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Subject: 2014: Italia o Estero?

2013-12-20 14:13:46
Nel lungo periodo siamo tutti morti
(John Maynard Keynes)


:D


2013-12-20 14:14:59
io mi trasferirei volentieri a barcellona effettivamente.
sono stato in molti posti in tutto il mondo per fortuna, ma barcellona mi è sembrata casa mia appena dopo aver messo piede in aereoporto. una sensazione immediata confermata poi nei giorni successivi e nelle tre volte che ci sono stato.
2013-12-20 14:15:17
non è per deprimerti al 20 di dicembre, però io ho un amico di 50 anni che è entrato in ruolo quest'anno dopo quasi 20 di precariato. E oggi a me sembra che le cose vadano ben peggio di 20 anni fa.

detto questo io dico italia, perché penso che la vita è fatta di tante cose, tra le quali il lavoro è solo una e per il sottoscritto manco la più importante. Faccio comandare altro nella mia vita, in principal luogo il desiderio di portare me stesso (poco o tanto che sia) alle comunità che frequento. E pazienza se compro una play station di meno o al sabato sera non vado al ristorante. O anche se vado in giro con la focus scassata di 10 anni che mi ha regalato il mio compianto padre. Ovviamente io parlo perché ho 45 anni e forse, non ho più smalto per pensare ad un futuro diverso. Per chi deve costruirsi mi rendo conto che è diverso.
Andando nella sostanza ci sono cose alle quali non rinuncerei volentieri: il mare di casa mia l'estate; i tramonti d'autunno e le persone con cui sto avendo la fortuna di vivere; la cucina, e tante altre cose che sarebbe lungo (per fortuna) elencare.


Dalle tue ultime righe però sembra che tu abbia tutto da perdere allontanandoti dalla tua terra e in questi termini sono daccordissimo con la tua scelta.
Se però prendo in esame quello che sta accadendo a me o mio fratello e le prospettive future la scelta è già più difficile. Anche la gente stessa sta cambiando e diminuisce quella con cui puoi condividere qualcosa.
Io sono legatissimo all'Italia, fondamentalmente senza un perché, semplicemente la sento la mia terra.
Però sto cominciando a cedere perché non è facile a nessuna età vivere con 6-700 € al mese quando arrivano, ridursi al volantinaggio perché sono gli unici soldi sicuri, accettare lavori della durata di una settimana da agenzie che ti trattano peggio di una merda.
A tutto c'è un limite e a un certo punto è anche giusto chiedersi se c'è anche un valore più importante del sentirsi italiani, che in fondo è un qualcosa che mi accompagnerebbe anche oltre il confine...
(edited)
2013-12-20 14:32:20
È chiaro che la speranza sia che si maturi una volta per tutte dal punto di vista sociale e politico, che si presentino sulla scena delle figure di riferimento che scevre delle demagogie di cui si nutre la scena politica attuale si adoperino per il bene comune.
Molto machiavellico come ragionamento, me ne rendo conto, ma confido che le oenalizzate generazioni di adesso, che saranno i decisori di domani, conservino nella memoria gli errori del presente e pongano in essere le condizioni per risolverli.
Si parla chiaramente di lungo e lunghissimo termine, nel frattempo si stringono i denti :)


il fatto è che (senza andare in "Politica") questo sistema nutre se stesso.
La quantità di "scelta" che è data agli individui è sempre più piccola.
partendo dall'esempio del dipendente di una grande società che si accorge di alcuni processi inefficenti, ma che non può neppure denunciare la cosa ai superiori perchè "pesterebbe i piedi sbagliati" in azienda e finirebbe per pagarla cara
oppure dal professionista (avvocato, commercialista, geometra etc) che vive grazie all'inefficenza della PA.
oppure il piccolo imprenditore che riesce a stare sul mercato solo a costo di "rinunce" sulla legalità di ogni genere (tasse, sicurezza, rispetto dei lavoratori, corruzione PA)

tutte queste persone hanno la possibilità di fare una scelta di rottura, ma il prezzo che sono chiamate a pagare è troppo salato, finiscono (FINIAMO) per essere tutti noi agenti di questo sistema che si autoconserva.

Non per nulla si è imposta, questa situazione con i suoi meccanismi, questo non ci deve mai passare dalla mente. Se una cosa continua a succedere significa probabilmente che è la risultante di scelte individuali che gli individui continuanao a fare. Scelte che quindi considerano razionali, convenienti, corrette (anche se magari non giuste).


Il cambiamento è quindi un processo che deve trovare la scintilla in un cambio di condizione che renda queste scelte non più così razionali, convenienti o corrette..
Come fare?
Agire sulle coscienze è davvero sufficiente?

a mio parere no. ci vuole la POLITICA. Ci vogliono regole nuove che rovescino i rapporti di convenienza.

Detto ciò, è tutto questo (razionalmente e onestamente) qualcosa che ci possiamo attendere che accada?
E' qualcosa per il quale io (noi) si può fare qualcosa di concreto.

Ecco, francamente io ho dei dubbi.
2013-12-20 14:33:38
idem
2013-12-20 16:27:19
visto che quasi tutti andrete all'estero io resto in italia,più gnocca per me e magari anche per quel poco di lavoro avrò meno concorrenza
2013-12-20 21:03:21
Un mio amico se ne va in inghilterra a fare ricerca nell'università probabilmente più conosciuta al mondo.
Dice che in italia non valeva neanche la pena provare a presentarsi al concorso, perché pure l'università di vattelappesca sarebbe stata casualmente piena zeppa di candidati geni della scienza che lo avrebbero sicuramente scavalcato.

Li facciamo studiare, poi quando possono iniziare a contribuire al bene della società italia, li cacciamo a calci in culo.
Un po' come se il barcellona si fosse cresciuto messi, poi invece di dargli una maglia, lo invita ad andare al real.
2013-12-20 21:54:23
Oxford?
2013-12-20 22:51:52
Italia perchè...

...perchè dovrei approfondire l'inglese ma non ne ho voglia ne tempo, poi mi accontento di poco.
2013-12-20 23:55:13
Comunque in alcune affermazioni si confonde il viaggio con la scelta di andare a vivere fuori, due cose totalmente differenti.
Fare la scelta di vita di andare a vivere all'estero e una scelta che ho sempre ammirato per il coraggio che questa scelta presuppone, che io certamente non ho ne ho mai avuto anche quando avevo 20 anni, figurarsi ora che sono prossimo ai 40
Perché andare a vivere all'estero (non il viaggio, o lo starci qualche mese o anche un anno) non che sia tutto sti brillanti e lustrini che si pensa.
A parte che in sto periodo la crisi morde quasi ovunque, ma pur considerando la migliore delle ipotesi, di riuscire a trovare un lavoro ben retribuito e che al contempo ti soddisfi dal punto di vista qualitativo, io non sono mai riuscito a pensare di poter fare a meno di quel supporto sia materiale che psicologico che ti può dare un familiare o un amico vero (la penso come felix...un amico che ha condiviso la tua giovinezza, le tue prime esperienze di vita, non avrà mai quelle qualità che può avere un amico postumo che ti fai al lavoro o perché tuo figlio va a scuola col suo)...e vi assicuro che, almeno per quella che è la mia esperienza di vita e le mie esigenze, questi tipi di supporto hanno un peso nettamente maggiore rispetto ad un lavoro ben retribuito, e questa sbilanciamento noto che aumenta sempre più con l'aumentare dell'età...tuo padre che va prendere i tuoi figli a scuola quando non puoi, il tuo migliore amico che ti abbraccia per la perdita di un tuo caro, portare il tuo nipotino alle giostre e compragli il gelato...esempi stupidi, e ce ne sarebbero 1000 altri, che mai mi permetterebbero di fare i bagagli e lasciare tutto
2013-12-21 10:02:56
Aveva vinto anche lì.
Poi ha scelto la "rivale".
2013-12-21 10:51:30
Ah, un mio amico che veniva in corso con me sta facendo un master of phil in finance lí


cmq Peppo secondo me hai toccato la corda giusta che è il coraggio, ce ne vuole sicuramente tanto
2013-12-21 11:09:29
Per il master in teoria c'è meno selezione. Se puoi pagarti la retta, in teoria ci entra pure il principe sciocco del regno di stockaiser.

Per fare il PhD con borsa/grant che ti finanzi per 3/4 anni devi scannarti con cinesi, giapponesi, koreani, indiani, pakistani, europei ed americani che quando va bene si imbottiscono di stimolanti per studiare pure la notte.
Devi avere un progetto di ricerca che li soddisfi e che possa far intuire al dipartimento che gli "convieni" e che avranno un ritorno.
Insomma, non è che all'estero ti stendano il tappetino rosso.

Edit:
Precedentemente:

Insomma, non è che all'estero ti stendino il tappetino rosso.

Due giorni in ginocchio sui ceci.
Chiedo perdono all'umanità.
gianni connuto, mi hai anticipato.

(edited)
2013-12-21 11:30:49
no no, pure il master a Cambridge è a numero chiuso, penso sia l'unico italiano tra indiani e cinesi, ma è cmq difficilissimo entrarci, anche perchè è un master of philosophy e non un master of science

stendino non è da te :D
2013-12-22 22:16:51
gianni pancaro, vuoi un meraviglioso consiglio?

se devi stare fuori 6 mesi, devi farlo incoscientemente a 22 anni, perchè poi, dopo, tua nonna avrà 90anni, i tuoi saranno più vecchi, tua cugina andrà a scuola... e tu ti risveglierai incatenato in una vita che ormai ti schiaccia sotto miriadi di doveri verso tante persone e non sarai più libero, come ora, nelle scelte...

...ti piace viaggiare, Olanda,Spagna, non é viaggiare nel 2014... viaggiare é stare fuori mesi, da solo, senza soldi, nè amici, scoprendo la vita in posti lontani, non mangiando roba che sei già abituato a mangiare in ristoranti etnici di Milano...


non sentirti giudicato e non vorrei offenderti, vorrei solo che tu riflettessi bene, crescendo le prospettive cambiano. :-)
2013-12-23 08:43:46
sono d'accordo.