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Subject: [SERIE A]
L'obiettivo dello sportivo professionista DOVREBBE essere di vincere rispettando TUTTE le regole dello sport che sta praticando.
Le regole servono a far sì che tutti siano sullo stesso piano e vinca chi effettivamente è il migliore.
Dire che conta SOLO vincere, senza condizioni, non è sportivo. Fa passare il concetto che è lecito cercare di imbrogliare. Che è compito di altri, della "giustizia sportiva", impedirlo, e se non ci riesce peggio per gli sconfitti.
È su questo concetto che si scontra Zeman con i vari dirigenti juventini. Io sto con Zeman.
Le regole servono a far sì che tutti siano sullo stesso piano e vinca chi effettivamente è il migliore.
Dire che conta SOLO vincere, senza condizioni, non è sportivo. Fa passare il concetto che è lecito cercare di imbrogliare. Che è compito di altri, della "giustizia sportiva", impedirlo, e se non ci riesce peggio per gli sconfitti.
È su questo concetto che si scontra Zeman con i vari dirigenti juventini. Io sto con Zeman.
Quindi vuoi dirmi che l'obiettivo dello sportivo professionista è quello di divertirsi piuttosto che primeggiare?
voglio dire che l'obiettivo è quello che si da l'atleta o la società.
Sono convinto per esempio che nel calcio moltissime società sane lavorino per la valorizzazione del loro parco giocatori anche A DISCAPITO dei risultati sportivi.
Altre lavorano a valorizzare i giovani del territorio, ma sarebbe valido pure l'obiettivo di divertire per portare gente allo stadio e prendere sponsor e quindi soldi..
Gli atleti possono giocare per "vincere" (e quindi cercare il trasferimento allla juve!!! :P ) oppure cercare di migliorarsi (andare dall'allenatore di loro preferenza o in una società dove non fanno panca) o di prendere più soldi (quindi giocare in condizioni di acquisire visibilità) o per motivi sentimentali (miccoli al lecce) o per motivi familiari (rifiutano trasferrimenti per non muovere la famiglia) o per motivi religiosi (kakà che va a Madrid su consiglio dell'altissimo.. :P )
Insomma la vittoria è sicuramente un obiettivo degnissimo, ma non è l'unico possibile.
voglio dire che l'obiettivo è quello che si da l'atleta o la società.
Sono convinto per esempio che nel calcio moltissime società sane lavorino per la valorizzazione del loro parco giocatori anche A DISCAPITO dei risultati sportivi.
Altre lavorano a valorizzare i giovani del territorio, ma sarebbe valido pure l'obiettivo di divertire per portare gente allo stadio e prendere sponsor e quindi soldi..
Gli atleti possono giocare per "vincere" (e quindi cercare il trasferimento allla juve!!! :P ) oppure cercare di migliorarsi (andare dall'allenatore di loro preferenza o in una società dove non fanno panca) o di prendere più soldi (quindi giocare in condizioni di acquisire visibilità) o per motivi sentimentali (miccoli al lecce) o per motivi familiari (rifiutano trasferrimenti per non muovere la famiglia) o per motivi religiosi (kakà che va a Madrid su consiglio dell'altissimo.. :P )
Insomma la vittoria è sicuramente un obiettivo degnissimo, ma non è l'unico possibile.
Per uno juventino sarà anche il risultato, ciò non toglie che per altri può essere altro con PARI dignità.
ma basta con sta cavolata come se le altre squadre giocassero per perdere
ma basta con sta cavolata come se le altre squadre giocassero per perdere
newton. Davvero, leggi quello che ho scritto.
che poi juventino è il tifoso, non la squadra, quelli che fan la squadra e la società son dei professionisti, se gli cambi il colore della maglia cambiano pure le parole (opere e omissioni).
che poi juventino è il tifoso, non la squadra, quelli che fan la squadra e la società son dei professionisti, se gli cambi il colore della maglia cambiano pure le parole (opere e omissioni).
gli unici che non giocano più per vincere sono i vecchietti pupe. Entro i 30 anni miccoli non sarebbe mai andato in C, del piero in india e tutti gli altri in giro in campionati imbarazzanti.
infatti miccoli per "vincere" è passato dalla juve al benfica e dal benfica al palermo.
cmq davvero, polemica sterile, metto solo i puntini sulle "I":
l'obiettivo, nello sport come nella vita, è quello che ti dai. Non ce ne sono di "obbligatori".
cmq davvero, polemica sterile, metto solo i puntini sulle "I":
l'obiettivo, nello sport come nella vita, è quello che ti dai. Non ce ne sono di "obbligatori".
di obbligatorio non c'è niente
ma tutti si allenano per vincere, in tutti gli sport.
ma tutti si allenano per vincere, in tutti gli sport.
Nella mia umile carriera calcistica ho giocato in squadre di alta classifica e in squadre fatte per non retrocedere, nel secondo caso anche quando ci scontravamo con la prima il mio pensiero era di vincere la partita... poi non accadeva mai hihi, però in campo si andava per vincere (e non perchè lo diceva l'allenatore o la società, perchè quando vai sul terreno hai voglia di primeggiare).
E' uno sport agonistico, altrimenti vado a fare footing o scio (non agonistico hihi) :D
Poi sta frase sulla maglietta, ognuno ci può leggere quel che vuole, se devono mettere una postilla alla scritta devono fare l'etichetta grossa quanto la maglia :D
E' uno sport agonistico, altrimenti vado a fare footing o scio (non agonistico hihi) :D
Poi sta frase sulla maglietta, ognuno ci può leggere quel che vuole, se devono mettere una postilla alla scritta devono fare l'etichetta grossa quanto la maglia :D
Serie A, quante migliaia di euro per un punto? Montella nella top ten dei più cari
Pubblicato il: 10 Ott 2014 09:33 Autore: La Gazzetta dello Sport
Quante migliaia di euro ci vogliono per un punto? Se lo è chiesto La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, analizzando gli stipendi degli allenatori di Serie A nel trimestre giugno-settembre 2014 ed i punti conquistati in classifica nelle prime 6 giornate. Guida la classifica dei più cari Mazzarri, con 103.125 mila euro a punto, segue Benitez con 87.500 mila euro ogni punto. Montella? E' nono, con 38.889 mila euro a punto. Il più conveniente? Maurizio Sabrri, che coi sei punti conquistati dal suo Empoli prende "solo" 12.500 euro a punto.
Pubblicato il: 10 Ott 2014 09:33 Autore: La Gazzetta dello Sport
Quante migliaia di euro ci vogliono per un punto? Se lo è chiesto La Gazzetta dello Sport oggi in edicola, analizzando gli stipendi degli allenatori di Serie A nel trimestre giugno-settembre 2014 ed i punti conquistati in classifica nelle prime 6 giornate. Guida la classifica dei più cari Mazzarri, con 103.125 mila euro a punto, segue Benitez con 87.500 mila euro ogni punto. Montella? E' nono, con 38.889 mila euro a punto. Il più conveniente? Maurizio Sabrri, che coi sei punti conquistati dal suo Empoli prende "solo" 12.500 euro a punto.
Sono convinto per esempio che nel calcio moltissime società sane lavorino per la valorizzazione del loro parco giocatori anche A DISCAPITO dei risultati sportivi.
E la valorizzazione come la ottieni?!
Allenandoti la settimana per migliorare il risultato sportivo della domenica.
A DISCAPITO vuol dire che riesci a valorizzare il parco giocatori nonostante i risultati sportivi.
È proprio una fallacia logica.
I giocatori si valorizzano perché migliorano, e la misura del miglioramento te lo dà il risultato sportivo.
La misura è il risultato, non lo spettacolo. Benché sacchi supercazzoli il contrario.
Nello sport agonistico, il divertimento non conta. Credi sia divertente alzarsi all'alba per andare a fare le ripetute, o scendere in acqua per fare 10 km di allenamento, o farti i tuoi regolari 100 km di bici, o il sacco con i pesi sulle braccia, e via dicendo?
No. Non è divertente. Ma è giusto. Perché l'obiettivo è migliorarsi. E lo capisci dal risultato.
L'arrigo sacchi delle coppe campioni lo sa. L'arrigo sacchi opinionista pure, ma in tv tira la balla dell'estetica trascendentale del pallone, così da far felici i tifosi delle squadre che hanno vinto e pure quelli delle squadre che hanno perso.
(edited)
E la valorizzazione come la ottieni?!
Allenandoti la settimana per migliorare il risultato sportivo della domenica.
A DISCAPITO vuol dire che riesci a valorizzare il parco giocatori nonostante i risultati sportivi.
È proprio una fallacia logica.
I giocatori si valorizzano perché migliorano, e la misura del miglioramento te lo dà il risultato sportivo.
La misura è il risultato, non lo spettacolo. Benché sacchi supercazzoli il contrario.
Nello sport agonistico, il divertimento non conta. Credi sia divertente alzarsi all'alba per andare a fare le ripetute, o scendere in acqua per fare 10 km di allenamento, o farti i tuoi regolari 100 km di bici, o il sacco con i pesi sulle braccia, e via dicendo?
No. Non è divertente. Ma è giusto. Perché l'obiettivo è migliorarsi. E lo capisci dal risultato.
L'arrigo sacchi delle coppe campioni lo sa. L'arrigo sacchi opinionista pure, ma in tv tira la balla dell'estetica trascendentale del pallone, così da far felici i tifosi delle squadre che hanno vinto e pure quelli delle squadre che hanno perso.
(edited)
scusa, sono 20 squadre, la top ten fa metà delle squadre.
Montella nono vuol dire che è nella media, non che è uno dei più cari
Maledetti titolisti
Montella nono vuol dire che è nella media, non che è uno dei più cari
Maledetti titolisti
nessuno qui ha mai detto (nemmeno Zeman) che devono divertirsi i giocatori. Deve divertirsi il pubblico.
I giocatori devono dare il massimo per cercare di vincere.
Il punto è se c'è un limite (le regole, l'onore, il fair play, ...) o l'unica cosa che conta è vincere
I giocatori devono dare il massimo per cercare di vincere.
Il punto è se c'è un limite (le regole, l'onore, il fair play, ...) o l'unica cosa che conta è vincere
Il discorso di partenza, dalla dichiarazione di sacchi, era la dicotomia risultato/spettacolo.
Che è una cazzata.
Che debba divertirsi il pubblico, pure. Perché si tratta di sport, non di spettacolo.
Poi, sulla frase sul colletto della maglia della juve, sticazzi proprio.
Voglio dire che 'sto complesso della juve, in generale, andrebbe superato. Da juventini ed anti-juventini.
Per quanti sogni giovanili possa aver alimentato e/o infranto. Poi uno cresce e se ne fa una ragione.
È la squadra di proprietà della famiglia che comanda in Italia da un secolo, che ha utilizzato quella squadra per fare politica e ribadire la propria supremazia.
Se uno è appassionato di sport, il calcio, purtroppo, lo guarda con occhio disincantato. Almeno finché non ci sarà piena autonomia degli arbitri dalle leghe, e moviola in campo in maniera da ridurre la discrezionalità. In assenza di queste condizioni, il calcio non è poi così tanto diverso dal wrestling.
(edited)
Che è una cazzata.
Che debba divertirsi il pubblico, pure. Perché si tratta di sport, non di spettacolo.
Poi, sulla frase sul colletto della maglia della juve, sticazzi proprio.
Voglio dire che 'sto complesso della juve, in generale, andrebbe superato. Da juventini ed anti-juventini.
Per quanti sogni giovanili possa aver alimentato e/o infranto. Poi uno cresce e se ne fa una ragione.
È la squadra di proprietà della famiglia che comanda in Italia da un secolo, che ha utilizzato quella squadra per fare politica e ribadire la propria supremazia.
Se uno è appassionato di sport, il calcio, purtroppo, lo guarda con occhio disincantato. Almeno finché non ci sarà piena autonomia degli arbitri dalle leghe, e moviola in campo in maniera da ridurre la discrezionalità. In assenza di queste condizioni, il calcio non è poi così tanto diverso dal wrestling.
(edited)
Il punto è se c'è un limite (le regole, l'onore, il fair play, ...) o l'unica cosa che conta è vincere
Il punto è se la gente usa il cervello o scrive le cose per fare "propaganda", cercando di convincere chissà quale ragazzino (perché basta un minimo di maturità per arrivarci a capire cosa intenda l'autore) che quella frase voglia nascondere anche l'uso dell'imbroglio.
A volte in questo forum sembra di parlare con degli "scimmioni", non con delle persone.
Il punto è se la gente usa il cervello o scrive le cose per fare "propaganda", cercando di convincere chissà quale ragazzino (perché basta un minimo di maturità per arrivarci a capire cosa intenda l'autore) che quella frase voglia nascondere anche l'uso dell'imbroglio.
A volte in questo forum sembra di parlare con degli "scimmioni", non con delle persone.
La polemica su questo argomento è come al solito sterile ed illogica, ma costantemente portata avanti in questo forum solo per via di quella frase storica in cui il non tifoso juventino ci vede anche la giustificazione del mezzo illecito per arrivare alla vittoria....se ne è parlato 1000 volte....persino scopigno o settenano (ma non ricordo di preciso) postò quale fosse il vero senso di quella frase per chi milita nella società juventus inserendo tanti riferimenti storici che ben lo facevano comprendere, ma chi non vuole capire non capisce perché vuole necessariamente l'appiglio per la critica morale.
Vincere è l'unica cosa che conta significa prendere Vidal e spedirlo in panchina nella partita più importante dell'anno perché ha violato una regola di spogliatoio, mentre da qualche altra parte il presidente o chi per lui gli avrebbe dato una pacca sulla spalla dicendogli birbantello
Vincere è l'unica cosa che conta significa prendere Vidal e spedirlo in panchina nella partita più importante dell'anno perché ha violato una regola di spogliatoio, mentre da qualche altra parte il presidente o chi per lui gli avrebbe dato una pacca sulla spalla dicendogli birbantello
A volte in questo forum sembra di parlare con degli "scimmioni", non con delle persone.
Mi hai tolto le parole di bocca
Mi hai tolto le parole di bocca