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Subject: Qual'è la tua definizione di "VITA DECENTE" ?
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imann_the_noob [del] to
All
In un forum ho letto la parola "decent life" e googlando ho letto la domanda "What is your definition of a 'decent life' ?" su yahoo answer e mi ha catturato.
Qual'è la tua definizione di "VITA DECENTE" ?
Qual'è la tua definizione di "VITA DECENTE" ?
La parola "decente" reca in sé un elemento patologico. Indica un piano in cui ci si deve affannare per raggiungere quel livello di decenza, quale che ne sia la definizione soggettiva. Un piano in cui la soddisfazione deve venire dal difuori, e così come viene la soddisfazione può venire l'insoddisfazione, o la disperazione. Finché crederemo che l'esterno (o gli eventi esterni) abbia un tale potere su di noi, continuerà ad averne sempre di più, e nessun livello raggiunto potrà definirsi "di decenza" perché patiremo più per la mancanza di quello che c'è oltre, piuttosto che comprendere il valore di quello che abbiamo attorno e alle spalle.
Secondo me il piano va ribaltato: la mia soddisfazione, la mia felicità deve venire da me e non dall'esterno. Nella consapevolezza del valore di ciò che sono e di ciò di cui faccio parte. Allora il mio livello di decenza potrà essere qualsiasi livello, perché sarò io a dargli il significato e non l'esterno ad impormene uno.
Secondo me il piano va ribaltato: la mia soddisfazione, la mia felicità deve venire da me e non dall'esterno. Nella consapevolezza del valore di ciò che sono e di ciò di cui faccio parte. Allora il mio livello di decenza potrà essere qualsiasi livello, perché sarò io a dargli il significato e non l'esterno ad impormene uno.
Torquemada to
felix
Volevo scrivere qualcosa ma dopo averti letto ci ho ripensato.
Più passa il tempo e più diventi saggio, hai fatto una riflessione molto profonda.
Più passa il tempo e più diventi saggio, hai fatto una riflessione molto profonda.
io non avevo voglia di leggere felix, ho letto il tuo commento e mi è venuta la curiosità...e straquoto in tutto!!!
Quindi quale valore di te stesso dato da te stesso ritieni DECENTE?
quello che sono sono, e probabilmente ne è l'accettazione autentica il passaggio che rende la vita "decente" se proprio vogliamo usare sto brutto vocabolo.
l'accorgersi che essendo "solo" uomini e non essendo onnipotenti non è giusto darci le colpe di tutto quello che di sbagliato succede a causa nostra, contro di noi, per noi; e soprattutto, che anche per gli altri è così, che quindi dovremmo stare molto attenti a distribuire colpe in giro, catalogare, giudicare. Credo che la base dell'infelicità sia proprio questa difficoltà di isolare i sensi di colpa nostri e le responsabilità che troppo sbrigativamente affibbiamo agli altri (genitori, figli, mogli, mariti, amici), e metabolizzarli dando la giusta prospettiva alle cose. L'uomo si sente in colpa! Soprattutto; e questo per me è un atto di estrema superbia, oltre che fonte di infelicità; ci riteniamo forse onniscienti? Onnipotenti? In grado di prevedere, curare, sapere tutto, fare sempre la cosa giusta? E gli altri sono forse perfetti? No. E allora?
Ma non ce la facciamo, non siamo in grado di capire questo piccolo semplice passaggio. No, tuo padre non lo potevi salvare perché non potevi sapere quella cosa prima; e ancora no, se tuo figlio è malato, non è tua responsabilità, non potevi fare così e cosà per evitarlo. E non è colpa manco del tuo compagno/coniuge. No il tuo amico non è fatto di ferro e allora ha sbagliato.
La nostra vita sarà decente se facciamo pace con questa nostra superbia e riusciamo a far combaciare i nostri confini col mondo, con i confini del mondo con noi, come un pezzo del puzzle che ha il suo spazio e solo quello. Invece ci vediamo più piccoli, o più grandi, non vediamo i confini, non vediamo l'insieme e siamo dominati, oppure cerchiamo di dominare. Il difficile è capire veramente che non c'è bisogno di dominare nulla, e niente può dominarci se non siamo noi a permetterglielo; anche in condizioni di indigenza fisica, anche in catene, anche in punto di morte, saremmo liberi.
(edited)
l'accorgersi che essendo "solo" uomini e non essendo onnipotenti non è giusto darci le colpe di tutto quello che di sbagliato succede a causa nostra, contro di noi, per noi; e soprattutto, che anche per gli altri è così, che quindi dovremmo stare molto attenti a distribuire colpe in giro, catalogare, giudicare. Credo che la base dell'infelicità sia proprio questa difficoltà di isolare i sensi di colpa nostri e le responsabilità che troppo sbrigativamente affibbiamo agli altri (genitori, figli, mogli, mariti, amici), e metabolizzarli dando la giusta prospettiva alle cose. L'uomo si sente in colpa! Soprattutto; e questo per me è un atto di estrema superbia, oltre che fonte di infelicità; ci riteniamo forse onniscienti? Onnipotenti? In grado di prevedere, curare, sapere tutto, fare sempre la cosa giusta? E gli altri sono forse perfetti? No. E allora?
Ma non ce la facciamo, non siamo in grado di capire questo piccolo semplice passaggio. No, tuo padre non lo potevi salvare perché non potevi sapere quella cosa prima; e ancora no, se tuo figlio è malato, non è tua responsabilità, non potevi fare così e cosà per evitarlo. E non è colpa manco del tuo compagno/coniuge. No il tuo amico non è fatto di ferro e allora ha sbagliato.
La nostra vita sarà decente se facciamo pace con questa nostra superbia e riusciamo a far combaciare i nostri confini col mondo, con i confini del mondo con noi, come un pezzo del puzzle che ha il suo spazio e solo quello. Invece ci vediamo più piccoli, o più grandi, non vediamo i confini, non vediamo l'insieme e siamo dominati, oppure cerchiamo di dominare. Il difficile è capire veramente che non c'è bisogno di dominare nulla, e niente può dominarci se non siamo noi a permetterglielo; anche in condizioni di indigenza fisica, anche in catene, anche in punto di morte, saremmo liberi.
(edited)
Secondo me mio padre potevo salvarlo
Comunque una risposta alla domanda iniziale c'è, quindi: la mia vita sarà decente quando farò pace con le mie ambizioni, di qualsiasi natura siano. Perché scrivere un saggio sull'uomo se la risposta c'è?
Comunque una risposta alla domanda iniziale c'è, quindi: la mia vita sarà decente quando farò pace con le mie ambizioni, di qualsiasi natura siano. Perché scrivere un saggio sull'uomo se la risposta c'è?
Secondo me mio padre potevo salvarlo
diciamo meglio, non è che non si può, semplicemente se non si è riusciti non è una colpa, perché questo siamo, fallibili. anch'io magari potevo salvarlo, se mi fosse venuta in mente quella cosa li al momento giusto, magari, ma... non è successo.
quando farò pace con le mie ambizioni, di qualsiasi natura siano
che però non vuol dire abdicarvi, ma affrontarle con determinazione dandogli il giusto peso, senza che dal loro soddisfacimento dipenda tutto. Perché noi siamo comunque a prescindere.
In poche parole: la cosa più difficile del mondo.
(edited)
diciamo meglio, non è che non si può, semplicemente se non si è riusciti non è una colpa, perché questo siamo, fallibili. anch'io magari potevo salvarlo, se mi fosse venuta in mente quella cosa li al momento giusto, magari, ma... non è successo.
quando farò pace con le mie ambizioni, di qualsiasi natura siano
che però non vuol dire abdicarvi, ma affrontarle con determinazione dandogli il giusto peso, senza che dal loro soddisfacimento dipenda tutto. Perché noi siamo comunque a prescindere.
In poche parole: la cosa più difficile del mondo.
(edited)
Nemos [del] to
felix
la mia vita la considero soddisfacente, senza usare il termine decente... certo, se la mia ex moglie non mi desse il tormento, se i miei figli non mi dessero qualche grattacapo in meno, se potessi liberamente scegliere di cambiare lavoro domani...
acqua, cibo, sicurezza, sanità, informazione ed energia.
gratuiti.
gratuiti.
Una volta una persona disse ad una ragazza "Se uno per strada passa e ti urla puttana, a volte reagirai incazzandoti e a volte reagirai sorridendo perchè sai che quello è un coglione che non ha di meglio da fare".
Nella mia vita sono pieni di stress, casini/problemi e senso di inadeguatezza. Ma realmente esistono o sono qualcosa che mi sto creando io?
Io credo che nel 99% me li sto creando io così cerco di dirmi "Ok, cosa voglio fare? Dove voglio dirigere la mia vita?" e mi muovo in quella direzione e vado avanti.
Se è vero che dopo l'inverno c'è sempre la primavera, come può una difficoltà esserlo per sempre?
Se la vita è infinita o va avanti dal almeno 2000 anni, come può essere il mio problema attuale "bloccante"?
Boh..
Nella mia vita sono pieni di stress, casini/problemi e senso di inadeguatezza. Ma realmente esistono o sono qualcosa che mi sto creando io?
Io credo che nel 99% me li sto creando io così cerco di dirmi "Ok, cosa voglio fare? Dove voglio dirigere la mia vita?" e mi muovo in quella direzione e vado avanti.
Se è vero che dopo l'inverno c'è sempre la primavera, come può una difficoltà esserlo per sempre?
Se la vita è infinita o va avanti dal almeno 2000 anni, come può essere il mio problema attuale "bloccante"?
Boh..
La vita va avanti e certe specie si sono estinte
Leva l'apostrofo in qual è.
Contribuirai a rendere più decente la vita in sokker.
Contribuirai a rendere più decente la vita in sokker.
lol quante bacchettate da piccolo.... ma alla fine me lo ricordo ancora!!!
non essendo onnipotenti non è giusto darci le colpe di tutto quello che di sbagliato succede a causa nostra, contro di noi, per noi
anche perchè chi meglio di se' stessi riesce a giustificare il proprio operato ? :-)
anche perchè chi meglio di se' stessi riesce a giustificare il proprio operato ? :-)
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