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Subject: Kiev
dovrei postarlo in bestialità giornalistiche ma...
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2570335/Former-British-Ambassador-Moscow-warns-Russia-invaded-Ukraine-difficult-avoid-going-war.html
solo un'epidemia di follia potrebbe spingere l'occidente a una guerra contro la Russia a causa della Crimea: penso possiamo stare tranquilli :)
http://www.dailymail.co.uk/news/article-2570335/Former-British-Ambassador-Moscow-warns-Russia-invaded-Ukraine-difficult-avoid-going-war.html
solo un'epidemia di follia potrebbe spingere l'occidente a una guerra contro la Russia a causa della Crimea: penso possiamo stare tranquilli :)
Vabbè ma gli inglesi stanno ancora incazzati con la Crimea per balaklava....
Il film comunque era carino...
Il film comunque era carino...
1) "Abbiamo buone relazioni con l'Ucraina" ha dichiarato un portavoce di Gazprom, Sergueï Kouprianov, all'agenzia Ria Novosti, "ma il gas va pagato. Al momento gli arretrati ammontano a 1,549 miliardi di dollari".
2) Secondo un alto responsabile americano, il presidente Obama potrebbe rinunciare a partecipare al vertice del G8 di Sochi, in Russia, se le forze armate russe fossero presenti in ucraina. La fonte, che si è espressa sotto copertura di anonimato, ha spiegato che il viaggio di Obama nella località sul Mar Nero a giugno potrebbe essere annullato.
Chi ha in mano le "carte" migliori?
2) Secondo un alto responsabile americano, il presidente Obama potrebbe rinunciare a partecipare al vertice del G8 di Sochi, in Russia, se le forze armate russe fossero presenti in ucraina. La fonte, che si è espressa sotto copertura di anonimato, ha spiegato che il viaggio di Obama nella località sul Mar Nero a giugno potrebbe essere annullato.
Chi ha in mano le "carte" migliori?
indubbiamente la russia: vicinanza geografica, ricatto energetico, maggiori relazioni industriali. infatti va tenuto conto che l'industria è più sviluppata nella parte est del paese, quella filorussa.
confindustria ucraina (se esiste qualcosa del genere) ha appoggiato janukovic all'epoca dell'elezione e penso stia ancora dalla parte russa
confindustria ucraina (se esiste qualcosa del genere) ha appoggiato janukovic all'epoca dell'elezione e penso stia ancora dalla parte russa
Per come la vedo io, Putin sta ottenendo una grande vittoria in Ucraina.
L'Ucraina da quando ha acquisito l'indipendenza dall'URSS e' sempre stata governata da anti-russi, Yanukovic a parte. Se adesso si divide in 2 (con la parte piu' povera, piena di fascisti e badanti, che diventa indipendente e protettorato Euro-Merkel e la parte piu' ricca che diventa una repubblica della federazione russa), i russi ottengono il massimo.
Noi europei invece subiremo per l'ennesima volta le politiche imperialiste della Germania, che ha sempre necessita' di allargare il suo spazio vitale...
L'Ucraina da quando ha acquisito l'indipendenza dall'URSS e' sempre stata governata da anti-russi, Yanukovic a parte. Se adesso si divide in 2 (con la parte piu' povera, piena di fascisti e badanti, che diventa indipendente e protettorato Euro-Merkel e la parte piu' ricca che diventa una repubblica della federazione russa), i russi ottengono il massimo.
Noi europei invece subiremo per l'ennesima volta le politiche imperialiste della Germania, che ha sempre necessita' di allargare il suo spazio vitale...
Il problema è che la russia non può finire in cecenia atto secondo...
Il rischio è quello
Il rischio è quello
Forse e' proprio questo questo che mirano ad evitare...
Incappucciati armati di spranghe, molotov e armi da fuoco, che indossano simboli di triste memoria e inneggiano a Stepan Bandera, avranno la loro Moldovia 2 in cui fare quello che vogliono.
La Crimea e l'Ucraina sud-est, torneranno a far parte della Russia.
Al momento, non vedo come questo possa non accadere. Poi e' anche vero che la situazione e' sempre in evoluzione...
Incappucciati armati di spranghe, molotov e armi da fuoco, che indossano simboli di triste memoria e inneggiano a Stepan Bandera, avranno la loro Moldovia 2 in cui fare quello che vogliono.
La Crimea e l'Ucraina sud-est, torneranno a far parte della Russia.
Al momento, non vedo come questo possa non accadere. Poi e' anche vero che la situazione e' sempre in evoluzione...
quella degli Italiani di Crimea la sapete invece?
http://it.wikipedia.org/wiki/Italiani_di_Crimea
"La presenza di popolazioni italiane in Ucraina e Crimea ha una lunga storia che rimonta ai tempi della Repubblica di Genova e di Venezia.
Il primo flusso migratorio italiano giunse a Kerč all'inizio dell'Ottocento. Nel 1820 in città abitavano circa 30 famiglie italiane provenienti di varie regioni. Nel porto di Kerč vennero regolarmente le navi italiani, funzionarono i consolati. Uno dei viceconsoli, Antonio Felice Garibaldi, fu lo zio di Giuseppe Garibaldi. Cominciando dal 1870 giunsero in Crimea, nel territorio di Kerč, emigranti italiani provenienti soprattutto dalle località pugliesi di Trani, Bisceglie e Molfetta, allettati dalla promessa di buoni guadagni e dal miraggio di fertili terre quasi vergini. Erano soprattutto agricoltori, marinai (pescatori, nostromi, piloti, capitani) ed addetti alla cantieristica navale. La città di Kerč si trova infatti sull'omonimo stretto che collega il Mar Nero col Mar d'Azov. Qui costruirono nel 1840 una Chiesa cattolica romana, detta ancora oggi la chiesa degli Italiani. Gli Italiani si diffusero anche a Feodosia (l'antica colonia genovese di Caffa), Simferopoli, Odessa Mariupol ed in alcuni altri porti russi e ucraini del Mar Nero, soprattutto a Novorossijsk e Batumi.
Secondo il "Comitato statale ucraino per le nazionalità", gli Italiani sarebbero stati nel 1897 l'1,8% della popolazione della provincia di Kerč, percentuale passata al 2% nel 1921. Alcune fonti parlano specificatamente di tre- cinquemila persone.[1].
Nel 1920 la chiesa di Kerč ebbe un parroco italiano, una scuola elementare, una biblioteca, una sala riunioni, un club e una società cooperativa. Il giornale locale Kerčenskij Rabocij in quel periodo pubblicava regolarmente articoli in lingua italiana.
Con l'avvento del comunismo, gli Italiani vennero perseguitati con l'accusa di essere fascisti, e parte di essi fu costretta rimpatriare.
A metà degli anni venti gli emigrati italiani antifascisti rifugiati in Unione Sovietica cominciarono ad interessarsi della minoranza italiana: le autorità sovietiche li inviarono da Mosca perché sovraintendessero la comunità. Essi ottennero la chiusura della chiesa grazie alle accuse di propaganda antisovietica contro il parroco che venne costretto a rientrare in Italia.
Nel quadro della collettivizzazione forzata delle campagne gli Italiani furono obbligati a creare un Kolchoz che prese il nome di "Sacco e Vanzetti". Quelli che non vollero farne parte furono obbligati ad andarsene, lasciando ogni avere. A seguito di ciò, nel censimento del 1933 la percentuale degli italiani scese all'1,3% della popolazione della provincia di Kerč.
Infine, tra il 1935 e il 1938 le purghe staliniane fecero sparire nel nulla molti Italiani, arrestati con l'accusa formale di spionaggio.
Nel 1942, a causa dell'avanzamento della Wehrmacht in Ucraina e in Crimea, le minoranze nazionali presenti sul territorio finirono deportate con l'accusa di collaborazionismo, seguendo l'infelice destino della minoranza tedesca, già deportata nell'agosto 1941 durante l'Operazione Barbarossa. La deportazione della minoranza italiana iniziò il 29 gennaio 1942 e continuò l'8-10 febbraio 1942. L'intera comunità, compresi i rifugiati antifascisti che si erano stabiliti a Kerč, venne radunata. Poterono portare con sé un massimo di 8 chilogrammi di bagaglio a testa, quindi iniziarono il viaggio verso l'Asia su tre convogli di vagoni piombati.
Lo stretto di Kerč e il Mar Caspio furono attraversati con navi dove gli italiani vennero confinati nella stiva. Una delle navi affondò. Il viaggio durò fino a marzo in quanto i convogli procedettero molto lentamente. Quasi metà dei deportati, tra cui tutti i bambini, morì nel viaggio.
Il convoglio attraversò i territori di Ucraina, Russia, Georgia, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan. Via mare da Kerč a Novorossijsk, poi via terra fino a Baku, quindi fu attraversato il Caspio fino a Krasnovodsk ed infine, nuovamente su binari, sino ad Atbasar dove vennero poi sistemati ad Akmolinsk e Karaganda in baracche di fortuna e abbandonati.
Narra Giulia Giacchetti Boico nel suo libro:
« Tutta la strada da Kerch al Kazakistan è irrigata di lacrime e di sangue dei deportati o costellata dai nostri morti, non hanno né tombe né croci »
Ulteriori vittime si ebbero nelle terre abitate dai Cosacchi per i maltrattamenti subiti. Si calcola che forse sopravvisse solo il 20% dell'intera popolazione.
I pochi sopravvissuti rientrarono a Kerč sotto la presidenza di Kruscev.
Alcune famiglie si dispersero sul territorio dell'ex Unione Sovietica, negli attuali stati di Kazakistan, Uzbekistan e Russia di cui alcuni nella Repubblica dei Komi."
http://it.wikipedia.org/wiki/Italiani_di_Crimea
"La presenza di popolazioni italiane in Ucraina e Crimea ha una lunga storia che rimonta ai tempi della Repubblica di Genova e di Venezia.
Il primo flusso migratorio italiano giunse a Kerč all'inizio dell'Ottocento. Nel 1820 in città abitavano circa 30 famiglie italiane provenienti di varie regioni. Nel porto di Kerč vennero regolarmente le navi italiani, funzionarono i consolati. Uno dei viceconsoli, Antonio Felice Garibaldi, fu lo zio di Giuseppe Garibaldi. Cominciando dal 1870 giunsero in Crimea, nel territorio di Kerč, emigranti italiani provenienti soprattutto dalle località pugliesi di Trani, Bisceglie e Molfetta, allettati dalla promessa di buoni guadagni e dal miraggio di fertili terre quasi vergini. Erano soprattutto agricoltori, marinai (pescatori, nostromi, piloti, capitani) ed addetti alla cantieristica navale. La città di Kerč si trova infatti sull'omonimo stretto che collega il Mar Nero col Mar d'Azov. Qui costruirono nel 1840 una Chiesa cattolica romana, detta ancora oggi la chiesa degli Italiani. Gli Italiani si diffusero anche a Feodosia (l'antica colonia genovese di Caffa), Simferopoli, Odessa Mariupol ed in alcuni altri porti russi e ucraini del Mar Nero, soprattutto a Novorossijsk e Batumi.
Secondo il "Comitato statale ucraino per le nazionalità", gli Italiani sarebbero stati nel 1897 l'1,8% della popolazione della provincia di Kerč, percentuale passata al 2% nel 1921. Alcune fonti parlano specificatamente di tre- cinquemila persone.[1].
Nel 1920 la chiesa di Kerč ebbe un parroco italiano, una scuola elementare, una biblioteca, una sala riunioni, un club e una società cooperativa. Il giornale locale Kerčenskij Rabocij in quel periodo pubblicava regolarmente articoli in lingua italiana.
Con l'avvento del comunismo, gli Italiani vennero perseguitati con l'accusa di essere fascisti, e parte di essi fu costretta rimpatriare.
A metà degli anni venti gli emigrati italiani antifascisti rifugiati in Unione Sovietica cominciarono ad interessarsi della minoranza italiana: le autorità sovietiche li inviarono da Mosca perché sovraintendessero la comunità. Essi ottennero la chiusura della chiesa grazie alle accuse di propaganda antisovietica contro il parroco che venne costretto a rientrare in Italia.
Nel quadro della collettivizzazione forzata delle campagne gli Italiani furono obbligati a creare un Kolchoz che prese il nome di "Sacco e Vanzetti". Quelli che non vollero farne parte furono obbligati ad andarsene, lasciando ogni avere. A seguito di ciò, nel censimento del 1933 la percentuale degli italiani scese all'1,3% della popolazione della provincia di Kerč.
Infine, tra il 1935 e il 1938 le purghe staliniane fecero sparire nel nulla molti Italiani, arrestati con l'accusa formale di spionaggio.
Nel 1942, a causa dell'avanzamento della Wehrmacht in Ucraina e in Crimea, le minoranze nazionali presenti sul territorio finirono deportate con l'accusa di collaborazionismo, seguendo l'infelice destino della minoranza tedesca, già deportata nell'agosto 1941 durante l'Operazione Barbarossa. La deportazione della minoranza italiana iniziò il 29 gennaio 1942 e continuò l'8-10 febbraio 1942. L'intera comunità, compresi i rifugiati antifascisti che si erano stabiliti a Kerč, venne radunata. Poterono portare con sé un massimo di 8 chilogrammi di bagaglio a testa, quindi iniziarono il viaggio verso l'Asia su tre convogli di vagoni piombati.
Lo stretto di Kerč e il Mar Caspio furono attraversati con navi dove gli italiani vennero confinati nella stiva. Una delle navi affondò. Il viaggio durò fino a marzo in quanto i convogli procedettero molto lentamente. Quasi metà dei deportati, tra cui tutti i bambini, morì nel viaggio.
Il convoglio attraversò i territori di Ucraina, Russia, Georgia, Azerbaigian, Turkmenistan, Uzbekistan e Kazakistan. Via mare da Kerč a Novorossijsk, poi via terra fino a Baku, quindi fu attraversato il Caspio fino a Krasnovodsk ed infine, nuovamente su binari, sino ad Atbasar dove vennero poi sistemati ad Akmolinsk e Karaganda in baracche di fortuna e abbandonati.
Narra Giulia Giacchetti Boico nel suo libro:
« Tutta la strada da Kerch al Kazakistan è irrigata di lacrime e di sangue dei deportati o costellata dai nostri morti, non hanno né tombe né croci »
Ulteriori vittime si ebbero nelle terre abitate dai Cosacchi per i maltrattamenti subiti. Si calcola che forse sopravvisse solo il 20% dell'intera popolazione.
I pochi sopravvissuti rientrarono a Kerč sotto la presidenza di Kruscev.
Alcune famiglie si dispersero sul territorio dell'ex Unione Sovietica, negli attuali stati di Kazakistan, Uzbekistan e Russia di cui alcuni nella Repubblica dei Komi."
Sapevo di Genova e Caffa, per via dell'epidemia di peste della metà del Trecento, ma non conoscevo questa storia.
Grazie del post
Grazie del post
Sebastopoli=base navale= accesso russo al Mediterraneo.
Ecco perchè Putin vuole la Crimea...russa fino al 1954 anno in cui Chruscev l'annesse all'Ucraina...e l'occidente non muoverà un dito.
(edited)
Ecco perchè Putin vuole la Crimea...russa fino al 1954 anno in cui Chruscev l'annesse all'Ucraina...e l'occidente non muoverà un dito.
(edited)
i modi dei russi sono discutibili, ma dobbiamo ammettere che a differenza di noi burocrati chiacchieroni italiani quando vogliono qualcosa la fanno e la ottengono
Sinceramente potrei considerare i modi dei russi "discutibili" se questi avessero finanziato alba dorata, o l'eta, o l'ira per fare un assalto ai palazzi di potere delle rispettive nazioni...
(edited)
(edited)
invadere una nazione confinante per prendertene un pezzo non lo trovi "discutibile"?
Azz....parliamone!
(edited)
Azz....parliamone!
(edited)
Partiamo dal presupposto che la violenza non e' MAI una soluzione.
Un governo che, per quanto discutibile, e' stato eletto democraticamente con elezioni riconosciute dagli organismi internazionali essere state senza significativi brogli, e' stato rovesciato da manifestanti guidati da personaggi cosi':
Diciamo le cose come stanno: Svoboda e' un movimento fascista supportato dall'Europa e dall'occidente con l'obiettivo di destabilizzare l'Ucraina e rovesciare il legittimo governo.
Di fronte a questo la Russia avrebbe dovuto stare a guardare senza far niente?
Ripeto: proviamo a pensare cosa accadrebbe se la Russia finanziasse e supportasse alba dorata...
Un governo che, per quanto discutibile, e' stato eletto democraticamente con elezioni riconosciute dagli organismi internazionali essere state senza significativi brogli, e' stato rovesciato da manifestanti guidati da personaggi cosi':
Diciamo le cose come stanno: Svoboda e' un movimento fascista supportato dall'Europa e dall'occidente con l'obiettivo di destabilizzare l'Ucraina e rovesciare il legittimo governo.
Di fronte a questo la Russia avrebbe dovuto stare a guardare senza far niente?
Ripeto: proviamo a pensare cosa accadrebbe se la Russia finanziasse e supportasse alba dorata...