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Subject: giovani, razzismo e dove andremo a finire

2013-07-17 11:26:07
Non ho trovato un post gia aperto ed allora ne apro uno.
La vicenda nasce dalle parole di Calderoli, ma non è un discorso politico il mio, ma sociale.
La vicenda è personale ma è il fenomeno generale che mi preoccupa.
Vivo al nord, nella produttiva brianza, figlio di professionista conosciuto, famiglia del ceto medio-alto.
Ho una compagnia stabile, il nucleo storico siamo una decina di persone legati da almeno quindici anni.
lavoriamo tutti (per fortuna) e arriviamo tutti da famiglie del ceto medio (sempre che questo esista ancora). Vi faccio questa premessa solo per inquadrare la situazione...
L'altra sera, mentre mangiavamo il gelato al fresco di un portico in centro un mio amico ha iniziato a parlare delle parole di Calderoli e la discussione si è presto ed ovviamente spostata sul razzismo.
beh per farla breve la cosa che mi ha sconvolto è che su 11 che eravamo seduti al tavolino, in 6 hanno espresso parole molto razziste che io trovo vergognose....
io non capisco come sia possibile che a 30anni con l'integrazione di oggi uno non si renda conto di quanto sia stupido a esprimere certi argomenti. non sono bigotto nel dire che il razzismo non esiste, sia ben chiaro, ma la cattiveria delle parole mi ha sorpreso, ed è quello che mi ha colpito.
io ho una formazione mentale molto aperta, la mia ragazza ancor più di me e l'unica distinzione che faccio è se sei una brava persona o no, al di la del colore della pelle, della razza, delle preferenze sessuali, religiose etc etc.
ma ero seduto a un tavolo di 30enni che parlavano come vecchi reduci di una guerra non loro.
A un certo punto io la mia ragazza e altri 2 infastiditi ce ne siamo andati.
Spero che le vostre compagnie siano composte da persone "migliori" della mia, questa è l'amara conclusione a cui sono arrivato.
Ah giusto per uscire ancor di più dalla questione politica, i 6 di cui sopra eccetto 1 che vota lega, gli altri votano pd e m5s....questo ancor più per dire che è proprio ignoranza e non ideologia (anche se associare la parola ideologia alla parola razzismo mi mette i brividi)
2013-07-17 11:31:00
che dire +1 per te ...........
2013-07-17 11:40:24
Secondo me il razzismo è naturale, è insito nella natura dell'uomo, come tanti altri "difetti", e serviva all'epoca primitiva a proteggerlo dai pericoli (il diverso, l'ignoto)
Oggi non è giustificato perché non c'è questo pericolo. Però l'istinto rimane.
Un istinto si corregge con l'educazione, e in questo caso la prima fonte di educazione è viaggiare, conoscere altri popoli, altre razze, altre usanze e apprezzarne i lati positivi.
Senza questa educazione prevale l'istinto.
Per cui sono d'accordo: è ignoranza, non ideologia.
2013-07-17 11:53:26
Se questa cosa ti colpisce, l'importante è che cerchi di dare una impronta alla tua vita indirizzata al dialogo con le persone che incontri per trasmettere questa idea di apertura.

2013-07-17 12:04:06
sono sposato con una extracomunitaria (che rompe le palle ne più ne meno di una italiana), il "razzismo" per come lo intendi tu, esiste in tutto il mondo, anche nei paesi africani nei confronti dei caucasici, quindi non veniamo a raccontarci la storiella dell'orso che solo in italia etcetcetc.
mia moglie è giapponese di mentalità aperta ma ha comunque un fondamento "razzista" verso coreani e cinesi, cosa ben condivisa da questi due popoli nei confronti dei nipponici.
idem per la moglie di un mio amico (keniota) nei confronti dei somali o degli eritrei.
idem per la moglie di cugino (tedesca) nei confronti dei polacchi o degli olandesi, per la parlare della moglie (ucraina) di un mio collega nei confronti di tanti altri.
il razzismo è tipico dell'uomo, a questo si deve applicare le uscite a dir poco demenziali di un "genio" quale calderoli, uscite da mettere in conto - ma non da giustificare - quando si parla di un individuo che, pietà per lui, non ha mai capito una fava della vita.
ogni popolo e gruppo sociale ha le proprie radici, cosa da rispettare, di certo non sono quelle che rendono un uomo diverso da un altro
2013-07-17 12:04:20
Se non ci spieghi cosa dicevano pero' e' dura commentare.
Io ho notato che se da un lato e' vero che c'e' molto razzismo (di questo te ne do atto) nella nostra societa', dall'altro lato ho notato anche un eccessivo atteggiamento perbenista (oltre che spocchioso-pseudo-intelletualoide di gente che ama annusare le proprie scorregge) per cui se per esempio uno si azzarda a dire "eh ma non riesco piu' ad andare in piscina perche' e' piena di pakistani", automaticamente viene tacciato di razzismo. E quindi dovremmo tollerare impotenti che questi entrino in acqua con i pantaloncini, fumino ai bordi della piscina, importunino le ragazze, ecc.
Io ho visto decine di locali che sono andati falliti perche' piano piano erano sempre piu' frequentati da stranieri (nord-africani e medio-orientali, per la cronaca) e le ragazze li non ci potevano piu' andare.
Ora, se uno dice "io li non ci vado perche' e' pieno di giargianesi"... lo accusiamo di razzismo per la sua poverta' lessicale? Oppure quante macellerie halal e doner kebab devono rimpiazzare i vecchi esercizi prima di ammettere сhe c'e' in Italia un serio problema della gestione dei flussi di immigrazione prima che di integrazione.
L'Italia e' diventata attrattiva per tutti i criminali, lazzaroni, ignoranti e bigotti stranieri, mentre la manodopera qualificata e le persone istruite col cazzo che vengono da noi. Anzi: sono gli italiani stessi ad emigrare (secondo popolo emigratore in Europa).
Per intenderci, di tutta questa situazione accuso principalmente la Lega, che negli anni ha buttato sempre tutto in caciara in tema di immigrazione e stranieri. Come tutto in Italia, ci siamo divisi in tifosi: di destra o di sinistra, chi ama i "negri e i froci" e chi e' razzista e chiuso alle evoluzioni della societa' moderna...
2013-07-17 12:54:32
Calderoli ha evidentemente espresso il suo razzismo innato, e gli occupanti del tavolo che tu dici si saranno espressi con parole altrettanto razziste. quindi il razzismo è assolutamente da condannare. però non si può generalizzare ed esprimere in un calderone politico questo delicato concetto di "nuovo razzismo dilagante". Non voglio entrare in una discussione, altrimenti poi prendo subito l'etichhetta di razzista pure io, che in effetti non mi calza, perchè da sempre contro la discriminazione di pelle, razza, religione, però vi chiedo di ragionare anche ad ampio raggio, e considerare il momento che si sta vevendo in Italia, economico, di recessione, di sicurezza. L'intolleranza verso "lo straniero" nasce anche da un degrado generale della società in cui viviamo. Io vivo in un quartiere dove una volta si viveva tranquillamente, ora invece ci si sente in pericolo, impotenti e in minoranza. E questo purtroppo è dovuto soprattutto e quasi integralmente alla presenza di "persone straniere". Due anni fa sono stato in vacanza in Umbria (perugia, assisi, gubbio, norcia ecc.), e li è evidente che non nutrono nessun sentimento razzista, la presenza degli stranieri (non parlo di turisti ovviamente) in quel territorio è praticamente nulla e passa comunque innoservata. la sera si gira tranqullamente con le persone del posto con tutta serenità. In una situazone del genere è facile essere tollerante e proclamarsi contro ogni forma di razzismo. Diverso è nell'ambiente dove mi trovo invece a vivere. datemi allora del razzista, ma secondo me non lo sono, io purtroppo constato che il degrado del mio quatiere è dovuto alla presenza di una certa comunità che vive invischiandosene del paese che li ospita, facendo di tutto e di più. Non tutti saranno delinquenti, ci saranno anche persone molto miglioridi me, ma se devo fare un ragionamento sociale, allora non posso che constatare che il 90% del degrado è dovuto a questa presenza nel mio territorio di una precisa comunità straniera.
2013-07-17 13:11:41
Imho, la commistione tra questioni economiche, sociali, e di legalità con quella dell'immigrazione e della razza è effettuata artificialmente per riuscire a manovrare con facilità le masse.

Il razzismo è proprio delle persone, ma la sua alimentazione e il suo utilizzo sono precise strategie politiche.
2013-07-17 13:14:51
bel post e belle risposte

con l'integrazione di oggi

l'integrazione è una costruzione culturale; non è sorprendente che in una situazione critica come quella contemporanea si scarichi l'angoscia puntando l'indice contro qualcuno. Complimenti a te e alla tua ragazza :)

p.s. scusa bruce, post in risposta al primo post
(edited)
2013-07-17 13:44:18
leggo con molta attenzione.
Però correggo il tiro perchè nn vorrei essere frainteso.
Io non sono perbenista e politicamente corretto nel condannare il razzismo senza compromessi.
io valuto le persone e condanno queste e non mi frega del colore della pelle, della loro religione, o dei loro gusti sessuali....
Poi che ci siano problemi legati alle questioni dell'immigrazione questo è ovvio e come che ci siano immigrati che sfruttano il fatto di "vivere nell'ombra" per commettere reati.
Ma la cosa che a me ha colpito è che da ragazzi di 32-33 anni, al tavolo dove ero seduto, da alcuni non veniva fatta distinzione tra "brave e cattive" persone, ma tra "noi" bravi e "loro" cattivi.
cioè è l'assurdità della presa di posizione che a me spaventa. Non posso ripetere le parole perchè non è giusto e perchè mi fanno schifo, la cosa più elegante detta è stata "beh calderoli però ha ragione in effetti sembrano animali".....
io capisco (ma non condivido) se mio nonno che ha lottato al fronte per la patria (altra concetto su cui aprirei volentieri un post) mi venisse a dire delle frasi di un certo tipo, ma non le posso tollerare da gente di 32 anni che si spacciano per perbenisti e poi darebbero fuoco a uno che l'unica cosa che ha di diverso da loro è che è nato a 1000km di distanza.
Secondo me prima di tutto nel mio caso è ignoranza.
2013-07-17 14:11:45
concordo totalmente con bruceboss.... qui a Genova esempio emblematico sono i caruggi che ormai hanno più ben poco di genovese mentre una volta erano il cuore della città... oggi sono un ghetto e risottolineo ghetto di varie etnie su tutti nordafricani e subsahariani dove purtroppo ogni volta che ci passo sono io a sentirmi straniero, per non parlare della totale insicurezza e degrado in cui versano oggi rispetto a una volta ...
2013-07-17 14:12:22
Message deleted

2013-07-17 14:33:24
Ma la cosa che a me ha colpito è che da ragazzi di 32-33 anni, al tavolo dove ero seduto, da alcuni non veniva fatta distinzione tra "brave e cattive" persone, ma tra "noi" bravi e "loro" cattivi.

Questo e' il passaggio chiave, imho.
Non risolveremo mai nessun problema serio finche' continuamo a "dividerci" in due opposte tifoserie.
Il problema e' che il nostro giornalismo da terzo mondo ci sta bombardando da 30 anni a questa parte apposta per dividerci e farci avere paura l'uno dell'altro.
Paura, violenza (prima verbale e poi fisica), ignoranza... Ci avevano gia' detto tutto i Pink Floyd nel 1980 con la canzone "waiting for the worms" ;)
2013-07-17 14:46:42
il fatto che nelle zone ad alta concentrazione di immigrati ci sia degrado non è dovuto al colore della pelle, ma al reddito pro capite. Di solito gli immigrati, o almeno quelli che importiamo noi, sono poveri.
2013-07-17 17:51:47
io capisco (ma non condivido) se mio nonno che ha lottato al fronte per la patria (altra concetto su cui aprirei volentieri un post) mi venisse a dire delle frasi di un certo tipo, ma non le posso tollerare da gente di 32 anni che si spacciano per perbenisti e poi darebbero fuoco a uno che l'unica cosa che ha di diverso da loro è che è nato a 1000km di distanza.

mi nonno ha combattuto gli austriaci (1917-18) gli etiopi (1935 insieme agli ascari) i russi (nikolajewka e vari 1943) e i tedeschi come partigiano (fine 1944/45)
il colore della pelle non gli aveva mai creato problemi, molto di più il concetto di vita di alcuni gruppi di persone.
infibulare le ragazzine non era di certo una cosa che condivideva, così come altre cose tipiche di noi italiani o altri.
valutava le persone per quello che facevano, nella ricchezza o nella povertà.
di certo non avrebbe apprezzato alcune forme di prepotenza di tipi di immigrati i quali, spesso, si fanno forza della visione "democratica" del nostro paese per abbandonarsi ad efferatezze di ogni tipo.
tutto qui.
il problema non sono gli immigrati, sono gli atteggiamenti di alcuni di loro.
2013-07-17 18:13:30
una sola parola IGNORANZA