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Subject: Regali di Natale

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2012-12-10 22:13:55
checco [del] to All
A chi li farete? Già avete idee?

Io li farò a 2 mie amiche, e parenti... non di più, anche perchè le attuali finanze non me lo permettono :P

PS: ah, se vi avanza qualche euro, avrei bisogno di un plus ahahahahahah
2012-12-10 22:59:06
devo ancora valutare se farli, e poi deciderò a chi :)
2012-12-10 23:00:19
morosa e stop credo
2012-12-11 00:45:28
agli amici regala questo...costa poco e fai un figurone.
Cos'è? ... diamine, uno scaldapene!


2012-12-11 01:52:15
la mia ragazza sta cucendo qualcosa.. sarà mica questo? mah

io kmq mi affido molto a internet e alle sue offerte.. sopratutto amazon prezzi bassi spedizione veloce e gratuita il piu delle volte.
2012-12-11 04:53:02
Assicurati di non fare come con FIFA a settembre :)
2012-12-13 11:20:48
qualche consiglio sui regali di natale...

Giochi pericolosi

Fanno male a chi li produce, in condizioni di lavoro spesso inaccettabili. E possono nuocere anche ai bambini. Molte le bocciature nell’inchiesta di Altroconsumo sui principali produttori di giocattoli
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Producono in Cina la gran parte dei loro giocattoli, risparmiando enormemente sui costi, ma a prezzo di gravi violazioni dei diritti dei lavoratori e senza rispetto per l'ambiente. Le multinazionali del settore sono state oggetto di un'attenta inchiesta da parte di Altroconsumo, pubblicata con grande tempismo in questi giorni di acquisti natalizi.

E sono emerse anche criticità dal punto di vista della sicurezza dei giochi per i loro utilizzatori, i bambini: quattro prodotti non hanno superato il test dell'associazione di consumatori. Altroconsumo ricorda come nel 2011 siano arrivate al sistema di alert della Commissione europea sui prodotti 324 segnalazioni relative ai giocattoli. Nel 2012 si sono già superate le 280 denunce; 123 riguardano prodotti che contengono sostanze chimiche, un centinaio a giochi che contengono parti piccole che possono essere ingerite dai bambini.

Quanto alle violazioni nella politica del lavoro e ambientale, Altroconsumo ha chiesto a dieci grandi aziende di poter visitare i siti di produzione dei giochi. Ma solo due, Hasbro e Playmobil, hanno permesso di fare sopralluoghi nelle fabbriche in Cina e Malta. Le altre si sono rifiutate: Mattel, Disney, Lego, Brio, Bandai, Famosa, Simba e Mga (distribuita in Italia da Giochi Preziosi).

In Cina, e in particolare nella provincia di Guangdong, si produce il 70% dei giocattoli venduti in tutto il mondo, spiega l'inchiesta. Laggiù i costi di produzione sono bassissimi, ma i lavoratori, in alcuni casi, non godono nemmeno dei diritti basilari: un salario dignitoso, sicurezza sul posto di lavoro, orario di lavoro adeguato.

Bandai, per esempio, è stata denunciata per “condizioni di lavoro considerate brutali” dall’associazione China Labor Watch. Alcune Ong cinesi hanno denunciato anche Mattel per violazioni dei diritti nelle fabbriche certificate; una denuncia è arrivata ai produttori della Barbie anche da Greenpeace, per il packaging poco sostenibile, e l’azienda ha cambiato le confezioni, ma, si legge nell'inchiesta, "l’impegno è scostante: sembra quasi una risposta una tantum alle pressioni dell’opinione pubblica". Per Disney si segnalano ancora denunce da parte delle Ong. Lego non ha adottato né un sistema di monitoraggio sulla filiera né requisiti ambientali sui giocattoli, e anche in questo caso c'è una denuncia di Greenpeace relativa al packaging, ma senza risultati.

Consola un po' leggere le motivazioni che hanno portato a promuovere Hasbro e Playmobil.

Per quanto riguarda la prima, Altroconsumo giudica buona la politica sociale: è "l’unica azienda", spiegano, "che ci ha rivelato la sua lista dei fornitori. Buoni i controlli nelle due fabbriche visitate e quelli sul lavoro minorile, la sicurezza e salute dei dipendenti, anzhe se il monitoraggio dovrebbe essere esteso a tutta la filiera". Hasbro vanta anche la migliore politica ambientale tra le aziende oggetto dell’inchiesta. Ottima infine la trasparenza: l'azienda ha consentito l’accesso a due fabbriche in Cina: "Non c’è stata alcuna interferenza e il personale ha collaborato durante le verifiche". Unico neo, la chiusura che persiste nei confronti delle Ong locali.

Playmobil risulta più carente negli aspetti sociali: non ci sono linee guida ufficiali per tutto il gruppo, e ogni filiale ha una propria politica sociale. L’azienda fa riferimento al codice di condotta dell'Icti, l'organizzazione internazionale dei produttori di giocattoli, ma non c'è un monitoraggio dei fornitori e sono assenti misure antidiscriminazione, soprattutto per le donne. Più positivi gli aspetti ambientali, con gruppi di controllo interno e molte iniziative. Playmobil ha una certificazione ambientale (Iso 14001) e promuove il sistema di gestione ambientale sulla filiera.
lamiafinanza-green.it
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