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Subject: [UEFA Europa League] 2013-2014

2014-04-12 11:53:11
ma anche a 16...ma credi che le tv sarebbero d accordo?
2014-04-12 15:23:20
cmq il benfica è a +7 sulla seconda
la juve a + 8


appunto, mi sembra un vantaggio più che sufficiente per poter gestire coppa e campionato adeguatamente.
Secondo me la Juve ha tutte le carte in regola per prendersi la finale e son certo che beccarsi una spagnola era altrettanto difficile, fuori casa.

La parte più difficile in campionato ce l'ha la Roma, che non può permettersi di steccare mai...
2014-04-12 15:52:16
16 era perfetto ma con i 3 punti a vittoria mi sembra incompatibile
2014-04-12 16:12:42
non sottovalutate la juve.....
2014-04-14 09:03:48
spagna e inghilterra hanno la prima divisione a 20 squadre anche loro.
In germania mi pare si fermino qualche giornata in più di inverno sicchè poi - anche se sono a 18 squadre - un po' di intasamento con qualche turno infrasettimanale di campionato ce l'hanno anche loro.

Il problema è della tenuta atletica, del ritmo che teniamo noi in italia e che tengono da altre parti. In inghilterra (sopratutto) e anche in spagna si tiene un ritmo a cui non siamo abituati.

Ho ancora negli occhi everton-fiorentina, dove i padroni di casa ci presero a pallate per 120 minuti. La fiorentina non è che giocò male, non riusciva proprio a combinare niente...ma più che demeriti viola, erano loro che erano caricati a pallettoni. Ritmo, ritmo, ritmo.

Vi ricordate boateng quando arrivò al milan? Pareva una forza della natura, uno strapotere fisico impressionante...poi piano piano si è abituato ai ritmi nostri ed è diventato (tornato) un giocatore normale.

Tevez? Vediamolo anche il prossimo anno, per adesso oggettivamente è fuori categoria, ma vediamolo anche il prossimo anno.

Poi è chiaro, si possono trovare 100 eccezioni di giocatori italiani che corrono all'impazzata, così come 100 giocatori italiani che giocano in campionati esteri e ben si comportano, così come si possono trovare 100 giocatori stranieri che qui vanno a rilento rispetto ai loro campionati di origine...

ma la tendenza mi pare quella.

Inoltre noi facciamo poco uso del turnover in campionato, è lì che si deteriorano i giocatori. Ibrahimovic a marzo arrivava sempre cotto, sempre, perchè giocava tutte e 30 le giornate precedenti di campionato.

Come mai non facciamo molto turnover? Questo è determinato anche dalla qualità delle riserve...perchè non compriamo riserve decenti? Perchè mancano i soldi. Non si scappa, il problema è sempre quello ;->
2014-04-14 09:23:31
tu beccati ieri quel pirla di mazzarri........

manco sul 4-0 ha fatto uscire quel poraccio de palacio..........
2014-04-14 09:28:39
secondo me il nostro maggiore difetto è anche il giovane del vivaio che non facciamo entrare manco se siamo sul 6-0.

Oh si creano squadre di giovani in prestito che poi fanno ridere come un sassuolo per esempio, altrimenti manco per le balle schieriamo uno della primavera. Mentre in inghilterra è all'ordine del giorno far esordire qualche giovane che porta atletismo e fa rifiatare il "grande".

Abbiamo stranieri in italia che fanno proprio cagare e che sicuramente qualcuno in primavera è più forte.
(edited)
2014-04-14 10:23:32
Tutto vero
però c'è da spiegare anche il mistero per cui fino a pochi anni fa lo straniero che arrivava in Italia faticava a reggere, almeno all'inizio, l'intensità dell'allenamento che si praticava da noi; io non credo che nel frattempo sia cambiato qualcosa e penso che "i nostri" si allenino tantissimo, almeno quanto "gli altri"; fatico quindi a spiegarmi certe prestazioni soprattutto casalinghe (ultima il Siviglia).

Anche perchè poi quando il confronto si sposta sulle nazionali (vedi ultimi Europei) il discorso cambia e ci può accadere di dominare Inghilterra e Germania sotto ogni aspetto ritmo compreso (lascio la Spagna caso a parte).

Insomma, il nostro calcio ha perso tanta competitività finanziaria, strutturalmente inizia solo ora un discorso stadi all'altezza, gestisce male i giovani e in più, ma non è necessariamente un male, è caratterizzato da un'esasperazione tattica sconosciuta altrove... ma tutto questo comunque non basta a dar ragione delle pure differenze fisiche nelle prestazioni (velocità, intensità, resistenza) mentre ovviamente spiega bene le differenze qualitative (senza soldi non puoi accedere alle prime scelte... anche se puoi sempre trovare qualcosa al Discount) che producono effetti anche sotto l'aspetto fisico della prestazione: cioè, se sei migliore tecnicamente fatichi meno, corri meglio tu e corre di più la palla
2014-04-14 11:09:08
Su questo libro chie ho avuto la fortuna di leggere Vialli, che ha provato entrambi i campionati, spiega il motivo per cui le inglesi hanno un ritmo ed una intensità incredibile...
Semplicemente in Inghilterra fa freddo, per cui tutti quegli esercizi in cui l'allenatore durante la partita ferma i giocatori per spiegare "tu mettiti là", "tu devi fare così" ecc. ecc. in Inghilterra semplicemente non esistono, perchè sennò la domenica il manager si troverebbe con mezza squadra influenzata.
La svolta nel calcio inglese a livello tattico c'è stata con la massiccia importazione di talenti dall'estero, formati all'estero, e all'inizio di sedute "tattiche" in campi coperti, prima inesistenti.
Ma il gap da colmare è ancora elevato, tanto che nei club, con gli stranieri, i team inglesi primeggiano, mentre in Nazionale, solo con autoctoni, hanno l'intensità ma non l'acume tattico tipico del calcio "mediterraneo".
Per la Spagna vale invece il discorso dell'evoluzione... Dopo Barcellona 1992 la Spagna ha rivoluzionato il concetto di "scuola" e "sport", creando tutta una serie di strutture che qui in Italia ci sognamo, dove fin da piccoli i bimbi vengono inquadrati in una disciplina e in un tipo di agonismo, nonchè di preparazione atletica, che qui in Italia inizia molto più avanti. Anche loro però peccano negli sport minori, nell'atletica sicuramente non primeggiano, perchè i miracoli rispetto ad atleti più dotati fisicamente non possono essere fatti (anche se con la "bumba" che gli danno, come sembrano essere tutti convinti negli altri paesi, potrebbero farlo...). Ma negli sport individuali e di squadra di maggior risonanza, e di conseguenza col maggior bacino da cui "pescare", sono sicuramente all'avanguardia nella preparazione e nella programmazione rispetto a noi. In Italia gli atleti si allenano in strutture pubbliche putrescenti, costretti a fare chilometri ogni giorno, o ad essere sradicati dal proprio tessuto sociale per inseguire la speranza di un sogno, ovvio che molti validi sono persi per strada. Tant'è che nell'unico sport in cui si trovano strutture in ogni dove, anche private di eccellenti qualità, tanta formazione, entusiasmo e qualità, è nel calcio, sport in cui a livello di Nazionale, dove contano meno i soldi e più i talenti, diciamo sempre (salvo rare occasioni) la nostra. Espandessimo questà qualità, formativa e "strutturale" anche ad altri sport, potremmo insidiare tranquillamente i "dopati" spagnoli...
Ma torniamo a parlare di Coppa Uefa (non riesco a chiamarla Europa League...)...
2014-04-14 11:09:47
Anche perchè poi quando il confronto si sposta sulle nazionali (vedi ultimi Europei) il discorso cambia e ci può accadere di dominare Inghilterra e Germania sotto ogni aspetto ritmo compreso (lascio la Spagna caso a parte).

il discorso che fai sulle nazionali è giusto, ma tieni presente che in ogni nazionale ci sono 25 giocatori ognuno con un "trascorso di partite" differente. Ha troppe variabili per tenerla in considerazione.
Per dire, gli scorsi europei diamanti aveva giocato sicuramente meno partite dato che giocava nel bologna, e quindi magari risultava più pimpante di altri.
Non è sbagliato usare anche le nazionali come metro di paragone, ma va contestualizzata per bene la situazione. Sono due "mondi a parte" a mio avviso.
Poi ci sono le motivazioni che per qualcuno possono essere superiori in nazionale, talmente tanto da dare quel qualcosa in più che in un quarto di finale di europa league non riesce a far emergere. Non parlo dei pirlo o dei de rossi, parlo piuttosto di giocatori "alla fabio grosso"

Io credo ci siano semplicemente ritmi più blandi in italia, tutto qua.

Bisognerebbe guardare liverpool-una_squadra_in_fondo_alla classifica e juventus-sassuolo, e vedere un po' come è la situazione
2014-04-14 12:08:47
come la creazione delle strutture per le giovanili spieghi che gli alteti STRANIERI in Italia corrano meno degli atleti STRANIERI in spagna non l'ho capito.

io resto dell'idea che le differenze fisiche (che di differenze tecniche non ne vedo) sono dovute ad un "progresso" nell'allenamento che va verificato a fondo.
2014-04-14 15:00:08
Il discorso sull'evoluzione dello sport spagnolo, nel senso di maggior organizzazione, salto culturale e creazione di moderne strutture lo accetto però entro certi limiti. Le stesse qualità oggettive furono spesso usate a giustificazione degli straordinari successi della DDR salvo poi rilevare la presenza dell'elemento addizionale necessario a trasformare l'enorme talento naturale di Marita Koch nel fenomeno alieno che diventò.
Io non credo che le strutture d'allenamento dei maggiori club italiani siano così inferiori da determinare, da sole, quel gap che poi registriamo.
E non è un discorso nazionalistico, o "rosicatorio"; gli stessi sospetti hanno accompagnato molti successi italiani del periodo d'oro (anni Ottanta e Novanta); se Moser fece, a fine carriera, quello che fece non era solo perchè era un atleta fantastico (lo era), o perchè cambio metodo d'allenamento (lo fece), o perchè venne seguito da un'equipe di specialisti (pure)... l'elemento addizionale ci fu e alla fine ne beneficiò l'intero sport italiano dall'atletica al nuoto con esclusione del curling :)
2014-04-14 15:20:00
Io solitamente non faccio parte dell'italiano medio diffidente per natura....però è pure vero che i controlli antidoping ultrapprofonditi che ci sono da noi, in campionati come Spagna ed Inghilterra non sono consentiti. In questo caso mi sento di fare proprio il karlacci della situazione
2014-04-19 17:08:20
Galliani, l'Europa League non conviene
L'ad, ma il Milan proverà ad andarci per gli sponsor e i tifosi

(ANSA) - ROMA, 19 APR - "Se fai i conti con il bilanciere, forse non conviene a livello economico" qualificarsi in Europa League, ma "lo dobbiamo ai nostri sponsor e ai nostri tifosi: proviamo ad arrivarci". Adriano Galliani chiarisce che il Milan punta a qualificarsi all'Europa League e che, se non dovesse riuscirci, "sarà per demeriti e non perché la società non lo vuole". Prima della sfida con il Livorno, alle telecamere di Sky l'ad rossonero ha detto che "quella di oggi è la millesima partita con lo sponsor Adidas".



io non capisco come faccia a non convenire... capisco guadagni poco, ma addirittura non convenire
2014-04-19 20:48:20
Aerei classe biusiness per calciatori e collaboratori, alberghi estralusso...forse perderci no, ma nemmeno guadagnarci, perlomeno nei gironi. Se invece si arriva alla fine, è come, a livello economico, se si arrivasse ai quarti di champions
2014-04-19 22:02:07
Se fai i conti con il bilanciere

Da quando Galliani si occupa di pesistica? :-D