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Subject: HABEMUS PAPAM

2013-03-19 21:41:39
beh oddio, understand presuppone la comprensione di qualcosa, la fede è cieca accondiscendenza non dimostrata e non dimostrabile :)

Mi piace questa definizione della fede, adesso vedo di conciliarla con la figura di Francesco d'Assisi poi ti dico :)
2013-03-19 21:43:22
quello che parlava con gli animali ...


grandissima figura per la chiesa he, però non confuta troppo la definizione, anzi :D ..
2013-03-19 21:53:05
quello che parlava con gli animali ...

Bè, a Odifreddi non riesce :)


grandissima figura per la chiesa he, però non confuta troppo la definizione, anzi :D ..

condiscendenza
[con-di-scen-dèn-za]
ant. condescendenza
s.f.
L'essere condiscendente, incline a consentire agli altrui desideri

La vita di Francesco pare piuttosto agli antipodi rispetto al vocabolo...
2013-03-19 22:00:35
diciamo che gli esseri umani sono governati da due strumenti fondamentali di sperimentazione dell'ambiente che li circonda. Una materiale, che si acquisisce attraverso i cinque sensi e si elabora attraverso la ragione; e una seconda che è lasciata ad una non meglio identificata "sensibilità" che secondo me è una specie di sintesi "originale" di quanto i 5 sensi riescono ad acquisire. Una intuizione che si affina con la saggezza.
Ebbene, io personamente non trovo dicotomia tra le due esperienze, non perché non siano dissimili, spesso anche inconciliabilmente; ma perché prendo come presupposto che nulla, e sottolineo con forza nulla, può essere assunto come verità ineccepibile. Le mie personali idee sono vere in me e per me, e per chi le condivide, non in assoluto. Quindi anche le due esperienze diverse che in me convivono, se pur diverse, possono non confliggere e darmi due informazioni dissimili che io utlizzo entrambe per completarmi. Di conseguenza però, non posso che collocarmi al difuori di ogni confessione dogmatica (sostanziamente tutte, buddismo compreso).
2013-03-19 22:00:35
hai mai conosciuto un fedele incline ad andare contro i desideri di Dio?

2013-03-19 22:04:14
una maglietta con le parole invertite/sostituite non ha senso - per la stragrande parte di persone l'appartenenza religiosa non è una questione di scelta ma di inerzia di ciò che gli impone il luogo, il periodo e il contesto sociale in cui nascono e passano l'infanzia. invece la scelta di razionalizzare il mondo è consapevole e richiede un certo impegno, 20 ave maria e una preghiera prima dei pasti non basta.
(edited)
2013-03-19 22:12:21
per quello non ho nemmeno mai conosciuto nessuno, a parte Homer naturalmente, incline ad andare contro le leggi della gravità. Ciononostante non mi sognerei di definire quest'atteggiamento "cieca accondiscendenza" :)

quantunque... (si scherza eh)

Prima Legge di Clarke
"Quando un scienziato famoso ma anziano dice che qualcosa è possibile quasi certamente ha ragione. Quando dice che qualcosa è impossibile molto probabilmente ha torto."

Seconda Legge di Clarke
"L'unico modo per scoprire i limiti del possibile è avventurarsi un poco oltre, nell'impossibile"

Terza Legge di Clarke
"Ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia."
2013-03-19 22:20:49
hai mai conosciuto un fedele incline ad andare contro i desideri di Dio?

Tutti.
Altrimenti non esisterebbe il meccanismo di peccato-preghiera-perdono che teneva in piedi la baracca.
E verrebbe meno la società per azioni che detiene l'intermediazione tra te e il dio.
2013-03-19 22:26:17
ma perché prendo come presupposto che nulla, e sottolineo con forza nulla, può essere assunto come verità ineccepibile. Le mie personali idee sono vere in me e per me, e per chi le condivide, non in assoluto. Quindi anche le due esperienze diverse che in me convivono, se pur diverse, possono non confliggere e darmi due informazioni dissimili che io utlizzo entrambe per completarmi. Di conseguenza però, non posso che collocarmi al difuori di ogni confessione dogmatica (sostanziamente tutte, buddismo compreso).

Sì, chi ha fede deve supporre almeno una verità assoluta: l'esistenza di Dio. E deve farlo senza il supporto di una dimostrazione razionale: con fiducia totale in essa.
Gli altri dogmi delle religioni sono, in fondo, solo dettagli cui si crede a seconda del luogo in cui nasci, o delle persone con le quali ti rapporti. Su questo fondano la loro possibilità il dialogo ecumenico e quello interreligioso
2013-03-20 00:58:23
Da non clericale mi sorprende lo spirito critico dei cattolici: fino a un minuto fa non lo conoscevano, ora è nei loro cuori. bah
è il Papa, perchè non dovrebbe essere nei nostri cuori anche se non lo conoscevamo? sarebbe strano il contrario!
comunque sono contento per questa comunità, si dimostra ancora la più matura, nonostante qualche uscita infelice.
2013-03-20 01:11:00
Sì, chi ha fede deve supporre almeno una verità assoluta: l'esistenza di Dio.

si ma c'è anche il problema della "natura" di Dio, che sposta un po' l'assoutezza del concepire come assodata la sua esistenza. Se io concepisco un Dio che non ha un intelligenza siml umana, come mi pare di capire emerga un po' da tutte le religioni monoteiste? Noi immaginiamo un dio che pensa, che ama, che parla, che comunica così come comunicano gli uomini. Un Dio che dispone e si manifesta nella storia. E se io immagino invece un Dio talmente diverso da non poter essere codificato da canoni di pensiero umano? Una forza dell'universo che non ha il nostro stesso linguaggio? Quello si può dire che esiste? E' un confine che non è riconducibile ad una verità assoluta. Secondo la nostra comune idea di Dio, non esiste. Ma può esistere se consideriamo gli infiniti ambiti in cui il nostro pensiero può non essere attrezzato, per i suoi limiti, a figurarsi la sua natura.
Lo so che è contorto, spero di essermi fatto capire lo stesso.
2013-03-20 01:50:28
E' un po' tardi quindi non ti assicuro di aver letto lucidamente

La posizione che esponi mi sembra quella affermata dalla cosiddetta teologia negativa che risale al Neoplatonismo (Plotino) e cristianizzata da Dionigi l'Areopagita.
In sostanza considera Dio al di là di ogni possibile affermazione positiva che noi possiamo fare su di lui, un Soggetto cui non possiamo attribuire predicati. Questa concezione è alla base di ogni via mistica e si propone come alternativa ad ogni Teologia positiva (che invece attribuisce a Dio predicati - onnipotente, onniscente, alto, biondo, con e senza martello...).
Per mia natura la preferisco, non solo perchè evita tutti quei problemi che sottolinei e che nascono dal desiderio di definire Dio ma anche perchè lascia a ognuno la possibilità di coltivare in pace il proprio sentimento religioso senza doversi armare per nessuna crociata contro chi definisce Dio in modo diverso o contro chi semplicemente non ha un sentimento religioso.

Non so se ho interpretato bene, nel caso volessi però approfondire ti lascio un link

Teologia negativa

(edited)
2013-03-20 01:55:51
...e poi naturalmente Agostino: Si comprehendis non est Deus :)
2013-03-20 03:30:28
hai mai conosciuto un fedele incline ad andare contro i desideri di Dio?

Tutti.
Altrimenti non esisterebbe il meccanismo di peccato-preghiera-perdono che teneva in piedi la baracca.
E verrebbe meno la società per azioni che detiene l'intermediazione tra te e il dio.


Come tutti sanno sono anticlericale ma non tutte le religioni funzionano così. Il luteranesimo NON funziona così.
2013-03-20 09:20:02
si scopigno hai interpretato bene. ed anche io la preferisco per gli stessi motivi, oltre al fatto che a me sembra l'eventualità più probabile. Un'entità che non si è evoluta e sviluppata sul pianeta terra, è improbabile che sia "a immagine e somiglianza", sia fisica che mentale (che poi ancora mi devono spiegare la differenza in realtà, le prerogative mentali sono comunque scatenate da processi fisici).
(edited)
2013-03-20 10:04:14
Vero.
Infatti si stava parlando della "società per azioni"...