Subpage under development, new version coming soon!
Subject: Las Roques
- 1
zornetta to
All
Venezuela, scompare aereo a Los Roques:
a bordo quattro italiani, anche Vittorio Missoni
Le tracce del piccolo velivolo si sono perse ieri mattina: andava dall'arcipelago di Los Roques all'aeroporto di Caracas. Un percorso di 140 chilometri. A bordo il figlio dello stilista, la moglie e due amici. Sulla stessa tratta il 4 gennaio 2008 scomparì un biplano con 18 persone, tra cui 8 italiani, di cui non si ebbero più notizie. L'ipotesi di un dirottamento da parte dei narcos
CARACAS - Un breve tragitto, circa 140 chilometri: un piccolo aereo con sei persone a bordo, di cui quattro italiani, è scomparso dai radar mentre viaggiava dall'arcipelago di Los Roques all'aeroporto Simon Bolivar di Maiquetia, lo scalo della capitale Caracas. Le tracce si sono perse ieri mattina, dopo le 11 ora locale (le 18 in Italia), poco dopo il decollo da Los Roques.
Sul velivolo, un bimotore Norman BN2 di colore bianco, viaggiavano Vittorio Missoni, figlio maggiore dello stilista Ottavio Missoni, sua moglie Maurizia Castiglioni e due amici della coppia, Elda Scalvenzi e Guido Foresti. Oltre a loro il pilota German Merchan e il copilota Juan Fernandez. "Non sappiamo altro", ha detto Pietro Foresti, il figlio di uno degli scomparsi: "Solo che hanno interrotto le ricerche".
Vittorio Missoni, 58 anni, è amministratore delegato di Missoni Spa ed è, di fatto, l'ambasciatore del marchio nel mondo.
La guardia costiera locale ha avviato le ricerche, che sono però state sospese per la notte. Finora non sono state trovate tracce e le ricerche riprenderanno alle prime luci dell'alba.
La Farnesina ha già attivato tutti i canali di informazione in Venezuela e il consolato italiano, in accordo con l'Unità di crisi, è in stretto contatto con le autorità di Caracas. Oltre ai quattro turisti a bordo dell'aereo, il gruppo di connazionali era composto da altre due persone che hanno preso un altro volo dall'arcipelago a Caracas.
Il
precedente. Sull'incidente pesa una triste coincidenza: esattamente cinque anni fa, sempre il 4 gennaio, un bimotore che viaggiava sulla stessa tratta scomparì con 18 persone a bordo, tra cui otto italiani. Non furono mai ritrovati né i resti dell'aereo né i corpi delle persone a bordo, ad esclusione di quello del copilota che fu recuperato in alto mare.
Il bimotore della compagnia Transaven trasportava una famiglia trevigiana - Paolo Durante, quarantenne; sua moglie Bruna Guerrieri e le loro figlie Sofia e Emma di sei e otto anni - insieme ad altre due coppie di italiani: Annalisa Montanari, 42 anni e Rita Calanni Rindina, 46, entrambe residenti a Bologna, e i romani Stefano Frangione e Fabiola Napoli.
Ed è proprio di questi giorni la notizia che forse quell'aereo non precipitò mai: in un servizio pubblicato da Oggi, si fa l'ipotesi che quel velivolo sia stato dirottato dai narcos colombiani, che l’avrebbero poi usato per il trasporto di una partita di cocaina. Questa tesi sarebbe supportata dal fatto che a bordo, secondo le registrazioni della scatola nera, c'erano 4 persone in più di quelle dichiarate, presumibilmente i dirottatori.
Le ricerche di quel volo riprenderanno il 29 gennaio prossimo, dopo un accordo con la Farnesina. "La ricerca in mare - ha detto Mario Pica, ex pilota dell’Aeronautica militare e consulente delle famiglie degli otto italiani dispersi nell’incidente - è un’operazione decisiva. Se non lo troviamo, vuol dire che non è mai precipitato e dovremo cercarlo altrove".
L'arcipelago. Los Roques è un arcipelago del Mar dei Caraibi situato nel nord del Venezuela, proprio di fronte a Caracas. E' formato da una cinquantina di isole e almeno 250 isolotti, la più importante delle quali si chiama Gran Roque, ed è uno dei 'paradisi' del paese sudamericano, sempre al centro del turismo nazionale e internazionale.
Gran Roque è l'unica popolata, ed è anche l'area in cui trova l'aeroporto. Nel 1972 è stato dichiarato Parco Nazionale per la sua importanza ecologica e le spiagge bianche di origine corallina, le acque cristalline e il fondo marino.
a bordo quattro italiani, anche Vittorio Missoni
Le tracce del piccolo velivolo si sono perse ieri mattina: andava dall'arcipelago di Los Roques all'aeroporto di Caracas. Un percorso di 140 chilometri. A bordo il figlio dello stilista, la moglie e due amici. Sulla stessa tratta il 4 gennaio 2008 scomparì un biplano con 18 persone, tra cui 8 italiani, di cui non si ebbero più notizie. L'ipotesi di un dirottamento da parte dei narcos
CARACAS - Un breve tragitto, circa 140 chilometri: un piccolo aereo con sei persone a bordo, di cui quattro italiani, è scomparso dai radar mentre viaggiava dall'arcipelago di Los Roques all'aeroporto Simon Bolivar di Maiquetia, lo scalo della capitale Caracas. Le tracce si sono perse ieri mattina, dopo le 11 ora locale (le 18 in Italia), poco dopo il decollo da Los Roques.
Sul velivolo, un bimotore Norman BN2 di colore bianco, viaggiavano Vittorio Missoni, figlio maggiore dello stilista Ottavio Missoni, sua moglie Maurizia Castiglioni e due amici della coppia, Elda Scalvenzi e Guido Foresti. Oltre a loro il pilota German Merchan e il copilota Juan Fernandez. "Non sappiamo altro", ha detto Pietro Foresti, il figlio di uno degli scomparsi: "Solo che hanno interrotto le ricerche".
Vittorio Missoni, 58 anni, è amministratore delegato di Missoni Spa ed è, di fatto, l'ambasciatore del marchio nel mondo.
La guardia costiera locale ha avviato le ricerche, che sono però state sospese per la notte. Finora non sono state trovate tracce e le ricerche riprenderanno alle prime luci dell'alba.
La Farnesina ha già attivato tutti i canali di informazione in Venezuela e il consolato italiano, in accordo con l'Unità di crisi, è in stretto contatto con le autorità di Caracas. Oltre ai quattro turisti a bordo dell'aereo, il gruppo di connazionali era composto da altre due persone che hanno preso un altro volo dall'arcipelago a Caracas.
Il
precedente. Sull'incidente pesa una triste coincidenza: esattamente cinque anni fa, sempre il 4 gennaio, un bimotore che viaggiava sulla stessa tratta scomparì con 18 persone a bordo, tra cui otto italiani. Non furono mai ritrovati né i resti dell'aereo né i corpi delle persone a bordo, ad esclusione di quello del copilota che fu recuperato in alto mare.
Il bimotore della compagnia Transaven trasportava una famiglia trevigiana - Paolo Durante, quarantenne; sua moglie Bruna Guerrieri e le loro figlie Sofia e Emma di sei e otto anni - insieme ad altre due coppie di italiani: Annalisa Montanari, 42 anni e Rita Calanni Rindina, 46, entrambe residenti a Bologna, e i romani Stefano Frangione e Fabiola Napoli.
Ed è proprio di questi giorni la notizia che forse quell'aereo non precipitò mai: in un servizio pubblicato da Oggi, si fa l'ipotesi che quel velivolo sia stato dirottato dai narcos colombiani, che l’avrebbero poi usato per il trasporto di una partita di cocaina. Questa tesi sarebbe supportata dal fatto che a bordo, secondo le registrazioni della scatola nera, c'erano 4 persone in più di quelle dichiarate, presumibilmente i dirottatori.
Le ricerche di quel volo riprenderanno il 29 gennaio prossimo, dopo un accordo con la Farnesina. "La ricerca in mare - ha detto Mario Pica, ex pilota dell’Aeronautica militare e consulente delle famiglie degli otto italiani dispersi nell’incidente - è un’operazione decisiva. Se non lo troviamo, vuol dire che non è mai precipitato e dovremo cercarlo altrove".
L'arcipelago. Los Roques è un arcipelago del Mar dei Caraibi situato nel nord del Venezuela, proprio di fronte a Caracas. E' formato da una cinquantina di isole e almeno 250 isolotti, la più importante delle quali si chiama Gran Roque, ed è uno dei 'paradisi' del paese sudamericano, sempre al centro del turismo nazionale e internazionale.
Gran Roque è l'unica popolata, ed è anche l'area in cui trova l'aeroporto. Nel 1972 è stato dichiarato Parco Nazionale per la sua importanza ecologica e le spiagge bianche di origine corallina, le acque cristalline e il fondo marino.
se ci sono di mezzo i narcotrafficanti amen......................
Visti i precedenti, credo di sì...
Se fosse caduto in mare, carburante/oggetti/pezzi di aereo/corpi si sarebbero trovati dai...
Se fosse caduto in mare, carburante/oggetti/pezzi di aereo/corpi si sarebbero trovati dai...
Ed è proprio di questi giorni la notizia che forse quell'aereo non precipitò mai: in un servizio pubblicato da Oggi, si fa l'ipotesi che quel velivolo sia stato dirottato dai narcos colombiani, che l’avrebbero poi usato per il trasporto di una partita di cocaina. Questa tesi sarebbe supportata dal fatto che a bordo, secondo le registrazioni della scatola nera, c'erano 4 persone in più di quelle dichiarate, presumibilmente i dirottatori.
non vi sembra strana questa affermazione? se il volo non è mai stato ritrovato come si a fare riferimento alla registrazione della SCATOLA NERA che per definizione si trova a bordo?
non vi sembra strana questa affermazione? se il volo non è mai stato ritrovato come si a fare riferimento alla registrazione della SCATOLA NERA che per definizione si trova a bordo?
Se volavano a circa 10 miglia dalla costa, il pilota, quanto meno per spirito di conservazione, dovrebbe aver avvicinato terra ed essere precipitato all'interno della barriera, in acque basse.
- 1