Subpage under development, new version coming soon!
Subject: Sergio Pessi
EricinaFC [del] to
All
Per una volta voglio salutare una persona non famosa che se ne va.
Sergio, un ragazzo di 38 anni noto su Youtube per i suoi simpatici e divertenti video, dopo 7 anni di convivenza è stato lasciato dalla ragazza. Così, ha deciso di salutare tutti i suoi amici prima di farla finita impiccandosi: pensava che non sarebbe riuscito a continuare senza di lei.
*
(edited)
Sergio, un ragazzo di 38 anni noto su Youtube per i suoi simpatici e divertenti video, dopo 7 anni di convivenza è stato lasciato dalla ragazza. Così, ha deciso di salutare tutti i suoi amici prima di farla finita impiccandosi: pensava che non sarebbe riuscito a continuare senza di lei.
*
(edited)
mi spiace, sicuramente non farei mai una cosa del genere..
ci sarebbe una analisi più profonda della mia da fare, cioè, quale è la tua ragione di vita
tu vivi non tanto per timbare il cartellino nella storia dell'umanità ma vivi per la tua ragione di vita che persegui
se non ricordo male Pavese identificava la sua ragione di vita nella scrittura e si suicidò per la mancanza di capacità letteraria sopraggiunta, o almeno, questo è ciò che lui pensava
identificare la ragione di vita in una donna mi sembra un po' semplicistico e riduttivo per la vita stessa (così come per una donna trovarla in un uomo), non per altro, ma nel mondo siamo 9 miliardi mi pare, e un'altra persona con la quale condividere una storia d'amore la si trova se la volontà di farlo c'è
il punto è però che non sono in grado di trattare certi temi, più adatti a psichiatri o psicologi penso, e quindi non posso che dare un parere di per sè superficiale sulla mia non comprensione del gesto, che ovviamente non posso che rispettare e non posso che dispiacermi per lui
tu vivi non tanto per timbare il cartellino nella storia dell'umanità ma vivi per la tua ragione di vita che persegui
se non ricordo male Pavese identificava la sua ragione di vita nella scrittura e si suicidò per la mancanza di capacità letteraria sopraggiunta, o almeno, questo è ciò che lui pensava
identificare la ragione di vita in una donna mi sembra un po' semplicistico e riduttivo per la vita stessa (così come per una donna trovarla in un uomo), non per altro, ma nel mondo siamo 9 miliardi mi pare, e un'altra persona con la quale condividere una storia d'amore la si trova se la volontà di farlo c'è
il punto è però che non sono in grado di trattare certi temi, più adatti a psichiatri o psicologi penso, e quindi non posso che dare un parere di per sè superficiale sulla mia non comprensione del gesto, che ovviamente non posso che rispettare e non posso che dispiacermi per lui
mai dire mai nella vita,la depressione,le delusioni cocenti possono indurre il cervello a gesti che noi pensiamo che non faremmo mai,ma basta poco nella vita per cambiare! e lo dico avendo avuto qualche anno fa un amico che si è impiccato,un amico che era l'emblema del ridere e del scherzare,l'emblema della spensieratezza eppure....
mai dire mai nella vita,la depressione,le delusioni cocenti possono indurre il cervello a gesti che noi pensiamo che non faremmo mai,ma basta poco nella vita per cambiare!
Modificherei questo passaggio intelligente, sostituendo semplicemente "cambiare" con "trovarsi davanti al proprio punto di rottura".
Non ha senso dire: "io non lo farei mai". Ha senso dire: "cercherò di non trovarmi mai in quelle condizioni". Cercherò. Perché tutti hanno un proprio punto di rottura.
(edited)
Modificherei questo passaggio intelligente, sostituendo semplicemente "cambiare" con "trovarsi davanti al proprio punto di rottura".
Non ha senso dire: "io non lo farei mai". Ha senso dire: "cercherò di non trovarmi mai in quelle condizioni". Cercherò. Perché tutti hanno un proprio punto di rottura.
(edited)
Non ha senso dire: "io non lo farei mai". Ha senso dire: "cercherò di non trovarmi mai in quelle condizioni". Cercherò. Perché tutti hanno un proprio punto di rottura.
Complimenti, parole bellissime e profonde.
Complimenti, parole bellissime e profonde.
in realtà è l'oggetto che è sbagliato, l'ho spiegato dopo
io non lo farei mai per una donna, perchè c'è anche altro nella vita dal mio punto di vista e soprattutto non è un bene prezioso
un bene prezioso può essere l'ispirazione poetica per un poeta, l'ispirazione per un musicista senza le quali non sono più tali e per loro non ha più senso continuare se sentono di vivere in quanto scrittori o musicisti
vivere in quanto amante, secondo me, ha poco senso, nel senso che puoi amare più di una persona, per questo dico: non lo farei mai, rispettando sempre la sua persona e la sua scelta, ma secondo me la prospettiva è sbagliata
io non lo farei mai per una donna, perchè c'è anche altro nella vita dal mio punto di vista e soprattutto non è un bene prezioso
un bene prezioso può essere l'ispirazione poetica per un poeta, l'ispirazione per un musicista senza le quali non sono più tali e per loro non ha più senso continuare se sentono di vivere in quanto scrittori o musicisti
vivere in quanto amante, secondo me, ha poco senso, nel senso che puoi amare più di una persona, per questo dico: non lo farei mai, rispettando sempre la sua persona e la sua scelta, ma secondo me la prospettiva è sbagliata
togliermi la vita? bhò secondo me ci vuole troppo coraggio per fare un gesto del genere....
piuttosto troverei altri motivi per continuare la mia vita...
piuttosto troverei altri motivi per continuare la mia vita...
Il tuo commento mi ha fatto incazzare poi ho letto anche la seconda parte ed ho capito meglio dove vuoi arrivare.
Mi ha fatto raddrizzare i peli perchè si dice che "ogni testa è un mondo" per cui dare un giudizio sulle scelte di altri è veramente inopportuno nella vita. Poi ho capito meglio per fortuna.
La cosa che apprezzo del tuo intervento è quando hai sottolineato che la causa del suo malessere è stato aver affidato/dedicato la sua vita a qualcosa fuori dalla sua vita stessa per cui nel momento in cui l'impermanenza della vita si è manifestata ha perso il suo baricentro.
Ha perso tutto. E non voglio dire che abbia fatto bene o male. Voglio semplicemente dire che fatto così, senza giudicare.
Io sperimento che è per me facile capire e ripetere che sono il protagonista della mia vita e che tutto dipende da me.
Ogni volta poi scopro molto difficile essere coerente con questo principio. Io faccio molta fatica.
Quante volte mi scopro a valutare me stesso in base a quello che gli altri vedono di me? Infinite.
Vorrei spostare un attimo l'attenzione in modo generico perchè questi crolli non capitano solo per amore ma capitano anche in altri ambiti come quello sociale (ci si sente asociali, soli) o come quello economico/lavorativo (si perde il lavoro/ci si sente di non riuscire mai a ripagare i debiti).
Credo che la base comune, la radice di tutto ciò, sia proprio l'affidare la propria vita a qualcosa che è al di fuori di se stessi.
Mi ha fatto raddrizzare i peli perchè si dice che "ogni testa è un mondo" per cui dare un giudizio sulle scelte di altri è veramente inopportuno nella vita. Poi ho capito meglio per fortuna.
La cosa che apprezzo del tuo intervento è quando hai sottolineato che la causa del suo malessere è stato aver affidato/dedicato la sua vita a qualcosa fuori dalla sua vita stessa per cui nel momento in cui l'impermanenza della vita si è manifestata ha perso il suo baricentro.
Ha perso tutto. E non voglio dire che abbia fatto bene o male. Voglio semplicemente dire che fatto così, senza giudicare.
Io sperimento che è per me facile capire e ripetere che sono il protagonista della mia vita e che tutto dipende da me.
Ogni volta poi scopro molto difficile essere coerente con questo principio. Io faccio molta fatica.
Quante volte mi scopro a valutare me stesso in base a quello che gli altri vedono di me? Infinite.
Vorrei spostare un attimo l'attenzione in modo generico perchè questi crolli non capitano solo per amore ma capitano anche in altri ambiti come quello sociale (ci si sente asociali, soli) o come quello economico/lavorativo (si perde il lavoro/ci si sente di non riuscire mai a ripagare i debiti).
Credo che la base comune, la radice di tutto ciò, sia proprio l'affidare la propria vita a qualcosa che è al di fuori di se stessi.
Il fatto è che tutto ciò dipende in massima parte dal modo in cui la società ci "educa", è un discorso molto contraddittorio perché se da una parte si chiede compassione dall'altra si può ottenere troppo attaccamento e là dove questo raggiunge eccessi al limite sorgono molti, molti problemi.
L'alternativa è il riuscire a vivere determinate situazioni con quel sorriso zen capace di preservarci da un coinvolgimento che potrebbe turbarci interiormente, ma se si cerca la propria evoluzione al di là delle regole scritte e non scritte della società si è sempre giudicati di mal occhio. Il lavoro, la fidanzata, la famiglia, la macchina, il telefono... sono più importanti per noi o per l'immagine di noi che vogliamo dare? E non è questo il vero egoismo piuttosto che il cercare di raggiungere ciò che siamo o vogliamo essere veramente indipendentemente da qualsiasi legame terreno o ultra terreno?
Io la mia risposta ce l'ho, ma ognuno si aggiudica la libertà che più ritiene adatta al suo vestire.
L'alternativa è il riuscire a vivere determinate situazioni con quel sorriso zen capace di preservarci da un coinvolgimento che potrebbe turbarci interiormente, ma se si cerca la propria evoluzione al di là delle regole scritte e non scritte della società si è sempre giudicati di mal occhio. Il lavoro, la fidanzata, la famiglia, la macchina, il telefono... sono più importanti per noi o per l'immagine di noi che vogliamo dare? E non è questo il vero egoismo piuttosto che il cercare di raggiungere ciò che siamo o vogliamo essere veramente indipendentemente da qualsiasi legame terreno o ultra terreno?
Io la mia risposta ce l'ho, ma ognuno si aggiudica la libertà che più ritiene adatta al suo vestire.
io non lo farei mai per una donna, perchè c'è anche altro nella vita dal mio punto di vista e soprattutto non è un bene prezioso
Ho capito il senso di quello che hai scritto.
Il punto è che anche lui non l'ha fatto per una donna.
Ascolta attentamente quello che dice, come lo dice, la mimica facciale e le reazioni "muscolari" del viso rispetto alle parole che usa.
La donna c'entra ben poco.
Il punto è essere generatori di senso, più di quanto non si sia consumatori di senso.
Ho capito il senso di quello che hai scritto.
Il punto è che anche lui non l'ha fatto per una donna.
Ascolta attentamente quello che dice, come lo dice, la mimica facciale e le reazioni "muscolari" del viso rispetto alle parole che usa.
La donna c'entra ben poco.
Il punto è essere generatori di senso, più di quanto non si sia consumatori di senso.
il problema è proprio affidare il conseguimento della felicità a fattori esterni al sé. Un lavoro, una persona, un evento. Perché a quel punto anche l'infelicità viene indotta da fattori esterni al sé, e gli esiti diventano imprevedibili. Io sono fermamente convinto che la felicità (intesa in senso generico perché poi capire cosa significa è anche più complicato che raggiungerla) è un percorso personale che DEVE prescindere da eventi, persone e situazioni esterne al sé. E' una conquista interiore possibile anche nelle più avverse condizioni.
Gli eventi sono più "neutri" di quel che a noi appaiono, e anche in quelli che ci si rivelano più drammatici, c'è una strada che vale la pena di seguire e di vivere per migliorarsi e per apprendere diventando una persona migliore e più completa. Io amo di vero amore ogni esperienza vissuta, terribile o magnifica, perché la loro somma sono IO.
Nelle avversità più dure (che tra l'altro sto affrontando proprio in questo periodo) mi affido a dei "principi" che ho conquistato in tempi più facili; anche se il mio sentimento attuale li sconfesserebbe, anche se ogni stilla del mio essere mi dice di ribellarmi e di deviare, io mi fido di loro, perché quando li ho concepiti l'ho fatto proprio in previsione dei tempi in cui la mia mente non sarebbe stata capace di accettarli, ed è proprio ora che servono. Uno di questi "principi" o, se vogliamo, "verità personali" è che "nulla è mai come sembra"; un altro è che "nulla rimane uguale a sé stesso a lungo". L'interazione di questi due assunti ti porta a capire che la tua interpretazione di un fatto, nel breve e nell'impressione dei sentimenti che ti sconvolgono, è sempre errata e anche che lo stato di disperazione che puoi provare in un dato momento è destinato a cambiare. Nel momento non lo concepisci, pensi che sia ormai per sempre, ma sta proprio li il punto nodale. Devi FIDARTI che non è realmente così. Come è ovvio la strada è comunque molto difficile.
Detto questo un saluto a Sergio.
Gli eventi sono più "neutri" di quel che a noi appaiono, e anche in quelli che ci si rivelano più drammatici, c'è una strada che vale la pena di seguire e di vivere per migliorarsi e per apprendere diventando una persona migliore e più completa. Io amo di vero amore ogni esperienza vissuta, terribile o magnifica, perché la loro somma sono IO.
Nelle avversità più dure (che tra l'altro sto affrontando proprio in questo periodo) mi affido a dei "principi" che ho conquistato in tempi più facili; anche se il mio sentimento attuale li sconfesserebbe, anche se ogni stilla del mio essere mi dice di ribellarmi e di deviare, io mi fido di loro, perché quando li ho concepiti l'ho fatto proprio in previsione dei tempi in cui la mia mente non sarebbe stata capace di accettarli, ed è proprio ora che servono. Uno di questi "principi" o, se vogliamo, "verità personali" è che "nulla è mai come sembra"; un altro è che "nulla rimane uguale a sé stesso a lungo". L'interazione di questi due assunti ti porta a capire che la tua interpretazione di un fatto, nel breve e nell'impressione dei sentimenti che ti sconvolgono, è sempre errata e anche che lo stato di disperazione che puoi provare in un dato momento è destinato a cambiare. Nel momento non lo concepisci, pensi che sia ormai per sempre, ma sta proprio li il punto nodale. Devi FIDARTI che non è realmente così. Come è ovvio la strada è comunque molto difficile.
Detto questo un saluto a Sergio.
L'alternativa è il riuscire a vivere determinate situazioni con quel sorriso zen capace di preservarci da un coinvolgimento che potrebbe turbarci interiormente
Fare un sorriso "zen" è ipocrisia. La sincerità vince per cui gioire o arrabbiarci è necessario così come ci suggerisci, è necessario sfidarsi a non subire passivamente l'educazione che ci viene data ma cercare dentro di se le risorse per fare un passo in più per un ottimismo che sia il frutto delle nostre esperienze, creato dalle nostre piccole soddisfazioni quando riusciamo a raggiungere un obiettivo o quando cadiamo e ci rialziamo determinati a riprovarci ancora, ancora e ancora.
Fare un sorriso "zen" è ipocrisia. La sincerità vince per cui gioire o arrabbiarci è necessario così come ci suggerisci, è necessario sfidarsi a non subire passivamente l'educazione che ci viene data ma cercare dentro di se le risorse per fare un passo in più per un ottimismo che sia il frutto delle nostre esperienze, creato dalle nostre piccole soddisfazioni quando riusciamo a raggiungere un obiettivo o quando cadiamo e ci rialziamo determinati a riprovarci ancora, ancora e ancora.
Gli eventi sono più "neutri" di quel che a noi appaiono, e anche in quelli che ci si rivelano più drammatici
Una mia amica mentre le parlavo mi ha interrotto e mi ha detto "Quello che mi racconti non è quello che lei ti ha detto ma è quello che te hai capito". Sono rimasto di sasso perchè in effetti quello che ho letto nelle parole della persona che mi ha offeso è stato influenzato da quello che io percepito nelle sue parole e non da come stavano obiettivamente le cose.
Una mia amica mentre le parlavo mi ha interrotto e mi ha detto "Quello che mi racconti non è quello che lei ti ha detto ma è quello che te hai capito". Sono rimasto di sasso perchè in effetti quello che ho letto nelle parole della persona che mi ha offeso è stato influenzato da quello che io percepito nelle sue parole e non da come stavano obiettivamente le cose.