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Subject: [SERIE A]
Serie A - Milan, da Baresi a Muntari: la decadenza del capitano
Contro la Juventus la fascia era sul braccio del ghanese. Una scelta che stride con la storia del club. Da Baresi a Maldini, da Ambrosini a Montolivo, ecco il declino della figura del capitano in uno dei club più titolati d'Italia
Di Enrico TURCATO (Twitter@EnricoTurcato) 1 ora fa Eurosport
Basta prendere qualsiasi dizionario di lingua italiana e cercare alla voce “capitano”. La definizione più comune è la seguente: “Nello sport, il capitano è il componente di una squadra che ha, a seconda della disciplina, particolari compiti di coordinamento tattico, relazione con l'arbitro, motivazione del gruppo, finalizzazione del lavoro dei compagni”. Ecco, la fascia al braccio di Sulley Muntari, senza voler offendere nessuno, stride un pelino con questa definizione. L’indignazione, su web e social, del popolo rossonero, per vedersi rappresentato allo Juventus Stadium dal calciatore ghanese è divampata fin dal fischio iniziale di Juve-Milan. E, tra ironia e rabbia, ci dà l’opportunità di osservare come la fascia di capitano del Milan abbia subito negli ultimi anni una atroce decadenza.
DA BARESI A MALDINI: CAPITANI VERI, APPREZZATI DA TUTTE LE TIFOSERIE – Chiunque ha un’età adulta, si è imbattuto nel corso della propria vita in un film lungimirante. Vi ricordate il famoso verso «O Capitano, mio Capitano!» pronunciata dal professor Keating (alias il compianto Robin Williams) per ricordare la poesia di Walt Whitman dedicata ad Abramo Lincoln? La pellicola in questione era “L’attimo fuggente” e il professore, per conquistare la fiducia dei ragazzi, si ergeva a loro condottiero, a persona alla quale i ragazzi potevano aggrapparsi nei momenti di difficoltà. Il capitano dovrebbe riassumere questi valori anche nel calcio. Negli anni ’90 i gradi in questione, al Milan, spettavano al grande Franco Baresi, leader anche in Nazionale, figura simbolo del Milan vincente di Sacchi e Capello. Poi dal 1997 toccò a Paolo Maldini, capitano silenzioso, ma esempio per compagni e tifosi. Una bandiera del Milan. Dal 2009, una volta ritiratosi il numero 3 rossonero, la fascia passò a Massimo Ambrosini (con Gattuso vice), meno rappresentativo dei suoi predecessori, ma che nel Milan giocava da 11 anni, conoscendo bene che significato aveva indossare quella maglia e quella stringa al braccio con la “C” disegnata. Dopo Ambrosini, sempre per anzianità, il capitano divenne Abbiati.
PRIMA MONTOLIVO, POI MEXES, ALEX E MUNTARI – Dal 2013 l’inversione di rotta. Come simbolo e capitano del nuovo Milan viene scelto il quasi neo arrivato (preso nel 2012) Riccardo Montolivo. Un po’ timido, non avvezzo a parole e dichiarazioni roboanti, e con la grinta di un paguro appena “sbarcato” su una spiaggia del Mar Adriatico. Insomma, non proprio un leader riconosciuto, ma almeno un esempio di buon comportamento e di umiltà, visto che non si è mai distinto in carriera per atteggiamenti sopra le righe. Con l’arrivo di Inzaghi nel 2014/15 sembra essere aumentata la confusione. Quando non c’è Montolivo (capitano in 10 occasioni in stagione), tocca ad Abbiati (8 volte), ma essendo secondo portiere i gradi sono passati da Bonera (3 volte) ad Abate (1), da Mexes (1, nel derby) ad Alex (1), fino al delirante Muntari di ieri sera.
QUELLA FASCIA DEVE ESSERE UN SIMBOLO – Attenzione, non che il tempo di militanza non sia un fattore per decidere il capitano (Muntari è al Milan dal 2012 e ieri sera era il rossonero con più presenze), ma ci sono casi e casi. Il capitano rappresenta una squadra, ne è simbolo e motivatore. Pensate a Totti, Buffon, Di Natale, ma anche a Denis, Toni, Palombo, Magnanelli, Pellissier, Lucarelli. Quasi tutta la serie A ha capitani veri. Un giocatore come Muntari (ma anche come Bonera e Mexes), irruento, spesso espulso, mai trascinatore, non può essere il capitano di una società come il Milan. Con la storia del club, con la tradizione e con il valore della società non centra nulla. Ci sono casi e casi, ma se i rossoneri in questo momento non hanno una precisa dignità, non riescono a ritrovarsi e dopo 22 giornate hanno gli stessi punti (29) della scorsa disastrosa stagione, le spiegazioni non possono essere soltanto tecniche. Trovare un leader, un condottiero, una figura alla quale ispirarsi e stringersi nei momenti difficili potrebbe essere il primo passo verso una lunga ma necessaria rinascita.
io dico una cosa:
anche ammesso e non concesso che abbiano "taroccato" i replay e la famosa linea, mi chiedo:
a che pro?
cioè: la moviola in campo non c'è
forse per condizionare il morale e l'attenzione arbitrale nelle gare future? nel senso che se ripassa l'immagine che "la juve ruba" gli arbitri poi li penalizzano dopo?
altro non mi sovviene
e galliani dove vuole arrivare con le sue ammissioni? forse ad avere favori futuri?
ma dove stava galliani l'anno in cui ha rubato la qualificazione champions alla viola, con rigori inventati?
anche ammesso e non concesso che abbiano "taroccato" i replay e la famosa linea, mi chiedo:
a che pro?
cioè: la moviola in campo non c'è
forse per condizionare il morale e l'attenzione arbitrale nelle gare future? nel senso che se ripassa l'immagine che "la juve ruba" gli arbitri poi li penalizzano dopo?
altro non mi sovviene
e galliani dove vuole arrivare con le sue ammissioni? forse ad avere favori futuri?
ma dove stava galliani l'anno in cui ha rubato la qualificazione champions alla viola, con rigori inventati?
Grande Galliani, solleva il putiferio per ste cagate e ignora il fatto che una squadra senza proprietà e che non paga gli stipendi da settembre possa acquistare giocatori a Gennaio...
Poi chiediamoci perchè facciamo ridere il mondo...
Grande !! Quoto davvero tutto :)
Poi chiediamoci perchè facciamo ridere il mondo...
Grande !! Quoto davvero tutto :)
ok, ma il fatto oggettivo che NON fosse fuorigioco non dovrebbe metter fine ad ogni discussione?
Certo,dovrebbe essere così! Purtroppo parliamo sempre delle solite cose in una partita della Juve senza ammettere (in questo caso Galliani ) di aver trovato di fronte una squadra superiore che ha meritato la vittoria senza errori della terna arbitrale(+ i due a bordo campo) !
Quello che dice squizzato è la pura verità....un rappresentante della lega calcio che non si occupa di un caso importante come quello del Parma ma pensa a "tuonare" su qualcosa di ridicolo....bè penso che sia più ridicolo lui a dire certe cose !
Quello che dice squizzato è la pura verità....un rappresentante della lega calcio che non si occupa di un caso importante come quello del Parma ma pensa a "tuonare" su qualcosa di ridicolo....bè penso che sia più ridicolo lui a dire certe cose !
Sky - Caressa zittisce Galliani: "Non è la Juve che sceglie immagini, sorprende che non si sappia. Linea non parallela? Pura geometria. Non è difficile, l'ho spiegato a mia figlia che fa le medie..."
Dopo la modifica della linea del gol contro il Catania non mi sorprende più questo atteggiamento.
Fare polemica tanto per giustificare una sconfitta meritata...può solo far male a chi fa polemica.
Fare polemica tanto per giustificare una sconfitta meritata...può solo far male a chi fa polemica.
Verde che giocata... perchè bisogna anche avere il coraggio di farli giocare i giovani eh... Garcia questa stagione la rosa non l'ha ben utilizzata; alcuni spremuti fino alla buccia altri lasciati sull'albero
Il Cagliari meriterebbe il pari...purtroppo hanno un attaccante davvero scarso.
sui concetti diciamo grosso modo le stesse cose, poi ne traiamo conclusioni diverse. Diamo un significato diverso ai termini.
Conte "campione" perché per me tale è l'elemento fisso di una squadra che raggiunge traguardi importanti (non che lo sono stati). Poi è vero che i fuoriclasse erano altri.
Su Vidal/gattuso penso esattamente ciò che hai scritto (ma poi definisci il cileno più "completo"... mah, mi sembra un controsenso), che poi ritengo sufficiente per esprimere un giudizio netto.
Insomma, i fattori cruciali per farmi preferire un giocatore piuttosto che un altro sono quelli che altri sembrano considerare di contorno. Esserci quando conta, cambiare profilo alla squadra e all'ambiente con la propria presenza. Un giocatore carismatico non è semplicemente un casinaro che se stesse un po' più zitto porterebbe gli stessi effetti in campo, bensì uno che alza il rendimento di squadra. Che è poi ciò che al Milan non si vede da quando ibra è andato al psg.
Detto questo, anche senza i campioni di una volta, vedere sullo stesso prato verde incrociarsi una maglia bianconera ed una rossonera dà sempre la sensazione della sfida stellare. Anche se poi al posto di Davids e Maldini ti tocca vedere Padoin e Paletta.
Mah, qui siamo su due mondi paralleli. I numeri della disaffezione, poi, sono chiari. La frustrazione è dovuta proprio alla mancanza dell'adrenalina attorno al progetto (che non c'è).
Conte "campione" perché per me tale è l'elemento fisso di una squadra che raggiunge traguardi importanti (non che lo sono stati). Poi è vero che i fuoriclasse erano altri.
Su Vidal/gattuso penso esattamente ciò che hai scritto (ma poi definisci il cileno più "completo"... mah, mi sembra un controsenso), che poi ritengo sufficiente per esprimere un giudizio netto.
Insomma, i fattori cruciali per farmi preferire un giocatore piuttosto che un altro sono quelli che altri sembrano considerare di contorno. Esserci quando conta, cambiare profilo alla squadra e all'ambiente con la propria presenza. Un giocatore carismatico non è semplicemente un casinaro che se stesse un po' più zitto porterebbe gli stessi effetti in campo, bensì uno che alza il rendimento di squadra. Che è poi ciò che al Milan non si vede da quando ibra è andato al psg.
Detto questo, anche senza i campioni di una volta, vedere sullo stesso prato verde incrociarsi una maglia bianconera ed una rossonera dà sempre la sensazione della sfida stellare. Anche se poi al posto di Davids e Maldini ti tocca vedere Padoin e Paletta.
Mah, qui siamo su due mondi paralleli. I numeri della disaffezione, poi, sono chiari. La frustrazione è dovuta proprio alla mancanza dell'adrenalina attorno al progetto (che non c'è).
ma rendiamoci conto cosa è costretta a fare la juve perchp ogni suo gol deve scatenare cazzate di polemiche.
e fossi milanista sarei furioso con galliani che fa ste figuracce
Il Sig. Geom. Adriano Galliani, Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato dell’AC Milan SpA e Vice Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A è tornato nelle ultime ore alle sue antiche passioni: la televisione e la geometria.
Galliani pare però ignorare leggi dello stato, regolamenti approvati all’unanimità dall’Assemblea della LNPA e soprattutto il “campo”.
Galliani insomma getta in pasto ai media una polemica speciosa e farsesca perché tenta goffamente di mascherare agli occhi dei tifosi milanisti il chiarissimo risultato sul campo della partita di ieri. Tre a uno.
Questa è la sostanza, il resto per completezza di informazione, segue:
Galliani pare ignorare che è la legge Melandri ad affidare ai club la produzione delle immagini televisive e tale indicazione è stata doverosamente ribadita anche nelle "Linee Guida per la vendita centralizzata dei diritti audiovisivi", approvata all'unanimità dall'Assemblea della Lega Calcio. Pare ignorare che la stessa Lega, proprio per evitare qualsivoglia manipolazione, riserva a se stessa la designazione dei broadcaster nelle singole partite e, di conseguenza, dei responsabili della regia e dei producer.
Pare ignorare che la produzione in capo ad un soggetto diverso dal club è un'opzione, che interviene solamente quando il club comunica alla Lega Calcio di non essere in grado di provvedere diversamente. Pare ignorare che molte società hanno scelto di delegare tale produzione, poiché in tal senso sensibilizzate da un soggetto che agisce sul mercato in veste di advisor della Lega stessa, di procacciatore di sponsor per le società e perfino di produttore d'immagini.
A nulla vale la parziale retromarcia compiuta dal Milan (aka da Galliani, che continua ad essere l'unico rappresentante della società in Lega Calcio), che invoca un affidamento a registi indipendenti. Galliani pare ignorare che tale opzione non è prevista da alcun regolamento e dovrebbe essere soggetta ad un dibattito e ad una riforma. Pare ignorare che tale schiera di registi indipendenti sarebbe verosimilmente formata, se non addirittura fornita, dall'advisor/procacciatore/produttore già menzionato che si troverebbe nella singolare posizione di scrivere le regole, eseguirle e trarne anche i profitti.
Galliani, poi, pare ignorare che ogni grafica (linee etc) viene effettuata dai broadcaster in post-produzione e non ha nulla a che vedere con la produzione live delle immagini, che in ogni caso viene gestita operativamente dal regista e dai producer designati dalla Lega, senza intromissioni da parte di altri soggetti.
Galliani, infine, pare ignorare che da decenni la sua figura professionale ha agito in seno a due comparti principalmente: il calcio e la televisione. Quindi pare ignorare che ogni evoluzione, tecnologica, normativa e regolamentare è passata sotto ai suoi occhi, se non addirittura da lui decisa.
e fossi milanista sarei furioso con galliani che fa ste figuracce
Il Sig. Geom. Adriano Galliani, Vice Presidente Vicario e Amministratore Delegato dell’AC Milan SpA e Vice Presidente della Lega Nazionale Professionisti Serie A è tornato nelle ultime ore alle sue antiche passioni: la televisione e la geometria.
Galliani pare però ignorare leggi dello stato, regolamenti approvati all’unanimità dall’Assemblea della LNPA e soprattutto il “campo”.
Galliani insomma getta in pasto ai media una polemica speciosa e farsesca perché tenta goffamente di mascherare agli occhi dei tifosi milanisti il chiarissimo risultato sul campo della partita di ieri. Tre a uno.
Questa è la sostanza, il resto per completezza di informazione, segue:
Galliani pare ignorare che è la legge Melandri ad affidare ai club la produzione delle immagini televisive e tale indicazione è stata doverosamente ribadita anche nelle "Linee Guida per la vendita centralizzata dei diritti audiovisivi", approvata all'unanimità dall'Assemblea della Lega Calcio. Pare ignorare che la stessa Lega, proprio per evitare qualsivoglia manipolazione, riserva a se stessa la designazione dei broadcaster nelle singole partite e, di conseguenza, dei responsabili della regia e dei producer.
Pare ignorare che la produzione in capo ad un soggetto diverso dal club è un'opzione, che interviene solamente quando il club comunica alla Lega Calcio di non essere in grado di provvedere diversamente. Pare ignorare che molte società hanno scelto di delegare tale produzione, poiché in tal senso sensibilizzate da un soggetto che agisce sul mercato in veste di advisor della Lega stessa, di procacciatore di sponsor per le società e perfino di produttore d'immagini.
A nulla vale la parziale retromarcia compiuta dal Milan (aka da Galliani, che continua ad essere l'unico rappresentante della società in Lega Calcio), che invoca un affidamento a registi indipendenti. Galliani pare ignorare che tale opzione non è prevista da alcun regolamento e dovrebbe essere soggetta ad un dibattito e ad una riforma. Pare ignorare che tale schiera di registi indipendenti sarebbe verosimilmente formata, se non addirittura fornita, dall'advisor/procacciatore/produttore già menzionato che si troverebbe nella singolare posizione di scrivere le regole, eseguirle e trarne anche i profitti.
Galliani, poi, pare ignorare che ogni grafica (linee etc) viene effettuata dai broadcaster in post-produzione e non ha nulla a che vedere con la produzione live delle immagini, che in ogni caso viene gestita operativamente dal regista e dai producer designati dalla Lega, senza intromissioni da parte di altri soggetti.
Galliani, infine, pare ignorare che da decenni la sua figura professionale ha agito in seno a due comparti principalmente: il calcio e la televisione. Quindi pare ignorare che ogni evoluzione, tecnologica, normativa e regolamentare è passata sotto ai suoi occhi, se non addirittura da lui decisa.
Con garbo e stile la Juventus ha risposto al Sig. Geom. (non DOTT.) adriano galliani :)
leggo ora, non ho seguito la diatriba... mi pare però di ricordare una bella gomitata di chiellini finita nel silenzio generale. Ma in fondo è un bravo ragazzo, solo un po' irruento.
a bè allora avete perso la partita per la gomitata di chiellini...... agghiacciande!!!!!!!
Boh, non so se sia vero quanto ha detto Galliani, ma il senso di quello che ha detto è corretto.
Così come, tranne il bassissimo livello del "sig. geom.", mi sembra corretta la risposta.
Ne esce una litigata tra "ladri di Pisa".
La produzione delle immagini dovrebbe essere gestita da un broadcast esterno alle squadre. Quindi non dalla squadra di casa, e neanche da un broadcast di proprietà dello stesso proprietario di una delle squadre.
Insomma, solita delega alle norme puramente italiana.
Così come, tranne il bassissimo livello del "sig. geom.", mi sembra corretta la risposta.
Ne esce una litigata tra "ladri di Pisa".
La produzione delle immagini dovrebbe essere gestita da un broadcast esterno alle squadre. Quindi non dalla squadra di casa, e neanche da un broadcast di proprietà dello stesso proprietario di una delle squadre.
Insomma, solita delega alle norme puramente italiana.
sui concetti diciamo grosso modo le stesse cose, poi ne traiamo conclusioni diverse. Diamo un significato diverso ai termini.
Sì, più o meno.
Però sebbene sia un merito aver fatto parte di una squadra vincente, non è sufficiente a essere considerato un campione. Conte per me è stato un ottimo calciatore. Un campione è stato Jugovic. Un fuoriclasse Zidane.
Su Gattuso/Vidal, per me Vidal è più completo. Quello che perde in termini di presenza agonistica in campo, lo riprende in tecnica e abilità offensiva.
Per il resto, parlavo davvero solo di incroci di colori: il verde, il rossonero e il bianconero che si incrociano, danno sempre quell'effetto lì. Poi ovvio, non sono i colori ad esprimere i valori in campo.
Sì, più o meno.
Però sebbene sia un merito aver fatto parte di una squadra vincente, non è sufficiente a essere considerato un campione. Conte per me è stato un ottimo calciatore. Un campione è stato Jugovic. Un fuoriclasse Zidane.
Su Gattuso/Vidal, per me Vidal è più completo. Quello che perde in termini di presenza agonistica in campo, lo riprende in tecnica e abilità offensiva.
Per il resto, parlavo davvero solo di incroci di colori: il verde, il rossonero e il bianconero che si incrociano, danno sempre quell'effetto lì. Poi ovvio, non sono i colori ad esprimere i valori in campo.