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Subject: [SERIE A]
Dice che per l'MBA di Harvard ci sia Inter101 come corso su come non gestire un'azienda.
gabbiagol con le stesso numero di pallegol che ha avuto higuain l'anno scorso ... se lo magna a quel ciccione :D
Gabbiadini dici che e' un sottovalutato. Speriamo dai, almeno troviamo un attaccante italiano per i prossimi anni
come prima punta non so mica se va bene, ma se gli si da fiducia per me imparerà presto e non farà rimpiangere minimamente giudain.
però deve imparare i movimenti da prima punta
però deve imparare i movimenti da prima punta
che poi sarebbe da spellarsi le mani se facesse più gol di Higuain: rifilato un pacco (alla napoletana? ahahah) ai gobbi, roba che ADL se si candida diventa presidente del consiglio a furor di popolo
Gabbiadini dici che e' un sottovalutato. Speriamo dai, almeno troviamo un attaccante italiano per i prossimi anni
Gabbiadini è il più grande bluff italiano degli ultimi tempi dopo balotelli.
"Mancini è il nostro fuoriclasse"...parole di 3/4 gg fa
chi sarà il prossimo fuoriclasse ? Un'idea ce l'ho :)
chi sarà il prossimo fuoriclasse ? Un'idea ce l'ho :)
Secondo me Gabbiadini è forte, ha fisico, ha tecnica, ha piede
Non ha una collocazione ben precisa in campo, mi sembra più una seconda punta che una prima, però sicuramente non lo reputo scarso (anzi...)
Non ha una collocazione ben precisa in campo, mi sembra più una seconda punta che una prima, però sicuramente non lo reputo scarso (anzi...)
Gabbiadini è forte ed ha la testa sulle spalle. Il problema è che ha necessità di avere fiducia e fino ad oggi non l'ha avuto. La Juve lo ha regalato, il Napoli lo ha tenuto in panca. Sinisa lo faceva giocare in un ruolo non suo. A me piace.
Suggerirei molto fuori e poca classe, nel senso mandato via con poca classe e con un tempismo sbagliato
Che Tohir e compagnia cinese vogliano battere il record di Zamparini?
(edited)
Che Tohir e compagnia cinese vogliano battere il record di Zamparini?
(edited)
Non che Mancini abbia iniziato con molta classe, eh?
Il 6-1 contro il Tottenham è solo l'ultimo dei flop dell'estate interista.
Per me il rapporto era già rotto nel momento in cui il Mancio ha chiesto potere sulla scelta degli acquisti e la cordata cinese gli ha risposto picche.
In linea generale poi non mi sembra una grande perdita. Arrogante e sopravvalutato, IMHO.
Il 6-1 contro il Tottenham è solo l'ultimo dei flop dell'estate interista.
Per me il rapporto era già rotto nel momento in cui il Mancio ha chiesto potere sulla scelta degli acquisti e la cordata cinese gli ha risposto picche.
In linea generale poi non mi sembra una grande perdita. Arrogante e sopravvalutato, IMHO.
Inter, Mancini ai saluti: tutti i paradossi della farsa nerazzurra
Il cambio sulla panchina nerazzurra, con l'addio del Mancio e il conseguente arrivo di Frank de Boer, è l'ultimo capitolo di una storia incredibile. L'opinione di Luigi Garlando
08 agosto 2016 - Milano
ll paradosso ideale per sigillare la farsesca gestione dell’Inter sarebbe che Frank de Boer mercoledì mattina dirigesse il suo primo allenamento da mister nerazzurro a Jesi, città natale di Roberto Mancini. Bingo. Poi le abbiamo viste tutte. Sabato sera il d.s. Piero Ausilio, dopo aver ragionato col Mancio sui possibili acquisti, ha preso il volo per Londra con Bolingbroke per contattare il tecnico olandese. Mentre Mancini da giorni si scambiava bozze di un contratto triennale con gli avvocati di Suning, Erick Thohir, socio di minoranza in uscita, delegato alla gestione tecnica dalla nuova proprietà cinese, si affannava per preparare l’avvento di De Boer, suo pupillo da sempre.
LE PALLATE DEL TOTTENHAM — L’espressione agonistica di una società sventrata da queste spaccature è la squadra presa a pallate dal Tottenham, perché i giocatori, esausti per un tour di amichevoli sconsiderato, non muoiono in campo per un mister delegittimato. A due settimane dal campionato, questa è l’Inter. A frenare la trattativa di rinnovo sarebbe stata una clausola pretesa da Mancini, nero su bianco: partecipare alle scelte di mercato. A questo punto i cinesi, risentiti, avrebbero dato via libera a Thohir per il cambio di rotta verso De Boer.
le colpe di mancini — Intuiamo l’indignazione dei tifosi: «Pensi ad allenare, quel viziato!». Mancini ha le sue colpe. Ma quella clausola era un paletto legittimo per difendere la sua dignità professionale. Un allenatore deve avere la piena responsabilità tecnica della sua creatura, mercato compreso. I nuovi cinesi, sprovvisti di conoscenze calcistiche, si sono affidati invece a un gruppo di agenti asiatici, primo tra tutti il potente Kia Joorabchian che si scontrò con Mancini già ai tempi del City (Tevez). Dall’orbita Kia provengono quasi tutti i giocatori proposti a Mancini e pure De Boer.
il calcio dei mercanti — Il Mancio avrà anche un ego da padreterno, ma siamo sicuri che i mercanti debbano comandare nel tempio e costruire le squadre? Nel calcio dei fondi e dei nuovi padroni, il rischio di conflitto d’interessi lievita inversamente alla passione. Il primo atto dei cinesi del Milan, consci di muoversi in un pianeta sconosciuto, è stato quello di individuare un manager esperto (Fassone), italiano, quindi nel suo ambiente naturale, che presto sceglierà un d.s. e magari delegherà a un d.g. (Albertini?) la gestione sportiva. Intanto è all’opera l’enciclopedico Galliani. Una spina dorsale di competenze. Questo avrebbero dovuto fare Thohir e Suning. O cacciare subito Mancini o dargli fiducia mettendogli accanto un Leonardo per disegnare, con Ausilio e Gardini, il nuovo progetto tecnico. Invece è sembrato sufficiente Michael Bolingbroke, ex Muppets Show, Cirque du Soleil e Manchester U. E tanti mercanti.
GAME OVER — A Mancini è rimasto il solo Ausilio, indebolito però da un contratto in scadenza e precettato da Thohir per volare da De Boer. Game over. De Boer è reduce dal suo 5 maggio con l’Ajax: campionato perso all’ultima giornata contro la penultima. Allena soltanto dal 2010 e lo ha fatto solo nel modesto campionato olandese. L’Inter saluta il tecnico che le ha reinsegnato a vincere svezzando il Triplete di Mou; l’unico italiano, con Ancelotti, a centrare scudetto e Premier. Questa Inter è da secondo posto, ma ha gettato via due anni di lavoro e riparte da capo, a pochi giorni dal via. Come si dice harakiri in cinese?
Di sicuro l'Inter spenderà un terzo all'anno di ingaggio per il nuovo tecnico... ^_^
Il cambio sulla panchina nerazzurra, con l'addio del Mancio e il conseguente arrivo di Frank de Boer, è l'ultimo capitolo di una storia incredibile. L'opinione di Luigi Garlando
08 agosto 2016 - Milano
ll paradosso ideale per sigillare la farsesca gestione dell’Inter sarebbe che Frank de Boer mercoledì mattina dirigesse il suo primo allenamento da mister nerazzurro a Jesi, città natale di Roberto Mancini. Bingo. Poi le abbiamo viste tutte. Sabato sera il d.s. Piero Ausilio, dopo aver ragionato col Mancio sui possibili acquisti, ha preso il volo per Londra con Bolingbroke per contattare il tecnico olandese. Mentre Mancini da giorni si scambiava bozze di un contratto triennale con gli avvocati di Suning, Erick Thohir, socio di minoranza in uscita, delegato alla gestione tecnica dalla nuova proprietà cinese, si affannava per preparare l’avvento di De Boer, suo pupillo da sempre.
LE PALLATE DEL TOTTENHAM — L’espressione agonistica di una società sventrata da queste spaccature è la squadra presa a pallate dal Tottenham, perché i giocatori, esausti per un tour di amichevoli sconsiderato, non muoiono in campo per un mister delegittimato. A due settimane dal campionato, questa è l’Inter. A frenare la trattativa di rinnovo sarebbe stata una clausola pretesa da Mancini, nero su bianco: partecipare alle scelte di mercato. A questo punto i cinesi, risentiti, avrebbero dato via libera a Thohir per il cambio di rotta verso De Boer.
le colpe di mancini — Intuiamo l’indignazione dei tifosi: «Pensi ad allenare, quel viziato!». Mancini ha le sue colpe. Ma quella clausola era un paletto legittimo per difendere la sua dignità professionale. Un allenatore deve avere la piena responsabilità tecnica della sua creatura, mercato compreso. I nuovi cinesi, sprovvisti di conoscenze calcistiche, si sono affidati invece a un gruppo di agenti asiatici, primo tra tutti il potente Kia Joorabchian che si scontrò con Mancini già ai tempi del City (Tevez). Dall’orbita Kia provengono quasi tutti i giocatori proposti a Mancini e pure De Boer.
il calcio dei mercanti — Il Mancio avrà anche un ego da padreterno, ma siamo sicuri che i mercanti debbano comandare nel tempio e costruire le squadre? Nel calcio dei fondi e dei nuovi padroni, il rischio di conflitto d’interessi lievita inversamente alla passione. Il primo atto dei cinesi del Milan, consci di muoversi in un pianeta sconosciuto, è stato quello di individuare un manager esperto (Fassone), italiano, quindi nel suo ambiente naturale, che presto sceglierà un d.s. e magari delegherà a un d.g. (Albertini?) la gestione sportiva. Intanto è all’opera l’enciclopedico Galliani. Una spina dorsale di competenze. Questo avrebbero dovuto fare Thohir e Suning. O cacciare subito Mancini o dargli fiducia mettendogli accanto un Leonardo per disegnare, con Ausilio e Gardini, il nuovo progetto tecnico. Invece è sembrato sufficiente Michael Bolingbroke, ex Muppets Show, Cirque du Soleil e Manchester U. E tanti mercanti.
GAME OVER — A Mancini è rimasto il solo Ausilio, indebolito però da un contratto in scadenza e precettato da Thohir per volare da De Boer. Game over. De Boer è reduce dal suo 5 maggio con l’Ajax: campionato perso all’ultima giornata contro la penultima. Allena soltanto dal 2010 e lo ha fatto solo nel modesto campionato olandese. L’Inter saluta il tecnico che le ha reinsegnato a vincere svezzando il Triplete di Mou; l’unico italiano, con Ancelotti, a centrare scudetto e Premier. Questa Inter è da secondo posto, ma ha gettato via due anni di lavoro e riparte da capo, a pochi giorni dal via. Come si dice harakiri in cinese?
Di sicuro l'Inter spenderà un terzo all'anno di ingaggio per il nuovo tecnico... ^_^
ma per quale oscuro motivo DeBoer è da sempre un pupillo di Thohir??