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Subject: Report

2013-04-30 10:24:08
Esatto, tutti Francia/Spagna/Polonia/cechia
2013-04-30 10:30:26
Invece per chi vuole fare Odontoiatria ma non è riuscito ad entrare in Italia, la soluzione di moda in questi anni è emigrare in Spagna. A Valencia ci sono 4 università private (senza test) ed ogni si iscrivono circa 600 italiani (fonte: ragazza di un mio amico, valenciana). Madrid è l'altra metà. In pratica gli spagnoli ci hanno fatto un business su questa cosa, mentre molti studenti di odontoiatria in Italia temono che il mercato possa rovinarsi quando rientrerà tutta questa gente.
2013-04-30 10:35:01
in effetti chiudere il numero degli iscritti precluderebbe l'iscrizione anche a chi ha voglia solo di studiare tanto per, voglio dire, probabilmente una volta finita l'università, a 40 anni, una seconda laurea proverò a prenderla, ma ci metterò il tempo che voglio io e prenderò i voti che voglio io, e sarebbe magari ingiusto "farmi fuori"

però secondo me la via del politecnico non è male, dividere i corsi in corsi standard e percorsi ardui, per chi è in regola con gli esami e ha una media superiore ad un tot, darebbero un'impronta formativa forte e potresti lavorarci molto sul numero, questo è costituzionale diciamo
2013-04-30 10:40:54
Per medicina vanno in Albania ;)
2013-04-30 10:43:39
con renzo? :D


tra l'altro come ha detto gabrius oltre a ingegneria, giurisprudenza e economia, c'è matematica che credo sia la facoltà più difficile in assoluto, la fa un mio amico e ho visto cose da fuori di testa, lì anche prendere 18 è un'impresa
diverso credo sia per lettere, beni culturali e quelle lauree ibride che si sono formate negli ultimi anni, quelle credo siano molto tranquille
(edited)
2013-04-30 10:43:42
Guarda la corte europea non la pensa come te :)

parlando di costituzione italiana non credo che sia competente la corte europea.
2013-04-30 10:51:07
Col Trota come compagno di facoltà! :P
2013-04-30 10:52:16
http://www.perugiatoday.it/cronaca/universita-perugia-numero-chiuso-confermato.html

Qui parla di Corte Europea, ma ribadisco che non sono informato bene su questo argomento.
2013-04-30 12:53:17
Io mi trovo allineato a gianni: provate a mandare un curriculum con la media sotto al 25: vi rimbalzano allegramente, senza nemmeno rispondere alla richiesta di candidatura...

E ne hanno ben donde se possono scegliere tra candidati più meritevoli ma state tranquilli che se tra gli oltre 25 di media non trovano quello che cercano allargano il cerchio.
Come ha già evidenziato Felix resta il fatto che per quanto poco lodevole possa essere avere una laurea con la maggioranza degli esami regalati a 18 quasi politico è pur sempre una laurea.

Mi sa che sono OT, dunque mi fermo qui. :)
2013-04-30 13:12:43
io non capisco perchè desiderare il n. chiuso e non semplicemente una maggiore serietà e MERITOCRAZIA nel mondo dell'università e della scuola in generale.

Cmq avete a mio parere un'idea dell'università molto lontana dalla sua realtà, soprattutto in termini di funzione e di obiettivi da perseguire.
2013-09-30 22:19:10
Bentornato Report.
2013-09-30 22:20:59
"chi ha una barca in questi ultimi anni ha sentito un notevole disagio" ...
..
Mi vogliono portare al lato oscuro del populismo...
2013-10-07 22:22:05
Bella puntata anche oggi.

TRA IL DIRE E IL FARE
2013-10-07 23:15:14
:'(
2013-11-11 20:46:34
stasera:

L'insostenibile brevetto
di Piero Riccardi - Ambiente

“ ...Per fare il legno ci vuole l’albero, ...per fare l’albero ci vuole un seme”, così cantava Sergio Endrigo, riprendendo una filastrocca di Gianni Rodari. Era il 1974. Un anno prima Stanley Cohen ed Herb Boyer creano in laboratorio il primo organismo geneticamente modificato. Così, se Endrigo quella filastrocca la cantasse oggi, dovrebbe dire che per fare un seme ci vuole un brevetto.

Un viaggio inchiesta nell’intreccio che lega industria chimica e semi coperti da copyright. Secondo uno studio della Fao, negli anni ‘70, c’erano 7000 compagnie sementiere e nessuna superava l’1% del mercato mondiale. Oggi, le prime tre compagnie detengono il 53%, le prime dieci il 76% e tra queste sei coprono ben il 75% del mercato planetario dei pesticidi. Numeri che rivelano già l’intreccio indissolubile tra chi produce semi e chi produce i veleni per le erbe indesiderate. Ma tutto questo è sostenibile? E fino a quando? E soprattutto ci sono alternative?

report
2013-11-12 14:39:01