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Subject: come Morosini
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Billy Duffy [del] to
All
Lecce, 27 gen. - Una nuova tragedia in campo scuote il mondo del calcio. Alessio Miceli, un 34enne calciatore del Soleto (una squadra dilettantistica), si e' accasciato questo pomeriggio sull'erba del campo di Soleto in provincia di Lecce, durante la la 17esima giornata del campionato di seconda categoria, contro il Don Bosco Corigliano. L'uomo e' stato ucciso, a quanto pare, da un aneurisma. Impressionante la somiglianza con il dramma di Piermario Morosini, il giocatore del Livorno deceduto ad aprile. Miceli si e' accasciato una prima volta, poi si e' rialzato ma e' nuovamente caduto a terra. Partita sospesa, sono interventuti carabinieri e sanitari. Inutili i tentativi si rianimazione durante la corsa all'ospedale. La piccola comunita' di Soleto, in provincia di Lecce, e' rimasta sgomenta per la morte di Miceli. "Siamo sconvolti - afferma il sindaco del paese, Elio Serra -, tant'e' vero che l'ospedale era pieno di gente che piangeva. E' una tragedia che lascia increduli. Alessio era assai conosciutoin paese e apparteneva a una famiglia per bene, socialmente molto attiva. Non e' la prima volta che accade una tragedia del genere sui campi di calcio e sarebbe ora che in tutti gli impianti sportivi ci fossero attrezzature sanitarie in grado di garantire un soccorso efficace, come il defibrillatore che, oggi pomeriggio, non c'era. Anche se il 118, a quanto mi risulta, e' intervenuto con tempestivita'".
La nostra ambulanza e' intervenuta in tempi ristrettissimi, appena 8 minuti - afferma il direttore del 118 di Lecce, Maurizio Scardia -, pur trattandosi di un intervento extraterritoriale. Il mezzo, infatti, era partito da Galatina. Il ragazzo e' stato defribillato piu' volte ma la fibrillazione ventricolare non e' stata responsiva. Non potevamo davvero fare di piu'. Evidentemente, il caso Morosini non ha insegnato nulla, se ancora il decreto ministeriale 2011 non viene attuato. Eppure e' previsto il defibrillatore anche nelle strutture in cui si pratica attivita' sportiva dilettantistica. Non solo. Ci vorrebbe anche piu' rigore nei controlli ai calciatori". Secondo i medici del'ospedale di Galatina, dove il giovane atleta e' stato condotto, la causa del decesso sarebbe attribuibile ad un aneurisma.
La nostra ambulanza e' intervenuta in tempi ristrettissimi, appena 8 minuti - afferma il direttore del 118 di Lecce, Maurizio Scardia -, pur trattandosi di un intervento extraterritoriale. Il mezzo, infatti, era partito da Galatina. Il ragazzo e' stato defribillato piu' volte ma la fibrillazione ventricolare non e' stata responsiva. Non potevamo davvero fare di piu'. Evidentemente, il caso Morosini non ha insegnato nulla, se ancora il decreto ministeriale 2011 non viene attuato. Eppure e' previsto il defibrillatore anche nelle strutture in cui si pratica attivita' sportiva dilettantistica. Non solo. Ci vorrebbe anche piu' rigore nei controlli ai calciatori". Secondo i medici del'ospedale di Galatina, dove il giovane atleta e' stato condotto, la causa del decesso sarebbe attribuibile ad un aneurisma.
già........... per far capire l'ipocrisia nazionale ieri non si è fermato nulla.......................
ps: non prendetela come una mancanza di rispetto verso il povero morosini, eh
ps: non prendetela come una mancanza di rispetto verso il povero morosini, eh
si metteranno il lutto al braccio la prossima partita ...
r.i.p.
r.i.p.
mi trovi d'accordo,siccome è un povero dilettante,è una notizia da trafiletto,come che le vite umane non fossero tutte uguali!
Rip
Comunque ci fai poco con un defibrillatore quando si rompe un aneurisma
Comunque ci fai poco con un defibrillatore quando si rompe un aneurisma
o quasi..
L'ex romanista Doni lascia il calcio per un'aritmia cardiaca
01.02.2013 08:53 di Claudio Lollobrigida Twitter: @Claudio_L91 articolo letto 904 volte
Fonte: La Gazzetta dello Sport - Boldrini
© foto di Federico Gaetano
Storia di una tragedia sfiorata, quella di cui è stato protagonista l'ex portiere romanista Doni, che ieri ha rescisso il proprio contratto con il Liverpool per tornare in Brasile e cessare l'attività agonistica a 33 anni. E' il 3 luglio 2012 quando, durante un esame cardiaco effettuato dai medici del Liverpool, il brasiliano ha un arresto cardiaco da cui si riprende dopo 30 secondi di spavento collettivo: la causa è un'aritmia, forse dovuta ad un virus contratto da bambino, di cui i medici della Roma erano perfettamente a conoscenza, ma che non gli aveva impedito di ottenere l'idoneità per giocare. Doni è poi volato in Italia per effettuare altri test, dopo i quali gli è stato consigliato di abbandonare l'attività agonistica per non correre più rischi del genere. A riferirlo è la Gazzetta dello Sport.
L'ex romanista Doni lascia il calcio per un'aritmia cardiaca
01.02.2013 08:53 di Claudio Lollobrigida Twitter: @Claudio_L91 articolo letto 904 volte
Fonte: La Gazzetta dello Sport - Boldrini
© foto di Federico Gaetano
Storia di una tragedia sfiorata, quella di cui è stato protagonista l'ex portiere romanista Doni, che ieri ha rescisso il proprio contratto con il Liverpool per tornare in Brasile e cessare l'attività agonistica a 33 anni. E' il 3 luglio 2012 quando, durante un esame cardiaco effettuato dai medici del Liverpool, il brasiliano ha un arresto cardiaco da cui si riprende dopo 30 secondi di spavento collettivo: la causa è un'aritmia, forse dovuta ad un virus contratto da bambino, di cui i medici della Roma erano perfettamente a conoscenza, ma che non gli aveva impedito di ottenere l'idoneità per giocare. Doni è poi volato in Italia per effettuare altri test, dopo i quali gli è stato consigliato di abbandonare l'attività agonistica per non correre più rischi del genere. A riferirlo è la Gazzetta dello Sport.
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