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Subject: Discriminazione o giusta tutela personale ?
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nikarsen [del] to
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Articolo di quiLivorno.it
Difficile dire chi ha ragione ma fossi quel padre mi girerebbero parecchio le palle,ve lo riporto
"A mio figlio negati i giochi di Gardaland". La replica del parco: "Sono le regole" DI' LA TUA Stampa
di Giacomo Niccolini
Lunedì 24 Settembre 2012 12:10
LIVORNO - Brutta disavventura per un ragazzo disabile di 32 anni, Davide Tornar, al quale il 22 settembe è stato negato di salire sui giochi di Gardaland.
A raccontare la storia su Facebook nella pagina del Parco del Mulino è il padre, Daniele Tornar, che è anche presidente dell'associazione persone down di Livorno. "E' stato un viaggio nel mondo della discriminazione".
Dalla direzione generale del parco diverimenti replicano dicendo che hanno applicato le regole, le quali prevedono che "disabili e cardiopatici non possano accedere a determinati giochi per motivi di sicurezza. Sul nostro sito è online anche un manuale delle attrazioni, concordato con gli enti preposti, che indicano i giochi non idonei a cardiopatici, disabili, ma anche donne in gravidanza. Questo esiste da noi, così come in altre strutture. E, ovviamente, non lo facciamo per limitare il divertimento a determinate persone, ma per evitare che mentre si è sul gioco possano subentrare delle complicanze psico fisiche". Replica il padre: "Regole? No, hanno usato un metodo discriminatorio per l'aspetto somatico di mio figlio".
ECCO IL RACCONTO SCRITTO SU FACEBOOK DAL PADRE DI QUANTO ACCADUTO
Nella vita si sa capita di fare scelte sbagliate e sulle quali vorremmo poter tornare indietro David voleva andare a Mirabilandia ma poi si è lasciato convincere da me e dalle mie ragioni legate al viaggio in montagna,e così eccoci a Gardaland la mattina del 22 settembre.
Una mattina ideale,clima gradevole, David allegro e con un programma sognato e deciso da tempo che prevedeva una serie di attrazioni da vivere e condividere col suo amico padre.
Mi reco ai botteghini per acquistare i biglietti assieme a lui,la cassiera ci invita ad utilizzare un ufficio apposta per l'ingresso,le dico che non voglio trattamenti particolari: "Sono le regole".
Nell'ufficio in questione sono accolto da una signora gentile che stampa un biglietto Gratis per David ed uno ridotto per me in quanto "accompagnatore" le faccio presente che non sono un accompagnatore ma il Padre. "Sono le regole".
Mi consegna un opuscolo di Gardaland con la piantina delle attrazioni,"ce l'ho già rispondo" Con voce suadente mi spiega che questo elenca le "regole" per l'accesso di mio figlio alle attrazioni.
Resto perplesso, do un'occhiata e vedo che si parla di giochi "adrenalinici",Avventurosi e Fantasia.
Con onestà non ci faccio molto caso e penso che l'Organizzazione sconsigli attrazioni tipo Raptor e varie a testa in giù che ben mi sarei guardato dal fare perché sono terrorizzato dall'altezza. Ma ad una più attenta lettura mi rendo conto che tra le attrazioni che le regole negano a mio figlio ci sono giochi pericolossimi e mortali quali il Brucomela,la Monorotaia che a Lui non interessavano e sono consentiti a piccoli di 5/6 anni ed altri che invece David sognava di fare.
Intercetto due Guardiani: uno maschio e l'altra femmina.Alla mia richiesta di spiegazioni rispondono che tali "regole" sono fatte per tutelare mio figlio e che non ammettono deroghe.
Inutile rispondere "Guardi che in qualità di Padre, Medico e Presidente dell'Associazione persone Down di Livorno non ho bisogno della Vostra Tutela".
Chi mi conosce sa che sono un tipo remissivo, infatti un secondo dopo chiamo i Carabinieri di Peschiera del Garda per una atto di discriminazione.
Arrivano dopo pochi minuti, andiamo in una saletta della Direzione dove ci raggiunge il Responsabile di Gardaland.
Mi ripete la storiella della tutela e delle "regole": non possiamo permettere l'accesso a Cardiopatici e Disabili su quelle attrazioni per motivi di sicurezza. La mia risposta è: "No, usate un metodo discriminatorio per l'aspetto somatico di mio figlio".
Fingono di sdegnarsi ma li incalzo. "Come fate ad individuare un cardiopatico? Beh, ce lo dovrebbe dire Lui. "A proposito di disabili come riconoscete un ragazzo autistico?" Non lo possiamo riconoscere. E come riconoscete un Ragazzo Down? Beh, si vede subito. E allora come vedete lo discriminate dall'aspetto fisico.
Propongo di rilasciare una dichiarazione liberatoria oppure un Certificato Medico. NJon lo accettano "Perché non ha valore davanti alla legge".
A quel punto preannuncio una querela nei loro confronti e dopo non aver stretto la mano che il responsabile mi porgeva, (per me rappresentava Gardaland), rientro nel Parco per rispetto a David che nel frattempo mi chiedeva "perché non vogliono i ragazzi Down?
L'incubo continua fino a quando arrivati davanti a "fuga da Atlantide" (una canoa che scende una rampa con tuffo finale nell'acqua) un Guardiano ci dice che le "regole" non consentono a David di accedere.
A David che ha fatto Rafting in Trentino più volte e che per poterlo fare ha dovuto superare una prova di nuoto nelle fredde acque del torrente Noce. A David che fa Vela o che va sul gommone e lo guida. A David che lavora come Barman. A David per la cui autonomia lottiamo da 32 anni. A quel punto esplodo urlando tutto il mio sdegno ed il mio dolore e attirando l'attenzione di diversa gente e li accuso di discriminazione.
Faccio presente che sui cartelli posti fuori dell'attrazione non c'è cenno di proibizioni per le persone down. La risposta è che dovevo guardare l'opuscolo. Ovviamente non hanno il coraggio di renderlo visibile a tutti e magari turbare l'utenza "normale".
Alla fine quando le forze e la voce mi abbandonano con David esco da questo luogo che viola la Nostra Costituzione, le Leggi dello Stato,le Dichiarazioni per la tutela dei soggetti Disabili dell'ONU.
Potrò sbagliarmi, però poi se succede qualcosa subito denuncia contro Gardaland
così a naso, senza addentrarmi, darei ragione al parco giochi... se succede qualcosa poi il padre se ne assume per iscritto tutte le responsabilità, sempre che sia ammesso?
che palle ste cicliche rimostranze dei down contro gardaland. e stupidi i giornali a darci corda ogni volta.
succede almeno 2-3 volte a stagione, una volta è quello di roma, una volta quello di milano e avanti all'infinito. come se non esistesse internet nè il telefono, ogni circolo provinciale è un mondo a sè senza nessun contatto con gli altri? o invece sanno benissimo quali sono le regole di gardaland e cercano solo un po' di facile pubblicità?
che schifo di padre è uno che crea delle aspettative nel figlio, sapendo che saranno deluse, solo per farsi un po' di pubblicità?
(con tutto il rispetto x i 32 anni di impegno di questo padre a seguire il figlio con tale malattia, questa faceva bene a risparmiarsela)
succede almeno 2-3 volte a stagione, una volta è quello di roma, una volta quello di milano e avanti all'infinito. come se non esistesse internet nè il telefono, ogni circolo provinciale è un mondo a sè senza nessun contatto con gli altri? o invece sanno benissimo quali sono le regole di gardaland e cercano solo un po' di facile pubblicità?
che schifo di padre è uno che crea delle aspettative nel figlio, sapendo che saranno deluse, solo per farsi un po' di pubblicità?
(con tutto il rispetto x i 32 anni di impegno di questo padre a seguire il figlio con tale malattia, questa faceva bene a risparmiarsela)
L'unica cosa che mi sento di dire è che sono molto dispiaciuto per lo stato d'animo che può aver avuto in quel momento il ragazzo.
Se da un lato posso comprendere la lotta di un padre per non far sentire il figlio diverso dagli altri (ma non la condivido in questi termini), dall'altro non capisco la sua necessità di impugnare e sconfessare un regolamento che - in fondo - vorrebbe tutelare entrambe le parti. Se è stato avvisato delle limitazioni all'entrata era ancora in tempo per deviare a Mirabilandia senza creare tanto caos (mi risulta però che il regolamento sia il medesimo).
A mio modesto parere non ha senso il paragone con un bambino di 5 anni perché le condizioni presentano possibili scenari differenti.
Postilla a margine: nutro grande rispetto per un padre che nella vita si ritrova un compito così difficile ma in tale scenata ho l'impressione (modestissimo parere personale) che il figlio si sarebbe sentito meno emarginato scegliendo un'altra attrattiva.
(edited)
Se da un lato posso comprendere la lotta di un padre per non far sentire il figlio diverso dagli altri (ma non la condivido in questi termini), dall'altro non capisco la sua necessità di impugnare e sconfessare un regolamento che - in fondo - vorrebbe tutelare entrambe le parti. Se è stato avvisato delle limitazioni all'entrata era ancora in tempo per deviare a Mirabilandia senza creare tanto caos (mi risulta però che il regolamento sia il medesimo).
A mio modesto parere non ha senso il paragone con un bambino di 5 anni perché le condizioni presentano possibili scenari differenti.
Postilla a margine: nutro grande rispetto per un padre che nella vita si ritrova un compito così difficile ma in tale scenata ho l'impressione (modestissimo parere personale) che il figlio si sarebbe sentito meno emarginato scegliendo un'altra attrattiva.
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