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Subject: botte gratis dalla polizia

2013-03-18 22:53:55
Può avergli anche detto che sua sorella si è fatta tutta la nazionale dell'NBA... In ogni caso il pestaggio non era giustificabile.
2013-03-18 23:30:29
amore non corrisposto

Prendo questa tua frase come spunto. Tu dici "amore non corrisposto", ma, mentre tu pensi (probabilmente) di esserti espresso in modo chiaro ed inequivocabile, in realtà lo hai fatto in modo piuttosto balzano. Infatti, da come parli, sembra che tu ti stia riferendo a qualcuno (o qualcosa) che ami te ma che tu non ami (corrisposto è sinonimo di ricambiato). Io infatti ho detto di essere IO ad amare la lingua, quindi non avrebbe senso parlare di amore ricambiato (non è che la lingua possa amare). Probabilmente volevi dire non condiviso, ma è proprio questo il punto: la ricerca della correttezza linguistica non è solo una mera speculazione culturale, ha una vera e propria utilità comunicativa... ma anche formativa sia dal punto di vista intellettivo che intellettuale. Ostinarsi a scrivere correttamente non è una mitizzazione della lingua quanto piuttosto la dimostrazione di una ricerca personale del corretto pensare finalizzata ad un affinamento del proprio intelletto. Scrivere (e parlare) bene vuol dire pensare bene e avere le idee chiare su ciò che si dice. La dimostrazione di questo è che la gente che non sa scrivere bene (e che magari se ne vanta pure) poi trova grosse, grossissime difficoltà nello spiegare fatti o concetti anche banali; se non si trova interessante interrogarsi sul perché si scriva «ce n'è» piuttosto che «c'è né», o «ce l'ho» piuttosto che «celò», o sull'importanza della punteggiatura o dell'enfatizzare stilisticamente alcune parti del discorso, migliorando quindi la propria qualità comunicativa, come si può poi riuscire a spiegare cose anche solo leggermente più complesse di queste?

Io credo fortemente che laddove non si riesca ad arrivare con le parole per far valere le proprie ragioni, si ha la tendenza ad arrivarci con le mani. E proprio quest'ultima osservazione rende forse il mio intervento meno OT di quanto originariamente non fosse.
(edited)
2013-03-18 23:42:07
Prendo questa tua frase come spunto. Tu dici "amore non corrisposto", ma, mentre tu pensi di esserti espresso in modo chiaro ed inequivocabile, in realtà lo hai fatto in modo piuttosto balzano. Infatti, da come parli, sembra che tu ti stia riferendo a qualcuno (o qualcosa) che ami te ma che tu non ami (corrisposto è sinonimo di ricambiato). Io infatti ho detto di essere IO ad amare la lingua, quindi non avrebbe senso parlare di amore ricambiato. Probabilmente volevi dire non condiviso, ma è proprio questo il punto: la ricerca della correttezza linguistica non è solo una mera speculazione culturale, ha una vera e propria utilità formativa sia dal punto di vista intellettivo che intellettuale.

LOL, nono proprio corrisposto, facevo ironia da 4 soldi sugli errori che avevi fatto tu stesso!!
La lingua non corrisponde il tuo amore e perciò ti priva del suo uso..
mi pareva pure abbastanza chiaro.
noto però che l'utilità di questo discorso è scaduta al minimo storico, se mi permetti.

E qui arrivo al dunque: ostinarsi a scrivere correttamente non è una mitizzazione della lingua quanto piuttosto la dimostrazione di una ricerca personale del corretto pensare finalizzata ad un affinamento del proprio intelletto.

1 non credo che scrivere correttamente aiuti a pensare correttamente. E' vero quando hai 10 anni, non dopo.
2 l'affinamento e il miglioramento continuo sono un mito da analizzare con attenzione. La vita è adesso (cit. Baglioni credo..)

Scrivere (e parlare) bene vuol dire pensare bene e avere le idee chiare su ciò che si dice.

penso di potere fare un milione di esempi che ti smentiscono.

Io credo fortemente che laddove non si riesca ad arrivare con le parole, si ha la tendenza ad arrivarci con le mani.

In parte hai ragione (io direi che alle mani si viene sempre e solo se si vuole), annoto però che anche a NON VOLERE CAPIRE non si fa un'operazione granchè onesta e pacifica. Perciò quando il senso è comprensibile (ed il concetto non abbisogna di specificazioni speciose) soffermarsi sulla forma è appunto.. formalismo!
2013-03-19 00:00:18
Può avergli anche detto che sua sorella si è fatta tutta la nazionale dell'NBA... In ogni caso il pestaggio non era giustificabile.

su questo nessuno discute :)

la questione era solo quanto il video potesse provare una tesi o l'altra;
se la questione fosse: la polizia può usare la violenza senza giustificati motivi? La risposta sarebbe: NO!
E i contributi si ridurrebbero a sequenze di +1
(edited)
2013-03-19 00:23:32
LOL, nono proprio corrisposto, facevo ironia da 4 soldi sugli errori che avevi fatto tu stesso!!

Ah, allora è ok :-)

noto però che l'utilità di questo discorso è scaduta al minimo storico, se mi permetti.

Certo che permetto, ci mancherebbe.

1 non credo che scrivere correttamente aiuti a pensare correttamente. E' vero quando hai 10 anni, non dopo.

Io invece penso che a 10 anni il cervello è semplicemente più fresco e che il miglioramento è possibile anche molto dopo. E quindi, se rendersi conto della struttura della lingua aiuta a sviluppare capacità logiche a 10 anni, può avere lo stesso effetto su un 30-enne o 50-enne, solo probabilmente in modo meno pregnante ancorché istruttivo.

2 l'affinamento e il miglioramento continuo sono un mito da analizzare con attenzione. La vita è adesso (cit. Baglioni credo..)

Ciascuno fa della propria vita quello che crede. Credere che vi sia del bene nel miglioramento rientra fra quelle convinzioni personali che, penso, non sono soggette all'opinabilità né sono meritevoli di de-mitizzazione. La vita è adesso, sì, ma è davvero utile un adesso senza un domani? Io penso di no, ma è solo una mia opinione.

penso di potere fare un milione di esempi che ti smentiscono.

Hai molto tempo a disposizione, vedo :-)

In parte hai ragione (io direi che alle mani si viene sempre e solo se si vuole),

L'ipotesi secondo cui più è basso il livello socio-culturale di due persone e più è alta la probabilità che questi vengano alle mani in seguito ad una loro diatriba è un fatto acclarato basato sull'effettiva maggior probabilità di perdita del controllo (e quindi della volontà) da parte dei soggetti appartenenti alle fasce meno abbienti. Detta meno elegantemente, chi è molto, molto ignorante è anche tendenzialmente più impulsivo di uno che è invece abituato a pensare prima di agire, riflettere e confrontarsi con altri in modo disciplinato, senza necessariamente arrivare alle mani, abitudini tipiche (anche se non esclusive) di chi è scolarizzato.

a NON VOLERE CAPIRE non si fa un'operazione granchè onesta e pacifica. Perciò quando il senso è comprensibile (ed il concetto non abbisogna di specificazioni speciose) soffermarsi sulla forma è appunto.. formalismo!

Dipende dal contesto. Se sto parlando con un amico me ne frego se usa un condizionale al posto del congiuntivo, ma inorridirei se una tale cosa accadesse in sede d'esame all'università, magari proprio in Lettere. Ma non è questo il punto, non si tratta di stabilire la "passabilità" o meno di una forma a seconda del contesto; perlomeno, non è questo il messaggio su cui insisto io. Io dico che, secondo me, la forma è quasi sempre l'anticamera della sostanza, con ciò intendendo che sforzarsi di curarsi della ricerca delle forme adeguate è un modo convenuto (forse troppo, ahimè) per comunicare agli altri un set di qualità che sarebbe troppo ampio da enucleare in questa sede ma che, sono certo, tu avrai ben chiaro in mente.

Per il resto, non so cos'altro aggiungere, mi sembra veramente di star studiando ciò che abbondantemente già si sa. Certamente non è carino demonizzare arbitrariamente chi sbaglia un accento o dimostra di non sapere la differenza fra «ce l'ho» e «celò», e posso anche essere d'accordo con te sulla reale utilità di puntualizzare su tutto anche quando il significato si sia compreso, ma lasciami quantomeno libero di selezionare un curriculum vitae al posto di un altro non basandomi solo sulla foto o sul numero di qualifiche che hai.
(edited)
2013-03-19 00:31:35
Secondo me, se Giannino si iscrive a Sokker e partecipa a Freestyle finisce che una laurea vera la tira su :)
2013-03-19 08:51:16
ci sono tante cose interessanti nel tuo post, provo a schematizzare:

1:Ciascuno fa della propria vita quello che crede. Credere che vi sia del bene nel miglioramento rientra fra quelle convinzioni personali che, penso, non sono soggette all'opinabilità né sono meritevoli di de-mitizzazione. La vita è adesso, sì, ma è davvero utile un adesso senza un domani? Io penso di no, ma è solo una mia opinione.

La mia osservazione voleva evidenziare che nel nostro tempo c'è il mito della "formazione continua", delle "esperienze da fare" e dell' "imparare".
Io ravviso in questa impostazione un errore di fondo, si vive sempre il proprio tempo finalizzato a prepararsi per qualcos'altro.. Invece la vita è oggi. O meglio, nel frattempo la vita sta passando e quando sarai perfettamente preparato potresti pure essere... freddo!!!

Ovviamente ciò non deve volere dire che uno viva un presente continuo senza programmazione o investimento nel domani. Ma ci vuole equilibrio. Imho, ovviamente!

2: L'ipotesi secondo cui più è basso il livello socio-culturale di due persone e più è alta la probabilità che questi vengano alle mani in seguito ad una loro diatriba è un fatto acclarato basato sull'effettiva maggior probabilità di perdita del controllo (e quindi della volontà) da parte dei soggetti appartenenti alle fasce meno abbienti. Detta meno elegantemente, chi è molto, molto ignorante è anche tendenzialmente più impulsivo di uno che è invece abituato a pensare prima di agire, riflettere e confrontarsi con altri in modo disciplinato, senza necessariamente arrivare alle mani, abitudini tipiche (anche se non esclusive) di chi è scolarizzato.

Si ma,
il sillogismo secondo cui scrivere correttamente è sinonimo di alto o basso livello socio-culturale secondo me fa acqua da tutte le parti.

3: Dipende dal contesto. [cut.]

qui hai ragione, aggiungo però una annotazione personale:
Dobbiamo essere elastici con la lingua e permettere che evolva. Se si impone nel linguaggio scritto l'uso di "celò" al posto di "ce l'ho", fare resistenza e formalizzarsi sulla regola superata è davvero utile?
Dobbiamo, a mio parere, accettare che domani su un tema si possa travare scritto "xkè" al posto di "perchè" (figurarsi se serve fare caso all'accento scritto..), altrimenti condanniamo la lingua a fossilizzarsi ed ad essere superata e sostituita.
(edited)
2013-03-19 10:11:14
Quasi quasi chiamo quei poliziotti del video e faccio dirimer a loro le vostre questioni :D

Hem, il soggetto è ''botte gratis della polizia'' non ''trattato del ben scrivere''...
2013-03-19 10:28:14
Quasi quasi chiamo quei poliziotti del video e faccio dirimer a loro le vostre questioni :D

sono sicuramente degli illetterati (giusto ericiì? :PpPp )

Hem, il soggetto è ''botte gratis della polizia'' non ''trattato del ben scrivere''...


hai ragione, chiudo.
2013-03-19 11:03:45
Grazie per l'intervento Grucho.

Come qualcuno sosteneva in precedenza, il problema di una violenza abbastanza diffusa tra la Polizia deriva dalle politiche di arruolamento e addestramento.
Onestamente non so quale sia la strada giusta da percorrere, non è semplice. Allo stadio, durante alcune manifestazioni occorre saper vincere una resistenza, un agente aggressivo e poco riflessivo.
Sono sul terriotorio per difendere tutti noi e per una volta che esagerano ce ne sono 100 che chiudono un occhio, che ci aiutano.

Bisogna considerare l'aspetto sociologico della questione, non per giustificarli, ma per comprendere certi atteggiamenti.

Un ragazzo normodotato, fisicamente ed intellittivamente, di carettre neutrale, senza precedenti penali, decide di essere indipendente nella vita, di non gravare sulla famiglia. Le possibilità maggiori, almeno fino ad una decina di anni fa, erano quelle di arruolarsi nelle forze di polizia.
Una volta dentro questi ragazzi si scontrano con un mondo fatto di antiche tradizioni, di assenza di dialogo, che presenta modelli di comportamento che gli psicologi considerano fuori luogo e fuori tempo. Viene impartita una disciplina che i ragazzi comuni non hanno, ci sono privazioni e sacrifici, come in altri lavori del resto, vengono fatti addestramenti speciali, con armi e tecniche di lotta corpo a corpo che di certo non esaltano lo sviluppo di una sensibilità particolare verso il prossimo.
Non mi dilungo oltre.

E' necessario valutare a fondo quello che viene scritto e detto dai media, comprendere che alcuni "pezzi" vengono scritti per avere effetto sull'opinione pubblica, per avere impatto e attirare interesse. Quando la Polizia compie azioni di salvaguardia della sicurezza pubblica, leggiamo un trafiletto con dati rferibili ai sequestri eseguiti a carico di una non identificata organizzazione, senza sapere tutto quello che c'è dietro e quanto impegno c'è voluto.
2013-03-19 11:45:30
tutto giusto, tutto da quotare.

il problema è che qui, quando un poliziotto (o carabiniere o finanziere) sbaglia non viene (quasi) mai punito.
per carità, in buona parte ciò dipende dal fatto che in generale in italia chi sbaglia non viene punito (tranne il classico morto difame che ruba la mela al supermercato).
resta il fatto che questa impunità per i poliziotti è molto percepita dal comune cittadino, e crea un clima di sfiducia reciproca. in tal clima è più facile che si creino altri incidenti simili, che finiscono sempre allo stesso modo (carcere se ha sbagliato il cittadino, nessun provvedimento se ha sbagliato il poliziotto) alimentando sempre più la spirale perversa dell'odio e del sospetto reciproco.
purtroppo il tutto non è casuale ma voluto, per evitare comunelle tra le due parti contro il potere (come abbiamo visto in nordafrica, è essenziale che parte di polizia e forze armate si schierino coi cittadini x ottenre un sovvertimento del regime)
2013-03-19 12:15:09
Sbagli a pensare che non venga punito, dipende da che avvocato può permettersi.

La forza di Polizia di appartenenza per prima emette un provvedimento, di solito si viene sospesi dal servizio (ci sono categorie di reati che impongono la sospensione); poi se al termine del processo (qualche anno) si vince si recuperano i soldi,altrimenti si rimane senza stipendio.

So per certo che molti agenti sentono di essere abbandonati nel momento del bisogno, questo senso di impunità non è avvertito. Sono altri i poteri dell Stato che possono definirsi impunibili, gli stessi che ti indagano sulla base di fonti confidenziali. Se il poliziotto commette reati paga eccome e ci sono pure le aggravanti, è pieno di agenti in carcere.

Il poliziotto che odia il comune cittadino e questi che odia il poliziotto vanno considerati sullo stesso piano: idioti.

In ogni caso per esprimere delle valutazioni sui cittadini fermati la Polizia ricorre a metodi di indagine abbastanza certi e non alla violenza, non sempre acade, ma in genere è così.
2013-03-19 12:27:00
Il poliziotto che odia il comune cittadino e questi che odia il poliziotto vanno considerati sullo stesso piano: idioti.

Bella questa frase. Bisogna ricordarsela per eventuali citazioni. ^_^
2013-03-19 12:33:22
>>Il poliziotto che odia il comune cittadino e questi che odia il poliziotto vanno considerati sullo stesso piano: idioti.

>Bella questa frase. Bisogna ricordarsela per eventuali citazioni. ^_^


Secondo me anche gli juventini che odiano gli interisti e gli interisti che odiano gli juventini sono degli idioti.
2013-03-19 12:34:19
Beh, alla fine non bisogna perdere di vista il vero obiettivo, la sicurezza per il cittadino ed il suo mantenimento da parte del poliziotto.

L'interesse è comune non contrario.

2013-03-19 12:36:10
Fondamentalmente si, non ha senso l'odio tra tifoserie.

Però in quel contesto si è avversari, quando andiamo in giro invece non giochiamo a guardie e ladri, non ci sono amici e nemici.