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Subject: E-democracy

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2013-10-15 19:26:28
Nemos [del] to All
cosa ne pensate? E cosa pensate di siti tipo

http://www.airesis.it/edemocracy
http://www.avaaz.org/it/index.php
http://agora20.altervista.org/index.html

e simili

a me piacerebbe ci fosse un sito governativo di E-Democracy, non legato a nessun partito o movimento ma aperto a tutti i cittadini dove chiunque possa portare e votare proposte come canale privilegiato per le decisioni del parlamento
(edited)
2013-10-17 12:51:34
cerco di darti un sunto dei miei pensieri, che se dovessi esporli x intero ci farei un trattato di sociologia-politica-economia.

credo (e soprattutto spero) che ci stiamo avvicinando a un punto di svolta della storia, qualcosa paragonabile alla rivoluzione francese.
la tecnologia ormai è matura x il completo raggiungimento dell'ideale democratico, quello di concezione greca: la partecipazione di tutti i cittadini al governo della cosa pubblica, senza deleghe a parlamentari, senati e cazzi vari. non ci vuole poi molta fantasia x pensare di applicarlo persino su scala mondiale ad un ipotetico governo unico.

vedo 2 tipi di ostacoli ancora presenti:
il primo è di tipo economico/culturale: la maggior parte della popolazione è ancora esclusa dal libero accesso ai mezzi tecnologici necessari x la democrazia diretta. questo vale sia nei paesi poveri, sia per ampie fette di popolazione nei paesi ricchi. inoltre la formazione (o non formazione) scolastica o extrascolastica da pochi strumenti x formarsi una coscenza critica, avere gli strumenti adatti x analizzare coi propri occhi la realtà invece di farsela servire dai mezzi di disinformazione e propaganda. basta vedere il successo elettorale sempre maggiore di partiti e movimenti populisti e verticisti in italia e all'estero x capire che dal punto di vista culturale la massa sta andando proprio nella direzione opposta
il secondo problema invece è di tipo economico/politico: l'attuale democrazia rappresentativa (È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora -cit. Churcill) è in evidente difficltà. all'atto pratico in buona parte dei paesi che si dichiarano democratici (usa e italia incluse) si tengono delle elezioni-farsa per eleggere delle marionette che ratificano e fanno ingoiare ai popoli ciò che viene deciso altrove in ambiente totalmente non rappresentativi e antidemocratici. se a ciò ci aggiungiamo derive populiste, ascesa economica di paesi non democratici (tipo la cina), democrazie di facciata (tipoo l'iran) rivoluzioni democratiche incompiute (le primavere arabe) il quadro x la democrazia rappresentativa è proprio buio.

lo scontro è in atto anche se per ora non è combattutto con le armi, ma è combattutto soprattutto a livello economico, con riduzione di diritti, di salari, disoccupazione elevata ecc.
al momento in occidente stiamo assistendo apssivi al riflusso reazionario, alla perdita di diritti e all'impoverimento. io spero che il trend si interrompa presto x arrivare a forme democratiche più mature ma non credo che ciò avverrà pacificamente.
vedremo altre teste rotolare come quella di maria antonietta! altri potenti fucilati come i romanov!
2013-10-18 18:55:31
mmmh, mi aspettavo qualche intervento in più su questa tema

comunque, Bonwilly, grazie per il contributo. Penso che però da qualche parte bisognerà cominciare. Per il primo punto, nei comuni e nei luoghi pubblici (biblioteche e simili) ci sono o si possono installare postazioni dedicate anche a chi non dispone di attrezzature a casa. La formazione (per le postazioni) si potrà fare in loco. La formazione sulla coscienza critica si dovrebbe (!) fare nelle scuole (come in famiglia). Ma il livello di informazione è sicuramente superiore a quello di qualche anno fa e sicuramente inferiore a quello che ci sarà fra qualche anno. Per ora mi limito comunque a pensare all'Italia, non ad altri stati.
Riguardo al secondo punto, finché l'alfabetizzazione informatica e la formazione (della coscienza critica) non saranno a un livello (molto) più elevato, lo vedo anch'io come un bell'ostacolo. Forse il più ostico dei due che hai esposto.
2013-10-19 14:53:27
anch'io mi aspettavo qualche intervento... almeno i soliti del 3d politica, tipo elpupe o sucm.
ho una perplessità riguardo a quel che dici

Ma il livello di informazione è sicuramente superiore a quello di qualche anno fa e sicuramente inferiore a quello che ci sarà fra qualche anno. Per ora mi limito comunque a pensare all'Italia, non ad altri stati.

cosaintenid per "livello di informazione"?
se ti riferisci alla quantità di notizie diffuse e alla loro rapidità di diffusione concordo.
purtroppo quel che si è guadagnato in quantità si è perso in qualità. sorvoliamo sugli errori di scrittura (grammatica ortografia). ma che dire davanti a notizie false e soprattutto notizie distorte o maltradotte da altre lingue? per non parlare poi delle tantissime notizie tenute nascoste perchè in controtendenza con la "realtà" che si vuol creare
2013-10-19 15:40:41
intendo proprio quantità, e concordo quando dici che si è perso in qualità... ma anche prima che c'erano pochi o pochissimi canali di informazione la qualità o la veridicità non è che la facessero proprio da padrone... con la differenza che prima c'era solo quella notizia perché la dava quell'unico canale di informazione (con unico intendo più che altro una rete di fonti di informazioni chiusa e controllata da pochi) e se quella notizia era falsa lo era per tutti, mentre ora in rete o in altri modi si può trovare anche il suo contrario. Un po' quel che è successo con la nascita delle prime radio libere che però non ha avuto lo stesso impatto, anche se fu notevole. E prima, se la notizia era tenuta nascosta, non se ne sapeva nulla... ora una wikileaks del caso viene fuori. E qui si trova il secondo ostacolo: la formazione della coscienza critica che servirebbe appunto a interrogarsi sulla qualità e veridicità della miriade di informazioni a cui oggi si può attingere.
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