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Subject: [SERIE A]

2015-02-12 16:15:55
l'indice di pericolosità lo trovo abbastanza forzato, il resto è convincente... la crisi del Milan ha riscontro proprio nella qualità del possesso. Si sapeva fin troppo bene, ma vederlo nei numeri è una dimostrazione interessante.
2015-02-12 16:19:36
grande articolo
milan e inter sono pari in classifica, ma con un gioco molto diverso davvero (il milan sembra messo molto peggio, a dire il vero, e non parlo solo del possesso palla, che di per sè è relativo, appunto)
2015-02-12 16:21:33
sarebbe interessante vedere il confronto mazzarri-mancio
2015-02-12 16:27:02
vero!
io non mi pronuncio, avrò visto l'inter 3 volte negli ultimi 2 anni (lo stesso per il milan, mi limitavo a leggere i dati sugli assist e sul recupero palla, terribili per il milan)
2015-02-12 16:30:53
io devo capire come mai sta squadra sia perennemente fuori forma, e lo staff atletico rimanga al proprio posto. Mah
2015-02-12 16:40:49
sarebbe interessante vedere il confronto mazzarri-mancio

non c'è gran differenza imho.
Temo che il progetto tattico di possesso palla e dominio del campo sia di natura societaria.
tra il mancio e mazzarri è cambiato solo il modulo.
2015-02-12 16:44:40
riguardo l'inter i numeri rafforzano la mia impressione. Il problema è la velocità di "pensiero", cioè poi il n. di tocchi dei vari giocatori a centrocampo. troppi tocchi "in sicurezza" (quindi gran possesso), poca verticalità e per conseguenza una manovra prevedibile (poche conclusioni).
2015-02-12 17:38:05
Wow, articolo fantastico, di un genere che in Italia è quasi impossibile trovarne, grazie pupe.
L'ho subito associato alle trasmissioni sportive americane, specie di football, che spesso seguo, dove si analizzano in maniera viscerale i dati di tutte le fasi cercando di dedurne in maniera intelligente delle conclusioni che servono allo spettatore per capire meglio le rese delle squadre, ma usate spessissimo dagli analisti delle varie squadre per capire meglio dove migliorare e/o intervenire. Ed il paragone non può non andare subito alle nostre trasmissioni sportive dove invece di assumere degli analisti esperti capaci di fare questo lavoro si riesce solo a vivisezionare un episodio di moviola 10000 volte o alimentando le polemiche tra dichiarazioni degli appartenenti ai vari club.
2015-02-12 20:51:46
credo sia proprio colpa del calcio e del suo essere sport di massa
perché nelle telecronache di sky sul tennis o sull'NBA trovo spesso analisi tecniche piuttosto approfondite, che nel calcio mi pare scarseggino (in RAI poi...)
2015-02-12 21:56:35
credo sia proprio colpa del calcio e del suo essere sport di massa

No.
Il problema è che c'è un disequilibrio economico tale che sul campo si tramuta in disequilibrio tecnico.

Le analisi tecnico-tattiche nella partite u.s. ce le hai perché non esistono squadre come la juve che "devono" vincere, e squadre come il chievo che alla prima di campionato pensano a "salvarsi". Esistono regole economiche tali da rendere più o meno livellato TUTTO il campionato. E quindi ogni singola partita. Che offre spunti di analisi impossibili in un juve-parma di oggi.
E per le squadre scarse, scarse, c'è il draft che punta a diminuire il dislivello, anziché acuirlo.
Qui invece, oltre al divario economico strutturale, c'è la squadra dominatrice che ha già sotto controllo gran parte dei migliori prospetti under23.

E lo stesso vale per il calcio-wrestling europeo che è diventato una pantomima.

Ecco perché i giornalisti puntano tutto sulla polemica su misura per gli imbecilli.
(edited)
2015-02-13 00:03:22
è vero, ma penso che sul punto abbia ragione Keevan.
Analisi tecnico tattiche sono poco frequenti anche nelle telecronache straniere e comunque tendono allo scontato (modello Rai). Da un lato la minore capacità di analisi del telecronista calcistico (poche eccezioni), dall'altro la coscienza che si tratta di uno sport in cui l'analisi coi controfiocchi può essere ridicolizzata in un nanosecondo da un palo, un centimetro sì-no, un rigore su simulazione, un autogol dei "dominatori", insomma dall'episodio... dal terzo lato la sottovalutazione del telespettatore che causa la rinuncia a fare della telecronaca calcistica un mezzo per insegnare a guardare la partita in modo competente e non ciecamente tifoso
2015-02-13 00:21:02
boh a me sembra che anche quando i campionati erano un po' più equilibrati, ci fosse comunque la tendenza ad approfondire più l'aspetto caciarone del calcio, piuttosto di quello tecnico.
Vero che adesso gli interpreti sono scaduti un po' dal punto di vista tecnico, ma gli spunti ci sarebbero comunque (non è che gli attuali allenatori siano degli incompetenti).
Ho sempre notato che il calcio nelle tv italiane è concepito come uno sport che seguono tutti con lo stesso scarso livello d'attenzione, tipo le telenovelas, per fare un esempio. Roba di massa.
Anche se su sky qualche trasmissione un po' più complessa l'ho vista, quindi non voglio fare di tutta l'erba un fascio.
Forse è più un problema della RAI, che per anni ha proseguito nella direzione tutto sommato più semplice e meno impegnativa per loro: una bella polemica sugli arbitri e via, rigore non-rigore e altra spazzatura. Non c'è bisogno di essere molto competenti per portare avanti quel genere di trasmissioni. Ma fanno anche grossi ascolti eh, quindi hanno pure ragione...
2015-02-13 00:23:26
certo, il tifo cieco non aiuta l'analisi, nè il tifoso ne è minimamente interessato

ma siamo d'accordo su qualcosa! Incredibbbbbile! :)
2015-02-13 00:25:01
In realtà, se si parla di analisi tattica, non è troppo terribile il commento delle partite di calcio.
Quello che manca è l'analisi dei match-mismatch tra ruoli, e un po' di epica sulle qualità dei giocatori. Ma di nuovo, questo dipende dallo squilibrio tecnico.

Poi, unico punto a difesa del cronista è che il calcio a differenza degli sport americani, non ha pause se non l'intervallo. Questo impedisce di fissare momenti della partita, e di costruirci sopra delle analisi, trend statistici, e scenari.
Però, ribadisco. Se ho un quadro di Caravaggio, ci posso stare ore ad analizzarlo, se ho uno scarabocchio di un bimbo di tre anni, pure Federico Buffa ci tira fuori poco.
2015-02-13 00:41:01
memorie di quando ero ancora abbonato: dopo sconcerti, su sky avevano deciso di mettere "primo opinionista" buffa, uno dei pochissimi che in tv sapevano fare quel lavoro di approfondimento intelligente (e interessantissimo). Poi lui rinunciò, non ne ho mai capito il motivo ma l'impressione è che fosse una questione di spinte politiche interne per questo o quel personaggio a discapito della competenza.

Da milanista comunque ho sempre trovato le sue disamine semplicemente perfette. Avesse un appuntamento fisso, mi abbonerei al volo.
2015-02-13 00:54:29
Mah, vera la premessa dello squilibrio, ma non ne faccio discendere la conseguenza della mancanza di analisi dei dettagli. Per me è più un costume, una consuetudine. Anche negli sport USA, nonostante sia vera la premessa che il filo conduttore sia il rendere il più possibile equilibrate le leghe, ad inizio stagione ci sono i favoriti/strafavoriti e quelli che non hanno proprio speranze, tanto che ci sono squadre che a fine stagione hanno percentuali di vittoria vicine all'80% e squadre che neanche arrivano al 20%. Non riesco però a capire se sia una consuetudine giornalistica che ha "abituato" il tifoso medio a focalizzarsi come interesse su elementi quali polemiche/gossip/varie ed eventuali oppure viceversa sia il tifoso medio che condizioni con i suoi interessi le testate giornalistiche a fissare l'attenzione sui quegli aspetti. Per me il punto focale è sempre la differente cultura sportiva tra il vecchio continente (e dell'Italia in special modo) rispetto agli USA
(edited)