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Subject: HABEMUS PAPAM
E' AMICO DEL DIAVOLO!!!
ma fammi ridere...
Io non riderei.
Lui, ad esempio, è palesemente amico del diavolo.
Non la senti la puzza di zolfo?
ma fammi ridere...
Io non riderei.
Lui, ad esempio, è palesemente amico del diavolo.
Non la senti la puzza di zolfo?
La scienza contrariamente ad un’opinione diffusa, non elimina Dio. La fisica deve addirittura perseguitare finalità teologiche, poichè deve proporsi non solo di sapere com’è la natura, ma anche di sapere perchè la natura è così e non in un’altra maniera, con l’intento di arrivare a capire se Dio avesse davanti a sè altre scelte quando creò il mondo [...]. Voglio sapere come Dio creò questo mondo. Voglio conoscere i suoi pensieri; in quanto al resto, sono solo dettagli
Fonte:
UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti)
Ateismo e agnosticismo tra uomini e donne di scienza
Il diffuso ateismo tra gli scienziati, evidenziato dal recente articolo di Nature (del quale si è discusso nel n° 2/1997 de L’Ateo) non è un fenomeno limitato agli Stati Uniti. In Italia, infatti, stando a una ricerca pubblicata nel 1989 con il titolo Valori, scienza e trascendenza, la percentuale degli scienziati che credono in dio (36,1%) è persino più bassa di quella americana (39,3%).
Dalla summenzionata ricerca svolta in Italia è emerso un altro interessante dato, che forse meglio di qualsiasi altro dimostra che l’ateismo è tanto più diffuso quanto maggiore è la conoscenza scientifica, il che ovviamente equivale a dire, in modo meno eufemistico ma più efficace, che la fede è tanto più diffusa quanto maggiore è l’ignoranza delle leggi della natura. Infatti, facendo un confronto tra gli italiani laureati in discipline scientifiche e gli scienziati, che possono vantare un ulteriore iter di formazione scientifica - in relazione alle varie tappe della carriera accademico-professionale o degli impegni di ricerca - che li differenzia sensibilmente dalla grande maggioranza dei laureati in discipline scientifiche, è risultato che la percentuale dei credenti è di gran lunga maggiore tra i semplici laureati (75,6%), quelli che non possono vantare un ulteriore iter di formazione scientifica.
In mancanza di dati sicuri e aggiornati sulla percentuale di credenti tra la popolazione italiana in generale, supponiamo che essa corrisponda a quella americana, che è del 93%, come riportato nel recente articolo di Nature. Attribuendo quella percentuale anche agli italiani, siamo certi di non sbagliare per eccesso, visto che quasi tutti i mass media italiani, assidui e fedeli portavoce del Vaticano, sembrano appartenere alla Santa Sede, non a uno Stato laico e indipendente.
Considerando dunque attendibile il dato che il 93% degli italiani crede in dio, si può notare che quella percentuale scende al 75,6% tra coloro che hanno una laurea in discipline scientifiche e che essa crolla al 36,1% tra coloro che possono vantare un ulteriore iter di formazione scientifica, gli scienziati appunto. Quelle percentuali che scendono a picco col crescere della conoscenza dimostrano meglio di qualsiasi discorso che la fede è direttamente proporzionale all’ignoranza e che quest’ultima, perciò, è la vera linfa vitale delle religioni.
Cioè, il 75% di chi non fatica a capire la scienza continua continua a credere in Dio, e l'elite che può vantare un iter superiore (lol) continua a credere per il 36%.
Naturalmente bisogna distinguere tra credere in un Dio (come Einstein, Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio), credere in una religione (come Copernico o Galilei o Max Planc In qualunque direzione e per quanto lontano noi possiamo vedere, non troviamo da nessuna parte una contraddizione tra religione e scienza, ma piuttosto un pieno accordo proprio nei punti più decisivi), essere agnostico (come Darwin, "Il mio giudizio è spesso fluttuante, e persino nelle mie fluttuazioni più estreme non sono mai stato ateo nel senso di negare Dio. Credo che in generale, ma non sempre, la mia posizione possa essere descritta più apporpriatamente con il termine agnostico") o essere ateo (come Odifreddi)
Fonte:
UAAR (Unione degli Atei e degli Agnostici razionalisti)
Ateismo e agnosticismo tra uomini e donne di scienza
Il diffuso ateismo tra gli scienziati, evidenziato dal recente articolo di Nature (del quale si è discusso nel n° 2/1997 de L’Ateo) non è un fenomeno limitato agli Stati Uniti. In Italia, infatti, stando a una ricerca pubblicata nel 1989 con il titolo Valori, scienza e trascendenza, la percentuale degli scienziati che credono in dio (36,1%) è persino più bassa di quella americana (39,3%).
Dalla summenzionata ricerca svolta in Italia è emerso un altro interessante dato, che forse meglio di qualsiasi altro dimostra che l’ateismo è tanto più diffuso quanto maggiore è la conoscenza scientifica, il che ovviamente equivale a dire, in modo meno eufemistico ma più efficace, che la fede è tanto più diffusa quanto maggiore è l’ignoranza delle leggi della natura. Infatti, facendo un confronto tra gli italiani laureati in discipline scientifiche e gli scienziati, che possono vantare un ulteriore iter di formazione scientifica - in relazione alle varie tappe della carriera accademico-professionale o degli impegni di ricerca - che li differenzia sensibilmente dalla grande maggioranza dei laureati in discipline scientifiche, è risultato che la percentuale dei credenti è di gran lunga maggiore tra i semplici laureati (75,6%), quelli che non possono vantare un ulteriore iter di formazione scientifica.
In mancanza di dati sicuri e aggiornati sulla percentuale di credenti tra la popolazione italiana in generale, supponiamo che essa corrisponda a quella americana, che è del 93%, come riportato nel recente articolo di Nature. Attribuendo quella percentuale anche agli italiani, siamo certi di non sbagliare per eccesso, visto che quasi tutti i mass media italiani, assidui e fedeli portavoce del Vaticano, sembrano appartenere alla Santa Sede, non a uno Stato laico e indipendente.
Considerando dunque attendibile il dato che il 93% degli italiani crede in dio, si può notare che quella percentuale scende al 75,6% tra coloro che hanno una laurea in discipline scientifiche e che essa crolla al 36,1% tra coloro che possono vantare un ulteriore iter di formazione scientifica, gli scienziati appunto. Quelle percentuali che scendono a picco col crescere della conoscenza dimostrano meglio di qualsiasi discorso che la fede è direttamente proporzionale all’ignoranza e che quest’ultima, perciò, è la vera linfa vitale delle religioni.
Cioè, il 75% di chi non fatica a capire la scienza continua continua a credere in Dio, e l'elite che può vantare un iter superiore (lol) continua a credere per il 36%.
Naturalmente bisogna distinguere tra credere in un Dio (come Einstein, Io non sono ateo e non penso di potermi definire panteista. Noi siamo nella situazione di un bambino che è entrato in una immensa biblioteca piena di libri scritti in molte lingue. Il bambino sa che qualcuno deve aver scritto quei libri, ma non sa come e non conosce le lingue in cui sono stati scritti. Sospetta però che vi sia un misterioso ordine nella disposizione dei volumi, ma non sa quale sia. Questa mi sembra la situazione dell’essere umano, anche il più intelligente, di fronte a Dio. La convinzione profondamente appassionante della presenza di un superiore potere razionale, che si rivela nell’incomprensibile universo, fonda la mia idea su Dio), credere in una religione (come Copernico o Galilei o Max Planc In qualunque direzione e per quanto lontano noi possiamo vedere, non troviamo da nessuna parte una contraddizione tra religione e scienza, ma piuttosto un pieno accordo proprio nei punti più decisivi), essere agnostico (come Darwin, "Il mio giudizio è spesso fluttuante, e persino nelle mie fluttuazioni più estreme non sono mai stato ateo nel senso di negare Dio. Credo che in generale, ma non sempre, la mia posizione possa essere descritta più apporpriatamente con il termine agnostico") o essere ateo (come Odifreddi)
scopigno scusami, è scritto proprio "perseguitare finalità teologiche"?
:p
:p
La scienza contrariamente ad un’opinione diffusa, non elimina Dio
a livello teorico forse no, a livello pratico molti preferiscono fidarsi del dogma anzichè sforzarsi a capire determinate cose.
a livello teorico forse no, a livello pratico molti preferiscono fidarsi del dogma anzichè sforzarsi a capire determinate cose.
Il dittatore dello Zimbabwe dal 2002 non può entrare in Europa ma oggi è a Roma...
Ecco l'apertura della chiesa :)
Ecco l'apertura della chiesa :)
eem, sì... Non è una frase mia, ho copincollato Einstein (si fa per dire...) e mi è sfuggito il refuso (lapsus?) :)
certo che perseguitare non è male :D
certo che perseguitare non è male :D
molti preferiscono fidarsi del dogma anzichè sforzarsi a capire determinate cose.,
come darti torto? quoto :)
Il fanatico è un tipo umano a me incomprensibile: qualunque sia l'idea con la quale si identifica (ateismo, fede religiosa o politica o economica) il fanatico non perde tempo a sostenere alcunchè avendo sgomberato il campo da ogni discussione
come darti torto? quoto :)
Il fanatico è un tipo umano a me incomprensibile: qualunque sia l'idea con la quale si identifica (ateismo, fede religiosa o politica o economica) il fanatico non perde tempo a sostenere alcunchè avendo sgomberato il campo da ogni discussione
quoto, gli eccessi (da un lato o dall'altro) li ho sempre visti come qualcosa di deleterio
quoto, gli eccessi (da un lato o dall'altro) li ho sempre visti come qualcosa di deleterio
Gli eccessi da un lato (è un eccesso l'indagine scientifica ed il pensiero razionale?) ti hanno permesso di non morire per l'influenza, di far diventare in molti casi un tumore un semplice incidente di percorso, e di uscire dall'orbita terrestre.
Gli eccessi dall'altro, ti offrono l'esorcismo (quando va bene) e una visione geocentrica dell'universo.
Ah, ho scritto quando va bene, perché quando certe frasi sono rispettate alla lettera, succede che uno riufiti una trasfusione perché ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue.
Gli eccessi da un lato (è un eccesso l'indagine scientifica ed il pensiero razionale?) ti hanno permesso di non morire per l'influenza, di far diventare in molti casi un tumore un semplice incidente di percorso, e di uscire dall'orbita terrestre.
Gli eccessi dall'altro, ti offrono l'esorcismo (quando va bene) e una visione geocentrica dell'universo.
Ah, ho scritto quando va bene, perché quando certe frasi sono rispettate alla lettera, succede che uno riufiti una trasfusione perché ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue.
è un eccesso l'indagine scientifica ed il pensiero razionale?
Solo un fanatico, figlio di fanatico a sua volta discendente di fanatici viventi al tempo di Abramo potrebbe rispondere di sì a questa domanda :)
Gli eccessi da un lato [...] ti hanno permesso di non morire per l'influenza, di far diventare in molti casi un tumore un semplice incidente di percorso, e di uscire dall'orbita terrestre.
Gli eccessi dall'altro, ti offrono l'esorcismo (quando va bene) e una visione geocentrica dell'universo.
Ma i progressi della scienza non sono certo frutto di nessun eccesso... non capisco
La visione geocentrica aveva un fondamento scientifico, nei limiti delle possibilità allora concesse ai pitagorici... che, tra l'altro è difficile non considerare padri della scienza. Paradossalmente però la difesa del geocentrismo contro l'eliocentrismo (per esempio nel processo a Galilei) è un buon esempio di fanatismo scientifico: in quel caso avevamo da un lato i sostenitori della vecchia concezione scientifica pitagorico-tolemaica (sostenuta dalla Chiesa per via dei legami costruiti tra aristotelismo e cristianesimo), dall'altro lato la nuova concezione scientifica copernicana-galileiana-kepleriana. Il primo gruppo difese il geocentrismo in modi fanatici (come per esempio nel rifiuto di controllare col cannocchiale).
quando certe frasi sono rispettate alla lettera, succede che uno riufiti una trasfusione perché ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue.
Certo, sono appunto fanatici religiosi... io non capisco dove sia il disaccordo
Solo un fanatico, figlio di fanatico a sua volta discendente di fanatici viventi al tempo di Abramo potrebbe rispondere di sì a questa domanda :)
Gli eccessi da un lato [...] ti hanno permesso di non morire per l'influenza, di far diventare in molti casi un tumore un semplice incidente di percorso, e di uscire dall'orbita terrestre.
Gli eccessi dall'altro, ti offrono l'esorcismo (quando va bene) e una visione geocentrica dell'universo.
Ma i progressi della scienza non sono certo frutto di nessun eccesso... non capisco
La visione geocentrica aveva un fondamento scientifico, nei limiti delle possibilità allora concesse ai pitagorici... che, tra l'altro è difficile non considerare padri della scienza. Paradossalmente però la difesa del geocentrismo contro l'eliocentrismo (per esempio nel processo a Galilei) è un buon esempio di fanatismo scientifico: in quel caso avevamo da un lato i sostenitori della vecchia concezione scientifica pitagorico-tolemaica (sostenuta dalla Chiesa per via dei legami costruiti tra aristotelismo e cristianesimo), dall'altro lato la nuova concezione scientifica copernicana-galileiana-kepleriana. Il primo gruppo difese il geocentrismo in modi fanatici (come per esempio nel rifiuto di controllare col cannocchiale).
quando certe frasi sono rispettate alla lettera, succede che uno riufiti una trasfusione perché ma non mangerete carne con la sua vita, cioè il suo sangue.
Certo, sono appunto fanatici religiosi... io non capisco dove sia il disaccordo
per quanto mi riguarda nessun religioso può provarmi che Dio esista e nessuno scienziato può provarmi che non esista. Gli eccessi stanno nella intensità con la quale cercano di convincermi della loro idea, pur senza prove. E sono questi eccessi che trovo deleteri perché prima o poi sfociano nell'intolleranza e nella violenza, fisica o verbale che sia. Non vedo eccessi nella ricerca per lo sviluppo di una cura per l'influenza o cose simili. E comunque ho sempre considerato religione e scienza, denudate da qualsiasi eccesso, le due facce della stessa medaglia, ovvero la voglia dell'uomo di conoscere e a livello materiale e a livello spirituale (e le due cose non credo si possano scontrare, come invece spesso pretendiamo o facciami accadere proprio grazie ai fanatismi, perché appunto due facce opposte). Come dire, il polo nord non vedrà mai il polo sud, ma nessuno dei due può dire che l'altro non esista.
beh varlam:D
sai che un maglietta con parole invertite è ugualmente ineccepibile?
:D:D:D:D
sai che un maglietta con parole invertite è ugualmente ineccepibile?
:D:D:D:D
beh oddio, understand presuppone la comprensione di qualcosa, la fede è cieca accondiscendenza non dimostrata e non dimostrabile :)
beh oddio, understand presuppone la comprensione di qualcosa, la fede è cieca accondiscendenza non dimostrata e non dimostrabile :)
Mi piace questa definizione della fede, adesso vedo di conciliarla con la figura di Francesco d'Assisi poi ti dico :)
Mi piace questa definizione della fede, adesso vedo di conciliarla con la figura di Francesco d'Assisi poi ti dico :)