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Subject: Ucciso ambasciatore americano in Libia

2012-09-13 18:40:22
esatto credo sia un semplice presupposto per sfogarsi contro il padrone USA

2012-09-13 18:44:27
il problema è che negli USA c'è la campagna elettorale, infatti Romney non ha esitato a cavalcare subito l'onda... chissà se gli americani nelle urne si ricorderanno delle guerre perse e costate migliaia di morti dei Bush

spero che, per una volta, dagli USA arrivi un altro tipo di segnale
2012-09-13 18:48:08
mi sbaglierò ma non si aspettava altro anche per alimentare l'economia..
2012-09-13 18:50:08
beh, l'industria bellica raddrizza tutte le curve, anche in italia :/
2012-09-13 22:41:48
dopo che la NATO e gli USA hanno contribuito a non far diventare la Libia come la Siria è successo questo...credo che anche qui, per un film, l'umanità stia toccando il fondo
2012-09-13 22:49:14
commenti leggibili spesso sui giornali principali:

..è riprovevole e disgustoso leggere che ancora qualcuno parla di crociate e morti provocati dal cristianesimo, quando sappiamo che non c'è religione che abbia provocato in tutto il mondo, più morte, distruzione e schiavitù dell'Islam. E ciò fa dell'Islam un sistema politico razzista e colonialista il cui unico obiettivo è la sottomissione del mondo intero alla sua Legge. Ma nessuno qui in Occidente fa nulla per condannare tutto questo. E loro ridono della nostra debolezza, della nostra democrazia.

altro passo: "pompare" la gente con odio generalizzato verso un "non so bene cosa"
2012-09-14 00:17:55
questo imho è il pezzo vincitore del premio "prostituzione intellettuale dell'anno":

Il GIORNALE - Magdi Cristiano Allam : " Torna l'islam assassino "


Magdi C. Allam

Islam assassino. Dietro gli attac­chi terroristici alle ambasciate americane a Bengasi e al Cairo non c’è una scheggia impazzi­ta, addirittura nemica del «vero islam»,così come predicano i relativi­sti nostrani, da Obama che si è inna­morato del Corano e difende Mao­metto a Monti che ha il portafogli che gli batte al posto del cuore, da que­st’Unio­ne europea che finanzia gene­rosamente e follemente i nostri carne­fici dal Marocco alla Siria a quella par­te della Chiesa che si è invaghita del dialogo fine a se stesso culminando nella legittimazione dell’islam che corrisponde alla negazione del cri­stianesimo.
Non è questa la verità! Aprite bene gli occhi, guardate chi si accalcava di fronte alle due ambasciate e ha pro­tetto alle spalle i terroristi che si sono fatti largo a suon di bombe e di razzi. Erano uomini e donne, giovani, adul­ti e anziani, apparentemente perso­ne come tutte le altre. Leggete ciò che era scritto sui cartelli e sui Corani aperti che innalzavano, la nostra con­dan­na a morte per aver osato offende­re il loro profeta. Ascoltate bene le in­citazioni contro l’Occidente proferi­te ad alta voce dagli istigatori del­l’odio che si mescolavano beatamen­te tra la folla. No! Non è una scheggia impazzita! La verità che è sotto i no­stri occhi e che sentiamo con le no­stre orecchie è che questo terrorismo islamico è la punta dell’iceberg di una realtà popolare più ampia, diffu­sa e radicata che lo legittima, lo sostie­ne e lo finanzia. E oggi, grazie al suc­cesso della cosiddetta «primavera araba», trova pieno incoraggiamen­to da parte dei regimi islamici al pote­re che non hanno mosso un dito per impedire che si perpetrassero gli at­tentati. Le due ambasciate sono situa­te in zone centralissime, da sempre sotto il rigido controllo delle autorità di sicurezza che però, chissà come, in questa circostanza non sono interve­nute. I terroristi hanno agito in modo indisturbato sia nella fase dell’assalto e del saccheggio delle ambasciate sia quando han­no dato alle fiamme la bandiera americana sostituendola con quella nera di Al Qaida sia infine quando hanno giustiziato l’am­basciatore Chris Stevens, un di­plomatico e due marines.
La verità è che «il vero islam» da cui sono posseduti i musulma­ni è un’ideologia che istiga al­l’odio, alla violenza e alla morte dei non musulmani. La verità è che però non lo possiamo dire perché quest’Occidente vile, ignorante, pavido, venduto, vota­to al suicidio preferisce rinnega­re la verità e rinunciare alla liber­tà pur di non urtare la suscettibili­tà degli islamici, di non prendere atto che la radice del male non era Bin Laden ma il Corano e Mao­metto a cui lui ha obbedito cieca­mente. Obama, tramite un comu­nicato emesso dall’ambasciata americana al Cairo, si era addirit­tura scusato per la diffusione di un video L'innocenza sui musul­mani , prodotto negli Stati Uniti, in cui Maometto viene raffigura­to come un pedofilo. Perché mai non possiamo dire che Maomet­to, come attesta la sua biografia ufficiale, sposò Aisha quando lei aveva 6 anni? È un fatto oggetti­vo. Perché mai non possiamo di­re che Maometto, sempre come attesta la sua biografia ufficiale, ha partecipato nel 627 alle porte di Medina allo sgozzamento e al­la decapitazione di circa 800 ebrei nella tribù dei Banu Quray­za? È un fatto oggettivo.
Svegliamoci. Riscattiamo il di­ritto e il dovere di usare la ragio­ne, di essere pienamente noi stes­si almeno qui dentro casa nostra! Abbiamo sbagliato tutto con gli islamici. Proprio nell’undicesi­mo anniversario dell’11 settem­bre, gli attentati di Bengasi e del Cairo ci fanno toccare con mano una verità elementare: con tutti coloro che hanno come unici refe­renti ideologici il Corano e Mao­metto, non è in alcun modo possi­bile pervenire alla pace, tutt’al più a una tregua armata pari a quella stipulata nel 628 da Mao­metto a Hudaibiya con i nemici meccani e violata subito dopo quando si invertirono i rapporti di forza. Fu un madornale errore di Bush e di Blair quello di imma­ginare­che alleandosi con i Fratel­li musulmani avrebbero diviso lo schieramento radicale islamico e sconfitto Al Qaida. Oggi i Fratel­li musulmani sono al potere sulla sponda meridionale del Mediter­raneo­e stanno dilagando in quel­la orientale, mentre Al Qaida con­trolla dei territori al pari di uno Stato nel Mali, Somalia, Nigeria e Yemen. Di ciò dobbiamo ringra­ziare Obama e gli europei che si sono invaghiti della cosiddetta «primavera araba» e che conti­nuano a sostenere i feroci nemici degli ebrei, dei cristiani, di Israe­le e delle donne. Perché la verità è che l’islam è incompatibile con la democrazia.
La Libia avrebbe dovuto essere totalmente grata agli Stati Uniti che si sono sobbarcati l’onere maggiore della guerra di «libera­zione »dall’odioso regime dittato­riale di Gheddafi. Proprio nel giorno in cui, commemorando l’11 settembre, Obama sostene­va che gli Stati Uniti sono in guer­ra solo contro Al Qaida e non con­tro l’islam, la risposta è stata la strage degli americani. Probabil­mente il film «blasfemo» o la con­ferma dell’uccisione del numero due di Al Qaida, Anas Al-Libi, so­no solo pretesti. Lo avrebbero fat­to comunque perché è solo così che l’islam trionferà. Sveglia Oc­cidente! Basta relativismo. Basta islamicamente corretto. Basta dialogo fine a se stesso. Fermia­mo l'invasione islamica prima che sia troppo tardi.

(edited)
2012-09-14 00:37:57
Sì ma in America è un gioco a perdere, Obama le manda comunque le truppe, sono tutti fantocci della S&B.
Uno è invasato, l'altro è più invasato, puoi solo limitare i danni che di sicuro arriveranno in ogni caso.
Tra l'altro mi sembra una lotta tra dementi, gli invasati della guerra e gli invasati della religione (non dico che un religioso sia demente, non sia mai, ma quando arrivi a bruciare e uccidere un terzo per la rispettabilità della tua fede sì, lo sei), accomunati quanto mai da un feticcio che obnubila le loro menti e offusca le sinapsi in modo tale da far prevalere l'istinto sul raziocinio.
2012-09-14 08:56:26
dopo che la NATO e gli USA hanno contribuito a non far diventare la Libia come la Siria è successo questo...credo che anche qui, per un film, l'umanità stia toccando il fondo

Nato e Usa hanno anche lasciato li Gheddafi per 40 anni senza colpo ferire, coccolandolo anche (sopratutto quando non rompeva i maroni) a prescindere dai diritti umani..
Fossi libico non credo avrei simpatia per il mondo occidentale..
2012-09-14 11:27:05
dite quello che volete resta il fatto che a modo suo Gheddafi è stato un buon guardiano della zona per decenni e lo hanno(abbiamo) pagato pure parecchio per farlo.
ora ci vorranno anni se non decenni perchè si ristabilisca un minimo di equilibrio o squilibrio controllato:(:(:(
2012-09-15 01:01:38
OFFENSIVA MASSICCIA CONTRO L'INSEDIAMENTO DELLA NATO
Afghanistan, assalto alla base aerea alleata
Uccisi due marine s americani, molti i feriti
Attacco dei talebani alla base di Camp Bastion, nella provincia di Helmand nel sud del Paese


Uno scorcio di Camp Bastion durante una cerimonia ufficiale (Afp)
Almeno due marines americani sono rimasti uccisi in un attacco, descritto come «complesso», sferrato dai talebani nella base aerea di Camp Bastion, guidata dai britannici, nella provincia di Helmand nel sud dell'Afghanistan. Lo rendono noto fonti americane sotto anonimato, parlando anche di alcuni feriti ma senza fornire ulteriori dettagli. Da quanto apprendono le agenzie di stampa internazionali, l'attacco sarebbe stato massiccio, sferrato con armi da fuoco, lanciagranate e lanciamissili e nel corso dell'azione sarebbero stati colpiti anche alcuni dei velivoli parcheggiati. Camp bastion si trova a breve distanza dalla base americana di Camp Leatherneck, il principale avamposto dei marines Usa in questa zona del Paese, da cui probabilmente provenivano le due vittime.
2012-09-15 01:21:34
ora ci vorranno anni se non decenni perchè si ristabilisca un minimo di equilibrio o squilibrio controllato:(:(:(

io non avrei mai vissuto sotto gheddafi e non lo auguro ad altri, per cui non ho tutta questa voglia di un ritorno al passato.
2012-09-15 01:38:21
ci sono testimonianze di cristiani in Siria che affermano che finchè Assad controllava lo stato vivevano benissimo, ora con i ribelli devono scappare e nascondersi

a me sembra che questo mondo dell'Islam si lasci trasportare seguendo la direzione dettata da pochi e senza un po' di ragionamento proprio...stanno uccidendo della gente che magari questo film non lo avrebbe mai visto e in caso non lo avrebbe mai condiviso...è semplicemente furia senza senso per dare la colpa a qualcuno di qualcosa per sentito dire
2012-09-15 02:07:53
questo è quasi ovvio, il problema è che è l'intero mondo ad andare così, è la vita umana che è così...

perciò o ti adegui combattendoli cercando si sopravvivere sovrastandoli o ti adegui evitandoli cercando di sopravvivere a queste sfuriate nella speranza che da soli trovino un equilibrio (che sinceramente manca anche a noi)

l'opzione conviviamo pacificamente io mi faccio i fatti miei e tu ti fai i fatti tuoi non è contemplata
2012-09-15 05:00:31
Nato e Usa hanno anche lasciato li Gheddafi per 40 anni senza colpo ferire,

Si beh.... a parte quando gli hanno sventrato la casa con un missile e quando gli hanno ammazzato un paio di figli...
2012-09-16 12:33:19
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2012/09/14/Manifestanti-irrompono-ambasciata-Germania-Sudan_7474605.html

Stati Uniti evacuano due ambasciate
Via lo staff americano dalle sedi di Tunisi e del Sudan. Studenti in piazza a Kabul

NEW YORK - Gli Stati Uniti evacuano le ambasciate di Tunisi e Khartoum, ordinando alle famiglie e al personale non essenziale di abbandonarle. E ai cittadini americani chiedono di lasciare la Tunisia su voli di linea e comunque sconsigliano di viaggiare in quel Paese e in Sudan.

L'allarme del Dipartimento di Stato arriva in una giornata di calma relativa nei paesi della primavera araba dopo le proteste violente dei giorni scorsi nei confronti del film anti-islam. Agitazioni che metteranno alla prova la diplomazia americana e il presidente Barack Obama.

L'amministrazione - secondo indiscrezioni riportate dalla stampa - ritiene che "le proteste violente nei paesi musulmani possano presagire a una crisi prolungata con conseguenze diplomatiche e politiche imprevedibili". La tensione si evince dall'allerta del Dipartimento di Stato. "Tutto il personale non di emergenza del governo americano in Tunisia deve partire in seguito agli attacchi all'ambasciata di Tunisi" si legge in una nota.

Famiglie e personale non essenziale devono lasciare anche Khartoum. Agli americani, in via generale, è sconsigliato di viaggiare in Tunisia e in Sudan. Per Obama le proteste sono la più seria crisi di politica estera della stagione elettorale e secondo gli analisti alimenteranno le domande sui suoi principi politici in Medio Oriente, agitando dubbi sulla gestione della primavera araba e sull'adeguatezza della risposta dell'amministrazione ai timori sulla sicurezza. Secondo alcuni osservatori Obama non è riuscito a trovare il giusto equilibrio fra appoggiare la democrazia nel mondo musulmano e salvaguardare gli interessi americani in una regione strategica, il Medio oriente, dove i governi autoritari sono stati sostituiti da partiti pro-Islam, alcuni dei quali nemici degli Stati Uniti. L'amministrazione respinge le critiche, mettendo in evidenza come Obama sia riuscito a migliorare la posizione americana nel mondo musulmano. "Abbiamo compiuto molta strada nel dimostrare che gli Stati Uniti non sono in guerra con l'Islam" afferma Benjamin Rhodes, consigliere per la sicurezza nazionale. "E' chiaro che restano sfide in parte del mondo arabo".

STUDENTI IN PIAZZA A KABUL - Circa 1.500 studenti sono scesi in piazza oggi a Kabul per protestare contro il film anti-Islam, dopo che ieri manifestazioni pacifiche si erano svolte nell'est dell'Afghanistan. Lo riferisce la polizia. I dimostranti si sono radunati per un'ora presso l'università di Kabul, gridando slogan come "Morte all'America". La protesta si è conclusa senza incidenti.

AL QAIDA URLA,UCCIDETE DIPLOMATICI USA
di Rossella Benevenia

"Continuate le proteste, attaccate e incendiate le ambasciate americane, uccidete i diplomatici Usa": il giorno dopo il 'venerdi' della rabbia islamicà che ha riempito le piazze di gran parte delle capitali musulmane dal Nord Africa al Sud Est Asiatico, al Qaida nella Penisola arabica (Aqap) si fa portavoce dell'organizzazione terroristica creata da Osama bin Laden. E scaglia nuovi rabbiosi incitamenti alla violenza, "giusta reazione" all'offensivo film su Maometto messo su Youtube una settimana fa e definito "ennesimo capitolo" della "guerra dei crociati" contro l'islam.

"Chiunque si avvicini ad ambasciatori o emissari dell'America deve seguire l'esempio dei discendenti (libici) di Omar al Mukhtar, che hanno ammazzato (a Bengasi) l'ambasciatore americano", afferma il comunicato di Al Qaida nella Penisola Arabica. E aggiunge che l'eliminazione delle ambasciate e dei consolati deve "essere un passo verso la liberazione dei Paesi musulmani dall'egemonia e dall'arroganza americane". Il citato Omar al Mukhtar (1861-1931), libico, soprannominato 'il leone del deserto', religioso e guerrigliero, guidò la resistenza anticoloniale contro l'Italia ed è per la Libia un eroe nazionale.

L'allarme resta dunque altissimo, anche se oggi non è stata segnalata alcuna protesta islamica di rilievo nelle capitali arabe. Manifestazioni con centinaia di persone nelle strade in Indonesia, il Paese musulmano più popolato al mondo, e in Australia si sono svolte nella calma. Per contro la protesta islamica anti-Usa oggi è scesa in piazza a Parigi e Anversa: sia la polizia francese che quella belga, a seguito di scontri, hanno fermato un centinaio di persone. Oltre ad Al-Qaida nella Penisola Arabica, anche gli integralisti islamici somali e i talebani pachistani oggi hanno diffuso appelli che incitano ad attaccare edifici e installazioni americane nel mondo.

Già la notte scorsa i talebani afghani hanno attaccato la base dove da qualche giorno tra i soldati britannici è in servizio il principe Harry. Il rampollo della casa reale è rimasto illeso ma sono stati uccisi due soldati Usa. La volontà sempre più chiaramente espressa sembra essere quella di 'mondializzare' il più possibile la "guerra ai crociati", trasformando in pretesto ogni più o meno discutibile evento. Aqap ha messo in rete oggi anche un altro comunicato: il sanguinoso assalto al consolato statunitense a Bengasi, afferma, non è solo la conseguenza del film blasfemo girato negli Stati Uniti, ma anche della morte del numero 2 della rete terroristica, Abu Yahya al-Libi, ucciso in giugno da un drone americano in Pakistan.

Ipotesi plausibile, secondo gli osservatori, se si crede - come ha dichiarato oggi il presidente dell'Assemblea nazionale libica Mohamed al-Megaryef - al fatto che il mortale attacco di martedì notte a Bengasi era stato "pianificato" da tempo ed é stato portato a termine meticolosamente. La doppia uscita su Internet di Al Qaida nella Penisola Arabica, organizzazione che ha la sua base nello Yemen, sembra peraltro aver sortito nell'immediato più un effetto a livello di governi che di piazza. Sia il Parlamento yemenita che il governo del Sudan hanno infatti respinto la richiesta, fatta da Washington, di inviare altri marines a Sanaa e a Khartoum per proteggere le sue sedi diplomatiche da eventuali altri attacchi.

"Diciamo no a qualunque forma di presenza straniera" nello Yemen, ha comunicato in serata il Parlamento, precisando che sono le autorità locali a dover garantire la protezione alle ambasciate straniere. Il Sudan ha seguito a ruota. Khartoum "é in grado di proteggere le missioni diplomatiche e i suoi ospiti del corpo diplomatico", ha dichiarato il ministro degli Esteri Ali Ahmed Karti. Due 'no' con i quali gli Usa saranno costretti, dopo aver inviato senza problemi marines e droni in Libia, a fare i conti.
(edited)