi con gli scioperanti le risulta particolarmente difficile, dopo aver subìto nel primo semestre un crollo del 78% dei profitti, legato in buona parte dall'aumento dei costi (+10% nel caso del personale). Fare la voce grossa potrebbe forse evitarle ulteriori proteste: un'altra controllata di AngloAmerican, Kumba Iron Ore, ha dovuto chiudere un deposito di minerale di ferro causa sciopero. Ma la sua severità potrebbe anche fare da miccia a nuove proteste e violenze.
I licenziamenti rischiano di fomentare le violenze, dopo il bagno di sangue in cui era culminato un altro sciopero illegale: quello nella miniera Marikana, di Lonmin, dove la polizia lo scorso 16 agosto ha ucciso 34 persone.
Secondo notizie non confermate dalle forze dell'ordine, ci sarebbe già stato un morto anche durante le proteste vicino alle miniere di Amplats: un uomo, colpito da proiettili di gomma usati per disperdere i manifestanti
In gennaio anche Impala Platinum (Implats) aveva reagito con licenziamenti di massa agli scioperi che l'avevano colpita nella stessa regione del Rustenburg, facendole perdere 80mila once di produzione. Dovette fare marcia indietro, riassumendo gran parte dei licenziati e concedendo aumenti di stipendio.
Amplats, il maggior fornitore mondiale di platino, ha già perso 39mila once di produzione, per un valore di 81 milioni di dollari. Scendere a compromessi con gli scioperanti le risulta particolarmente difficile, dopo aver subìto nel primo semestre un crollo del 78% dei profitti, legato in buona parte dall'aumento dei costi (+10% nel caso del personale). Fare la voce grossa potrebbe forse evitarle ulteriori proteste: un'altra controllata di AngloAmerican, Kumba Iron Ore, ha dovuto chiudere un deposito di minerale di ferro causa sciopero. Ma la sua severità potrebbe anche fare da miccia a nuove proteste e violenze.
12mila lettere di licenziamento
12 mila famiglie rovinate per i soldi di una manciata di uomini
12 mila famiglie rovinate per i soldi di una manciata di uomini
- 1