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Subject: »L'Orticello

2012-11-24 10:24:06
lol, io ultimamente faccio i month nothing Bay, altro che day!
2012-11-24 10:25:10
credo che ormai l'attuale fascia di grandi consumatori (18-45) sia troppo integrata e compromessa con questo sistema per essere sensibilizzata a dovere con iniziative del genere, che comunque hanno come limite intrinseco quello di essere "una tantum".. un po' come San Valentino.

Sarebbe piuttosto opportuno formare le future generazioni di consumatori, gli attuali bambini 3-6 anni, in maniera tale da valorizzare modelli economici differenti (riciclo e baratto), in modo tale da spezzare questa catena di produzione ormai insostenibile e costringere il modello economico generalmente accettato ad essere rivisto.
2012-11-24 10:34:42
lol, io ultimamente faccio i month nothing Bay, altro che day!

anche tu hai ragione ma ci vorrebbe un sondaggio per vedere quant'è la reale spesa, perchè si lamentano tutti ma ogni volta che vado al super trovo una marea di gente... e non vado di sabato/domenica visto che in quei giorni è impossibile!
2012-11-24 10:44:03
si ma dove trovi una marea di gente?

Io oramai da mesi trovo flotte alla domenica in catene come prix e lidl che alla domenica fanno sconti del 10-20%. Ti garantisco che da queste parti gli stessi Alìper se la vedono maluccio, con un calo di affluenza anche del 30%.
2012-11-24 10:53:16
supermercati auchan, gs.
lidl sicuramente qualcuno in più.

il fatto è che per chi guadagna 1000 euro magari dice che c'è crisi e spende 200€ al mese di cibo, chi ne guadagna 2000 dice che c'è crisi e magari ne spende 500.

Anche da questi comportamenti "squilibrati" mi sorge il dubbio che la crisi è molto relativa.
2012-11-24 11:09:33
no è che molti hanno grasso in cascina che sta rapidamente sciogliendosi. vedrai tra 6 mesi un anno.
2012-11-24 11:11:00
e poi ci sono le pensioni di mammà e papà ancora... spetta tu. questa è irreversibile, e tutti credono invece che ci si riprenderà. Non succede perché non è un flusso ciclico, questa è una spirale dovuta a problemi irrisolibili.
2012-11-24 11:16:05
ma la domanda di cibo è per definizione poco elastica. Anche se uno prende poco a mangiare non rinuncia.

la crisi si vede dalla riduzione degli altri consumi, per esempio:
dalle vendite auto
2012-11-24 11:20:51
è anelastica la quantità (relativamente), ma decisamente elastica la qualità e la tipologia.
invece del prosciutto di parma prendi il prosciutto del contadino... (a nero magari) e poi invece del prosciutto del contadino prendi la mortadella. volume d'affari che passa da 5euro l'etto a 1,5 l'etto. riduzione del 300% e oltre. E va così per tutto il resto. Poi rientra nel novero anche il discorso ristorante. Io andavo almeno una volta a settimana (almeno). Ora se è una al mese è grasso che cola.
2012-11-24 11:21:47
al contrario del cibo, l'auto non è un bene che dovrebbe avere tutta questa importanza visto che non si dovrebbe cambiare così spesso come vogliono le case automobilistiche
2012-11-24 11:24:01
sono d'accordo. io ho una ford focus del 2001 e non se ne parla di cambiarla.
2012-11-24 11:29:57
è anelastica la quantità (relativamente), ma decisamente elastica la qualità e la tipologia.
invece del prosciutto di parma prendi il prosciutto del contadino... (a nero magari) e poi invece del prosciutto del contadino prendi la mortadella. volume d'affari che passa da 5euro l'etto a 1,5 l'etto. riduzione del 300% e oltre. E va così per tutto il resto. Poi rientra nel novero anche il discorso ristorante
.

due cose:
a) non è detto che dal contadino costi meno e sia peggiore la qualità, esempio la verdura a km 0: costa come al super o poco più e dovrebbe avere una migliore qualità (fosse anche solo per via dei km in meno percorsi o della migliore maturazione del prodotto che non viene raccolto prima per poter essere trasportato a 2000km di distanza)
b) al ristorante sarà vero che si va meno, ma vale lo stesso discorso, la crisi la percepiscono tutti il problema è se al ristorante non ti puoi più permettere cene da 80€ ma solo da 40 non mi sembra una grave perdita.
Tutto è relativo.
2012-11-24 11:37:56
intanto quoto Felix (vedrai tra 6 mesi un anno e e poi ci sono le pensioni), poi mi viene da chiedermi se le grandi città in questo momento se la passino meglio dei comuni e le piccole città.
Io sto in provincia di Padova e ti assicuro che è nera nera. Le stesse catene alimentari medie sono a rischio chiusura.
Sulle spese invece non dubito che ci siano famiglie che spendano molto più di altre ma è da vedere quante bocche sfamano a casa. Io stesso quando sento le necessità mensili della famiglia di mio fratello (sono in 4), sbianco...
2012-11-24 11:37:57
Per del contadino s'intende anche quello nostrano che prendi all'alimentari e costa 3,50 invece di 5, oppure quello che compri a coscia sana dal contadino e costa comunque meno di 50al kg. Io prendo lo speck in trentino dove ho casa di mia moglie a 40 euro tutto il pezzo che fa 2,5kg ed è the best in the world. Ovvio che la qualità non è peggiore, anzi. Ma il volume d'affari (che è quello che conta ai nostri fini) è zero, perché in nero.

Comunque mi è venuto in mente un altro motivo per cui la gente aumenta anche se la domanda diminuisce. Quando il budget è più limitato devi girare di più per cercare le soluzioni più economiche dato il tuo vincolo di bilancio. Se prima dicevi: vabé vado sotto casa che così faccio prima. Adesso dici, vado qui e qui perché risparmio su questo, e poi li e là perché risparmio su quest'altro. E nel complesso la gente è di più, ma il volume d'affari diminuisce.
2012-11-24 11:58:33
Adesso dici, vado qui e qui perché risparmio su questo, e poi li e là perché risparmio su quest'altro.

e il risparmio te lo bruci in benzina e/o tempo
2012-11-24 12:02:36
bé, mancando il lavoro il tempo credo sia l'unica risorsa attualmente disponibile in quantità industriale. La benzina dipende da come ti organizzi e dove sono i qui e i li. Comunque se spendi 3 euro di benzina in più ma la spesa ti costa 100 euro invece di 150...