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Subject: Si andasse oggi a votare 4

2012-10-07 13:25:57
Con l'abolizione di questo valore legale c'è la libertà di considerare talune università come qualitativamente inferiori e di scartare quindi i laureati da tali atenei per l'accesso a posizioni aperte in aziende pubbliche (o private, anche se i privati in linea di massima possono già operare questo discrimine).

Continuo a non capire.
La scrematura dei candidati arriva adesso in base al possesso di una laurea, al voto finale, al colloquio, etc.

Ma nessuno, a parità di "certificati" vieta di preferire uno dell'università x dall'università y.

Cosa non capisco?
2012-10-07 13:32:21
scusate, ho letto che se si abolisce il valore legale poi il poveraccio potrebbe avere accesso alla Bocconi...
e come?
Che c'entra il valore legale o no con la bocconi? Se costa tanto, costerà tanto anche senza valore legale, o no?
In altre parole non vedo il nesso tra "mancanza del valore legale" e "borse di studio ai poveracci".
Comunque ci sono le statali e i poveracci andranno li.

(edited)
2012-10-07 13:56:39
Che minchiata! A parte che per i meno abbienti la Bocconi prevede delle fasce di reddito agevolate (in triennale, dove uno studente può pagare 3kk euro anzichè 9,8kk), vi sono poi svariate possibilità di contrarre un prestito per lo studio, a tassi agevolati. D'altronde l'istruzione è il miglior investimento che si possa dare ad un figlio...
2012-10-07 14:39:31
Ma nessuno, a parità di "certificati" vieta di preferire uno dell'università x dall'università y.

Cosa non capisco?


questo, che oggi se esiste è per forza di cose un criterio informale, visto che se venisse messo per iscritto sarebbe discriminatorio, potrebbe a tutti gli effetti diventare un criterio formalizzabile
praticamente si potrebbero fare bandi e concorsi in cui si assegnano punteggi superiori in partenza a laureati di alcune università rispetto ad altre
2012-10-07 14:57:53
si potrebbero fare bandi e concorsi in cui si assegnano punteggi superiori in partenza a laureati di alcune università rispetto ad altre

scusa però a volte bisogna avere un po' di buonsenso,
oggi c'è una regola criticabile, domani la si può cambiare evitando storture come questa.
Si può dire che per fare il medico (nel pubblico, dato che nel privato fan ciò ceh vogliono) serve la laurea in medicina, ma che una volta appurato il requisito la graduatoria si fa con dei test..
2012-10-07 16:24:25
quindi, se non ho capito male, abolire il valore legale dei titoli di studio significa non dare più peso al voto nei concorsi pubblici? (posto che i privati fanno come gli pare in ogni caso)
Se è così non vedo problemi. Tra l'altro ci sono persone che magari non sono a loro agio con il metodo universitario, e magari prendono voti più bassi per questo, o per emotività, e poi invece sul lavoro possono rendere molto di più.
(edited)
2012-10-07 16:40:36
no felix, vuol dire che se - per esempio - fossi il presidente della regione puglia e decidessi, per il concorso che sto per bandire, di assegnare un "premio" in punteggio ai laureati in puglia potrei farlo

oggi come oggi ciò è discriminatorio e anticostituzionale
2012-10-07 16:56:11
il problema è la "rappresentatività" del titolo di studio

il diploma di laurea è una garanzia, per chi usufruirà dei tuoi servizi, del fatto che tu abbia studiato alcune materie e ti sia formato all'interno di una categoria lavorativa in maniera sufficiente per esercitare la tua professione, secondo lo stato italiano

cioè, io potrei essere anche d'accordo sul fatto che uno, partendo e studiando da solo, possa diventare un ottimo ingegnere ad esempio
tuttavia, tu ti affideresti per i calcoli statici della tua casa ad uno che non ha frequentato i corsi di ingegneria delle costruzioni? io no, a meno che l'ordine degli ingegneri non mi dicesse "guarda, questo è vero che non è laureato ma ha almeno superato un esame di stato per iscriversi all'albo" --- e anche così i dubbi mi resterebbero

piuttosto che il valore legale del titolo di studio, secondo me va affrontato il problema del ruolo e del futuro degli ordini professionali

posso parlare solo per il mio, ristretto potentato locale in cui i "grossi" non tracciano nemmeno una linea su autocad ma si accaparrano i grandi lavori in base a curriculum costruiti a "relazioni", e li spartiscono fra i vassalli, i quali suddividono a valvassini e valvassori... in fondo alla piramide chi il lavoro lo fa veramente, cioè i servi della gleba, giovani a progetto o P.IVA, geometri diplomati che si guadagnano la giornata eccetera

tuttavia, non credo che negli altri la musica sia poi tanto diversa

ecco, questo sì che sarebbe un banchetto a cui mangiare a quattro palmenti
2012-10-07 17:33:25
bho, secondo me sarebbe anticostituzionale pure dopo. Continuo a non afferrare. Anche perché, non basta certo una legge dello stato semplice che depaupera il titolo di studio di valore legale, che può intaccare un principio costituzionale. Una legge che facesse questo, sarebbe anticostituzionale a sua volta.

(edited)
2012-10-07 17:41:17
e infatti, quelli che sono contro sollevano appunto il conflitto di costituzionalità
del resto, chi è a favore sa che il contesto in cui operare non potrebbe che essere quello di una riforma costituzionale
2012-10-07 17:42:07
ok, allora mi torna. thanks
2012-10-07 17:56:47
una lettera al corriere interessante sull'abolizione degli ordini professionali

link
2012-10-07 18:02:15
a me sembra un controsenso: se non ho capito male per combattere il fatto che vengono attribuite posizioni a chi non se le meriterebbe si toglie l'inico requisito che permette un controllo, almeno esteriore. se già adesso infilano gente incompetente nei posti più assurdi ma devono almeno procurargli un titolo, mi aspetto di vedere chi ci finisce quando non avranno più nemmeno la necessità di soddisfare questo requisito minimo.
secondo voi a causa del sistema delle lauree sono più i competenti tagliati fuori da posti di lavoro perchè non hanno il titolo di quanti sarebbero i cialtroni che concorrerebbero alla pari con persone preparate in caso di abolizione?
non vedo poi come la cosa potrebbe funzionare da livellatore sociale: la bocconi, la cui fama è già ora molto meno meritata di quanto non fosse in passato, continuerebbe ad essere un posto dove entra solo chi può permetterselo e, quindi, preferendo i laureati della bocconi si finirebbe per lo più per favorire sempre i soliti noti.
2012-10-07 18:15:42
ah ma guarda che io sono d'accordissimo con te

sono gli ordini che per me non hanno ragion d'essere, se non quella di conservare privilegi per pochi a danno di molti
2012-10-07 18:15:45
ragazzi ma quindi se uno è architetto sa progettare? se uno è ragioniere riesce a tenere una contabilità corretta??? purtroppo non è cosi di muli ed asini plurilaureati ce ne sono a secchiate!!!
2012-10-07 18:20:05
io non sono un difensore deglli ordini professionali e posso parlare solo del mio che conosco e non per gli altri.
per quanto riguarda gli avvocati ti posso dire che il minimo delle tariffe non esiste più ormai da anni dato che erano state abolite dal famoso decreto bersani e, dunque, la libera concorrenza era già stata, teoricamente, tutelata così.
ora il governo ha abolito completamente le tariffe ma, dato che nella professione legale c'è anche un giudice terzo che deve attribuire un valore economico alle prestazioni dell'avvocato (le spese legali che vengono liquidate in sentenza), è stato costreto a dare con decreto ministeria un paramentro di riferimento che i magistrati potessero usare e che, nel lungo tempo, finirà per diventare una nuova tariffa.
oltre a ciò ritengo che per tutte le professioni sia necessario un organo terzo che garantisca un minimo di standard etico dettando regole vincolanti per impedire che chi ha passato un esame di stato possa poi praticare la professione ad ogni costo.
che sia lo stato o l'ordine cambia poco, posso solo dire che per esperienza è meglio non affidarsi alla sola autoregolamentazione dei consociati anche perchè gli abusi, di solito avvengono nei confronti delle parti sociali più deboli e che hanno meno possibilità e trumenti per ribellarsi.