Azərbaycan dili Bahasa Indonesia Bosanski Català Čeština Dansk Deutsch Eesti English Español Français Galego Hrvatski Italiano Latviešu Lietuvių Magyar Malti Mакедонски Nederlands Norsk Polski Português Português BR Românã Slovenčina Srpski Suomi Svenska Tiếng Việt Türkçe Ελληνικά Български Русский Українська Հայերեն ქართული ენა 中文
Subpage under development, new version coming soon!

Subject: inquietante le cose in italia..

  • 1
2014-01-07 12:18:41
http://www.corriere.it/cronache/14_gennaio_07/parlamentari-boss-prelati-nell-archivio-segreto-fiscalista-a567a07e-7763-11e3-823d-1c8d3dcfa3d8.shtml

vorrei far notare che, di fronte ad una notizia di tal portata, la repubblica (giornale) tace.

comunque credo che sia una delle notizie più allucinanti degli ultimi 20 - 30 anni
2014-01-07 17:18:12
:O

son quelle cose per le quali si fnano film hollywoodiani e verrebbero giù stati che si sorreggono sulla democrazia, ma queste stesse persone sono le colonne dell'Italia...
2014-01-07 17:23:16
Parlamentari, boss e prelati nell’archivio segreto del fiscalista
L’elenco scoperto in un file di Paolo Oliverio, arrestato con l’accusa di aver riciclato soldi della ‘ndrangheta

L’ex senatore Sergio de Gregorio
ROMA - Il suo archivio svela i rapporti riservati con alti prelati, funzionari dell’ intelligence , militari della Guardia di Finanza, imprenditori e politici. Perché Paolo Oliverio, arrestato agli inizi di novembre con l’accusa di aver pilotato nomine e affari dell’ordine religioso dei Camilliani, era in realtà il commercialista di fiducia di esponenti delle istituzioni e uomini d’affari. Ma anche - dice l’accusa - il «riciclatore» dei soldi della ‘ndrangheta e di alcuni esponenti della criminalità romana. Custode di numerosi segreti, come dimostrano le migliaia di file trovati nei suoi computer e nelle chiavette Usb sequestrate al momento dell’arresto. E adesso sono in molti a temere quello che ne verrà fuori. Anche perché il giudice delle indagini preliminari gli ha negato la scarcerazione proprio in attesa «dell’esito delle verifiche su questi legami» affidate dal pubblico ministero Giuseppe Cascini agli investigatori delle Fiamme Gialle guidati dal colonnello Cosimo De Gesù. Del resto lui stesso, ostentando spavalderia al momento della cattura, lo aveva anticipato ai militari che portavano via le apparecchiature informatiche: «Se li aprite viene giù l’Italia».

I potenti dell’archivio segreto del fiscalista
Da Squatriti a Finmeccanica Ci sono nomi noti come quelli di Paolo Berlusconi e Claudio Lotito nella lista delle frequentazioni del commercialista, ma anche quello di Marco Squatriti l’avvocato di affari ex marito di Afef Jnifen, coinvolto in numerosi scandali finanziari e tuttora latitante per una bancarotta da oltre 90 milioni di euro. Con loro Oliverio avrebbe tentato alcune operazioni finanziarie e in alcuni casi sarebbe riuscito a piazzare anche alcuni «colpi» da milioni di euro. È lo stesso meccanismo utilizzato nei rapporti con Lorenzo Borgogni, ex manager di primo livello di Finmeccanica con il quale condivideva alcune quote societarie e sarebbe riuscito ad orientare appalti gestiti da imprese del Gruppo. Tutto passava da decine di aziende, nella maggior parte dei casi intestate a prestanome, che il professionista avrebbe utilizzato per «ripulire» fondi di provenienza illecita.

Boss e Politici
I magistrati lo accusano di aver determinato un «forte condizionamento della Pubblica amministrazione attraverso ricatti, attività di dossieraggio e finanziamento illecito della politica, grazie alla partecipazione nelle attività criminali dell’organizzazione di esponenti della ‘ndrangheta calabrese della banda della Magliana e di personaggi facenti parte di logge massoniche coperte oltre ad autorevoli prelati». Il riferimento è ai contatti con il faccendiere Flavio Carboni e con il boss Ernesto Diotallevi che avrebbe concluso con il commercialista affari immobiliari da centinaia di migliaia di euro. Ma dagli atti processuali emergono pure i suoi legami con il parlamentare del Nuovo centrodestra Alessandro Pagano e con l’ex senatore pdl Sergio De Gregorio, sotto processo a Napoli per la compravendita dei parlamentari insieme a Silvio Berlusconi. Uomo di collegamento fra i due era Giuseppe Joppolo che curava i rapporti di De Gregorio con forze dell’ordine e forze armate e proprio per questo sarebbe entrato in contatto con Oliverio.

Generali e 007
Capitolo certamente da esplorare riguarda le frequentazioni di Oliverio con esponenti dei servizi segreti, non escludendo la possibilità che il professionista possa essere stato «fonte» degli 007 in alcune occasioni. Anche perché, come svela proprio il gip motivando la scelta di lasciarlo in cella, «l’indagato disponeva di un sistema software per le intercettazioni illegali». Nel suo computer sono stati trovati numerosi «report» su personalità e affari. Sono resoconti su incontri avuti con personalità e sulla gestione di affari: quanto basta per alimentare l’ipotesi che in alcuni casi Oliverio si sia prestato a svolgere il ruolo di informatore.
L’inchiesta sui Camilliani che fece finire in carcere il superiore generale Renato Salvatore aveva svelato i suoi rapporti con sottufficiali della Finanza. I documenti custoditi nell’archivio svelerebbero però che di ben altro calibro erano i suoi referenti nelle Fiamme Gialle tanto da poter orientare verifiche fiscali su imprenditori e grandi società. Ma anche poter influire sull’attività di ispettori di Equitalia.

I legami in Vaticano
Dai Camilliani il professionista aveva ottenuto una procura speciale per la gestione degli appalti in Campania, Calabria e Sicilia. Si occupava delle commesse e sarebbe riuscito a trasferire fondi all’estero, in particolare in Romania, attraverso un meccanismo che - accusa il Gico della Guardia di Finanza - prevedeva «l’effettuazione di bonifici giustificati da una causale fittizia, compatibile con il mondo camilliano, in modo che il beneficiario, ottenuta la disponibilità in conto, poteva prelevare il contante accreditato all’estero e ottenere in Italia la consegna contante di pari importo attraverso una sorta di compensazione».
Appunti e documenti contenuti nei suoi computer rivelano che non erano soltanto i vertici dell’ordine religioso i suoi referenti in Vaticano. Le informative allegate all’ordinanza rivelano che avrebbe «risolto» un caso di violenza sessuale che vedeva coinvolto un religioso convincendo la vittima a non presentare denuncia. I documenti acquisiti in seguito proverebbero che pure altre questioni delicate - economiche e personali - sarebbe riuscito a governare così favorendo alcuni alti prelati che avrebbero poi ricambiato questa disponibilità.
2014-01-07 17:37:58
Tra i vari aspetti che rendono queste notizie inquietanti mi soffermerei su una notizia che secondo me non è fondata ossia che i servizi andassero da questo a trarre informazioni, secondo me questi report su glieli fornivano a lui in cambio di denari/favori.

Per avere certe informazioni devi avere una talpa.

Di certo se questo Oliviero parla molti non dormiranno + la notte.

.. e magari tra 10 anni verrano condannati a qualche mse di carcere.
2014-01-07 19:18:28
Nel frattempo la notizia dacché era in primissima pagina l'hanno retrocessa in fondo in fondo...
2014-01-07 22:14:28
La notizia è vecchia di più di due mesi, purtroppo è anche da allora che, insieme al colpevole Oliviero, c'è gente in carcerazione preventiva senza aver fatto alcunché e senza venire ancora interrogata, è questa la vera cosa in quietante :-(
Purtroppo, a tutt'oggi, il 40 % delle persone in carcere (e sono un'enormità) è lì in attesa di giudizio, ed almeno il 50% di loro è innocente, questa è una cosa intollerabile in una società civile...
2014-01-08 07:44:13
no, guarda che la notizia vecchia di 2 mesi è quella sui camilliani.
il resto sono cose che stanno venendo a galla adesso.
ben venga la carcerazione preventiva, stiamo parlando di un fatto che, se confermato, ha una portata inimmaginabile.
2014-01-08 08:37:05
Infatti mi riferivo al Padre Generale dei Camilliani, la cui unica colpa è di essere stato troppo ingenuo e di essersi fidato di questo faccendiere, presentatogli come persona affidabilissima, che si definiva come facente parte del corpo della Guardia di Finanza (spesso girava in divisa e applicava la sirena alla macchina), che ha cominciato con piccole collaborazioni, tutte a buon fine, per poi, dopo essersi conquistato piena fiducia e avuti poteri maggiori, far sparire i soldi dalle casse. Padre Renato (e l'Ordine dei Camilliani) è vittima di truffa, ma è in carcere (usque tandem?) come il truffatore e trattato come il suddetto.
Qualche annetto fa, sparì dalle casse dei Frati del Convento di San Giovanni Rotondo una bella somma, affidata ingenuamente ad un "generoso" promotore che aveva promesso interessi faraonici e che si volatilizzò col malloppo. Non si pensò certo di mettere in carcere qualche Frate per eccesso di fiducia.
  • 1