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Subject: Si andasse oggi a votare 4
ti rendi conto di tutte le discriminazioni che questa cosa potrebbe portare?
Io mi rendo solo conto che gia' adesso ci sono migliaia di studenti che vanno a laurearsi a pieni voti in Calabria, e non perche' li le universita' siano migliori, meno costose o piu' efficienti... anzi.
E questa la considero una grossa discriminazione.
E questa la considero una grossa discriminazione.
ti rendi conto di tutte le discriminazioni che questa cosa potrebbe portare?
Ad esempio?
Ad esempio?
Che un laureato alla Bocconi, solo in quanto laureato alla Bocconi, vedrebbe valutato di più un suo titolo di studio rispetto ad uno conseguito all'università del Sannio (per dirne una), solo per la "supposta" qualità maggiore degli insegnamenti della prima rispetto alla seconda.
In breve, una conventio ad excludendum che permeterebbe di perpetrare certi settarismi già presenti ai piani alti, invece di valutare davvero il "merito" del singolo.
In breve, una conventio ad excludendum che permeterebbe di perpetrare certi settarismi già presenti ai piani alti, invece di valutare davvero il "merito" del singolo.
Che un laureato alla Bocconi, solo in quanto laureato alla Bocconi, vedrebbe valutato di più un suo titolo di studio rispetto ad uno conseguito all'università del Sannio (per dirne una), solo per la "supposta" qualità maggiore degli insegnamenti della prima rispetto alla seconda.
Non mi è chiaro il discorso.
Cosa c'è adesso che non ci sarebbe con l'abolizione?
E cosa non c'è adesso che invece ci sarebbe con l'abolizione?
Non mi è chiaro il discorso.
Cosa c'è adesso che non ci sarebbe con l'abolizione?
E cosa non c'è adesso che invece ci sarebbe con l'abolizione?
Ti rendi conto delle differenze di preparazione di alcune università?
Non sono d'accordo, è improponibile che per alcuni concorsi il mio 105 valga meno di un 110 della università di cippa, quando poi scopri che non conoscono neanche il funzionamento della curva domanda-offerta.
È insultante passare anni sui libri 15 ore al giorno e vedersi fottuto il posto da uno che non conosce il teorema di base dell'inflazione
È insultante passare anni sui libri 15 ore al giorno e vedersi fottuto il posto da uno che non conosce il teorema di base dell'inflazione
È insultante passare anni sui libri 15 ore al giorno e vedersi fottuto il posto da uno che non conosce il teorema di base dell'inflazione
Il problema (vero) della valutazione di una "risorsa umana" ha a mio avviso nell'abolizione del valore legale del titolo di studio una falsa soluzione.
Quasi tutti i bandi di assunzione che ho letto riservano solo una parte del punteggio di graduatoria al voto di laurea, lasciando ampio spazio invece alla valutazione delle competenze tramite colloquio. A quel punto, se mi viene preferito un candidato meno preparato di me ma con un voto maggiore, vuol dire che il "capitano della nave" fa colazione con un triplo grog e non sa distinguere il suo gomito dal suo büs, ed è quindi il caso di tenersi lontani...
Per passare a toni meno didascalici, una laurea è tale in quanto aderente a standard ministeriali comuni a tutti i corsi afferenti ad una singola classe. Per assurdo, passasse l'abolizione del valore legale, due persone della stessa capacità intellettiva e competenza, formate in due università diverse, avrebbero "posti in graduatoria" diversi. E a quel punto il risultato sarebbe che chi per qualsiasi motivo non può permettersi di accedere alla prima classe sarebbe condannato sempre a vedersi passare davanti persone senza che debbano nemmeno dimostrare di essere più competenti: lo sono per "vulgata", perché la Bocconi ha standard superiori etc.
Una cosa che un voto di laurea non potrà mai sintetizzare è il milieu di un laureato: esperienze extrauniversitarie, capacità di problem solving, tratti caratteriali... Sperare di risolvere tutti i mali del mondo stabilendo a prescindere che certe università sono migliori di altre è solo una scorciatoia, a mio avviso, che porterebbe solo in un punto dove la macchia è più fitta. Deve essere migliore e più trasparente la valutazione: ma un sistema che è in grado di scegliere la perla anche in mezzo al loglio è un vantaggio per tutti.
(edited)
Il problema (vero) della valutazione di una "risorsa umana" ha a mio avviso nell'abolizione del valore legale del titolo di studio una falsa soluzione.
Quasi tutti i bandi di assunzione che ho letto riservano solo una parte del punteggio di graduatoria al voto di laurea, lasciando ampio spazio invece alla valutazione delle competenze tramite colloquio. A quel punto, se mi viene preferito un candidato meno preparato di me ma con un voto maggiore, vuol dire che il "capitano della nave" fa colazione con un triplo grog e non sa distinguere il suo gomito dal suo büs, ed è quindi il caso di tenersi lontani...
Per passare a toni meno didascalici, una laurea è tale in quanto aderente a standard ministeriali comuni a tutti i corsi afferenti ad una singola classe. Per assurdo, passasse l'abolizione del valore legale, due persone della stessa capacità intellettiva e competenza, formate in due università diverse, avrebbero "posti in graduatoria" diversi. E a quel punto il risultato sarebbe che chi per qualsiasi motivo non può permettersi di accedere alla prima classe sarebbe condannato sempre a vedersi passare davanti persone senza che debbano nemmeno dimostrare di essere più competenti: lo sono per "vulgata", perché la Bocconi ha standard superiori etc.
Una cosa che un voto di laurea non potrà mai sintetizzare è il milieu di un laureato: esperienze extrauniversitarie, capacità di problem solving, tratti caratteriali... Sperare di risolvere tutti i mali del mondo stabilendo a prescindere che certe università sono migliori di altre è solo una scorciatoia, a mio avviso, che porterebbe solo in un punto dove la macchia è più fitta. Deve essere migliore e più trasparente la valutazione: ma un sistema che è in grado di scegliere la perla anche in mezzo al loglio è un vantaggio per tutti.
(edited)
Cosa c'è adesso che non ci sarebbe con l'abolizione?
E cosa non c'è adesso che invece ci sarebbe con l'abolizione?
Adesso c'è la possibilità per tutti i laureati in una università riconosciuta in Italia (pubblica o privata) di accedere a concorsi pubblici (ed a valutazioni di aziende private) senza discrimine dal luogo di provenienza (o meglio, col discrimine della preparazione, se la valutazione è seria e non "aggiustata").
Con l'abolizione di questo valore legale c'è la libertà di considerare talune università come qualitativamente inferiori e di scartare quindi i laureati da tali atenei per l'accesso a posizioni aperte in aziende pubbliche (o private, anche se i privati in linea di massima possono già operare questo discrimine).
E cosa non c'è adesso che invece ci sarebbe con l'abolizione?
Adesso c'è la possibilità per tutti i laureati in una università riconosciuta in Italia (pubblica o privata) di accedere a concorsi pubblici (ed a valutazioni di aziende private) senza discrimine dal luogo di provenienza (o meglio, col discrimine della preparazione, se la valutazione è seria e non "aggiustata").
Con l'abolizione di questo valore legale c'è la libertà di considerare talune università come qualitativamente inferiori e di scartare quindi i laureati da tali atenei per l'accesso a posizioni aperte in aziende pubbliche (o private, anche se i privati in linea di massima possono già operare questo discrimine).
"Sperare di risolvere tutti i mali del mondo stabilendo a prescindere che certe università sono migliori di altre"
Sei totalmente fuori strada.
Non e' che la Bocconi e' rinomata perche' qualcuno ha deciso cosi' dall'alto...
Se un'universita' si mette a dare voti alti solo perche' per entrarci paghi delle rate enormi (e non per il merito degli studenti) perderebbe il suo prestigio in pochissimo tempo.
Ed ecco perche' universita' anglofone come Harvard o Cambridge elargiscono da sole piu' borse di studio per merito di tutte le universita' italiane messe insieme. Perche' se uno e' nato poveraccio ma e' un genio, piu' o meno tutti i paesi civili lo pagherebbero per studiare nell'universita' prestigiosa, mentre in Italia riuscirebbe ad avere qualche sconto delle rate nell'universita' statale solo in base al suo reddito basso.
Adesso che c'e' il valore legale, quanti poveracci riescono ad entrare alla Bocconi?
Sei totalmente fuori strada.
Non e' che la Bocconi e' rinomata perche' qualcuno ha deciso cosi' dall'alto...
Se un'universita' si mette a dare voti alti solo perche' per entrarci paghi delle rate enormi (e non per il merito degli studenti) perderebbe il suo prestigio in pochissimo tempo.
Ed ecco perche' universita' anglofone come Harvard o Cambridge elargiscono da sole piu' borse di studio per merito di tutte le universita' italiane messe insieme. Perche' se uno e' nato poveraccio ma e' un genio, piu' o meno tutti i paesi civili lo pagherebbero per studiare nell'universita' prestigiosa, mentre in Italia riuscirebbe ad avere qualche sconto delle rate nell'universita' statale solo in base al suo reddito basso.
Adesso che c'e' il valore legale, quanti poveracci riescono ad entrare alla Bocconi?
Ed ecco perche' universita' anglofone come Harvard o Cambridge elargiscono da sole piu' borse di studio per merito di tutte le universita' italiane messe insieme.
Spiace dover controbattere così, ma sei tu ad essere fuori strada. Non puoi mettere sul tavolo le borse di studio erogate da Harvard perché sono necessarie in un altro sistema, che grava sugli studenti dei debiti che si trascinano dietro per decenni. Negli Stati Uniti questo debito ammonta a $1 trillion, mille miliardi di dollari.
In quel sistema le borse, gli aiuti, son necessari a pressoché chiunque... e nemmeno bastano.
(il calcolo interessante sarebbe poi quanto erogano in grants in rapporto a quanto ottengono in fees)
Non metto in discussione che la Bocconi non debba essere rinomata: metto in discussione che la valutazione in sede di assunzione debba essere dell'ateneo, piuttosto che delle competenze del singolo come dovrebbe essere.
(edited)
Spiace dover controbattere così, ma sei tu ad essere fuori strada. Non puoi mettere sul tavolo le borse di studio erogate da Harvard perché sono necessarie in un altro sistema, che grava sugli studenti dei debiti che si trascinano dietro per decenni. Negli Stati Uniti questo debito ammonta a $1 trillion, mille miliardi di dollari.
In quel sistema le borse, gli aiuti, son necessari a pressoché chiunque... e nemmeno bastano.
(il calcolo interessante sarebbe poi quanto erogano in grants in rapporto a quanto ottengono in fees)
Non metto in discussione che la Bocconi non debba essere rinomata: metto in discussione che la valutazione in sede di assunzione debba essere dell'ateneo, piuttosto che delle competenze del singolo come dovrebbe essere.
(edited)
Adesso che c'e' il valore legale, quanti poveracci riescono ad entrare alla Bocconi?
Mi era sfuggita la domanda finale.
Adesso che c'è il valore legale il poveraccio non ha bisogno di entrare alla Bocconi per partire nella valutazione da una posizione di parità, e poi "giocarsi" tutto sul merito e sulle competenze personali. Se poi la Bocconi decide di discriminare in base al reddito (overo è classista), fatti suoi.
Mi era sfuggita la domanda finale.
Adesso che c'è il valore legale il poveraccio non ha bisogno di entrare alla Bocconi per partire nella valutazione da una posizione di parità, e poi "giocarsi" tutto sul merito e sulle competenze personali. Se poi la Bocconi decide di discriminare in base al reddito (overo è classista), fatti suoi.
c'è da dire che per i concorsi pubblici, una volta abolito il valore legale della laurea, lo stato non potrebbe dare punteggio in base all'università di provenienza..
si dovrebbe quindi valutare solo il "merito".
A mio parere la cosa migliore da fare è abolire dai concorsi pubblici il riferimento al VOTO di laurea.
Così 2 laureati in città differenti, una volta che accertato il titolo, poi se la dovrebbero giocare sulla preparazione.
si dovrebbe quindi valutare solo il "merito".
A mio parere la cosa migliore da fare è abolire dai concorsi pubblici il riferimento al VOTO di laurea.
Così 2 laureati in città differenti, una volta che accertato il titolo, poi se la dovrebbero giocare sulla preparazione.
Adesso che c'è il valore legale il poveraccio non ha bisogno di entrare alla Bocconi per partire nella valutazione da una posizione di parità, e poi "giocarsi" tutto sul merito e sulle competenze personali.
Scusa se te lo chiedo in modo diretto ma... In сhe mondo vivi? In quale film?
Scusa se te lo chiedo in modo diretto ma... In сhe mondo vivi? In quale film?
In un mondo in cui il problema del "premiare il merito" si risolve con una migliore valutazione (più trasparente), e non con l'ipocrisia deterministica di una università che per il suo solo nome dovrebbe garantire a tutti i suoi laureati una formazione superiore.
Davvero basta andare alla Bocconi o ad Harvard per essere automaticamente più preparati? Devo esporre i casi peggiori, devo dire che "Dubya" Bush è laureato a Yale ed ha un MBA da Harvard?
Nel mio mondo la diversità è un valore, ed anche uno che si è laureato in una università periferica può aver conseguito competenze eccellenti tali da poterlo mettere in competizione con i migliori.
E grazie per continuare a rispondere a quadrucci invece di esporre nel merito. (Straw man, ad hominem, c'è davvero tutto il campionario delle fallacie argomentative)
Davvero basta andare alla Bocconi o ad Harvard per essere automaticamente più preparati? Devo esporre i casi peggiori, devo dire che "Dubya" Bush è laureato a Yale ed ha un MBA da Harvard?
Nel mio mondo la diversità è un valore, ed anche uno che si è laureato in una università periferica può aver conseguito competenze eccellenti tali da poterlo mettere in competizione con i migliori.
E grazie per continuare a rispondere a quadrucci invece di esporre nel merito. (Straw man, ad hominem, c'è davvero tutto il campionario delle fallacie argomentative)
Con l'abolizione di questo valore legale c'è la libertà di considerare talune università come qualitativamente inferiori e di scartare quindi i laureati da tali atenei per l'accesso a posizioni aperte in aziende pubbliche (o private, anche se i privati in linea di massima possono già operare questo discrimine).
Continuo a non capire.
La scrematura dei candidati arriva adesso in base al possesso di una laurea, al voto finale, al colloquio, etc.
Ma nessuno, a parità di "certificati" vieta di preferire uno dell'università x dall'università y.
Cosa non capisco?
Continuo a non capire.
La scrematura dei candidati arriva adesso in base al possesso di una laurea, al voto finale, al colloquio, etc.
Ma nessuno, a parità di "certificati" vieta di preferire uno dell'università x dall'università y.
Cosa non capisco?