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Subject: [SERIE A]
A mio parere questa è la miglior stagione di marchisio. Onnipresente e con qualità nelle due fasi, primo mastino in fase di non possesso e valore aggiunto in fase offensiva, sempre al posto giusto per distruggere è sempre la scelta più giusta per costruire. Secondo me tra 10/15 anni sarà un grandissimo allenatore.
Conte aveva (ha) una cultura del lavoro senza pari che gli consentivano una resa sul campo da mid di altissimo livello pur avendo mediocri qualità tecniche, marchisio ha una intelligenza calcistica nettamente superiore....da vedere se a livello di forza mentale raggiungerà i livelli di conte
Queste sono le immagini SKY
E molti giornali e telecronisti sono convinti che TEVEZ non è in fuorigioco, quindi GOL REGOLARE
MA sto vedendo molte foto taroccate MALE per fare mettere tevez in fuorigioco, quindi vi dico che queste prese da SKY SPORT sono le foto originali
E molti giornali e telecronisti sono convinti che TEVEZ non è in fuorigioco, quindi GOL REGOLARE
MA sto vedendo molte foto taroccate MALE per fare mettere tevez in fuorigioco, quindi vi dico che queste prese da SKY SPORT sono le foto originali
una volta l'anno deve partire questa celebrazione di marchisio che io non capirò mai. Sta in forma 1 mese per poi eclissarsi, ma tutti a gridare al miracolo. Ora è pure meglio di conte. Mah... non è come il paragone (fatto da altri) vidal/gattuso, ma ci assomiglia.
Ragazzi, ricordiamoci che imporsi nel campionato italiano di 10-15-20 anni fa voleva dire una cosa, farlo adesso un'altra. E se andiamo a vedere le prestazioni del principino in nazionale, beh... siamo messi male. Marchisio ha avuto i suoi momenti per affermarsi nei grandi palcoscenici: li ha falliti tutti. Però è sempre un pallone d'oro, perché gioca bene 8-9 partite a stagione in una squadra che gioca senza avversari, e dove i suoi colleghi di reparto son tutti più bravi di lui. Mistero della fede, e grande ufficio stampa (lo stesso di Honda).
Conte era un campione, Marchisio un buon giocatore. Ma vedi tu se mi dovete far difendere la vostra memoria storica :(
Ragazzi, ricordiamoci che imporsi nel campionato italiano di 10-15-20 anni fa voleva dire una cosa, farlo adesso un'altra. E se andiamo a vedere le prestazioni del principino in nazionale, beh... siamo messi male. Marchisio ha avuto i suoi momenti per affermarsi nei grandi palcoscenici: li ha falliti tutti. Però è sempre un pallone d'oro, perché gioca bene 8-9 partite a stagione in una squadra che gioca senza avversari, e dove i suoi colleghi di reparto son tutti più bravi di lui. Mistero della fede, e grande ufficio stampa (lo stesso di Honda).
Conte era un campione, Marchisio un buon giocatore. Ma vedi tu se mi dovete far difendere la vostra memoria storica :(
Troy_McLure to
Red3x
a velocità normale mi sembrava macroscopico
tenuto in gioco dal campione del mondo. Che, se non sa tenere la linea alta, qualcuno mi deve spiegare perché è stato preferito a Rami nel ballottaggio (sigh)
tenuto in gioco dal campione del mondo. Che, se non sa tenere la linea alta, qualcuno mi deve spiegare perché è stato preferito a Rami nel ballottaggio (sigh)
Dai, Conte campione non si può leggere. È stato un giocatore che sapeva stare in campo, con senso della posizione ed anche fiuto del gol. Ma di campioni, nella juve di conte giocatore, ce n'erano altri.
Marchisio quando l'ho visto giocare mi ha sempre dato la sensazione di un giocatore impalpabile agonisticamente, anche se spesso è l'esuberanza (che non ha) ad ingannare. Però tecnicamente è molto forte, e per essere un centrocampista è uno dei migliori calciatori in italia a colpire la palla.
Il paragone Gattuso/Vidal non lo conosco.
Gattuso è un giocatore che "ho amato". Di quelli che ti possono far vincere la partita anche in pulman prima di arrivare allo stadio. Ma Vidal, è più completo.
Detto questo, anche senza i campioni di una volta, vedere sullo stesso prato verde incrociarsi una maglia bianconera ed una rossonera dà sempre la sensazione della sfida stellare. Anche se poi al posto di Davids e Maldini ti tocca vedere Padoin e Paletta.
(edited)
Marchisio quando l'ho visto giocare mi ha sempre dato la sensazione di un giocatore impalpabile agonisticamente, anche se spesso è l'esuberanza (che non ha) ad ingannare. Però tecnicamente è molto forte, e per essere un centrocampista è uno dei migliori calciatori in italia a colpire la palla.
Il paragone Gattuso/Vidal non lo conosco.
Gattuso è un giocatore che "ho amato". Di quelli che ti possono far vincere la partita anche in pulman prima di arrivare allo stadio. Ma Vidal, è più completo.
Detto questo, anche senza i campioni di una volta, vedere sullo stesso prato verde incrociarsi una maglia bianconera ed una rossonera dà sempre la sensazione della sfida stellare. Anche se poi al posto di Davids e Maldini ti tocca vedere Padoin e Paletta.
(edited)
Marchisio è forte
completo
intelligente
tutti ne avrebbero bisogno in mezzo al campo
meno appariscente di altri ma lui c'è sempre.
completo
intelligente
tutti ne avrebbero bisogno in mezzo al campo
meno appariscente di altri ma lui c'è sempre.
zaccardo li da solo doveva fare solo una cosa... è l'ha fatta malissimo .
è una segaccia immensa
è una segaccia immensa
Furia Galliani: "La Juve produce le immagini tv e non mostra replay di Tevez"
08.02.2015 09.10 di Antonio Gaito Twitter: @antonio_gaito articolo letto 16541 volte
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
Spaccatura all'orizzonte tra Juventus e Milan. L'edizione odierna del Corriere della Sera propone alcune dichiarazioni dell'ad rossonero Adriano Galliani in merito al gol di Carlos Tevez che ha sbloccato il risultato, partendo in posizione dubbia e con i replay che non aiutano non essendo perfettamente allineati: "Al contrario delle altre squadre di A, la produzione delle immagini delle gare della Juve sono gestite dalla società stessa. Che scientemente non fa rivedere il replay dell'azione del primo gol. Solleverò un putiferio nella prossima assemblea di Lega affinché la Lega possa produrre tutte le gare, senza concedere facoltà a un solo club di gestire in proprio le immagini. Contesto il fatto che facciano vedere quello che vogliono".
rotfl
08.02.2015 09.10 di Antonio Gaito Twitter: @antonio_gaito articolo letto 16541 volte
© foto di Andrea Ninni/Image Sport
Spaccatura all'orizzonte tra Juventus e Milan. L'edizione odierna del Corriere della Sera propone alcune dichiarazioni dell'ad rossonero Adriano Galliani in merito al gol di Carlos Tevez che ha sbloccato il risultato, partendo in posizione dubbia e con i replay che non aiutano non essendo perfettamente allineati: "Al contrario delle altre squadre di A, la produzione delle immagini delle gare della Juve sono gestite dalla società stessa. Che scientemente non fa rivedere il replay dell'azione del primo gol. Solleverò un putiferio nella prossima assemblea di Lega affinché la Lega possa produrre tutte le gare, senza concedere facoltà a un solo club di gestire in proprio le immagini. Contesto il fatto che facciano vedere quello che vogliono".
rotfl
Solleverò un putiferio nella prossima assemblea di Lega affinché la Lega
Grande Galliani, solleva il putiferio per ste cagate e ignora il fatto che una squadra senza proprietà e che non paga gli stipendi da settembre possa acquistare giocatori a Gennaio...
Poi chiediamoci perchè facciamo ridere il mondo...
Grande Galliani, solleva il putiferio per ste cagate e ignora il fatto che una squadra senza proprietà e che non paga gli stipendi da settembre possa acquistare giocatori a Gennaio...
Poi chiediamoci perchè facciamo ridere il mondo...
Infatti pur avendolo sempre apprezzato, ho sempre contestato a Marchisio la continuità....e difatti ho detto che questa , per me, è in assoluto la sua migliore stagione, perché è da tutta la stagione che sta giocando così, e stavolta siamo già arrivati a febbraio
Serie A - Milan, da Baresi a Muntari: la decadenza del capitano
Contro la Juventus la fascia era sul braccio del ghanese. Una scelta che stride con la storia del club. Da Baresi a Maldini, da Ambrosini a Montolivo, ecco il declino della figura del capitano in uno dei club più titolati d'Italia
Di Enrico TURCATO (Twitter@EnricoTurcato) 1 ora fa Eurosport
Basta prendere qualsiasi dizionario di lingua italiana e cercare alla voce “capitano”. La definizione più comune è la seguente: “Nello sport, il capitano è il componente di una squadra che ha, a seconda della disciplina, particolari compiti di coordinamento tattico, relazione con l'arbitro, motivazione del gruppo, finalizzazione del lavoro dei compagni”. Ecco, la fascia al braccio di Sulley Muntari, senza voler offendere nessuno, stride un pelino con questa definizione. L’indignazione, su web e social, del popolo rossonero, per vedersi rappresentato allo Juventus Stadium dal calciatore ghanese è divampata fin dal fischio iniziale di Juve-Milan. E, tra ironia e rabbia, ci dà l’opportunità di osservare come la fascia di capitano del Milan abbia subito negli ultimi anni una atroce decadenza.
DA BARESI A MALDINI: CAPITANI VERI, APPREZZATI DA TUTTE LE TIFOSERIE – Chiunque ha un’età adulta, si è imbattuto nel corso della propria vita in un film lungimirante. Vi ricordate il famoso verso «O Capitano, mio Capitano!» pronunciata dal professor Keating (alias il compianto Robin Williams) per ricordare la poesia di Walt Whitman dedicata ad Abramo Lincoln? La pellicola in questione era “L’attimo fuggente” e il professore, per conquistare la fiducia dei ragazzi, si ergeva a loro condottiero, a persona alla quale i ragazzi potevano aggrapparsi nei momenti di difficoltà. Il capitano dovrebbe riassumere questi valori anche nel calcio. Negli anni ’90 i gradi in questione, al Milan, spettavano al grande Franco Baresi, leader anche in Nazionale, figura simbolo del Milan vincente di Sacchi e Capello. Poi dal 1997 toccò a Paolo Maldini, capitano silenzioso, ma esempio per compagni e tifosi. Una bandiera del Milan. Dal 2009, una volta ritiratosi il numero 3 rossonero, la fascia passò a Massimo Ambrosini (con Gattuso vice), meno rappresentativo dei suoi predecessori, ma che nel Milan giocava da 11 anni, conoscendo bene che significato aveva indossare quella maglia e quella stringa al braccio con la “C” disegnata. Dopo Ambrosini, sempre per anzianità, il capitano divenne Abbiati.
PRIMA MONTOLIVO, POI MEXES, ALEX E MUNTARI – Dal 2013 l’inversione di rotta. Come simbolo e capitano del nuovo Milan viene scelto il quasi neo arrivato (preso nel 2012) Riccardo Montolivo. Un po’ timido, non avvezzo a parole e dichiarazioni roboanti, e con la grinta di un paguro appena “sbarcato” su una spiaggia del Mar Adriatico. Insomma, non proprio un leader riconosciuto, ma almeno un esempio di buon comportamento e di umiltà, visto che non si è mai distinto in carriera per atteggiamenti sopra le righe. Con l’arrivo di Inzaghi nel 2014/15 sembra essere aumentata la confusione. Quando non c’è Montolivo (capitano in 10 occasioni in stagione), tocca ad Abbiati (8 volte), ma essendo secondo portiere i gradi sono passati da Bonera (3 volte) ad Abate (1), da Mexes (1, nel derby) ad Alex (1), fino al delirante Muntari di ieri sera.
QUELLA FASCIA DEVE ESSERE UN SIMBOLO – Attenzione, non che il tempo di militanza non sia un fattore per decidere il capitano (Muntari è al Milan dal 2012 e ieri sera era il rossonero con più presenze), ma ci sono casi e casi. Il capitano rappresenta una squadra, ne è simbolo e motivatore. Pensate a Totti, Buffon, Di Natale, ma anche a Denis, Toni, Palombo, Magnanelli, Pellissier, Lucarelli. Quasi tutta la serie A ha capitani veri. Un giocatore come Muntari (ma anche come Bonera e Mexes), irruento, spesso espulso, mai trascinatore, non può essere il capitano di una società come il Milan. Con la storia del club, con la tradizione e con il valore della società non centra nulla. Ci sono casi e casi, ma se i rossoneri in questo momento non hanno una precisa dignità, non riescono a ritrovarsi e dopo 22 giornate hanno gli stessi punti (29) della scorsa disastrosa stagione, le spiegazioni non possono essere soltanto tecniche. Trovare un leader, un condottiero, una figura alla quale ispirarsi e stringersi nei momenti difficili potrebbe essere il primo passo verso una lunga ma necessaria rinascita.